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| Francesco di aerre commento di aerre |
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@ Cristiana Verazza: Cristiana, ...grazie mille della tua attenzione. Felice dl tuo riscontro.
A  |
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| I miei pensieri come nuvole passeggere di sdomenico commento di aerre |
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A Domè, ...non diciamo cazzate
"ciò che distingue secondo te, il ritratto dallo studio è questo: se tu parli con la modella è "studio" se tu non le dici niente è "ritratto"."
Non ho mai detto niente del genere.
Ma rispetto il tuo punto di vista.
A  |
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| I miei pensieri come nuvole passeggere di sdomenico commento di aerre |
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Domenico, ...giuro che non ti inquino più il topic ....io mi riferisco al tentativo che fai nel ricreare una condizione emozionale.
"Fai la faccia triste" o "fai la faccia felice" significa cercare di alludere all'espressione di uno stato d'animo che che è ....appunto "ricreato", ...come fa un attore davanti la cinepresa.
La consapevolezza di essere fotografati non inficia assolutamente la spontaneità del ritratto ....perchè in ogni caso è proprio in questa consapevolezza che il soggetto esprime se stesso. Lo fa ....dissimulando, ...aprendosi, ....nascondendosi, ...mettendosi a nudo o celandosi ...ma, ...ed è qui la questioe, lo farà sempre nella "spontaneità" della sua reazione emotiva difronte all'obiettivo.
Ma se io prendessi mia figlia e gli dicessi: "Ari, guarda da quella parte e fammi la faccina triste" ....a parte il gioco (che potrebbe assumere altro tipo di aspetto nella valenza teatrale che lo scatto potrebbe acquisire) ....non mi interesserebbe più lo scatto come "ritratto", ...come cioè lettura della "mia" Arianna. E quando dico "mia" Arianna non lo dico tanto per: mi riferisco a quella straordinaria magia che si realizza nell'incontro tra l'identità tra fotografo e soggetto.
Ma perchè questa magia si compia il modo che il soggetto ha di relazionarsi con l'obiettivo, ...nel caso di scatti consapevoli, ...deve essere assolutamente neutro senza che il fotografo ne dirotti l'espressione emozionale.
Se poi il nostro obiettivo è un altro, ...tutto ok. Io posso cercare di dare forma ad una IDEA di bellezza, ....di gioia, ...di felicità o tristezza e lo realizzo attraverso l'INTERPRETAZIONE indotta nel soggetto. Ma è altra cosa rispetto alla reale identità emozionale di quest'ultimo.
Poi, ...siamo d'accordo che "ritratto" non è meglio di "studio" e viceversa. Le difficoltà che attengono a questo e a quel genere sono appunto specifiche della loro diversa natura.
Sulla questione di dove tu vorrai postare i tuoi scatti, ....su questo non mi pronuncio. Potrai continuare a postare i tuoi scatti qui o in studio, secondo come senti l'immagine e vuoi proporla agli utenti.
Ricorda però che postare qui o lì significa anche ricevere critiche, ...valutazioni ...e tutto il resto, ....diverse proprio perchè diverso è in genere (in linea generale ovviamente) il sentire di chi segue questa o quella sezione.
E a mio avviso tu hai delle potenzialità che potrebbero trovare un giusto confronto soprattutto in fotografia da studio, ...là dove ....questa o quella differenza di apertura di diaframma ...tanto per dirne una, ...o la diversa struttura della composizione fanno davvero la differenza.
Qui tu ricrei una condizione emozionale e per definizione questo approccio, ti consente la "ripetibilità" dello scatto in funzione della capacità della modella di "ripetere" o meno la sua interpretazione, ...ed è chiaro quindi che hai tutto il tempo e l'agio di stabilire quali scelte tecniche ti sono più congeniali all'espressione della tua "idea".
In "ritratto" cogli un'istante, ....un battito d'ali.
