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| riflessi d'autore due, anzi 3 di huncke commento di huncke |
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| Mario Zacchi ha scritto: | | A proposito ... Se scrivi "Riflessioni d' autore" introduci un elemetno ulteriore, oltre l 'immagine. Pensaci ... |
Mario,
seguendo il tuo suggerimento, ho guardato le foto fatte con occhi nuovi e ne ho scoperta una che sembrava proprio una replica di quella che tu avevi creato: certamente più efficace della prima...
"rilessioni" é perfetto, il riflesso nell'immagine, lo specchio della camera, le riflessioni sull'immagine.. rubo.
grazie dei commenti.
ciaoo  |
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| riflessi d'autore due, anzi 3 di huncke commento di huncke |
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| Sisto Perina ha scritto: | quasi piccolo OT
ma come cavolo era illuminata questa mostra?
vi sono meno riflessi in quelle organizzate dal mio circolo fotografico
ciaoo |
...secondo me é una tecnica... non é vietato fotografare, i riflessi quando guardi le foto esposte non sono evidenti, però quando guardi le foto che hai fatto spuntano
prossimamente posto una foto flou sulla stanza della mostra, dove saranno presenti i famigerati faretti a pioggia
grazie del commento.
ciaoo |
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| riflessi d'autore due, anzi 3 di huncke commento di huncke |
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| francodipisa ha scritto: | Bella, ma, in che senso no-artwork? Vuoi dire che il risultato è semplicemente quello ripreso dalla fotocamera, senza importanti interventi di post-working se non quelli ovvi su luminosità, desaturazione, contrasto, piccole clonazioni ecc.? Due paroline di spiegazione (anche per capire il titolo) sarebbero desiderabili.
Ciao |
franco,
confemo, solo pp ordinaria.
'2' nel titolo perché é la seconda foto della serie, anzi la '3' perché c'é stato l'illuminante intervento di mario z. sulla prima.
'Riflessi d'autore 3' anche perché: gli autori a questo punto potrebbero essere 3: Martha Holmes, l'autrice della foto in mostra, l'autore della foto della foto riflesso nella foto, il soggetto ritratto della foto della Holmes autore e artista per antonomasia: l'uomo rinoceronte
grazie del commento
ciaoo |
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| Emarginazione di Domenico63 commento di huncke |
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le trovo tutte piuttosto interessanti, non voglio soffermarmi sulla serie, perché sono rimasto favorevolmente colpito dalla prima.
al di la del titolo, che per i miei gusti é troppo esplicito, la trovo veramente ben composta, piena di elementi che si richiamano rimbalzando: la carne inanzitutto al colore della pelle che il b/n gioca a sottolineare. C'é un treno di carne bianca satolla e opulenta in fila, in una fila generazionale a decrescere con l'età, con tutto la simbologia che comporta che fa quasi retorica, se contrapposto al ragazzo asciutto con la pelle nera seduto da solo con lo sguardo quasi rivolto verso le nostre dita. Ci sono quattro canne da pesca con le lenze che si richiamano come un pattern sociale, mentre il ragazzo con la mano destra mantiene solo un retino quasi per le farfalle: ma che ci fa ?
in lontananza dove c'é più mare una grossa barca forse un Yacht (mi piace pensare così), staccato dalla terra, ancora più inarrivabile nella scala sociale.
Ecco questa foto mi ricorda certe marine di martin parr, e mi ricorda che tutti ma proprio tutti siamo un po flaccidi.
ciaoo  |
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| A ognuno il proprio pennello di texmb commento di huncke |
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sembra quasi una rappresentazione astratta.
Fontana (quello dei tagli alla tela) in settimana bianca
Immagine immacolata, la gestione del bianco é funzionale alla percezione dello spazio, definito da una linea che parte destra all'immagine, con dei frammenti di neve che scavalcano il manto bianco, trasformandosi in taglio ondulato, verso un onda soffice alzata dal passaggio delle lamine, per giungere alla figura umana (peccato per la poca definizione) e terminare con la sua ombra. Poi lo spazio.
anche il titolo é congeniale.
molto bella: fa venire voglia di sciare.
ciaoo |
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| India 2 di stellina commento di huncke |
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trovo molto efficace il croppaggio.
