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| ... di gparrac commento di huncke |
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quello che mi piace in questa foto, é il senso di abbandono, dalla postura del soggetto: una materia di carne morbida, che si schianta contro il rigore delle linee del pavimento, i capelli introducono un altro elemento visivo fatto di curve, stese.
ciaoo  |
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| in una foto di huncke commento di huncke |
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| vittorioneroma2 ha scritto: | Interessante scatto giocato su riflessi e piani che rendono difficile decodificare con certezza lo spazio rappresentato. Personalmente avrei apprezzato un filo di vivacità in più del b/n (soprattutto in direzione dei neri) e una certa attenuazione delle tonalità dominanti.
Stai facendo, a me pare, un interessante lavoro sensibile a questo tema del riflesso per mezzo del quale entri a partecipare tu stesso come protagonista dell'immagine. La trovo una ricerca fertile che, volendo, potrebbe portarti a produrre un ricco portfolio.
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grazie vittorione, ho lavorato sul colore, alla fine ho deciso per la soluzione più neutra, per evitare distrazioni e lasciare spazio all'azione dei personaggi, rappresentati: la luce e i riflessi.
é stato un caso che ho postato in sequenza due foto con un auto-riflesso, il suggerimento é interessante e da prendere in considerazione, difficile sicuramente da realizzare, perché il rischio e quello di finire in una sorta di bolla onanistica.
ciaoo  |
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| in una foto di huncke commento di huncke |
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| Mario Zacchi ha scritto: | Si fatica a capire cosa è foto e cosa no: niente male per questo. Voglio dire che pare di sostare di fronte ad un vetro, oltre il quale ci sono due persone che guardano dei quadri, delle cornici. Ora non riesco a dire se è vero questo o se invece hai fotografato una foto che fotografò i due tizi che guardavano una mostra ... Resto con il dubbio e questo mi piace  |
in questo caso potrebbe essere street... (anche se non si amano molto le categorie).
l'ambiguità é un'altra chiave di interpretazione, e lo sp iazzamento dell'osservatore un risultato sensibile.
Come ho scritto é la foto di Erwitt, che fotografa due persone che guardano a sua volta delle foto: mi ci sono messo in mezzo, per specchiare e moltiplicare l'atto dell'osservare, coinvolgendo il doppio osservatore, del forum, inserendo l'atto del fotografare (il riflesso) come gesto, motore della scena.
In tutto questo, in una foto: la Giudecca, il momento presente, con la luce splendida del canale.
ciaoo  |
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| in una foto di huncke commento di huncke |
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| Habrahx ha scritto: | Bella anche per me.
Il moltiplicarsi dei frame rievoca il moltiplicarsi dell'azione del fotografo e questo da' ragione d'essere alla tua presenza, per quanto riflessa.
In questa c'è sicuramente quel guizzo creativo di cui parlavi in una precedente foto.
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grazie Habrahx,
in questo caso tutto torna, l'immagine riflessa contestualizza e gioca in circolarità a livello di senso, con quello che appare.
ciaoo  |
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| in una foto di huncke commento di huncke |
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| Mario Aliberti ha scritto: | Bella, bellissima...vorrei sapere di più di questa foto..ma come si presenta è fantastica.
Credo che Tu stia cercando, e la stai trovando,... una "Tua dimensione"....
Ciao
mario |
ciao Mario,
la foto é di Erwitt, il soggetto é la luce: ho visto la sua mostra alla Giudecca a Venezia, in una spazio espositivo che si chiama Tre Oci. Vale la pena andarci solo per la luce che entra dalle vetrate.
Più che cercare una mia dimensione: rifletto.  |
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| Meditazione e fotografia di Mario Zacchi commento di huncke |
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efficace gestione delle luci e delle ombre chiave sui cui può giocare l'interpretazione della foto.
il rosario diventa la direzione (path), sviluppato attraverso stadii (steps)i pallini, da raggiungere gradualmente, le zone d'ombra e luce, sono il percorso, gli stati che si devono affrontare. Perché finisce nell'oscurità (parte inferiore) ?
ma in realtà non finisce, continua anche fuori dalla foto.
ciaoo
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| smokers di huncke commento di huncke |
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| Habrahx ha scritto: | Il punto debole che trovo in questo genere di immagini è che si appoggiano ad un'altra immagine.
Nel leggerla alla fine non sappiamo mai cosa ha suscitato il nostro interesse.
Io penso che il tuo riflesso sia secondario, anzi insignificante, perché tu non hai nessuna vera relazione con il ritratto della fumatrice; relazione che potresti avere se, invece di essere intento a fotografare, stessi compiendo anche tu l'azione del fumare.
Certo è che ha un impatto definiamolo grafico, come è stato fatto osservare, e questo potrebbe essere sufficiente.
Ma l'impatto grafico è il fine della fotografia? Dobbiamo cercare immagini che ci attirino graficamente?
