|
|  | | Commenti |
|---|
 |
| HK di d&d commento di aerre |
|
Ha la leggerezza di un soffio questo chiaroscuro che pare sospendere il ritratto nella dimensione di un sogno o di un ricordo lontano, ...appena rievocatosi dal segreto dell’anima.
Bene ha fatto l’autore a lasciare che la struttura dei neri si mantenesse leggera e senza esasperazioni grafiche, ...anche se personalmente avrei aumentato di pochissimo (non più di dieci punti) il contrasto per dare maggiore “disegno” allo splendido sguardo e alla linea della bocca.
Ma a ben guardare neanche la struttura dei bianchi è esasperata, ...e questo è curioso nel generale proliferare di Hk ridotti ormai al gioco secco e senza anima di bianchi accecanti e neri spessi come inchiostro di china.
No, ..qui invece il chiaroscuro, così sussurrato anche nella pacatezza dei bianchi che pure avrebbero potuto essere più luminosi, pare scelta precisa. Quasi a voler allontanare l’immagine, spingendola nelle ovattate morbidezze di una visione che lentamente riaffiora e prende forma.
Scelta saggia, a mio avviso, ma soprattutto personale. E questo per il “ritratto” è fondamentale.
Lo sguardo è diretto, ....quasi insistente; tanto più intenso nella resa quanto più lo riferiamo al carattere quasi impalpabile di quel chiaroscuro. Ma è proprio in questo strano contrasto tra la dolcezza apparente di quell’atmosfera da sogno e la fermezza consapevole e diretta dello sguardo che si consuma tutta la dinamica espressiva del ritratto.
Bella la composizione tutta giocata sull’inquadratura stretta sul soggetto. Il viso inclina di lato, secondo la diagonale del fotogramma verticale ed accenna una gestualità di grande pregnanza espressiva che dà forza e sostanza allo sguardo diretto in camera.
Un ritratto da conservare tra le cose preziose.
Aerre  |
| |  |
| Lola di grunland commento di aerre |
|
Vibra di note di grande freschezza questo ritratto capace di farsi racconto attraverso l’istante di un gioco, dell’universo infantile della piccola Lola.
Molto bello il momento che lo scatto congela, raccolto nell’espressione concentrata, ma serena e divertita della piccola e in quella gestualità intimamente connessa al gioco, che rendono lo scatto dinamico e pieno di vita.
Vita che riconosciamo nella disarmante dolcezza di quell’espressione come nell’euforia di questi colori frizzanti che serbano il sapore di istanti di spensierato divertimento: dall’oro dei capelli, al pervinca della maglia, al giallo squillante del pupazzetto di peluche.
Mi piace che la tavolozza resti comunque naturale, senza essere inutilmente enfatizzata nella saturazione e nel contrasto.
Quel che mi spiace è che l’inquadratura sacrifichi parte di questo bel racconto.
E’ tutto nell’espressione della piccola Lola, ...ma anche nella sua gestualità, ..questo racconto. L’inquadratura invece lascia generosamente molto spazio alle spalle del soggetto, sbilanciando in posizione periferica la gestualità della mano ed il peluche che pare stia lottando con un “parigrado” o afferrando qualcosa. Lo slittamento a sinistra dell’inquadratura, fa si che il margine destro sacrifichi proprio questo punto forte del ritratto, dove l’occhio viene subito calamitato, complice l’esuberante tono di giallo. Meno aria dietro le spalle e un maggior respiro a destra avrebbero contribuito invece ad una composizione più equilibrata.
Avrei evitato che il taglio basso (ma questa è una piccola cosa) “pizzicasse” il gomito.
Aerre  |
| |  |
| Daniele Sepe di Andrea Feliziani commento di aerre |
|
Un bel ritratto davvero, Andrea.
Bello perchè intenso come il suo bianco nero denso e pieno di sostanza; intenso nonostante sia capace di ricreare il carattere di un atmosfera di silenzio e di attesa.
Ma è un silenzio di piena concentrazione, che precede ...o forse segue la performance (non saprei), ...un atmosfera sospesa ma che vibra di una tensione latente e di quell’intesa tra l’artista ed il suo strumento tutta condensata nell’espressione sorridente e serena dello sguardo di Sepe.