Doppio.
Quello dell'immagine, e quello all'interno dell'immagine gestito dalla tela gialla in primo piano sul soggetto.
forse se fossero stati invertiti i colori, giallo forte in secondo piano come sfondo, il soggetto avrebbe avuto più risalto.
armonica la gestione dei colori della tela primo piano e sfondo.
L'espressione del viso esprime una naturalità rubata, la fissità dello sguardo, porta ad una riflessione interiore. La mano pencola pescando nel sacchetto di patatine. Il braciale sul polso si inserisce ancora nelle gradazione dei colori che gli stanno intorno creando una interessante soluzione di continuità. Anche il colore del pacchetto di patatine é intonato.
E' proprio India.
molto bella.
ciaoo  |
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| riflessi d'autore di huncke commento di huncke |
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| Mario Zacchi ha scritto: | Come cambierebbe potendo inquadrare le luci più o meno così, tutte dentro la cornice? e magari con una leggera maggiore evidenza dei riflessi? Personalmente la troverei più interessante: uno scatto di pura invenzione. Nella tua versione apprezzo particolarmente la cornice ripresa in modo da essere prima deformata e poi inserita con precisione nel fotogramma: è un gesto attraverso il quale ti appropri della foto originale trasformandola in un soggetto tuo. Anche inquadrando diversamente sarebbe stato lo stesso; ma questa precisione rivela meglio l' intenzione di quanto non possa farlo un' inquadratura all' apparenza casuale. Anche le luci, potendole inserire meglio, diventerebbero un elemento capace di sottolineare l 'intenzione.
Di che ti occupi, se non sono indiscreto? |
grande Mario,
interessante la tua elaborazione, rende ancora più incisivo il dialogo tra le due immagini, integrando in maniera significativa dal punto di vista della composizione le diverse realtà temporali. Il fatto che questo poi sia sottolineato dalle presenza della Luce (piccoli faretti o luci della ribalta) potrebbe rendere, più accattivante l'interpretazione dell'immagine.
nulla a che vedere con la fotografia, progetti d'integrazione tra istituti finanziari..
grazie per il commento.
ciaoo  |
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| Passi . 1 di vLuca commento di huncke |
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questa é perfetta.
sembra il campo di un doppia partita a tris.
Mi piace la composizione quando l'elemento umano catturato dalla rappresentazione del piede scardina e bilancia l'attenzione dai pattern architettonici. Trova ben gestita la gestione dei colori nelle relazione dei vari riquadri.
Hai provato in b/n ?
ciaoo  |
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| riflessi d'autore di huncke commento di huncke |
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| Sisto Perina ha scritto: | Beach fashion di Nina Leen, uno degli scatti più gettonati tra le cover di life...
Lo scatto originale è fantastico (merito soprattutto delle bellezze immortalate), la tua serie di riflessi e linee cadenti...molto meno...
Da portare a casa come ricordo della mostra fotografica (ma tutte a me capitano le mostre dove è vietato fotografare? )... oppure immaginare i riflessi come delle stelle-stars per riferirli alle modelle....ma allora servirebbe un altro titolo...
Non mi convince
ciaoo |
Sisto,
e come fare a resistere ?
é una delle foto che mi ha colpito di più, guarda solo la particolarità dei costumi delle modelle... vintage ma avangarde allo stesso tempo
E' una foto di una foto.
In cui si specchia quello che ci sta attorno, cioè altre rappresentazioni di foto.
C'é il gioco b/n della foto originale e del colore delle piccole luci specchiate invece che riporta alla cronologia attuale. Il riflesso del povero autore della foto, un'ombra flebile, per non disturbare la precisione dell'immagine incorniciata: che é la vera foto d'autore.
grazie per il commento.
ciaoo  |
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| Chiocciola di Pinko ball commento di huncke |
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vertiginosa questa scala: quindi efficace.