E' una domanda futile che mi sto ponendo da tempo e a cui penso non sia in grado di dare risposta.
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non vedrei un assoluto: immagini che si appoggiano ad altre immagini, penso che dipenda dalla capacità compositiva, forse sono più critiche da realizzare. Questa penso cha avete ragione é un po sospesa: però il tuo suggerimento, mi ha fatto venire in mente una possibilità di realizzazione: cavalletto, autoscatto, la persona riflessa, invece che scattare, fuma... però forse sarebbe troppo scontata, ci vuole il guizzo creativo, che crea lo scarto...
immagini che ci attirano graficamente, come probabilmente, questa, però oocome giustamente scrivete, lo sguardo cerca il senso, il collegamento tra la tecnica e il significato, tra il contesto della composizione e la storia dell'autore: tutti elementi importanti per definire il giudizio estetico, che se non funzionano all'unisono, o solo parzialmente colpiscono il giudizio dell'osservatore.
é stato interessante leggere il numero hors series della rivista di quì sotto, non ti da tutte le risposte, però permette di confrontarti..
ciao Habrahx,
grazie per il commento. |
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| smokers di huncke commento di huncke |
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| Mario Aliberti ha scritto: | In ritardo, l'ho proprio saltata,....ma d'impatto mi piace molto...analizzando il contesto, questa è una situazione più complessa e meno decifrabile di quella del "bagno"..ma la complessità è una cosa buona..e giusta!...non per farti premiare come foto della settimana....Giammai!!!!...ma per far godere coloro che la amano.
Ciao Huncke, un saluto
mario |
grazie Mario.
ciaoo  |
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| Milano by Night di stefanosans commento di huncke |
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mi piace.
dinamica, anche la piega del palazzo sulla sinistra, contribuisce alla velocità connotata dal mosso, con i tempi lunghi delle auto che corrono.
Le luci, sono un altro elemento, del lampione in primo piano, repplicato nello sfondo e riportato con le altre luci, meno forti, ma intense dal punto di vista delle forme del semaforo.
Hai usato il cavalletto ?
ciaoo  |
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| s.t. di Franco Stocchi commento di huncke |
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gran b/n lievemente pastoso, che riempie la scena come se fosse un personaggio.
mi piace la composizione che taglia la foto in due, ci trovo il gioco dei contrasti, che rimanda, creando un circolo che si perpetua: bianco e nero, esterno/interno... Che subito sparisce.
Guardando attentamente la composizione, percorrendola da sinistra verso destra la scopro divisa in tre parti, dove la luce, la più accecante, la dissoluzione: é la terza parte...
Il dialogo, l'empatia la comunicazione i due personaggi sulla sinistra discutono, sorridono, sono immersi nella parte oscura della foto, illuminati dalla luce che entra dalla finestra.
Poco, dopo, oltre la soglia, appoggiata al muro, con il vestito a fiori, la mano in tasca, l'aria corrucciata, la solitudine, i cattivi pensieri.
Come é possibile che non sente le voci?
E' cosi vicino, invece sembra essere in un altra foto, certamente da un altra parte.
Poco dopo, seguendo il suo sguardo, una luce che brucia i contorni, dove si intravede un piccolo camion e un palazzo prima che vengano inghiottiti. Dove ci troviamo ?
é la realtà ? siamo sicuri ?
e allora ritorniamo alla binomio iniziale al circolo perpetuo, perché nella terza parte, quella accecante, siamo entrati nei pensieri del soggetto appoggiato al muro: verso la dissouzione di luce. Interno (dentro la casa-soglia)/Esterno(fuori sulla soglia), diventa esterno/interiore.
Tre divisioni, di cui l'ultima (lo spazio luminoso, lo spazio interiore), non si potrebbe vedere, ma la gestione della luce nella composizione, magicamente mostra.
mi piace molto.
posso chiederti con che camera hai scattato e con quale pellicola.
ciaoo
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| smokers di huncke commento di huncke |
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| Mario Zacchi ha scritto: | | Siamo d' accordo, ma l' osservazione che ho fatto (e forse non sono stato chiaro) riguarda il fatto che il prodotto presenti una forma leggibile; vale a dire che sia confezionato in maniera tale da rivelare un percorso attraverso i piani e non solo l' immagine della proiezione di questi piani. In un sogno non si ha questa proiezione perché esiste la scansione del sonno che in una transizione continua, ti conduce "attraverso" i piani. Devi ammettere che la realtà visiva statica della foto (diverso sarebbe un video) abbisogna di questa strategia per risolversi in maniera significativa, intendendo con questo dire che vi si possa leggere un significato altro, che non sia solo la sovrapposizione dei piani. Questa da sola "fotografa" l' essenza materiale dell 'avvenimento (il sogno) la sua identità, il suo modo di manifestarsi senza offrire un' interpretazione contingente da poterci leggere. E' come se dicessi: sogno (verbo presente); ma poi non riuscissi a raccontare cosa. |
scrivendo di sogni e di piani mi viene in mente inception, che come giustamente scrivi é un film, cioé sequenza di immagini in transizione, a differenza della immagine statica della fotografia. Non basta sovrapporre dei piani, ma intessere delle relazioni aperte e condivise, quantomeno con degli indizi, tra i piani offerti della composizione. Ha volte queste relazioni le pianifico prima di comporre, a volte le scopro elaborando la foto in pp, a volte nascono magicamente dai commenti di altri osservatori, a volte come in questa foto esistono, semplicemente da un'altra parte, sospesi e la foto non é pienamente leggibile (per ora).