Scivola in basso con dolcezza infinita questo sguardo, sullo strumento sorretto da quella mano che pare carezzare senza stringere, ed il nostro Andrea è consapevole che il nucleo emozionale del suo “racconto” è tutto li.
Bene fa dunque ad affidare la composizione al taglio quadrato di una inquadratura stretta sul soggetto consentendo agli elementi forti del ritratto di distribuirsi lungo la diagonale: il viso di Sepe da una parte e la mano che sorregge il sax dall’altra. Ottima la verticale dello strumento che asseconda il margine a destra mentre l’inclinazione del busto accenna un dialogo con la diagonale.
Corretti i tagli anche se forse l’inquadratura avrebbe potuto slittare leggermente (di pochissimo) a destra anche a costo di sacrificare un filo di spalla, per avere più aria a destra del sax ed assecondare meglio la diagonale del quadrato.
Ma è poca cosa, ...resta notevolissimo il distribuirsi delle masse al di qua della diagonale, per meglio sottolineare lo “stare” della posa che stacca contro il nero impenetrabile dello sfondo.
Fondamentale questo nero che abbraccia, circonda ed isola l’artista ed il suo strumento nel vibrare forte di questa atmosfera davvero intima e a tratti segreta.
Il bianco nero è parte integrante di questo racconto, nelle sue luci che squillano forte sul viso, sulla mano, sulle chiavi del sax, sul tessuto della camicia, ...come nelle ombre dense e grasse che dialogano con lo sfondo nero.
Il risultato è una grande solidità e tridimensionalità nella resa delle forme, del tutto concorde al cuore narrativo dello scatto e allo “stare” della posa.
Bellissima la resa dei tessuti, in particolare di quel velluto che puoi toccare con mano.
Aerre  |
| |  |
| Eleonora.... di Clara Ravaglia commento di aerre |
|
Ci guarda curiosa Eleonora, in quel suo stare in bilico tra un naturale riserbo e l’irresistibile fascino esercitato dall’obiettivo. Si consuma tutta lì, ...la dinamica espressiva del ritratto; tra il guizzo di curiosità che accende lo sguardo e la gestualità così spontanea di quel “mordicchiarsi” la mano per vincere la timidezza.
Si tinge così d’infinita dolcezza la consapevolezza della posa ed il ritratto vibra di una grande immediatezza e freschezza nello sfiorare corde sensibili del nostro immaginario.
E chissà ...c’è forse, in questo scatto, molto della nostra Clara che pare volersi specchiare in quell’atteggiamento di divertita e discreta curiosità per il mondo esterno, ...quello di là del cancelletto e d’un tratto commuove quell’istintivo riflettersi di sguardi, come di un dialogo a distanza con un sè che si rievoca e con dolcezza le sorride ....attento e curioso.
Indovinata la composizione, che abilmente sfrutta la “linea dura” del cancelletto per costruire il fotogramma.
Se da un lato la sua fuga diagonale crea profondità spaziale e funge da via d’ingresso lasciando che il nostro sguardo scorra sino ad incontrare quello della piccola, dall’altro vale a ritagliare e definirne lo spazio fisico ed emozionale, tenendolo ben distinto dal nostro.
Si fa così più intenso lo sguardo attento e timido della piccola Eleonora grazie alla rotazione del viso a favore di camera sopra il busto che preme parallelamente al cancelletto.
Trovo corretta la composizione del soggetto al centro di questa inquadratura che pare raccogliersi con calore ed affetto, perchè la linea diagonale del cancelletto vale già di per sé a creare una forte tensione spaziale di lato ed in profondità. Era quindi necessario creare un certo “peso” al centro del fotogramma, a partire dal quale si sviluppa la linea di forza dello sguardo diretto verso di noi. Solo il taglio superiore appare leggermente incerto nello sfiorare la testa della piccola: si sarebbe potuto slittare in basso l’inquadratura con un taglio un pò più espressivo capace di alzare la linea dello sguardo e sottolinearne l’intensità espressiva.
