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| FOOD|7visions di matteoganora commento di matteoganora |
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| milladesign ha scritto: | Non ci ho girato intorno e se mi mandi a quel paese non mi offendo e di certo non faccio polemiche  |
Tutt'altro, anzi, è un piacere ricevere critiche costruttive perchè per me è stato un po' un "salto nel buio"... ho guardato molte foto di food prima di imbarcarmi in questa impresa e mi ero infatti concentrato sul piatto e la luce, poi quando il progetto ha preso forma ho capito che il nostro obbiettivo era di parlare di territorio ancor prima che di cucina, così mi sono concentrato sui dettagli lungo la preparazione del piatto, e alla fine, ho fatto questi still-life ambientati... non ho scusanti in quanto nonostante la voglia di fare tutto in esterno (pensate che il piatto di formaggi l'abbiam preparato in mezzo ad una strada asfaltata) avevo con me flash, pannelli e ogni ben di dio...
Concordo anche sulla polenta, che ahime è stato il mio piatto preferito ma non ero in giornata... un acquazzone improvviso mi ha costretto a sballare tutti i programmi su dove fare foto e come impostare le luci, e mi sono trovato a dover gestire una situazione di emergenza che non ho saputo gestire, era la seconda uscita e ciò mi è servito per quelle successive a migliorare nelle situazioni improvvisate. |
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| FOOD|7visions di matteoganora commento di milladesign |
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Prima di tutto: che bello vedere Matteo che propone anche altri aspetti del suo lavoro. Detta così sembra di dire che le solite cose annoiano, ma non intendo certo questo, credo che non ci sia bisogno di sottolinearlo ma...
Interessante proposta e bellissimo progetto quello del libro, mi permetto però un'analisi dal punto di vista strettamente "foodarolo", il che mi ancora a canoni e stilemi più da studio con luce e ambiente ultracontrollati, anche se è evidente che in questo caso ci troviamo in una situazione più da "reportage" che lega piatto e territorio che non in una situazione di pura descrizione del cibo (che è quella che io personalmente preferisco).
Le due foto che più delle altre attirano la mia attenzione sono quella di apertura, dove l'effetto della lastra di sale è reso alla perfezione dal controluce ma che di contro trovo un po' penalizzata dall'assenza di guizzi luminosi tanto sulla carne quanto su salvia, rosmarino e timo, e quella dei tajarin, che seppur dettaglio di un'ambientazione così ampia saltano all'occhio e invogliano, secondo me più delle altre pietanze presentate, a infilarci la forchetta.
Perchè quesa sensazione sui tajarin? Non saprei ben dire, forse da un punto di vista strettamente razionale perchè per una questione di cromie attirano immediatamente l'occhio che si sofferma sullo studio del piatto per poi passare all'analisi dell'ambiente, esercizio che a me personalmente viene difficile negli altri scatti della serie (escluso ovviamente quello di apertura), dove sono distratto dal "panorama" e vago un po' prima di riuscire a concentrarmi sul cibo.
Per finire sarò estremamente franco ma credo di poterlo fare ben sapendo chi ho davanti professionalmente: cialda di polenta e guancialino stracotto trovo che siano molto sotto i tuoi standard, soprattutto da un punto di vista strettamente "illuminotecnico". Soffro molto la pesantezza delle ombre, tanto quella del piatto quanto quelle sul piatto, in particolare quelle della carne che tendono a confondersi con la carne stessa facendo in definitiva perdere appetibilità al piatto.
Non ci ho girato intorno e se mi mandi a quel paese non mi offendo e di certo non faccio polemiche  |
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| FOOD|7visions di matteoganora commento di carcat |
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Ciao Matteo, più che studio lo considererei un riuscito reportage per un viaggio nella gastronomia piemontese, molto belle le ambientazioni outdoor  |
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| FOOD|7visions di matteoganora commento di matteoganora |
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| Liliana R. ha scritto: | Esclusa la foto di presentazione che ci può anche stare mi piace la coerenza d'inquadratura tra le varie foto ognuna con un primo piano e sfondo.