ciaoo  |
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| smokers di huncke commento di huncke |
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| andreaboni ha scritto: | Ciao huncke ho aperto il tuo scatto perchè volevo vedere cosa nascondeva.
Purtroppo non mi trasmette niente, oppure non riesco a capirlo.
Per quanto riguarda il non commentare le foto che non mi trasmettono niente, non sono d'accordo, io guardo le miniature, poi di quelle che mi sembrano interessanti guardo lo scatto a dimensione "reale" e poi commento quello che vedo.
Altri tuoi scatti li trovo interessanti questo no
andrea |
grazia Andrea, non volevo essere polemico, importante é capire, i commenti sono importanti perché creano sempre un punto di vista differente.
ciaoo  |
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| smokers di huncke commento di huncke |
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| Sisto Perina ha scritto: | questo lo immaginavo...
ma la mia domanda, se eri pure tu fumatore, era per giustificare la "s" del plurale in inglese nel titolo
ciaoo
ps....l'è casa mia....geotaggati!!!!  |
si sono un fumatore, pigro. La 's' si, però mi rendo conto che é debole il legame del titolo con la composizione... da un altra parte la stessa foto l'ho intitolata with you, forse sarebbe stato più indicato per raccontare una storia: l'immagine del soggetto femminile, come visione, memoria del passato, qualcosa struggente cinematografico genere wong kar way...
ciaoo  |
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| smokers di huncke commento di huncke |
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| Mario Zacchi ha scritto: | E' un po' il rischio dei riflessi: non sempre riescono ad avere un senso che non sia solo la sovrapposizione dei piani. Magari si può dire che anche nei sogni (cui spesso si richiamano questi tentativi) funziona o così: per sovrapposizione. Ma nella realtà abbiamo bisogno di trovare un filo conduttore, perché viviamo questo sogno ipotetico "tutto e subito" e non nella scansione del sonno.
Credo che il gap principale qui sia la tua presenza che non si lega ed affastella ulteriormente di elementi una scena già pregna di segni. Si potrebbero legare il volto e l' abito, pure se con qualche difficoltà di ordine prettamente estetico (la porta, la luce, l 'appendiabiti molto particolare). Insomma, bisognerebbe poterla "organizzare" un po', questa scena. Un suggerimento: quella camicetta a quadri ricorda tanto i pavimenti deprospettizzati dei dipinti di Marta Czok. Una sedia opportunamente disposta ..... |
una dimensione onirica, ma allora scrivi non vale, perché tutto é possibile, la realtà, la realtà ha bisogno di segni e questi segni devono connotare, prendendoci per mano, senza farci esagerare con le ipotesi, e con i salti di senso. Penso che la tua analisi sia lucida e contestualizzata: ci vuole equilibrio e anche no.
é sempre un piacere.
ciaoo
p.s.
ma me fai sempre studia.. |
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| smokers di huncke commento di huncke |
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| andreaboni ha scritto: | Non la capisco.
Così non mi dice niente...
andrea |
andrea,
sono d'accordo con te, però quando scrivi che non mi dice niente, mi viene da domandarti cosa ha attirato la tua attenzione ?
le foto che non mi dicono nulla non le commento.
é interessante per capire.
grazie del commento.
ciaoo  |
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| smokers di huncke commento di huncke |
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| Sisto Perina ha scritto: | Immaginando quindi che anche tu sia un fumatore...
altrimenti non saprei come comprendere il tuo riflesso nell'insieme degli oggetti fotografati direttamente e non....
La figura della donna potrebbe suggerire un collegamento con la casa e gli elementi in essa contenuti, come una rappresentazione del suo vivere e del suo ambiente...ma c'è un fumatore in mezzo che interrompe bruscamente questo tipo di lettura
ciaoo |
Sisto, l'é casa mia,
mi interessava il gioco di rimandi dei diversi piani, la fumatrice giapponese (il manifesto é una vecchia reclame di sigarette giapponese), con il riflesso del fotografo, con il riflesso di uno spazio ulteriore, un luogo domestico.
Il corto circuito di rimandi, che elementi così diversi, crea.
ciaoo
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