Bella tavolozza, perfettamente concorde al carattere di fresca spontaneità del ritratto con il suo gioco limpido di cromie rese vibranti dal contrappunto tra il bianco dell’inferriata ed il rosa fragola del giubbottino.
Aerre  |
| |  |
| ... di aerre commento di aerre |
|
@ BIANCOENERO: ....grazie infinite. ....Sai che la tua conferma è per me un onore. Davvero.
Aerre  |
| |  |
| Luna Park di grunland commento di aerre |
|
....Mi piace molto questo scatto, a meno di qualche piccola incertezza nell’inquadratura dovuta, con evidenza, all’estemporaneità dello scatto e all’esigenza di cogliere un istante.
Mi piace quella triangolazione di sguardi che coinvolge l’osservatore, ...in particolare l’occhieggiare curioso del piccolo al centro con lo sguardo che punta diritto verso la camera.
Questo in qualche modo, ...come dire ....ha la forza di sospendere per un istante lo scatto; riesce quasi ad isolare i soggetti dal contesto chiassoso e ridente del Luna Park intorno.
Ma è uno scatto che in qualche modo non considero “ritratto” in senso stretto.
Colgo l’occasione di questo scatto, ...non me ne voglia l’autore, per continuare parte di alcune riflessioni espresse qui .
Il titolo “Luna Park”, ..per quanto i titoli nulla aggiungano e nulla tolgano allo scatto (secondo me) è già di per sè indicativo di una certa intenzione nello scatto.
Questa immagine racconta, ...sicuramente. Ma qual’è il vero nucleo narrativo dello scatto? Più che farsi racconto della persona, come esplorazione ed interpretazione del soggetto, ho l’impressione che lo scatto si focalizzi sulla “situazione”, ...quella del gioco, della confusione di mamme e papà al seguito che fanno da sfondo ma anche e soprattutto da cornice allo scatto, ...i colori, ...le macchinine.
Un’atmosfera intera insomma ci viene raccontata in questo scatto, che vibra corde sensibili del nostro immaginario, ...l’atmosfera del Luna Park entro cui si muovono i soggetti.
Si potrebbe pensare al “ritratto ambientato”, ...dove l’ambiente in questo caso è riferito al Luna Park, ...ma anche lì, ....il “ritratto ambientato” si fa, a mio avviso, nel momento in cui il contesto non è solo contenitore, ma è significante, aggiungendo cioè qualcosa al racconto del soggetto come persona. Qui i particolari inconfondibili del parco giochi individuano con precisione un luogo ed una situazione, ma non contribuisce particolarmente ad arricchire lo scatto su alcuni aspetti squisitamente legati all’universo e all’identità dei soggetti.
Chiedo ancora scusa per la generalizzazione.
Aerre  |
| |  |
| «A me gli occhi!» di manyshots commento di aerre |
|
....E’ indubbiamente un ritratto (quindi sezione giusta) nella misura in cui lo scatto trova proprio nei due soggetti la sua ragion d’essere. Sono loro il centro di interesse di uno scatto che svolge un racconto costruito sull’espressività dei due ragazzini, ...in bilico tra lo stupore della sorpresa e il disappunto per il “nostro” sguardo che viola forse l’istante di un gioco segreto.
Di fatto l’ingombrante presenza delle fronde sfuocate in primo piano assicurano il carattere improvviso dello scatto, ...l’effetto della sorpresa, mantenendo ben distinti lo spazio nostro da quello dei soggetti.
Ma è ...ahimè, una presenza davvero ingombrante che disturba un pò la leggibilità dell’immagine, anche per il tono di verde decisamente esuberante sulla tavolozza dell’incarnato che fa da sfondo.
Non mi convince all’interno del dittico la disposizione dei due fotogrammi diversi solo per la desaturazione di quello alla sinistra.
Avrei capito il desiderio di accostare due fotogrammi, intesi come frammenti di un racconto, ...diversi per esempio anche per punto di ripresa o inquadratura, ed in grado di suggerire attraverso l’accostamento una diversa chiave di lettura della scena.
Ma così non mi sembra, a mio avviso chiaramente, che il fotogramma sulla destra riesca ad aggiungere qualcosa al ritratto.
