|
|  | | Commenti |
|---|
 |
| Riflesso Notturno di EOSman commento di Clara Ravaglia |
|
Questo incredibile ed unico campanile che emerge dalle acque è sempre un goloso soggetto fotografico: vederlo in notturna, così ben inquadrato ed esposto, è un gran bel vedere.
Il calore della parte illuminata che si contrappone al fresco tonale del blu lo esalta.
La nitidezza tagliente del profilo che poi si sfrangia invece in linee seghettate nell'acqua resa morbida dal tempo lungo è una scelta vincente.
Ricordo una versione eccellente di questo soggetto in home page due anni fa..... questa versione non sfigurerebbe certo nella sua fascinosa dimensione notturna....
Ciao
Clara  |
| |  |
| World around us di belgarath commento di Clara Ravaglia |
|
L'ho osservata per un po' questa tua street orfana di sezione, questo tuo ritratto che si fa strada fra i riflessi e le ombre multiple.
Voglio essere sincera... appena aperta si son detta... ma perchè tutti questo elementi che si fondono, si contaminano, prefigurano un genere di street che vedo sempre più spesso e che a me, utente poco più che a digiuno del genere, almeno sul campo della frequentazione pratica, arriva sempre di meno . Per me la street deve essere un po' come una freccia che colpisce il segno. E arriva subito il dolore....( in senso figurativo). Che poi questo dolore abbia una natura acuta, urente, a spasmo, irradiata... non importa; casomai me ne accorgerò ascoltandolo questo dolore, questo messaggio. Ma deve essere libera da condizionamenti.
E, soprattutto in passato, tu me ne hai fatte vedere parecchie.
Qui tutto si mescola in un caleidoscopio di colori, ombre, figure.
Ma tu lo sai, lo sapevi a modo tuo... e l'hai postata in ritratto.
Anche se bluanto sogna di spostarla con un bel colpo verde
per una volta al posto tuo
Questo è un doppio ritratto ambientato, in una attesa, nella stanchezza di una seduta in aereoporto, nei passi vicini e nello stesso tempo lontani di altri elementi in viaggio, ciascuno presente e assente nello stesso tempo, mobile nella evanescenza di un riflesso.
Fuori il buio che avanza, trafitto da raggi rossi di un fanale retrovisore, da lampi di fari di servizio e il candore di tracce divergenti e discontinue dei neon, a segnare un cielo che c'è e non c'è , un blu che si perde fra i vetri, fra realtà e riflesso.
Qui non c'è nulla che accade, tutto ha la fermezza di un ritratto che si fa proprio nell'ambiente, un debole accenno di sagome, ma ben riconoscibili, che raccontano un'attesa, senza fretta , chiare nel torbido impastarsi delle tinte.
Onestamente, come street la avrei letteralmente ignorata, personalmente, come ritratto la guardo, la riguardo, continua a raccontami cose.
Spero non mi toglierai il saluto
Con stima
Ciao
Clara  |
| |  |
| |  |
| Sonata arctica di belgarath commento di Clara Ravaglia |
|
Tecnicamente, in un controluce di questo genere, era impossibile tenere sotto controllo la luce violenta che viene dall'alto. Sarebbe stato possibilissimo costruire l'immagine con un elaborato pw, ma allora la resa della parte bassa avrebbe tradito l'artificio.
Ma ciò che, credo, premeva all'autore, era proprio rendere il miracolo di luminosità sull'acqua che scaturisce da quell'irrompere violento di bianco dal cerchio solare che si insinua fra le pietre e sulle pareti scure.
Allora il torrente inizia a gorgogliare, la spuma fra i sassi brilla quasi monocromatica, ma tutta la ricchezza si concentra nella pozza anteriore, dove il color smeraldo ancora una volta emerge, proprio dove il letto del fiume si fa più profondo e quieto.
Certo, anch'io, ma forse è una mia fissa, immagino un portale verso altre meraviglie, solo accennate dalla tinta smeraldo che brilla dove la luce diventa più dolce, quasi tangente.
La vera luce è quella, non quella incontrovertibile che scende dall'alto.
Bella la curva sassosa che lambisce il bordo acqua, accarezza con equilibrio lo svolgersi della composizione, efficace contrapposizione fra polverosa durezza, e fluido molle, vivido e tentatore.
Tutto scorre sotto la superficie delle apparenze, come sempre nei tuoi lavori paesaggistici, che vivono di rimandi e di sfide visive irresistibili.
Qui la reflex, che ancora una volta ti invito ad affiancare alla tua fotocamera, non c'entra affatto, credo che sarebbe quasi stata controproducente.
Ciao
Clara  |
| |  |
| Immensa...Etretat di Clara Ravaglia commento di Clara Ravaglia |
|
Grazie
bakarne
perchè indecisa??
