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| Casalabate di Antonino Di Leo commento di randagino |
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Altro bellissimo trio.
E qui si vede bene quello che intendevo nel dire che le sparute presenze umane tendono a diventare paesaggio, scolorendosi come oggetti...
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| Casalabate di Antonino Di Leo commento di 1962 |
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Soggetti e linea orizzonte al centro, luce in chiave alta e medesimo paesaggio marino di sfondo. Cambiano i soggetti.
Nonostante il mare nelle tue proposte percepisco sempre un velo di desolazione, di velata malinconia.
Una buona serie di foto, complimenti
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| Lecce di Antonino Di Leo commento di DamianoPignatti |
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| mi piace molto questo approccio alla fotografia che non è paesaggistica o architettonica, ma una forma ibrida tra le due, con una visione intimista che è un valore aggiunto. |
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| Lido Marini di Antonino Di Leo commento di littlefà |
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Le tue piccole storie son sempre interessanti da esplorare. Angoli di mondo legati da un filo che li accomuna ma ognuno con la sua identità,tessere che raccontano quotidianità senza la ricerca dell'effetto speciale. Mi piacciono particolarmente i colori.  |
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| Trepuzzi di Antonino Di Leo commento di rrrrossella |
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Sono completamente d’accordo con quanto osservato da Alessandro, forse non l’avevo compreso ma inconsciamente è proprio questa rarefazione che rende particolarmente affascinanti queste tue proposte… Non posso che rinnovarti i complimenti
Ciao!  |
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| Trepuzzi di Antonino Di Leo commento di Arnaldo A |
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Un altro bel trittico.. ben riprese, precise le inquadrature, con ottimi colori tenui tutto perfettamente assemblato e ben proposto.
Arnaldo |
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| Trepuzzi di Antonino Di Leo commento di amodali |
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la faccio sintetica, mi piace anche questo trittico
personalmente apprezzo in particolare le tonalità e le inquadrature, spesso fuori dagli schemi ma mai banali |
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| Trepuzzi di Antonino Di Leo commento di Antonino Di Leo |
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Ciao Alessandro. Semplificando, il filo conduttore lo potrei addurre alla voglia di rappresentare luoghi e situazioni che abbiano una forte componente liminale, prestando molta attenzione alla struttura, non composizione e non necessariamente rigorosa, e alla luce della scena. Una rappresentazione estetica alternativa e più "democratica". Una descrizione topografica del lato B insomma.
Il trattamento tonale vien da se quando utilizzo la pellicola (Portra 400 di solito), ovviamente sovraespongo, mentre in digitale adeguo, solitamente in camera, la resa all'analogico, fin dove possibile.
Il tuo è proprio un bel commento in cui si nota una lettura attenta dell'immagine, ho avuto piacere nel leggerlo, ti ringrazio.
Buona serata.  |
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| Trepuzzi di Antonino Di Leo commento di randagino |
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Sto pensando al filo conduttore che mi fa molto piacere queste sequenze.
Trattamento tonale, impaginazione, unità di luogo...
Possono essere tante cose, ma incomincio a sospettare che il fascino mi venga da un certo qual senso di desertificazione, di rarefazione, di stasi; quasi di abbandono, anche se abbandono non c'è affatto.
Ora non mi ricordo se l'assenza di persone sia una costante, ma ho il sospetto di sì.
O, quanto meno, sono talmente mimetizzate nel deserto da non farsi proprio notare. E persino le auto, che dovrebbero trasmettere vita e azione, sembrano diventare paesaggio morto...
Tutto giace sempre sospeso...
Insomma, belle foto, complimenti.
Dovrei scriverlo più spesso, ma sono pigro...
p.s. Questa, poi, mi è piaciuta moltissimo... |
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