Aerre  |
| |  |
| Accra #15 di aldo feroce commento di aerre |
|
Che bello questo sguardo sorridente e consapevole dell’obiettivo, sopra l’accennato sorriso delle labbra appena dischiuse. Ha la forza di ricreare il senso di una immediatezza e di una spontaneità che valgono tutta la verità del ritratto.
...Ci coinvolge, questo sguardo diretto e rende in qualche modo partecipi, quasi fossimo anche noi sul bordo di una strada al riparo dalla forte luce.
Il controllo dell’esposizione è capace di restituirci una perfetta leggibilità del soggetto nonostante le condizioni di forte controluce.
Ma è la composizione a svolgere con abilità tutte le potenzialità espressive del ritratto.
Una scelta precisa quella del nostro Aldo di affidare la costruzione dell’impaginato figurativo alla diagonale del campo quadrato lungo la quale si “svolge” la posa del soggetto.
Questi è seduto e le braccia che poggiano sulle ginocchia formano un arco diagonale che attraversa tutto il fotogramma connettendo i due elementi forti del ritratto: le mani con quel loro stare espressivo l’una sull’altra, ma soprattutto il viso.
L’occhio scorre questa diagonale e viene calamitato dall’improvvisa e spontanea rotazione del viso che raccoglie la dinamica della posa proiettando lo sguardo del soggetto diritto verso di noi.
Proprio questo consente al ritratto una espressività incredibile, ...colta nel compiersi di quel movimento, ..ed è in questo “farsi” che ne riconosciamo tutta l’efficacia.
Notevole nell’ambito del controllo della luce come l’arco diagonale delle braccia si faccia spartiacque luministico: da una parte le ombre si addensano ...al riparo del muro, ....dall’altra l’esuberante chiarore della strada con le sue luci ed i suoi ritmi.
Diagonale come spartiacque anche emozionale dunque capace di ritagliare lo spazio del soggetto e farne uno spazio “privato”, ...quasi intimo e condiviso solo con l’osservatore, contrapposto a quel mondo di luce, affollato e distante.
Aerre  |
| |  |
| ... di Topo Ridens commento di aerre |
|
Dilagano come un fiume in piena e invadono la nostra percezione gli azzurri, i bianchi e gli ambra rosati di questo magnifico scatto che interpreta la dolcezza di questo universo infantile non senza vibrare corde di forte suggestione evocativa.
Già, ...decisamente espressiva questa tavolozza che il vigore del cross processing sintetizza nell’economia di un arcobaleno di poche efficaci cromie: i bianchi si fanno cremosi, gli azzurri liquidi, l’ambra vellutato e impalpabile.
Ma ancora una volta è la luce la chiave di volta del ritratto.
Non mi stupirei che la fonte luminosa sia quella di un televisore che riverbera frontalmente il suo chiarore.
Ma questa vota il gioco della luce si combina a quella ripresa dall’alto, in deroga alle abitudini sul ritratto (specialmente di bambini), che sottolinea lo “sporgersi” in avanti del piccolo oltre a permettere al contorno del viso di staccare perfettamente sul bianco della maglia.
Il risultato è quello di creare l’illusione di un affacciarsi da parte del piccolo alla finestra di un incantato universo di magia e di luce, ...quasi si trovasse su di un limitare, ..sulla soglia di un mondo inesplorato che scruta dall’alto con interesse e curiosità.
Ma è un universo a noi sconosciuto, ...un mondo di piccoli, di fantasie e mistero che di fatto non vediamo ma ritroviamo riflesso nelle splendide screziature di luce dello sguardo.
Il nostro Topo fotografa proprio quel mondo inaccessibile e segreto ....ora raccolto nel fotogramma luminoso di un cartone animato, ...ora riflesso nell’espressione intensa e concentrata del piccolo.
Aerre  |
| |  |
| Monna Lisa di osvyloca commento di aerre |
|
Ciao Osvaldo,
il "ritratto" l'ha fatto Leonardo. Lo scatto si limita ad essere solo la restituzione fotografica di quel ritratto, ...ma, ahimè, non un ritratto.
