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Commenti di il signor mario
Commenti alle foto che gli utenti sottomettono alla critica
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Commenti
Il tuo ricordo vive nei nostri cuori
Il tuo ricordo vive nei nostri cuori di il signor mario commento di il signor mario

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Il tuo ricordo vive nei nostri cuori
Il tuo ricordo vive nei nostri cuori di il signor mario commento di il signor mario

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Il tuo ricordo vive nei nostri cuori
Il tuo ricordo vive nei nostri cuori di il signor mario commento di il signor mario

Suggerimenti e critiche sempre ben accetti
Insieme
Insieme di il signor mario commento di il signor mario

Grazie ad entrambi soprattutto perché avete compreso in pieno la chiave di lettura che ho voluto, confesso con un po' d'invidia verso questa coppia che ha la fortuna di invecchiare insieme, a questo scatto.
Grazie

PS Insieme è la parola che ho pensato prima ancora di scatta, vedendoli
Insieme
Insieme di il signor mario commento di Sisto Perina

si contempla in silenzio....

Insieme alla chiarissima chiave di lettura voglio metterci pure questa scala come metafora della vita, percorsa assieme...sempre assieme

ottima....
null'altro da aggiungere...

ciaoo
Insieme
Insieme di il signor mario commento di Ophelia

Caro Signor mario...lei con questo scatto mi commuove fino alle lacrime. Devo darle onore per la scelta del titolo. Efficacissimo.
Insieme
Insieme di il signor mario commento di il signor mario

Suggerimenti e critiche sempre ben accetti
Requiescat in pace?
Requiescat in pace? di il signor mario commento di il signor mario

Sisto Perina ha scritto:
ottimo questo suggerimento...
anche perchè l'articolo dall'archivio ha aumentato la nostra curiosità su questo luogo e su come, la mala-urbanizzazione sta cercando di fagocitarlo...
La prima d'apertura mi piace molto e già inquadra questa convivenza tra sopraelevata, vandalismo e luogo di silenzio...

ciaoo


Seguirò il consiglio nei prossimi giorni, oggi sono andato al Verano con un gruppetto di fotografi per qualche scatto life
Requiescat in pace?
Requiescat in pace? di il signor mario commento di Sisto Perina

Citazione:
riesci forse a fare un totale salendo sulla rampa sopraelevata, contestualizzando il cimitero nell'area circostante urbanizzata

ottimo questo suggerimento...
anche perchè l'articolo dall'archivio ha aumentato la nostra curiosità su questo luogo e su come, la mala-urbanizzazione sta cercando di fagocitarlo...
La prima d'apertura mi piace molto e già inquadra questa convivenza tra sopraelevata, vandalismo e luogo di silenzio...

ciaoo
Requiescat in pace?
Requiescat in pace? di il signor mario commento di il signor mario

Grazie Alessandro, proverò a seguire i tuoi consigli, soprattutto per la contestualizzazione del cimitero. Per quanto riguarda la parte interpretativa un'idea che mi sta balenando per la testa, dopo aver trovato una raccolta di epitaffi, è quella di abbinarli alla foto della tomba/lapide. Cercherò di interpretarlo al meglio.
Requiescat in pace?
Requiescat in pace? di il signor mario commento di AleZan

La mia preferita è la 76721. Forse perchè mette insieme l'aspetto umano con il senso di abbandono e perdita della memoria.
Il B/N è proprio bello.
Gusta dal mio punto di vista anche la scelta della luce senza eccessivi contrasti.

Visto che vuoi ritornare/continuare, riesci forse a fare un totale salendo sulla rampa sopraelevata, contestualizzando il cimitero nell'area circostante urbanizzata.
Se posso darti un suggerimento (poi giustamente ognuno fa come vuole) nel cimitero userei una sola focale e proverei delle inquadrature frontali, molto "ortogonali". Certi tagli in diagonale sono secondo me un po' insidiosi.
Preferirei insomma una visione molto descrittiva più che interpretativa.

Ciao Smile
Requiescat in pace?
Requiescat in pace? di il signor mario commento di il signor mario

Grazie dei commenti, sì il posto non è il massimo, ma non so perché, è un po' che mi attrae la fotografia di questi luoghi, raccontare quelli che sono stati e quello che è ma potrebbe non essere più.
Conto di tornarci, in fondo abito non molto lontano da lì, ma di foto non ce ne sono poi molte in quanto sono rimaste poche tombe, solo le due file centrali e quelle lungo il muro di cinta.
Per ora sto cercando di documentarmi il più possibile. Questa è la nostra storia e sapere che qualcuno abbia cercato, e in fondo stia ancora cercando, di cancellarla mi indigna.
Requiescat in pace?
Requiescat in pace? di il signor mario commento di Pietro Super Pro

Ottimi b/n...

La 76725 su tutte...
Requiescat in pace?
Requiescat in pace? di il signor mario commento di Habrahx

Il soggetto non è eclatante, ma è un bel servizio; e sono sicuro che avresti potuto racontare ancora moltissime cose.
Un ottimo b&n!
Ciao
Requiescat in pace?
Requiescat in pace? di il signor mario commento di il signor mario