Buon lavoro
Aerre  |
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| I miei pensieri come nuvole passeggere di sdomenico commento di aerre |
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No, Domenico ....non è teorica ...è molto sostanziale invece.
Questa è una splendida fotografia e la questione "ritratto" o "studio" ...non è un valore aggiunto nè in un senso nè nell'altro, ....questo spero sia chiaro sin dall'inizio. Nessuno ne mette in dubbio la qualità.
Ma "ricreare" una condizione emozionale ....dicendo alla modella ..."fammi una faccia triste" ....e dopo "adesso pensa alle vacanze e mi fai quella felice" ....ha molto poco a vedere con la poetica del ritratto, ...almeno per come la intendo io.
Proprio perchè se anche la modella riesce ad immedesimarsi nel ruolo facendo la faccia triste, starà interpretando un ruolo. Ma quel che è più importante è il tuo approccio alla persona.
Tu non stai scandagliando l'animo di quella persona, ....stai inseguendo una idea. "Fammi la faccia triste" ....vuol dire che ha te interessa concretizzare una "idea" di tristezza, ...di malinconia, ....di nostalgico trasporto. Ma è qualcosa che si sovrappone alla reale identità del soggetto e della sua condizione emozionale di quel momento ....perchè è indotta.
A te non interessa il soggetto come persona (non è un giudizio negativo attento) ma solo il soggetto come personaggio che ti aiuta a ricreare e concretizzare una tua e sottolineo tua idea personale.
Questo lo fa la "fotografia da studio", ....non lo fa il "ritratto". E la questione non è affatto teorica ma attiene a quell'aspetto tanto poco considerato da molti fra coloro che approcciano il genere che è l'approccio al soggetto, ...la lettura che noi si fa del suo animo ...della sua identità e con essa l'aspressione, più o meno inconsapevole, del nostro "giudizio".
Ti ho linkato una tua foto prima, in cui tu ....nonostante il carattere da studio dello scatto fai un "ritratto". Un bellissimo ritratto. E lo fai perchè guardi alla persona.
In molti altri casi, ...la maggior parte, ...tu fai fotografia da studio. Bella fotografia da studio, ...ma non ritratto.
Aerre  |
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| I miei pensieri come nuvole passeggere di sdomenico commento di aerre |
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Un momento, ...siamo sempre parlando di generi che spesso ...inevitabilmente si sovrappongono e cercare di trovare una distinzione in molti casi è anche fuorviante.
Non è proprio come dici. Non è vero che secondo la mia logica solo uno scatto rubato può dirsi ritratto. ....Ci mancherebbe. Dovremmo allora escludere tutti i ritratti "posati" ...e sarebbe ovviamente assurdo. Quando io steso dico a mia figlia ...per esempio "Ari ,...vieni qui che ti faccio una foto" o ...magari condiziono in qualche modo la sua posa dicendole di mettersi un pò più di 3/4 (anche se il più delle volte sono io a girare attorno al soggetto e non viceversa) ...non sto indirizzando in un senso o nell'altro l'espressione del suo universo personale.
Attraverso il suo modo suo porsi, ...il suo atteggiamento anche nell'assumere una posa vagamente suggerita, ....Arianna esprime se stessa ...quello che in quel momento le passa per la testa, ...la sua identità fisica ed emozionale.
Ma non mi sono mai messo a ricreare con nessuno dei miei soggetti una condizione emozionale.
E' questa la differenza di fondo che mi lascia perplessa: tentare di ricreare o evocare una condizione emozionale, che è suggerita e non spontanea.
Per carità, ....nell'esempio che citi tu ci credo che ti sei trovato di fronte ad una persona che ha espresso realmente se stessa e da lì il racconto di un ritratto, ....ma l'idea che la "modella" che viena chiamta in causa a recitare una parte ....quella della persona triste o felice, ..non mi convnce ....perchè è aprioristica rispetto alla lettura che tu dovresti fare del soggetto e fondamentalmente sbagliata. A mio avviso, ...attenzione. A mio avviso sbagliata.