Puoi dare uno sgairdo qui se tiva: http://www.photo4u.it/viewtopicnews.php?t=337145
Aerre  |
| |  |
| Ludovica 1 di gym81 commento di aerre |
|
Si, Gimmi.
Ed hai ragione: sono convintissimo che nel "farsi" del ritratto il modo in cui il fotografo interpreta la persona che ha di fronte, ...il "giudizio" che egli si è formato del soggetto, costituisca un dato imprenscindibile. Puoi dare se ti va uno sguardo qui http://www.photo4u.it/viewtopicnews.php?t=337145
E' che in quel dire "è dolce, è piccola, è timida" ...hai espresso in parole proprio quel "giudizio", ...quella presa di posizione che mi sarebbe piaciuto ritrovare nello scatto che è appunto un "ritratto", inteso come racconto della persona filtrato attraverso la sensibilità del fotografo.
Vado a sbirciare al link
Con stima
Aerre  |
| |  |
| Boyfriend di Laila commento di aerre |
|
Ottimo.
Intenso, intimo, vero.
Solo l'inquadratura mi sembra leggermente sbilanciata sulla destra: meglio meno spalle e più aria a sinistra per assecondare anche la gestualità del corpo.
Bella la tavolozza.
Aerre  |
| |  |
| Ludovica 1 di gym81 commento di aerre |
|
....Gimmi, perdonami se non entro nel merito dello scatto ma del tuo ultimo post.
Il discorso di Claudio ....è proprio questo. Tu dici che Ludovica è piccola, è timida, è dolce. Hai fatto in tre parole un ritratto preciso di una persona.
Perchè in nessuno degli scatti di Ludovica ...viene fuori la Ludovica persona? Dove è la Ludovica che la tua sensibilità è riuscita a cogliere, ...qualcuno ha mai cercato di catturare l'essenza di quelle tre piccole parole "è piccola, è timida, è dolce"?. Cosa ce ne facciamo della "27 enne" ?
Non siamo in "Foto da Studio". Questo è "Ritratto".
Aerre  |
| |  |
| ... di aerre commento di aerre |
|
Grazie Lord,
felice della tua attenzione.
Aerre  |
| |  |
| ... di aerre commento di aerre |
|
Grazie Giorgio.
Si, hai ragione: è proprio quell'istante di isolamento infantile di cui parla NeroAvorio che ho voluto congelare.
Grazie ancora della tua attenzione.
Aerre  |
| |  |
| Amore e.... di maestrale commento di aerre |
|
Bhè, ...è tutto in quella gestualità così piena d’amore il senso di questo ritratto; in quello stringere con delicatezza della mano sulla testa del cucciolo; in quel raccogliersi del corpo attorno ad esso a protezione del forte vento che scompiglia i capelli.
L’istante però meritava probabilmente un’inquadratura capace di restituirci il senso di questo raccogliersi, ...di questo abbraccio pieno di calore.
Il vero punto debole dello scatto, a partire dal suo presupposto narrativo ed emozionale, è proprio l’inquadratura, a mio avviso troppo ampia ai lati e stretta invece in basso.
Avrei cercato un taglio verticale allora, in grado di assecondare meglio la figura, con una inquadratura più stretta e raccolta sui soggetti.
C'è però una mancanza di niidezza generale, soprattutto sul viso della donna.
Aerre  |
| |  |
| . francesca di stefan0n commento di aerre |
|
E’ bellissima Francesca; capace di una sensualità di grande eleganza. Ma c’è anche il senso di una complicità e di una immediatezza che si fa vero nucleo emozionale di questo ritratto, che ha il pregio di un racconto spontaneo.
Mi piace la resa della gestualità del corpo che appunto non ha l’affettazione della posa costruita. Francesca è seduta sul letto, il busto sbilancia di lato e spinge in avanti verso l’osservatore, con le braccia che puntellano in basso a ripristinare l’equilibrio. Ma là dove ci saremmo aspettati un contatto diretto con gli occhi, ...l’ “improvvisa” rotazione del viso fa scivolare lo sguardo di lato ...come nel farsi di una gestualità ancora da compiersi del tutto.