Mi piace anche l'alternanza di 2 foto all'aperto - al chiuso - all'aperto.
Potresti, valuta tu se, aggiungere altre 2 coppie di foto, comunque non oltre 8-10. Per me va bene anche così.
Liliana  |
Ciao Liliana, la prima è la più particolare in quanto mi sono trovato ad affrontare la sfida di far rendere il sale, in luce naturale o con inquadrature più canoniche si andava perdendo, quasi fosse una mattonella qualsiasi, così ho deciso di usare il flash sotto la lastra per far risaltare venature, colore etc, e un piccolo pannello a fare da contrappunto, ne è uscita quindi una foto un po' diversa dalle altre.
Ne ho parecchie, considera che per ogni prodotto abbiamo fatto almeno 4/5 piatti, e di tutte ho la fase preparatoria e i piatti finiti, ma ho scelto questa selezione per dare una panoramica senza stufare... adesso riprenderemo e magari più avanti aggiornerò il "menu" |
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| FOOD|7visions di matteoganora commento di Liliana R. |
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Esclusa la foto di presentazione che ci può anche stare mi piace la coerenza d'inquadratura tra le varie foto ognuna con un primo piano e sfondo.
Mi piace anche l'alternanza di 2 foto all'aperto - al chiuso - all'aperto.
Potresti, valuta tu se, aggiungere altre 2 coppie di foto, comunque non oltre 8-10. Per me va bene anche così.
Liliana  |
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| FOOD|7visions di matteoganora commento di matteoganora |
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Lo scorso anno sono uscito un po' dai miei soliti generi sportivi, e ho collaborato con un caro amico d'infanzia che fa lo Chef, dopo aver lavorato all'estero e in italia in alcuni stellati michelin, è tornato nei suoi territori natii per prendere un po' di respiro, godersi la famiglia, e riscoprire i prodotti della sua terra... Ne è uscita una serie di ricette che stiamo cercando di finalizzare in un libro...
Ho applicato una mia visione personale al genere, cercando di stare negli schemi ma variando un po' le cose...
Come da tradizione piemontese, ho abbondato con gli antipasti, partendo con un carpaccio di fassone servito su una tavola di sale rosa dell'himalaya...
Poi, antipasto "vegano" una insalata di frutta fresca e asparago selvatico... dietro al piatto potete ammirare il fiume po sullo sfondo e il bosco da cui vengono questi particolari asparagi
A seguire, un'insalata fredda di pollo servita con verdure e nocciole del monferrato tostate
Passiamo al primo, un tajarin con ragù di faraona preparato a fuoco lento sulle braci del camino che vedete
Per il secondo, polenta di mais scoppiata e guance di maiale stracotte, sullo sfondo potete vedere il macchinario usato per selezionare il grado di macinatura del mais
Per finire, una selezione di formaggi di capra serviti con frutta fresca e caramello al latte, dietro le colline monferrine
E per pulirsi la bocca, una macedonia di anguria marinata nel vino, gelato al limone e biscotto di meliga, con vista da favola
Buon appetito...  |
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| SKI|Slash di matteoganora commento di Albano. |
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Luce momento colto e punto di ripresa, secondo me spettacolari. Non so che ottica hai usato, ma forse avrei leggermente chiuso il diaframma, ma sono dettagli.
Ciao |
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| SKI|Tris di matteoganora commento di palme' |
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Bella Matteo !!!!
Eliminerei la vignettatura anch'io, ma son gusti !!!!
Bravo, come sempre !!!!!!  |
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| SKI|Tris di matteoganora commento di matteoganora |
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| Pensa che ho già clonato tutta l'asta dell'innevamento artificiale, ci ho pensato alla protezione, ma non volevo pasticciare... cmque visto che la useranno mi toccherà clonare anche quella |
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| SKI|Tris di matteoganora commento di d.kalle |
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Tanto di cappello!!
Unica nota: la macchia gialla al centro (protezione?..) va assolutamente clonata. IMHO
La vignettatura non mi entusiasma, ma composizione e nitidezza (graduata nei 3 piani) è da manuale...  |
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