Spirale ben composta: mi piace come il particolare dei colori della bandiera, bilanciano l'attenzione verso il buco nero che alla fine avrebbe inghiottito l'attenzione dell'osservatore.
ciaoo
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| you and Rui Xing di huncke commento di huncke |
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| Mario Zacchi ha scritto: | | Si quello rimane. Kenneth Lum è l' artista cui facevo riferimento. Qui trovi qualche sua immagine. |
grazie Mario, artista che non conoscevo.
L'incontro immagine-parola, nelle costruzioni fotografiche che ho visto, mi ricorda i fumetti, nel senso che accanto alla foto ci sono scritti i pensieri della persona raffigurata... approfondisco.
ciaoo  |
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| you and Rui Xing di huncke commento di huncke |
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| Habrahx ha scritto: | Non ho capito bene ciò che significa questa immagine (ma deve significare qualcosa?)
Però, come documento, trovo che l'accostamento dei caratteri cinesi e anche del personaggio, magari indirettamente, agli abiti da sposa occidentali sia di una forza comunicativa, anzi, esplicativa straordinaria.
Insomma, con una immagine senza significato riesci a mostrare una relatà sociale ed economica di cui tutti subiamo le conseguenze -e anche i vantaggi- .
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Grazie Habrahx, hai aggiunto un altro elemento (l'abito da sposa) al gioco delle interpretazioni: il risultato é interessante. E in effetti non so come sono i matrimoni in cina, ma quelli che vedo quà, fatti da emigrati cinesi, cinesi italiani, hanno le stesse caratteristiche di abbigliamento: vestito bianco e abito scuro lui. Da domandarsi a livello culturale cosa succede e a che livello si sviluppa e quale direzione prende il processo d'integrazione... osservando semplici dettagli.
ciaoo  |
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| .... di nino67 commento di huncke |
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veramente particolare all'inizio pensavo ad una testa volante.
Scriverei, che il soggetto principale é troppo centrale... però che bisogno c'é di creare più dinamismo di quanto rappresentato. Buona la PDC, che circonda il soggetto rendendolo quasi fantastico. C'é un'atmosfera di sospensione, nel senso che sta proprio a volare. Mi piace la tensione manifestata dalle orecchie sparate, la prospettiva dei palmi delle zampe, rivolte verso l'osservatore. Forse avrei eliminato un po di spazio intorno, e gli avrei applicato una leggera maschera di contrasto, per rendere ancora più forte la sensazione che da un momento all'altro, potrebbe planare sulla tastiera.
ciaoo
p.s
non avevo visto il b/N, un altra foto bella uguale: però non esagererei con la vignettatura. |
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| you and Rui Xing di huncke commento di huncke |
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| Mario Zacchi ha scritto: | | Allora a maggior ragione mi sa che il titolo avresti dovuto introdurlo come elemento della tua immagine, altrimenti è davvero difficile realizzare (nel senso di comprendere) il legame cui alludi perché la sua comprensione si basa necessariamente sull' aspetto figurativo. Chi guarda qui deve avere questa informazione, altrimenti di questo titolo indaga il nesso logico, il suggerimento per l' interpretazione e non gli può venire in mente che tu l' abbia inteso come elemento della foto in seno alla quale collocarsi, appunto, anche in senso figurativo. |
bhe in effetti in parte c'é (sul lato sinistro). Però capisco, come hai scritto giustamente tu, che ci vogliono diversi presupposti, per riuscire a comunicare certe interpretazioni, e in questo caso l'idea del chiasmo diventa piuttosto farraginosa. Rimane a mio avviso, piuttosto diretto il rapporto tra i segni (ideogrammi/graffiti), come possibile elemento di analisi centrale... (IMHO)
ciaoo
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| Panchina di GianlucaVigano' commento di huncke |
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azz, lo fai apposta...
hanno un sapore tutto particolare, anche se mi sa che digitalizzandola perde.
avrei alzato un poco l'inquadratura, cercando di far assumere alla panchina una posizione meno centrale.