Parlare con il soggetto, ....è la regola principale dei ritrattisti. ..."Conoscere" ....anche se in pochi istanti l'universo che abbiamo di fronte ...pur se non lo abbiamo mai conosciuto, ...ma io non posso approcciare un ritratto dicendo "voglio da te una espressione triste o un'espressione felice".
Questo è "studio" non è "ritratto", ...mi dispiace. Quello che io dovrei volere dal soggetto è ....semplicemente svelarne l'anima, ....che sia triste, ...felice, ...fra le nuvole o incazzata a vita ...quella è una parte del racconto che lascio scrivere ai miei soggetti.
Aerre  |
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| I miei pensieri come nuvole passeggere di sdomenico commento di aerre |
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....Domenico, permettimi una piccola considerazione personale.
...Quando scrivi "lei si affaccia alla finestra perché sembra aspettare qualcuno, è questo quello che le ho detto prima di scattare, lei ha interpretato magicamente quel lieve senso di attesa" ...ti muovi sul quel limite molto difficile da definire tra "ritratto" e "studio".
Vedi, ...ho sempre sostenuto che i due generi per quanto a volte tendano a sovrapporsi, ...in realtà si muovono su registri narrativi paralleli e che puntano in direzioni opposte.
Mi spiego, ...scusandomi in anticipo se mi dilungo un pò e prendendo a prestito alcune righe che ho scritto in un mp ad un amico.
Il "ritratto" muove dal generale al particolare e si concentra sull'unica variabile realmente imporante che è l'identità del soggetto ed il suo universo personale. E prendo a prestito proprio un tuo scatto che per me ...per quanto realizzato in studio con tutti i crismi resta un "ritratto":
http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=524805
Ricordi?
Bene .... anche se quella è palesemente una foto realizzata in studio la componente "Ritratto" è molto più evidente perchè vuole raccontare quel senso di assoluta delicatezza e grazia che si emana dalla ragazza. Cioè ....per dirla in altri termini, l'obiettivo non è realizzare una immagine ideale di "grazia e delicatezza" attraverso quella ragazza per veicolarne l'idea (il generale) ....ma l'opposto, ci racconta nello specifico il senso di "grazia e dlicatezza" che quella ragazza esprime, ...come carattere specifico della persona, ...come espression della sua anima.
La foto da studio, ...che non è da studio perchè si svolge tra le pareti di uno studio ma ..perchè presuppone uno "studio" (quindi può essere anche all'aperto) nasce da un progetto, una "idea" che presiede lo scatto e che molte volte trascende l'identità stessa dei soggetti.
Nel senso che, ...muovendo dal particolare (il soggetto) al generale (l'idea), la foto da studio non necessariamente guarda all'universo personale del soggetto e lì risolve il suo registro narrativo, ma chiama in causa il soggetto a giocare un "ruolo", ...a fare la parte del personaggio.
Come del resto è in questo scatto, ..."costruito", ...con abilità, ...attenzione, ...professionalità, ....ma "costruito" ...persino nella sua componente emozionale.
Questo non fa parte del "ritratto" e mi piacerebbe ...se posso permettermi, che tu stesso nella tua produzione riuscissi a trovare quel filo invisibile che separa (anche se a volte è impossibile) il "ritratto" e la "foto da studio".
Aspetto questo che non mi interessa per una stupida questione di lana caprina circa la "giusta sezione" dove collocare lo scatto, ...ma perchè ...ora in un caso ....ora nell'altro, tutti quanti si riesca ad apprezzare e a valutare i diversi aspetti di questo variegato universo fotografico ...ed umano.
Aerre  |
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| Mart di Matteonibo commento di aerre |
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Salve Matteo,
una costruzione interessante del fotogramma con questo "giocarsi" il margine sinistro attraverso la solida struttura del paramento murario ...per poi dare vita ad uno sviluppo diagonale nella dinamica della posa.
