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| stabilimento balnerare chiuso di vittorione commento di huncke |
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sembra che le onde del mare abbiano seguito lo stablimento per non lasciarlo solo, riproducendosi nelle curve scorrette della rete. Non ancora chiuso, c'é un foro, un punto da cui si può passare, e una sedia ad attendere, la prossima apertura che non arriverà se non dopo l'inverno. Circondato, dunque dal tempo che passa, diventa una casa matta o un bunker, da dietro la rete.
e in bn hai provato ?
ciaoo  |
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| resident di huncke commento di huncke |
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| Habrahx ha scritto: | La domanda, penso, dovrebbe esere questa: dove è e quanto grande è la nostra residenza?
L'abbattimento delle distanze ha reso e renderà sempre più piccola la nostra provincia, e prima o poi dovremo convincerci che la nostra residenza è il pianeta terra.
Comunque sia la fotografia da te proposta presenta qualche debolezza, essendo il solo personaggio con il cafettano non sufficiente a rappresentare quanto da te proposto.
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giovanni, mi piace la tua integrazione: quanto grande è la nostra residenza? intesa come spazio del percepito del nostro confine o del nostro sconfino che é meglio.
Come a volte capita, interpreto le foto più di quanto dicono, anche se, in realtà in certi casi, solo traccie dovrebbero essere.
grazie
ciaoo  |
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| resident di huncke commento di huncke |
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| Habrahx ha scritto: | Perdonami ma vedo nelle tue fotografie sempre una maggiore assonanza con la fotografia di Mario Aliberti.
Spero che non me ne voglia, ma metto qui uno stralcio di un mio commento ad una sua fotografia, al solo scopo di riflessione
"...in questi tuoi ultimi lavori ti ritrovo, e ritrovo anche il senso della tua ricerca, paragonabile al viaggio di un sognatore; il sognatore per eccellenza: Odisseo.
Continua a rimanere legato al tuo albero; non cedere al canto delle sirene: il bello, come ciò che conta, è sempre invisibile agli occhi, o almeno ne è invisibile la sua dimensione più profonda.
Ma questo esiste, in una dimensione altra, che superficialmente definiamo onirica, termine che vuole dire sostanzialmente "non conosciuta né comprensibile...".
Non posso, non ce la faccio a definire la fotografia.
Vedo però fotografie bellissime e altre fotografie che rappresentano non tanto il nulla, ma frammenti di ciò che vediamo ogni giorno.
Esiste una gerarchia, mi chiedo? Il bello è veramente così superiore all'ovvio che questo non ha diritto di essere rappresentato, pertanto visto?
Non so dare una risposta, più guardo la fotografia e più ho le idee confuse.
Guardo la tua fotografia: non posso dire che è bella, ma la guardo, e cerco relazioni, senso.
Ma questo avviene anche se guardassi una spettacolare fotografia di, che so di Franco Fontana?
Non so...
Giovanni |
grazie Giovanni, per la bella riflessione, bella perché aperta alle possibilità anche quando queste sfondano contro stilemi, che anche se sempre in evoluzione possono condizionare i processi di creazione.
Di Mario, come abbiamo scritto, mi piacciono le sue derive, intese come capacità di lasciarsi sopraffare, da un idea tanto poco razionale, quanto invece evocativa e in alcuni casi potente, di spazi non ancora esplorati.
in questa foto, comune, mi interessava affrontare il discorso spazio-territorio-comunità. Vivo in una città dove più ti allontani dal centro, più l'urbanizzazione selvaggia, ha scardinato i quartieri e le relazioni tra le persone, come appartenenti ad un luogo (che non sia virtuale). Da tempo però la stratificazione culturale etnica, prende posto, nei bar, nei parrucchieri cinesi, nelle macellerie islamiche, creando attorno a questi luoghi delle nuove comunità di residenti, che riportano in termini relazionali, le vecchie atmosfere da villaggio, fatte di persone in strade che si fermano e parlano.
la foto, con i suoi limiti, voleva sottolineare questo passaggio e domandare: chi sono ora i veri residenti ?
ciaoo  |
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| sospesa di nirvana. commento di huncke |
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si da proprio questa sensazione: e piace la tela che copre, il soggetto, mi ricorda un crisalide. Funzionale a mantenere l'atmosfera avvolta in una dimensione da favola, confondendosi con le pieghe del vestito.
ciaoo |
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| CCS_080912 di frank66 commento di huncke |
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questa me piace, trovo che hai colto un momento interessante, mi piacciono le espressioni a la postura dei personaggi.
avrei eliminato il personaggio a destra.
ciaoo  |
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| identità rubate di huncke commento di huncke |
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| frank66 ha scritto: | Sinceramente la trovo poco significativa.