Ed è questo particolare a sostenere la tensione emozionale del ritratto e a restituircene la spontaneità.
Mi piace infatti lo sguardo basso che s’accompagna al lievissimo sorriso di Francesca, come se il ritratto vibrasse di un emozione che il cuore ha appena sbozzato, ....registrasse l’accendersi di un pensiero ancora sull’orlo della consapevolezza.
In questo sa farsi intimo il ritratto, e vibrare corde di forte suggestione evocativa.
La composizione è curata all’interno del campo verticale soprattutto nell’attenzione con cui sono calibrati i tagli a destra e sinistra. Solo quello in alto avrei scivolato poco poco più in basso.
Non mi fa impazzire la resa del ginocchio ripreso in forte scorcio (quello coperto dalla calza a velo): forse il margine basso risulta troppo stretto e toglie volume alla gamba.
Trovo invece bellissima l’intonazione cromatica di questa tavolozza tutta giocata sul contrappunto vibrante tra le tonalità a tratti acide dell’incarnato e lo spessore pieno di materia e sostanza dei viola capaci di cangianti riflessi di blu e di rosa in tono con il fuxia delle labbra.
Aerre  |
| |  |
| Rouge 2 (un pensèe) di Massimo Passalacqua commento di aerre |
|
Molto bello questo ritratto capace di restituirci la suggestione di un istante di riflessione intima e sospesa nel segreto di un’atmosfera privata ed inaccessibile.
Non casualmente il nostro Massimo ne affida il racconto alla composizione di un ritratto di profilo: il punto di ripresa è studiatamente laterale, con il busto leggermente inclinato all’indietro e la testa che controbilancia in avanti, a restituire il senso di uno “stare” in sè, ...di un raccogliersi intimo come quel braccio che cinge la vita, in cui si consuma tutta la tensione emozionale dello scatto.
E’ proprio la scelta del profilo a suggerire tutto il carattere privato e non condivisibile di questa atmosfera sospesa sul ritmo di un pensiero che indugia lungo la strada tra la mente ed il cuore: la mano scivola e quasi s’arresta mentre scorre lungo le ciocche di rame umido e lo sguardo si spinge oltre un orizzonte lontano denso di emozioni e di ricordi ancora senza forma.
Si avvicina in punta di piedi, Massimo.
E noi con lui, arrestandoci sul limitare di un universo che non ci è dato di esplorare e che per questo è capace di forti suggestioni evocative. E’ per questo che il nostro Massimo adotta il punto di ripresa laterale, ..si fa da parte insomma, ...senza volere turbare nulla dell’intensità silenziosa di quel pensiero che balugina nello sguardo di Giulia rapito chissà dove.
La luce si fa strumento di questo racconto intimo carezzando e traendo a sé, come in una dimensione “altra”, la figura della modella che stacca con decisione sullo sfondo scuro: bellissimo l’effetto della luce che attraversa la veste bianca e ne dipinge la trasparenza come un soffio d’alabastro capace di sostanza e leggerezza insieme.
Trovo che la composizione centrale sia la più corretta in questo caso nell’assecondare il respiro di una inquadratura che avvolge il corpo della ragazza quasi la volesse ...circondare, ..abbracciare e raccogliere nella consapevole solitudine di questa atmosfera densa di pensieri che vibrano tra pelle ed anima.
Aerre  |
| |  |
| Black sesame seed potrait di mog commento di aerre |
|
.....mmmm, ...allora i risvolti psicologici sono fondamentali.
Qui ne viene fuori, ...per via di quello strano effetto che produce il sesamo di una sorta assalto di piccoli insetti, un rapporto non proprio sereno con il cibo (per quanto il riferimento al cibo sia un pò indiretto). L'espressione di lei però è un pò troppo serafica, ...magari stupita, ma sicuramente serena. Avrei cercato un'espressività un pò più drammatica o quantomeno più partecipata.
Molto, ...molto bello il bianco nero tutto gestito sul contrappunto tra il tono chiarissimo dell'incarnato ed il nero dei capelli, contorno occhi e sesamo.
La tenda dietro, ...così ....così.
Aerre  |
| |  |
| | br> |