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| tutto quì. di huncke commento di huncke |
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| Mario Zacchi ha scritto: | | L' idea della foto sbiadita è coerente: trattare in senso espressionista l' immagine facendo leva "anche" sul mood ci sta. In questo caso, per esempio,il senso di anonima desolazione si può sottolineare con l 'aspetto un po' scialbo (e va comunque detto, però, che non è una novità). Tuttavia occhio a non scattare foto qualunque pensando che basti poi lavorci un po' su. |
Mario,
giusto come scrivi tu "non é una novità".
Certo prima di scattare faccio un minimo di selezione, però quello che mi stupisce, che solo dopo in pp, mi accorgo di particolari che non avevo notato al momento dello scatto. Ad es. il cartello con la freccia quando guida lo sguardo dell'osservatore verso la traiettoria della persona che sta uscendo dall'inquadratura.
grazie per il commento.
ciaoo  |
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| Riflessioni Art.18 di Fabio Moscatelli commento di huncke |
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surreale, pastosa, attuale, politica, ci avrei messo da qualche parte una pistola.
mi piace veramente tanto.
Un lynch italiano, però quello di crazy clown.
ciaoo
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| ... di vLuca commento di huncke |
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stonano i bianchi spinti ai lati, con i cromatismi: hai provato in b/n?
a parte questo trovo la composizione magistralmente realizzata.
Un'epifania di geometrie: i quadrati dei mattoni in primo piano, che sfumano dopo la riga bianca, verso un pattern grumoso, gli scalini su, e poi via verso la volta, un puntellato e delle linee curve orizzontali. E come se non bastasse: al centro perfetto un figura umana con un cappello, che fa una pernacchia alla simmetria, sporgendo un borsetta nera a lato.
complimenti.
ciaoo
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| tutto quì. di huncke commento di huncke |
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| Sisto Perina ha scritto: | e così te la cavi facilmente
dovunque è alterato dall'umana presenza ed opera...per cui, in tal senso, qualsiasi scatto random finisce per rientrare in questa citata categoria...
L'arte e la capacità fotografica dei Becher avrebbe estrapolato chissà quante realtà da questa tua panoramica mentre in questa tua non trovo il mordente giusto per una precisa chiave di lettura.
Parcheggio, ciminiere, moduli industriali, piuttosto che chiese, gru e pubblicità....un insieme caotico dove il taglio superiore risicato e menomante non contribuisce certo a pensare ad un'indagine studiata...
Certamente e giustamente caricata del grigiore di un paesaggio urbano apparentemente degradato ed architettonicamente in sviluppo ma mi sfugge anche il nesso col titolo...
forse (sicuramente...) limite mio personale...
ciaoo |
che é una parte del titolo della mostra del 1975 negli statiuniti, che Mario mi ha fatto venire in mente quando ha citato i new topographics.
In realtà quando ho scattato questa foto, non avevo in mente questi fotografi, anche se poi quando ho rivisto l'immagine in pp e mi ha colpito, sicuramente hanno agito le loro immagini e la loro attitudine che ha influenzato la fotografia urbana negli anni a venire. B/n, ambienti dimessi, area industriali ecc ecc..
Sisto hai colto la mia idea quando scrivi: "Parcheggio, ciminiere, moduli industriali, piuttosto che chiese, gru e pubblicità..." e aggiungerei una persona che sta scappando dall'immagine.
Tutto quì ? l'osservatore si domanda, perché sta foto sbiadita, dov'é la neve, dove sono i tramonti ?
Tutto quì. Risponde il titolo. Guarda meglio, guarda quanti segni ci trovi.
(sempre molto IMHO)
grazie per il commento.
ciaoo  |
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| ... di perozzi commento di huncke |
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decisamente interessante il meccanismo dell'osservatore-osservato: un gioco di scatole cinesi che documenta la realtà.
I corpi sono tagliati, l'attenzione e' sul bambino che si muove stranito in un mare di coriandoli, mi piace la mano della madre: quando abbozza un'attenzione verso una scena fuori dall'inquadratura.