Questo in qualche modo ...oltre ad introdurre un certo dinamismo, ricrea la sensazione di un improvviso invadere il nostro spazio da parte del soggetto, quasi che Mart sporgesse la testa al di qua del piano dell'inquadratura realizzando un certo coinvolgimento da parte dell'osservatore.
Quello che non mi fa impazzire però è la gestione della profondità di campo. La resa del paramento murario a sinistra ....perfettamente a fuoco, ...è secca, ...grafica, ...estremamente dettagliata e toglie tantissimo all'espressività dello sguardo che se pur a fuoco non riesce (anche a causa di una diversa natura rispetto al muro che coglie la luce in modo molto diverso) ad avere la stessa incisione. Almeno a livello percettivo.
A giudicare dal fuori fuoco della spalla e della collana, immagino che gli occhi si siano trovato a causa dell'inclinazione della testa, sullo stesso piano di fuoco del muro (insieme ai capelli) o di pochissimo indietro e questo ha prodotto una distribuzione del "fuoco" tra il viso ed il muro stesso.
Ora ....non conosco esattamente il diaframma che hai usato, ne la posizione esatta della ragazza, ...ma per risolvere l'inghippo a parte l'uso di un diaframma molto aperto, avrei fatto sporgere di un bel pò la testa al di quà del muro, così da non far capitare occhi e spigolo sullo stesso piano di fuoco.
Il bianco nero a parte una buona struttura grafica dei neri, ...ha una gamma di toni medi un pò "spenta". Forse la conversione (sempre che non si stia parlando di una scansione da supporto analogico) è stata realizzata agendo molto sul canale del rosso ..o comunque giocando con gli arancioni, ...portando ad un incarnato molto chiaro e un pò fiacco di ombre, ...pur determinanti nel restituirci i giusti valori di volume.
Aerre  |
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| Looking away di Cristiana Verazza commento di aerre |
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Salve Cristiana e benvenuta qui su Photo4u.
Un Hk piacevole, che fa salve le delicate sfumature del chiaroscuro ...indispensabili a restituirci, nonostante l'esuberanza dell'alta gamma, i giusti valori di volume. ...Anche se, complice un pò anche l'angolo di ripresa, ...a voler essere pignoli non c'è una dinamica dei grigi molto estesa e a parte qualche ombra come ai lati del naso, il viso appare un tantino piatto.
Purtroppo il carattere grafico del ritratto non trova nel disegno dei neri una grande incisione ...a causa di uno scarso dettaglio, ...e questo in un hk dove tutta l'attenzione finisce con il ricadere su pochi essenziali elementi come gli occhi ....è un guaio.
Bellissimo, ...quasi di disarmante dolcezza questo sguardo che si "spinge" oltre i limiti del fotogramma, ...ma proprio per questo motivo avrei concesso più spazio alla sua linea di forza. Detto in altri termini avrei lasciato più aria proprio difronte al viso, ...per accongliere la dinamica espressiva dello sguardo.
Aerre  |
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| Pensieri di DeanBauer79 commento di aerre |
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Salve Dean e benvenuto anche da parte mia qui sul Forum.
Un esordio di tutto rispetto, ...con un ritratto che si affida ad una inquadratura capace di lasciare il giusto spazio alla linea di forza dello sguardo.
La dinamica espressiva dello scatto, infatti, necessitava di tutto quello spazio a sinistra ...quasi ad accogliere il flusso di pensieri ed emozioni che scivolano insieme allo sguardo lungo la diagonale del fotogramma.
Un quasi controluce morbido gestito con cura nell'esposizione sul viso e che lascia intatta la preziosa filigrana dei capelli a meno di una piccola bruciatura in alto. Io amo molto queste situazioni di luce (anche più forti ...con raggi di sole che tangono con una certa violenza i capelli) ed è inevitabile che la ristretta gamma dinamica della fotocamera non riesca a gestire le parti più esposte (i capelli appunto) bruciandone alcune zone quando si espone sul viso.
In genere in questi casi svuluppo due raw separatamente recuperando molti dettagli dei capelli delle zone bruciate.