Il mistero del titolo non mi farà dormire questa notte  |
sicuramente non vuole essere una candid, piuttosto discreta invece..
buonanotte né  |
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| Praha di nerofumo commento di huncke |
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l'ho visto solo adesso.
e se anche in ritardo, ti faccio i complimenti, molto bello, un Praga da viaggiatore, non da turista, che si respira nei luoghi comuni e nelle faccio ordinari delle persone della città.
alcune foto
12-14-17-22-23 sono delle belle street e tengono anche da sole.
ciaoo  |
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| Praha di nerofumo commento di huncke |
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l'ho visto solo adesso.
e se anche in ritardo, ti faccio i complimenti, molto bello, un Praga da viaggiatore, non da turista, che si respira nei luoghi comuni e nelle faccio ordinari delle persone della città.
alcune foto
12-14-17-22-23 sono delle belle street e tengono anche da sole.
ciaoo  |
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| Pale S. Martino di ldani commento di huncke |
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emozionante, come mostra gli elementi naturali selvaggi: mi piace come é stata gestita la superficie dell forme e il b/n.
ciaoo
p.s.
e ho commentato prima di aver letto che hai usato la rolley...  |
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| ... di YoRosco commento di huncke |
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mi piace: é la superficie multiforme, ora liscia, con grumi, di diverse tonalità, scrostasta del muro, che dialoga con un altra superficie, quella della schiena del soggetto, allo stesso modo ricca di linee, di pieghe di incuneature.
i capelli hanno quasi le stesse cromie del prato, e sembrano fili d'erba cresciuti.
Un lingua di cielo: il margine superiore della composizione non finisce dove finisce il muro, segno che si può andare oltre, scavalcandolo, magari semplicemente con quello che sta visualizzando la ragazza.
peccato per la perdita di definizione, diventa una cornice, non un altrove.
ciaoo
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| Mezzi di trasporto di Picter commento di huncke |
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molto bella, la gestione dello spazio, piatto che plana tra prato, lago e cielo, la bicicletta, appesa, come se non dovesse essere li, appartenuta ad un alto luogo, non completamente a fuoco, come a giustificare la sua prossima smaterializzazione, e il soggetto che spinge un tronco, che dovrebbe essere il vero mezzo di locomozione.
sono d'accordo con il taglio di silvano, ma quasi mi manca il rivolo d'erba che spunta a destra in mezzo all'acqua..
ciaoo  |
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| trova "'l'intruso" di DaveEf commento di huncke |
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belli gli indovinelli
a prima vista é il soggetto centrale, che andrà sicuramente da un altra parte, rispetto ai sui fianchi: non ha tacchi alti, non ha il cappello, non porta un abito elegante, non é stato invitato alla cerimonia...
ma tu scrivi che la risposta non è così scontata, la mia lo é, per cui...
ciaoo |
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| storie italiane di huncke commento di huncke |
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Sisto, frank la 1 e la 2
1- la scritta, sgualcita sul muro, dimenticata come i fatti accaduti... ho pensato di raccontarla, cercando di farla intereagire con i passanti.
2- in pp, mi sono accorto che si era verificato un strano cortocircuto d'interpretazione, generato dal secondo passante, che andava proprio a coprire le due lettere che potevano variare in maniera opposta il senso politico della scritta: assassino versus assassinato.
le persone tagliate ai margini camminano incuranti, rappresentano l'indifferenza come scrive sheller, non per le scritte sui muri, ma per i fatti accaduti e che accadono, che coinvolgono persone, quando non hanno un diretto contatto hai soldi che hanno insacoccia, sono tagliate, perché sono da un altra parte.
sonso storie italiane, e il secondo passante aiuta a non scendere nel merito politico, lasciando aperta l'ambiguità del giudizio e il farsi della storia, anche se un processo c'é stato e carlo giuliani é stato assassinato a Genova il 20 luglio 2001.
grazie |
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| reflections in the Galllery di lino rusciano commento di huncke |
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mi piace l'atmosfera, generata dalla luce sul lato sinistro della foto, rende i manichini delle presenze sinistre, che sembrano stiano decidendo il da farsi.
non avrei neanche raddrizzato la colonna centrale: separando il lato sinistro, la dimensione non offuscata dalla vetrina, crea dinamismo, come se qualcosa stesse per accadere.
si animeranno presto.
ciaoo  |
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