Il tablet ci da informazioni ulteriori, riproponendo quello che nella parte alta dell'immagine é escluso: ed è propio nel dialogo tra le due immagini che si gioca il piacere della lettura.
ciaoo  |
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| .... a Stefano63.... di RiccardoC. commento di huncke |
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scriverei che il soggetto é il cielo. E' cosi forte la sua presenza che mi piacerebbe vederla capovolta.
Forse avrei preferito un contrasto più morbido.
suggestiva.
ciaoo  |
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| tutto quì. di huncke commento di huncke |
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| Mario Zacchi ha scritto: | | Topofotografia allo stato puro. Bernd e Hilla Becher e da noi Gabriele Basilico: tre nomi che non si possono ignorare se ti piae questo filone. |
"man altered landscape"
o semplicemente quello che ti sta intorno.
grazie del commento.
ciaoo  |
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| Newtoniana 03 di Viola Lorenza Savarese commento di huncke |
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anche a me piace: un nudo diverso, immerso in una foto con molti elementi che possono narrare una storia.
Perfino il tatuaggio sul fianco sinistro della modella rimbalza le strisce dei pneumatici.
complimenti.
ciaoo  |
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| la foresta di vetro di huncke commento di huncke |
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@ momard
@ vLuca
ho provato diverse inquadrature, eliminando la parte a sinistra, sembrava troppo simmetrica.
grazie dei commenti.
ciaoo  |
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| the comeback di YoRosco commento di huncke |
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| YoRosco ha scritto: | @Riccardo: ti ringrazio per seguire costantemente il mio cammino spirituale
@huncke: no, no nessun artwork (solo b&w in post)
qui trovi la storia dello scatto:
http://yorosco.blogspot.com/2011/05/berlin-with-myself.html
Giuseppe |
formalmente mi piace molto il primo scatto, con i piedi che spuntano, e le persone dietro.
... certo, avrebbero fatto bene a pestarti a sangue (metaforicamente intendo)!! |
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| ancora galaverna di mauro69 commento di huncke |
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il paesaggio é incantato.
avrei lasciato più respiro, chiudendo un poco di più il diaframma, facendo scivolare lentamente lo scarto tra il fuoco del primo piano, e lo sfocato.
ci sono molti elementi nello sfondo che avrebbero meritato un poco di attenzione.
ciaoo  |
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| the comeback di YoRosco commento di huncke |
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questo é un artwork però..
e il corpo dovrebbe essere sospeso nel museo dell'Olocausto a Berlino ? |
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| twins di huncke commento di huncke |
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| albatros123 ha scritto: | Sperimentare è divertente, ma è anche una esigenza impellente e irrinunciabile. Pubblicare sul sito il risultato della sperimentazione è, a volte, frustrante e quasi inutile.
Ciao
mario |
mario,
l'utilità come concetto, quando si tratta di postare foto su di un forum: non c'é.
Il piacere della condivisione e del confronto, si (IMHO)
ciaoo |
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| twins di huncke commento di huncke |
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| Mario Zacchi ha scritto: | Per Huncke: più che divertente (che ci può stare, naturalmente) è utile. E' utile perché serve a stimolare la ricerca di un senso in quello che si fa, perché non resti incidentale. Perché pressoché tutte le persone che hanno prodotto qualcosa che è rimasto, si sono interrogate su quello che facevano.
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Mario,
completamente d'accordo, quello il senso dell'aggettivo divertente.
Sono felice di trovare persone stimolanti con cui discutere, e benvengano le sperimentazioni, quando aprono nuove percorsi.
ciao
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| twins di huncke commento di huncke |
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| Habrahx ha scritto: | Non è una questione di stupore, ho visto qualcosa di simile qui: http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=532046 fotografia del buon Mario Zacchi, e anche di fronte a questa immagine sono rimasto perplesso.
Chiaramente la mia perplessità nasce dalla sensazione che qualcosa mi stia sfuggendo, quindi da una mia debolezza, oppure insufficiente capacità di lettura di una immagine.