Tiziano
CTONY
R.O.S.
freddycream
Andrea
max
Fiò
roby2
bakarne di nuovo
| Citazione: | | la continuazione del pavimento(sabbia!?) |
no.. si tratta di una fascia stupenda di sassi candidi e levigati che si estendono per tutta la lunghissima curva della baia, fra la esplanade e l'oceano.
Grazie a tutti per i consigli anche compositivi, ma davanti a spettacoli come questi si è sempre combattuti sul miglior punto di vista e si teme con il più piccolo spostamento di far torto ad una parte o all'altra.
Allora io mi sono lasciata andare a quel cielo incredibile e alle geometrie della pavimentazione e la composizione si è completata da sé.
.
Ciao
Clara  |
| |  |
| la voce del silenzio di Topo Ridens commento di Clara Ravaglia |
|
"Ci sono cose in un silenzio
che non m'aspettavo mai...... "
Si svincola dal presente e sembra uscito da un romanzo di Dickens questo tuo Leon scolpito dalle ombre.
Il taglio suddivide i lineamenti in fasce a diversa gradazione di luminosità, che scivolano l'una nell'altra, permettendo ai lineamenti di non ridursi ad un segno tagliente, ma lasciando regno pieno alla lettura dell'espressione.
Il colletto della camicia netto ed ordinato, rispettato dal taglio e con una cremosità graduale dello sfocato che si fa piacevole complemento all'insieme.
L'atteggiamento serio , un po' compito, controllato, si scioglie in leggera malinconia solo e soltanto negli occhi di chi vuoleo intenerirsi guardando.
e quell'iride che scintilla nel buio è una vera chicca.
Ciao
Clara  |
| |  |
| L'Aquila, centro di francescoscipioni commento di Clara Ravaglia |
|
Il senso di chiusura ed oppressione è amplificato dalle forme della strutture metalliche e i due passanti paiono avanzare a dispetto di tanta precarietà; ma il senso di disagio si scioglie al cuore del fotogramma là dove le piccole figure scure si trovano immerse nella luce piena e simbolica che le circonda: da ombre si trasformano di nuovo coraggiosamente in persone.
Ciao
Clara  |
| |  |
| st di Pio Baistrocchi commento di Clara Ravaglia |
|
Lo sviluppo verticale regala alla donna che si appoggia a fondo immagine il massimo del peso emotivo.
La scena ha l'impatto forte, quasi un piccolo palcoscenico dalla scenografia classica e senza orpelli, il viso in luce certa e l'espressione nitida e pulita, con la fermezza di un fotogramma di scena.
La grande penombra che precede il biancore dei capelli è molto estesa ma non pesa, grazie alla leggerezza del tendaggio chiaro , acquista quasi un movimento lieve, pare vibrare ad un soffio leggero di vento, trattenere il tepore del giorno, che la illuminazione complessiva ci racconta chiaro.
La vita ci insegna lentamente , lungo il percorso, che ogni persona racchiude un tesoro di sorprese, pensieri, espressioni evocative che meriterebbero di restare per sempre.
Chi padroneggia una disciplina come la fotografia ha, in potenza, la capacità di impadronirsene con grande garbo, senza rubare, solo regalando ciò che merita di essere tramandato prima che scolori nei ricordi.
Un piccolo grande paesaggio dell'anima.
Da tenere in pool position nel portfolio personale.
Ciao
Clara  |
| |  |
| s.t. di bakarne commento di Clara Ravaglia |
|
Eccole di nuovo queste bianche scogliere...
Il chiarore che le avvolge oltrepassa il limite tonale della loro bianchezza, complice la composizione astuta, dove le masse scure di sinistra, una realtà certa e solida di terraferma, punteggiata di pochi toni di colore, di piccole case in cima, conduce a spaziare lentamente nell'infinito brillante e aperto dell'oceano. A sinistra la certezza della guida scintillante delle pozze di acqua che lucida la pietra... a destra lo spumeggiare che si moltiplica e la luce piena.
In questa versione a colori la visione unisce dolcezza estrema a note epiche.
Un paesaggio notevole, oltre ogni possibile perplessità su autori che ritornano..... in una piccola grande storia infinita.
Ciao
Clara  |
| |  |
| Senza Titolo di Paolo Dalprato commento di Clara Ravaglia |
|
Il rosso vegetale si fa sanguigno.. i petali assumono consistenza carnosa, il particolare diventa veicolo di sensazioni e fantasia...
Una foto che è tutto e nulla, e sfugge alle categorie e alle classificazioni... ....come tante altre già andate e altre che verranno, tante possibili declinazioni oltre il clic dell'otturatore. Questo mio commento scaturisce dal complesso delle tue visioni fotografiche, questo scatto ne è solo un validissimo paradigma.