Archivio “la repubblica 1984”
Sotto il viadotto c' è però qualcosa che come un magnete attira lo sguardo dell¹uomo di passaggio. Un minuscolo cimitero, un infinitesimale cimitero che corre sempre via dallo sguardo: l' uomo di passaggio da lassù se lo vede infatti sfuggire di continuo sotto gli occhi, il cimiterino corre via e all' automobilista restano alcuni interrogativi: avrò sognato? Ma se l' ho visto davvero, in che modo si riesce ad arrivare laggiù? Mi è dunque sfuggita l' esistenza di un quarto incomodo fra Verano, Prima Porta e gli Inglesi? Sembra infatti che quel minuscolo cimitero in grado di sfiorare lo sguardo per pochi secondi non possa essere reale. Alla fine, dopo ripetuti tentativi, riesci a orientarti, imbocchi la traversa giusta e scopri che non si trattava di un luogo fantasma, non era un miraggio con cipressi. Sei proprio sotto il viadotto, e c' è perfino un custode a indicarti un cartello che parla di "Cimitero di Parrocchietta, giovedì chiuso, 8-13, 15-17". Parrocchietta è il nome del quartiere sopra la tua testa, al confine con Casetta Mattei, il Trullo e il Casaletto, un altro mondo ancora. Un prato dissestato, un breve vialetto di cipressi, e poi le tombe. Alcune sono soltanto vecchie lapidi addossate lungo le mura perimetrali. Altre, su due o tre file, si sollevano dal suolo. Il rumore delle auto è il ronzio continuo del viadotto. Ci sono le stimmate dei morti dell' Ottocento, ci sono i segni di tumulazioni recenti, in questo un cimiterino come ancora una volta potrebbe raccontarlo Pasolini, un cimitero sotto l' ombra del viadotto, un cimitero così sperduto da far pensare a una moneta precipitata dentro un pozzo. Tombe di famiglia abbandonate, e tombe ancora intatte, in uso, frequentate, colme di fiori freschi. La tomba del «libero pensatore» Sante Consorti 1924-1997, accanto alla tomba del sergente aviatore che il 6 dicembre del 1929 «sul cielo di El Mekili, Cirenaica, sacrificava la sua giovanissima esistenza per una più grande Italia - Medaglia d' argento al valor militare alla memoria». Il custode del cimitero di Parrocchietta, Luigi, mi avvisa che non sono certo il primo, anzi, tempo addietro a trovare i morti di Parrocchietta «è venuta perfino Striscia la notizia, sì, è arrivato Jimmy Ghione, per raccontare che in Italia hanno fatto un viadotto sopra un cimitero». Davanti al cimitero, quasi non bastasse, sulle zampe di cemento del viadotto c' è un desolante paesaggio di graffiti, i soliti scarabocchi senza fantasia, «ogni giorno vengono e li cambiano, li rifanno», racconta sempre il custode. E perfino una casupola abbandonata dove vivono alcuni polacchi, senza acqua, senza nulla, poverissimi, stracci umani finiti nella Valle dei Casali. Si narra che proprio in quella catapecchia, occupata adesso da povera gente, abbia sostato Garibaldi, «così dicono, ma vai a sapere se è vero», aggiunge Luigi. Quanto ai polacchi, vanno a chiedere l' elemosina in una chiesa di via dei Colli Portuensi, il prete gli dà qualcosa, ma spesso se ne vanno in giro ubriachi. Non è questa però l' ultima leggenda che riguardi il mondo intorno al cimitero di Parrocchietta: «Mi hanno detto - prosegue il custode - che qui avevano seppellito un Papa per una settimana, ma poi l' hanno portato in Francia, ma forse sono solo chiacchiere, cose che si dicono». I graffiti: pena, monotonia, vuoto di fantasia. «Per tre volte ho riverniciato il muro, poi me so' stufato», sbuffa Luigi, che lavora per l' Ama da cinque anni. «Dovrebbero fare delle tombe nuove, se ne parla, domande fatte ce ne sono, ma al Verano, dove c' è l' ufficio centrale», fa sapere ancora.
Requiescat in pace?
Requiescat in pace? di il signor mario commento di il signor mario

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Requiescat in pace?
Requiescat in pace? di il signor mario commento di il signor mario

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Requiescat in pace? di il signor mario commento di il signor mario

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Requiescat in pace?
Requiescat in pace? di il signor mario commento di il signor mario

Lungo Via Isacco Newton, nella zona Portuense, di Roma c'è un antico piccolo cimitero, il cimitero della Parrocchietta (cimitero dichiarato monumentale), una zona che fino a pochi decenni orsono era prevalentemente agricola e contadina, adesso è invasa dal cemento, le strutture della superstrada sono invadenti, non rispettano niente e nessuno, neanche i morti, che solo grazie ad una forte mobilitazione popolare degli anni 70-80 hanno potuto avere la certezza di non essere sfrattati dal loro piccolo e umano cimitero.
Queste sono solo alcune delle foto che ho scattato ieri durante una visita al "cimiterino" come viene chiamato.

dal sito http://www.laparrocchietta.it

"Nella costruzione del nuovo fabbricato, fu trascurata la sepoltura dei morti. A questa pensò lo stesso Papa Pio IX, che fece erigere a sue spese nel 1857 il piccolo cimitero della Parrocchia. "Il luogo prescelto per il medesimo, fu un'area superficiale di metri quadrati 500 in un angolo della vigna di proprietà della Parrocchia, sulla pubblica via Portuense, ove appena compiuto l'ordinamento del cimitero furono trasferite tutte le ossa che si trovarono nelle sepolture della vecchia chiesa che fu esacrata e ridotta a tinello per uso della vigna. La prima tumulazione nel nuovo cimitero ebbe luogo il giorno il 18 ottobre del ridotto anno 1857 dopo che fu benedetto dal ricordato Mons. Bussi..."
Nel 1876 il cimitero fu ampliato di altri 500 metri quadri a spese del Comune."
HF
HF di il signor mario commento di il signor mario

Quello di lasciare, quando è possibile, un po' di spazio ai bordi è una mia scelta precisa in quanto lascia poi libero l'utilizzatore di scegliere il tagli più adatto all'impaginazione.
E, detto sottovoce, mi salva quando ci sono dei passi particolari in cui è difficile prevedere dove si troverà la ballerina/il ballerino
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