A proposto di nei ed imperfezioni varie del viso, ....tocchi a mio avviso un tasto dolente.
Nel senso che scrivi una cosa interessante "nel senso che mi sembrava una caratteristica di riconoscimento della ragazza...... ho sbagliato? ": ...no, ...non hai sbagliato affatto.
Qui siamo in "ritratto", ....non dimentichiamolo. La "foto di studio" che si muove su un registro narrativo diametralmente opposto è avezza a questo tipo di operazioni ....perchè rincorre una idea. Il "ritratto" no. Il "ritratto" si costruisce tutto attorno alla persona ed al suo universo fisico ed emozionale. Ben vengano quindi tutte quelle imperfezioni, ...nei, ...o segni particolari che fanno parte proprio di questa identità.
Scusa se mi sono dilungato.
Aerre  |
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| I miei pensieri come nuvole passeggere di sdomenico commento di aerre |
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Una prova da "studio" davvero notevole, ...dove per "studio" ...non intendo il luogo dello shooting ma di quella preziosa attenzione rivolta all'idea dello scatto, ...preparazione e realizzazione. "Studio" ...appunto, attento e si vede.
Molto poco da aggiungere alle belle parole di Vfdesign che condivido.
Solo un paio di perplessità, ....giusto per mettere qualche sassolino nelle scarpe.
Il taglio della mano: tutto lo scatto è costruito attorno a quei pochissimi millimetri di pdc che sottolineano l'occhio. In quest'ottica il taglio della mano non è cosa gravissima, ...ma si è persa un'occasione a mio avviso.
Nella costruzione del fotogramma verticale c'è una traccia diagonale che collega occhio e mano, ...non solo fisicamente ...anche emozionalmente, ....occhio e mano sono legati da un "fare", ...da una gestualità emotiva che fano parte dello stesso racconto. Allargare l'inquadratura sino a cogliere per intero la gestualità della mano avrebbe ....come dire, ...spinto lo sguardo facendolo scivolare lungo questa diagonale e da lì oltre i margini del fotogramma.
Forse, ...per un mio gusto personale, ....l'inquadratura mi sembra un tantino alta. Sempre nell'ottica di quanto sopra avrei sacrificato qualche cm in alto a favore del piede del fotogramma.
Aerre  |
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| fede di lumb commento di aerre |
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...ma io non ti dico di clonarlo ...o tagli su o sotto. |
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| viva la curiosità di Beddu commento di aerre |
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Ha uno spirito quasi da street questo piacevole ritratto ...capce di cogliere un istante, ...."quell" 'istante che fa tutto il racconto del suo cuore emozionale.
La ripresa dal basso ...immagino "fortunosa" è perfetta a raccontarci questo momento di curiosa attenzione della piccola verso qualcosa che ci è ignoto e che per questo accentua il carattere evocativo dello scatto.
Funzionale nell'insieme anche la figura sullo sfondo (peccato che è tagliata in parte) che consente alla nostra percezione di prendere le misure restituendo un grande senso di spazialità e profondità.
Vinta con successo anche la sfida di un pericoloso controluce con un ottimo controllo dell'esposizione sul viso.
Aerre  |
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| Il Testimone di Luigi T. commento di aerre |
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...io avrei fatto un'inquadratura più ampia, ...ma sinceramente avrei dovuto essere lì per risponderti.
A  |
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| Il Testimone di Luigi T. commento di aerre |
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Luigi, mi duole non sia riuscito a spiegare cosa intendevo dire.
Il senso di una foto fatta bene o fatta male ....passa anche attraverso la comprensione di questi aspetti della fotografia che esulano i meri tecnicismi.
Il tuo scatto non esprime nulla che non sia una oggettiva rappresentazione di un volto.
Può essere fatta bene o male nel senso che intendi tu: cioè se il tempo è quello corretto, ...gli iso, ...il flash, ...nitidezza e ..bla bla bla.