se ci fosse stato un cielo più scritto..
semplice e armonica.
ciaoo
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| you and Rui Xing di huncke commento di huncke |
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| Mario Zacchi ha scritto: | Chiasmo con un rimando al senso letterario, visto quel che spieghi circa il titolo e non in senso scultoreo, immagino (cui si potrebbe far risalire al massimo la "postura" dei manichini). Se vuoi integrare così tanto l' immagine con un titolo (o un testo) devi rompere gli indugi e scriverci direttamente sopra e proporre un opera mista (scrivendo sotto, o di fianco, o intorno ... creando uno spazio ulteriore o sovrapponendo, ecc. ...). Adesso mi sfugge il nome di uno che fa queste cose ... vedo di cercarlo, se mi riesce. Qui ho l' impressione che lo sguardo in questione, comunque, perda parecchia forza nel chiasso che fa il resto. A prima vista colpisce il groviglio di segni: sia quelli propriamente detti perché tali sono anche nella realtà (graffiti e scritte); sia quelli che segni lo diventano fotograficamente, cioè nel momento in cui, attraverso lo scatto, si proietta l’ immagine di qualcosa sul piano fisico e, inevitabilmente, il senso che l' immagine di questo qualcosa acquista, sul piano narrativo.
La trasversalità della cultura cui fai riferimento, che non direi sommersa, ma dichiarata, visto che non manca di esprimersi, non la sottolinei con uno scatto singolo. Hai bisogno di “mostrare” (sei un fotografo) i parallelismi altrimenti devi integrare con spiegazioni (che come fotografo dovresti cercare di lasciare ad altri, coltivando piuttosto il senso compiuto delle foto e dei progetti). Oppure devi contare troppo sull’ intuizione del tuo pubblico che “tuo” (cioè tuo profondo conoscitore – e mi riferisco a tematiche, metodologia e linguaggio per affrontarle) non puoi aspettarti che sempre lo sia. |
chiasmo, nel senso di "X". Tra parola e immagine: you (lato sinistro del titolo) e il soggetto umano (lato desto immagine) "\"; tra la parola Rui Xing (lato destro del titolo) e la parola immagine (lato sinistro dell'immagine) "/".
In effetti prima di scattare non c'é tutto questo, e forse é quello che capita generalmente ai fotoamtori, quando non esiste nella maggiorparte dei casi un progetto a priori.
Quando scatto agisco d'istinto su quello che mi colpisce; poi verbalizzo mentalmente le ipotesi di senso.
In questo caso ho trovato diversi elementi a posteriori, tra cui il più rilevante quello giocato sulla relazione tra segni: ideogrammi/grafitti.
Il dialogo tra un'identità molto forte e chiusa come quella cinese/ideogrammi, e quella urbana dei grafitti, "sommersa" anche se manifesta nel senso di non ufficiale (l'ideogramma cinese é la lingua scritta di una nazione). Affiancare queste manifestazioni, abbastanza incomprensibili da un punto di visto semantico per un'osservatore standard, trovarle così vicine nell'inquadratura, pensando (solo adesso) alla figura umana presente, come possibile fruitore ma anche possibile autore degli stessi grafitti in quanto sicuramente seconda generazione: a questo punto sarebbe stato perfetto il suggerimento di Mario, quando scrive: "decisamente meglio se fosse stata collocata quasi al centro del graffito", per trasformarlo in simbolo dell'evoluzione dell'integrazione ma anche dell'omologazione culturale... o semplicemente il disvelamento di modelli sociali di sviluppo.
Questo sembra evidentemente espresso in autonomia dalla singola immagine.
Mario, concordo con te quando scrivi che le foto non hanno bisogno di parole, la chiarezza e la forza dell'immagine deve arrivare da se stessa e dal contesto in cui appare.. A volte però verbalizzare può essere un processo utile per prendere coscienza di quello ci ha colpito inaspettatamente.
grazie dell'analisi.
ciaoo
p.s.
Fammi sapere se ti ricordi l'autore a cui ti riferisci. |
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