Io il riferimento ad Arbus nella tua immagine proprio non ce l'ho visto, ma se pure ci fosse, proprio per lo sdoppiamento, moltiplicazione dell'immagine, se consideriamo il sensore come uno specchio, allora dovremmo vederlo in ogni foto di matrimonio dove la sposa posa davanti allo specchio, mentre sappiamo benissimo che tali generi di foto le snobbiamo come banali e scontate.
Comunque oggi, nell'epoca della "fotoillustrazione" (così definisco le immagini fortemente elaborate) capisco che ci possa essere una ricerca ad una purezza, una originalità che non esito a definire archetipica, della fotografia, pertanto nelle infinita esplorazione del fotografabile, può essere plausibile passare dal triciclo di Eggleston al proprio guardaroba...
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Habrahx,
mi piace molto la tua definizione: "dal triciclo di Eggleston al proprio guardaroba" potrebbe essere il titolo di una mostra fotografica .
Nel corso della storia della fotografia contemporanea, la dimensione domestica/intima é stata ampiamente sviluppata penso alle stanze da bagno della Goldin. Quello che fa la differenza é il progetto.
In questo caso, a confronto, la mia immagine rimane certamente una fotina, che ci ha piacevolmente intrattenuto.
grazie dell'intervento.
ciaoo  |
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| twins di huncke commento di huncke |
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| Webmin ha scritto: | ... interessante spunto di riflessione che merita un approfondimento.
Mario |
Mario,
é divertente scrivere di fotografia, anche se a volte, si rischia di perderne il senso del "fare", ci sono critici quotati, che non sanno usare un apparecchio fotografico... Si potrebbe creare un sezione apposta nel forum, chiamarla: "ipotesi di fotografia"
ciaoo  |
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| twins di huncke commento di huncke |
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| Mario Zacchi ha scritto: | | Il proposito sembra porsi in gioco solo attraverso la sinergica lettura dell' immagine e del suo titolo contraddittorio: non sono gemelle l' immagine speculare, che non è realtà, ma immagine, appunto, e la sua matrice, che invece è reale. Per chi conosce Arbus e le sue "Gemelle identiche" è facile cogliere un' analogia nell' uso contraddittorio del titolo. Solo che lei Era Arbus e non c' era solo questo in quella foto e nel resto. Però mi piace l' approccio concettuale: è una strada per arrivare a qualcosa che non sia solo una bella fotina. E tutto sommato qui mi piace anche che si possa essere spinti a riflettere sull' idea stessa di fotografia: "immagine" della realtà, corrotta dal fatto che non si tratta di realtà e, talvolta, addirittura, che la realtà può essere anche ribaltata dalla fotografia. |
@ Mario,
le tue osservazioni, aprono la strada alla riflessione sul possibile senso di questa foto. Ci sono due, immagini di un indumento, propriamente una, perché l'altra come correttamente scrivi é speculare. Appese, in uno spazio con il chiarore quasi irreale che le avvolge. La sospensione del giudizio, la definizione e la posizione del soggetto rispetto allo spazio indicano un passaggio dal reale al concettuale.
Per dire cosa ?
Uno specchio in una fotografia significa sempre la stessa cosa, quello che ne caratterizza il senso: é il contesto, cioé quello che ci é riflesso e come nelle foto di Brassai i segni delle presenze intorno.
In questo caso, non c'é scampo. Poche connotazioni intorno, se non la fotografia di un indumento e del suo doppio speculare riflesso. I due soggetti prendono sembianze umane (il richiamo simbolico), diventano personaggi surreali in un palcoscenico del teatro dell'assurdo. Entità sospese parlanti. Un linguaggio incomprensibile ma pacato, come i toni dei bianchi che li avvolgono. Guardandoli bene, esistono veramente e non sono più convinto, e non riesco più a distinguere quale sia il riflesso, quale sia felice a quale sia triste come nelle "gemelle". E' l'illusione del medium fotografico (specchi riflettenti), sottolineato dalla presenza dello specchio (non sono più sicuro che ci sia mai stato) che definisce e deforma la realtà ma che addirittura come giustamente suggerisci tu può contribuire a cambiarla.
grazie del prezioso contributo critico.
ciaoo  |
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