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![[Contest n° 61] - Tempo lungo di esposizione [Contest n° 61] - Tempo lungo di esposizione](album_thumbnail.php?pic_id=571277&sid=c99768c20644b27224918f02846287cb) |
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| via sassetti di huncke commento di huncke |
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| Mario Zacchi ha scritto: | E' un' immagine che ammicca ai contenui ed allo stile di Stephen Shore.
"Perchè l'esistente è già bello in se stesso; non ha più alcun bisogno di un Altro, di alcuna formazione soggettiva, che racchiude sempre in sè un rischio di arbitrarietà".
"Nelle immagini di Shore lo sguardo non sembra attratto da alcun oggetto specifico; è piuttosto rivolto all'intensificazione della realtà stessa, intensificazione che emerge non tanto da oggetti individuali quanto da una situazione, alla quale appartengono anche la luce e lo spazio tra le cose in quanto tale".
Un atteggiamento fotografico di spessore che qui non trova consenso. |
sono un'osservatore distratto delle foto d'autore, però poi mi accorgo in fase editing di seguire delle linee che avevo inconsciamente trattenuto, che improvvisamente saltano fuori. Ed é il caso di questo foto: che una volta gestita mi é apparsa subito familiare.
E l'idea di "intensificazione della realtà stessa... non tanto da oggetti individuali quanto da una situazione, alla quale appartengono anche la luce e lo spazio..." é proprio l'attitudine che mi sono accorto di aver seguito.
Ti ringrazio, perché con friedlander prima e con shore ora mi aiuti a rendere manifesto il riferimento culturale a cui mi avvicino e da cui mi allontano.
ciaoo  |
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| 5^AV di vittorione commento di huncke |
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si potrebbe immaginare che dall'alto verso il basso si disegnasse una linea temporale tale per cui il soggetto raffigurato nel manifesto (da giovane) e quello che attraversa le strisce (dopo qualche anno) siano la stessa persona, mentre lo spazio su cui appoggiano i piedi é inversamente proporzionale al loro invecchiamento e il lampione a due teste distribuisce la ribalta.
b/n deciso.
mi piace.
ciaoo  |
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| via sassetti di huncke commento di huncke |
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| Habrahx ha scritto: | Anche se in parte sono d'accordo con l'analisi di Mario -mi piace particolarmente lo sviluppo- io leggo questa immagine da un punto di vista più illustrativo, documentale direi.
Si vedono due personagi umani e un cane; e alcuni alberi spogli, destinati a morire sopraffatti dal cemento.
Ed è proprio questa sopraffazione, questa "waste land" che viene mostrata in questa stupenda fotografia.
Non c'è più spazio per ciò che vive: predomina il potere, che tutto divora con il ferro e il cemento...
"Quali sono le radici che s'afferrano, quali i rami che crescono
Da queste macerie di pietra? Figlio dell'uomo,
Tu non puoi dire, né immaginare, perché conosci soltanto
Un cumulo d'immagini infrante, dove batte il sole,
E l'albero morto non dà riparo, nessun conforto lo stridere del grillo,
L'arida pietra nessun suono d'acque.
C'è solo ombra sotto questa roccia rossa,
(Venite all'ombra di questa roccia rossa),
E io vi mostrerò qualcosa di diverso
Dall'ombra vostra che al mattino vi segue a lunghi passi, o dall'ombra
Vostra che a sera incontro a voi si leva;
In una manciata di polvere vi mostrerò la paura....
T.S. Eliot
Giovanni |
April is the cruelest month, breeding
Lilacs out of the dead land, mixing
Memory and desire, stirring
Dull roots with spring rain.
di pioggia non se ne vede ancora, però le parole di Elliot, sono veramente attuali, e potrebbero accompagnare benissimo la composizione, come scrivi perfettamente tu, gli ultimi alberi come vestigia di un passato, soffocati da nuovi segni, cemento, motori, e in mezzo a tutto questo immutevole la presenza umana, che cerca...
grazie Habrahx per il prezioso commento.
ciaoo  |
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| werk 1 di YoRosco commento di huncke |
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anche a me piace. quoto merola per la scheda di circuito.
ciaoo
p.s.
dov'eri a Munich? |
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| via sassetti di huncke commento di huncke |
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grazie Mario, era proprio, quello che mi interessava, riuscire da un'immagine apparentemente ordinaria, senza particolari punti d'interesse a creare giocando sulla gestione della luce e del colore, qualcosa di diverso, definendo questi elementi metacompositivi (ma se può dire ?) come punti d'interesse dell'immagine.
forse se il ragazzo con il cane fosse posizionato appena dopo la macchina di destra, la composizione sarebbe stata più bilanciata.
ciaoo  |
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| ULRICH TUKUR di Haller commento di huncke |
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piace anche a me, quoto chi mi ha preceduto, sulla gestione cromatica simile a quella del film. Non solo anche la composizione delle singole foto, la trovo equilibrata, ma nello stesso tempo permette di scoprire tracce del soggetto rappresentato in dinamiche che non sono di posa, ma neanche scatti rubati: sei riuscito a creare una buona sintonia con il suo mondo.
le mie preferite: 03 - 06.
ciaoo
dov'eri ? |
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| Papavero di fabio1961 commento di huncke |
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cadendo in un sonno oppiaceo... questa é l'ultima immagine che ho visto prima della calda oscurità. scherzo naturalmente, la foto mi piace, la gestione delle pdc, a fuoco sul papavero, sfocata sullo sfondo. ma quello che identifica questa foto é il cielo spaventoso, fatto di nubi borbottanti da cui la presenza della luce si manifesta in raggi di sole che illuminano la parte superiore della composizione. Anche la pastosità del b/n, quando definisce la terra richiama la pesantezza e la profondità di un sonno tossico.