Ciao
Clara  |
| |  |
| Io non ho paura di blueanto commento di Clara Ravaglia |
|
Ottimo poter vedere l'originale, in questo caso.
Torno sui miei passi per dirti che, a mio parere, con il Pw ci hai fatto veramente vedere quello che sentivi.
Ciao
Clara  |
| |  |
| Dingle Peninsula di Topo Ridens commento di Clara Ravaglia |
|
Per me impeccabile.
Anch'io ho dei ricordi di quella luce non luce e di quelle atmosfere, ma purtroppo non fotografai molto allora e non portai a casa tutte le testimonianze visive che avrei voluto. Il verde incredibile di quel muschio, le pietre levigate, il silenzio immobile dell'acqua... tutto torna e le sensazioni si fanno quasi sensoriali alla vista.
Mi piace molto questo candeggio... e, nella quiete, mi pare addirittura di scorgere nelle pietre in pp una testa pietrosa, poi una sagoma di animale.. e in basso fra i sassi più piccoli un pesce fuor d'acqua....: saranno magie topesche :wink:amplificate dalla suggestione di questi luoghi.
Ciao
Clara  |
| |  |
| |  |
| Pause di Alessio Matteucci commento di Clara Ravaglia |
|
Per me è perfetta, inquietante al punto giusto, con questo cielo importante e denso che pesa sul bianco squillante di pochi tratti e sulle tonalità di grigio delle architetture all'intorno. E su tutto il felice punto di ripresa, che amplifica ancor di più il protagonismo delle due statue centrali.
Ciao
Clara  |
| |  |
| Il confine.... di Clara Ravaglia commento di Clara Ravaglia |
|
Grazie a tutti....
felice che questo confine in terra di Francia non vi sia dispiaciuto.
jus
| Citazione: | | E se quella grata, segna il confine dei passi, certamente non può fermare i pensiere ed il desiderio di conoscenza ed infinito. |
Tiziano
Francesco
Belgarath
| Citazione: | | Forse il suo solo limite è che si desidererebbe vedere impiegata questa struttura in qualcosa di appena più complesso, ma questo a ben pensarci è un complimento, se non per la foto, per la sua autrice |
Massimo
| Citazione: | | toni caldi e freddi, ma anche simbolici, come l'attesa della comparsa dell'altro, del nemico forse, che ci viene suggerita dalla posizione della torre, a fronteggiare l'ignoto marino. |
Rosario
| Citazione: | Il percorso "ragionevole" è sbarrato dalla grata.
Il percorso "emotivo" verso l'oblio del mare è libero, basta fare qualche passo in più. |
Andrea
| Citazione: | | l'interpretazione è soggettiva ma il messaggio lanciato è chiaro. |
roby2
| Citazione: | | un interpretazione molto personale |
Ciao
Clara
 |
| |  |
| Volando in giardino di rubacolor commento di Clara Ravaglia |
|
Come, giustamente, da mitica pellicola, i colori sono sempre non comprimari, ma veri protagonisti nelle tue macro.
Alla composizione indovinata e alla resa tecnica della cattura, si affiancano a rendere davvero particolare il risultato.
Ciao
Clara  |
| |  |
| alessio di Marea commento di Clara Ravaglia |
|
Ritrovo qui lo stesso sorriso accennato, la stessa ferma consapevolezza, la stessa quieta eleganza della posa e della espressione... :
http://www.photo4u.it/viewcomment.php?t=387853
dipenderà dalla fratellanza dei soggetti oltre che dalla mano della autrice....?
Trovo il taglio compositivo semplice ma efficace, la comprensione di una Buona parte del busto regala, a suo modo, ampio respiro ad un ritratto abbastanza stretto in alto, e lo fa inoltre intelligentemente, inquadrando la figura con una leggera inclinazione diagonale. Qui lascio una mia piccola osservazione personale: la parte destra è in luce diffusa ed omogenea, la parte sinistra del viso gradualmente torna in ombra. Proprio per questa scelta tecnica, che trovo regali un senso di volume ma anche di naturalezza al "set", avrei voluto però che l'ombra del modello, ben distinguibile contro la parete, non fosse inquadrabile come sagoma, si spandesse invece con continuità in una penombra omogenea.
Per ottenere questo naturalmente era necessario agire pre-scatto sulla illuminazione.
Ciao
Clara  |
| |  |
| |  |
| |  |
| ST di Massimo Passalacqua commento di Clara Ravaglia |
|
Le luci forti e le ombre nette, la scelta compositiva, il mood di sospensione e attesa che mi rimandano... ben la collocano fra i paesaggi, la pulizia di scena e il rigore delle linee non la farebbero sfigurare in architettura.
Eleganza che non ti fa difetto neppure in questo semplice spazio vuoto.
Ciao
Clara  |
| | br> |