Bene ....da questo punto di vista lo scatto ha delle incertezze. Penso ...alla luce di quel flash integrato che ha appiattito i volumi, ...alla composizione con un taglio a destra con poco spazio di fronte al viso/sguardo, ...a un'inquadratura stretta che nulla coglie dell'atmosfera circostante, ....a una generale fiacchezza del dettaglio.
Ma, ...Luigi ...era a monte che il mio intervento, ...e prima di me quello de il Signor Mario, cercava di chiarire alcuni aspetti del ritratto che mancano in questo scatto.
Se poi alla luce di queste riflessioni, ...che restano sempre e comunque personali, ...lo scatto sia fatto bene o fatto male ....è un qualcosa che riguarda esclusivamente il tuo giudizio.
Aerre  |
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| Ritratto di Margiugia commento di aerre |
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Un'espressione sospesa ...dal forte fascino evocativo in quel suo rivolgersi ad un centro di interesse lontano.
L'inquadratura è alta però e nonostante il punto di ripresa sia a livello degli occhi, dà la sensazione di schiacciare in basso la figura: un taglio più basso avrebbe invecce dato più tensione alla linea di forza dello sguardo.
Peccato un pò per il rumore che i 1600 iso fanno sentire tutto e che spappola il dettaglio.
Il bianco nero è piatto, giocato tutto sulla prevalenza del disegno dei neri molto spessi, ma con poca profondità nella resa del volume a causa di una certa ...."fiacchezza" delle alte luci.
Aerre  |
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| Teddy Bear di FoxyLady commento di aerre |
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Mi piace il carattere ...raccolto, ...quasi intimo di questa inquadratura stretta che ha il sapore di un'intesa profonda.
Perchè c'è ...dell'affettuosità in questo avvicinarsi al soggetto, ...non senza sfumature di dolcezza che ci viene ripagata da uno sguardo sincero e diretto sopra il sorriso gentile, ...proprio di un animo di grande sensibilità e schiettezza.
Mi piace, ...mi piace perchè c'è tutto un racconto che si profila all'ombra di questa inquadratura che giustamente taglia generosamente in alto portando sopra la linea degli occhi che acquistano forza ed intensità espressiva.
E ...devo dire che non mi dispiace nemmeno la forte luminosità dello sfondo contro il quale stacca il soggetto: si ricrea l'atmosfera di uno stare vicini, ...all'ombra, ...chissà forse al tavolo di un caffè, ...come di una dimensione fisica ma anche e soprattutto emozionale ed affettiva che riesce per un istante ad isolarsi dal resto.
Aerre  |
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| fede di lumb commento di aerre |
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Inquadratura ampia e piacevole che affida all'inclinazione dell'asse del viso una certa tensione espressiva capace di far vibrare d'emozione lo scatto.
Perchè è proprio attraverso la gestualità della posa che si esprime quell'atteggiamento del piccolo Fede in bilico tra consapevolezza dello scatto e sospensione emozionale, come se il suo sguardo ...pur se diretto in camera ...stesse in realtà scivolando "oltre", ...di là di un orizzonte che solo lui può scrutare.
Bianco e nero gradevole con un prezioso stacco del soggetto sullo sfondo, ...soprattutto a destra dove il tono più scuro dell'incarnato risalta sul grigio più luminose del fondale. Neri precisi e nitidi, ...forse un tantino chiusi in alcuni punti, ma grafici e dal disegno pulito.
Avrei attenuato la luminosità del colletto (la parte a sinistra), ...non che ci siano bruciature (siamo ben al di sotto) ...ma avrei contenuto una certa esuberanza del bianco.
Peccatuccio veniale quel taglio basso che sacrifica il bottone, ...sembra un piccola cosa ..ma non lo è
Aerre  |
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| Il Testimone di Luigi T. commento di aerre |
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Caro Luigi,
...nonostante la luce sia quella "appiattente" del flash integrato ...trovo tutto sommato piacevole l'intonazione di questo scatto dove i 1600 iso ti hanno permesso di cogliere parte della poca luce ambiente restituendo le calde e "rotonde" cromie dello sfondo.