ciaoo
p.s. pellicola ? con cosa hai scattato ? |
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| Esche Vive di nicolag commento di huncke |
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forse le esche vive sono dentro quegli strani elementi metallici a 4 ruote che scorrono veloci: hai ragione.
bella e drammatica.
ciaoo  |
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| ST di gulfis commento di huncke |
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mi piace molto, anche la luce che si accentua sottolineata, dalle linee nella parte superiore della foto. Il lampione sembra veramente un elemento parlante..
ciaoo  |
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| I GUESS... you would like to fake me even if it doeesn't ra di huncke commento di huncke |
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| Mario Aliberti ha scritto: | E certo, in linea con Tutto quanto, tutto bene, tutto possibile, tutto meraviglioso..e continuare a vedere queste oasi del nulla in mezzo ai grovigli urbani ormai compromessi definitivamente, a meno che , non si rada al suolo tutto e si riprogetti da capo, mi fa passare dalla nausea al vomito all'istante!".
Pensa che c'è una stradina di due metri e mezzo larga, con ai lati, indovina che cosa?......una serie di palazzi di undici piani ciascuno, undici piani!!! e che c'è sopra, affianco e di fronte a questi mostri?....tanti "cartellones" fissi!!, con tanto di impalcatura saldata e cementata.......per sempre. a vita, ma vaff.....lo!!!
Radete, radete al suolo, ospitate per cinque anni le famiglie in altre strutture, e riprogettate sul serio, in "senso uimanistico" con i canoni della bellezza e della vivibilità...... Ma si sa, sto fantasticando!.
Ciao
mario |
Mario,
in realtà dal punto di vista urbanistico, questo lavoro l'hanno già fatto, chiudendo un piccolo parco cittadino aperto al pubblico, sostituendolo con il fantomatico "bosco verticale", dove ci sono alberi sui terrazzi, a salire..
chissà se posso citofonare per portare a pisciare il cane ?
in realtà cerco scoprire nuove estetiche, stupirmi per una realtà che non é
perggiore solo diversa..
chissà se ce la faccio, senza incazzarmi
grazie dell'apprezzato commento
ciaoo |
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| Oggi vota Aung San Su Kyi di gianpilux commento di huncke |
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infastidisce un po il manubrio del motorino che spunta.
Mi piace, anche il particolare del vestito sulla sinistra, il casco richiama un casco militare.
Voglio andare a vedere il film.
Aung San Su Kyi forever !!
ciaoo  |
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| Tramonto di professione_reporter commento di huncke |
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molto bella, sembrano due personaggi che stanno recitando su di un palcoscenico. Ha un non so che di definitivo. Interessante l'ombra di luce sulla schiena del soggetto che si sta allontanando.
Forse pende un poco a sinistra.
Hai provato anche in b/n ?
ciaoo  |
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| urban working flags di huncke commento di huncke |
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| Mario Aliberti ha scritto: | La voglio vedere a colori perchè il tipo di conversione scelto, stranamente, mi spinge verso il colore.
Per il resto, ottima la composizione e il particolare e sconsolante scenario. Pensa per un momento, con la tendenza "all concrete" se diventasse, in un futuro non lontano, uno standard esporre blocchi di cemento prefabbricati per le vie cittadine come totem da venerare e da rispettare e da proteggere come oasi ecologiche.
Ciao
mario |
Mario,
bellissima questa immagine del cemento come archeologia industriale, dei blocchi di cemento come totem.
Ho postato la versione a colori seguendo il tuo suggerimento, eliminando la parte sinistra come ha scritto Sisto.
grazie per il commento.
ciaoo |
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| urban working flags di huncke commento di huncke |
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| Max35 ha scritto: | | una compo bianco e nero dissociante . |
Max, grazie per il commento.
perché dissociante ?
ciaoo  |
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| urban working flags di huncke commento di huncke |
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| Sisto Perina ha scritto: | Col richiamo architettonico sullo sfondo sembrano essere edifici pronti ad essere spacchettati...
Credo sarà una sopresa di...cemento
Ottimo lo scatto, a mio avviso reggerebbe meglio senza la spalla a sinistra
ciaoo |
ciao Sisto, si in effetti sembrano opere del nipotino di Christo
sono curioso di capire cosa c'é sotto e perché hanno messo le lenzuola..
Provo ad operare seguendo il tuo suggerimento per vedere l'effetto che fa.
grazie per il commento. |
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| Elliott Erwitt - Personal Best - Inaugurazione Mostra Venezi di ChinellatoPhoto commento di huncke |
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osservare osservare.
potrebbe essere benissimo un personaggio della foto che sta osservando, uscito per vedere l'effetto che fa di fronte. Ed é proprio cosi' in questa composizione, il gioco del fronte, quello che ha l'osservatore davanti, in questo caso un retro (e in questo caso un bel retro), che ha davanti un fronte, (i visi impressi della foto) che hanno davanti un fronte, la ragazza che guarda, che hanno davanti un fronte: il fotografo che guarda la scena.
La postura della ragazza, con le mani abbandonate lungo il corpo ad attestare un senso di resa e di incanto (la posizione delle dita inarcate verso l'interno é perfettamente uguale per entrambe la mani.); i capelli scendono lungo la schiena lasciando seguito alle pieghe del vestito che scrivono a lima di pesce richiamando il pattern del pavé. La gestione del colore, in tonalità vintage, con desaturo, che ferma il tempo, immaginando di consegnare l'istante ad un momento poco successivo al momento a cui é stata scattata la foto che sta osservando.
ciaoo
p.s.
ma non hai una foto frontale della ragazza ?  |
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