"Interazione" ...dice Mario, ...e dice bene.
Vedi, Luigi ....non è facile definire (almeno non lo è per me ) i margini ...per certi aspetti molto ampi di questa parola, ...ma soprattutto intuire quella sfumatura a volte troppo spesso sfuggente che fa la differenza tra ciò che per molti è un ritratto e per altri non lo è.
Se proviamo a cercare cosa sia "interazione" sul vocabolario, a qualunque campo questo termine si applichi ....in chimica, ...in fisica, ...in sociologia, presuppone sempre una "azione reciproca" ...una "influenza" vicendevole.
Ma tutto questo, ...in fotografia ...nel "ritratto" ...in che termini si configura?
E' lo sguardo in camera che fa ...l' "interazione"? ...la maggiore o minore consapevolezza da parte del soggetto di essere inquadrato ha qualcosa a che vedere con tutto cio?.
Prendiamo il caso di una foto tessera: ....lo sguardo in camera c'è, ...e c'è anche una partecipazione consapevole del soggetto. Ma ....tutto è una foto tessera fuorchè un "ritratto", ...almeno se per esso intendiamo quel racconto che ci si aspetta da questo genere fotografico.
E allora?
Quello che manca nello scatto che ci proponi ...sei tu, ...o meglio il tuo modo di relazionarti con il soggetto attraverso l'espressione di un giudizio.
Mi spiego. Il ritratto esiste ...nel momento in cui formuliamo dentro di noi un giudizio sulla persona che inquadriamo all’interno del mirino ed è da questo che discenderanno tutta una serie di conseguenze sul piano tecnico e che saranno gli strumenti del nostro “racconto”.
E’ chiaro che nella formulazione di questo giudizio mettiamo in campo noi stessi : c’è il soggetto, ...la sua identità, ...il suo universo, ...ma c’è anche il fotografo con il suo personale modo di interpretarlo quell’universo (in una parola la sua idea, la sua opinione, il suo giudizio) attraverso ...il suo sentire, ...la sua esperienza di vita, ...il suo bagaglio umano.
Le due cose non sono scindibili ma convergono entrambe nel farsi del “ritratto” che è dunque il risultato di un incontro tra l’universo del fotografo e quello del soggetto.
E questo “incontro” sostanzialmente il ritratto esprime.
L'interazione a cui fa riferimento Mario ...è proprio questo "incontro" che qui, ...in questo scatto non si esprime.
E non perchè il soggetto guarda altrove, ...non perchè non sia consapevole dello scatto, ..ma perchè non si avverte una tua formulazione emozionale sul soggetto che riesca ad imbastire le fila di un racconto.
Aerre  |
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| -st- di Francesco Ercolano commento di aerre |
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Particolarissima ...oltre che molto coraggiosa la composizione di questo duplice ritratto che si affida allo sviluppo diagonale nella distruzione delle masse.
Ma quel che spiazza e intriga al tempo stesso è la scelta, ...coraggiosa appunto, di tagliare con generoso vigore a destra e sinistra lasciando incompleto l'occhio più vicino al piano dell'inquadratura di entrambi i soggetti.
Il risultato è quello di un frame dal sapore molto estemporaneo che lascia spazio al carattere di una inquadratura ...vibrante, ...incompleta e per questo capace di suggestioni sottili. E' in qualche modo questo senso di incompletezza, ...la sensazione che i due soggetti stiano per lasciare il campo di immagine divaricando la distanza tra noi e loro, ....distanza fisica ed emozionale, che rende lo scatto affascinante e ricco di tensione emotiva.
Forse sarei stato meno "brutale" con il raglio a destra che quasi nasconde l'occhio e tange l'angolo della bocca, ...ma sono scelte.
Ottima la nitidezza come la tavolozza calda e satura.
Aerre  |
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