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Commenti
She who set my sun.
She who set my sun. di Lord Miklaus commento di aerre

....Peò per il suo carattere di freschezza ed estemporaneità la vedo meglio come "ritratto" che come foto da studio.
Smile
She who set my sun.
She who set my sun. di Lord Miklaus commento di aerre

....La versione proposta per il contest mi sembra più morbida: è come se qui avessi aumentato di poco il contrasto. ....E hai fatto male Very Happy

Comunque commentata qui


...Che emozione, questo scatto. ....Che atmosfera sospesa densa di complicità e di gioia, è capace di ricreare questo splendido ritratto che nella tecnica HK trova il suo naturale strumento di espressione.

S’ammanta di luce quest’incontenibile esplosione di risa che pare farsi emozione pura nello splendore di quelle ciglia scure e sorridenti, nella gestualità spontanea del corpo, nell’ampio movimento del panneggio del lenzuolo che sottolinea con ombre leggere e luci abbaglianti la dinamica espressiva di questo ...“farsi” del ritratto.
Già ...perchè quel che fa la magia di questa atmosfera che ha il sapore di un incontro segreto, come la struggente dolcezza di un ricordo lontano, ...sta tutto in quel “farsi” dello scatto, il suo vivere “mentre”.

E’ il movimento del corpo, il suo rotolarsi di gioia e lo stirarsi espressivo del panneggio, che definisce il ritmo del registro narrativo dello scatto, accordandolo al quel dolcissimo scivolare d’una emozione sincera che d’improvviso, ...con la stessa esuberante freschezza di questa gestualità, risale la strada dal cuore agli occhi.

....La grana con la sua grumosità morbida e a tratti soffice, ....l’intonazione alta di bianchi che avvolgono con l’effetto di un abbraccio denso di felicità, ....il mosso dei capelli, .....lo spessore dei neri pastosi e grassi dai contorni un pò sbavati e vibranti, .... tutto di questo scatto ha il sapore della spontaneità e dell’immediatezza.

La composizione è consapevole di questo aspetto ed accentua la dinamica espressiva dello scatto: se la figura distesa sul letto, colta da un punto di ripresa alto, è disposta lungo la diagonale del fotogramma orizzontale, lo sviluppo “narrativo” dell’immagine avviene in senso quasi orizzontale, da sinistra a destra, reso concreto dalla spessa piega del lenzuolo che la ragazza si porta al viso. Ed è questo incrociarsi di tensioni ad amplificare quel senso di coinvolgente verità ed immediatezza dello scatto.

Davvero complimenti.

Aerre Smile
la mia modella preferita
la mia modella preferita di Maurizio Rugiero commento di aerre

....Ma cosa ha a che fare la cura dei capelli e delle sopracciglia con il “ritratto” e la sua poetica.

Non è certo una fotografia di moda, ...non è un una fotografia da studio e non vi sono intenti se non quelli di raccontarci la persona.
Questo fa e deve fare il ritratto che è prima di ogni cosa “racconto”: quello che il fotografo costruisce attorno al soggetto, ...pensando a lui come “persona”, ...nella sua identità di corpo e di spirito, ...quello che in definitiva lo fa essere “unico” in tutte le sfumature del suo essere fisico ed emozionale.

Il fotografo ed in questo caso il nostro Mauri è alla ricerca di questa unicità.

E di niente altro.

E lo fa. Lo fa attraverso un racconto che è tutto nell’incredibile luce di quello sguardo consapevole della posa ma vero e sincero, come nella dolcezza del sorriso.

Punto.

Aerre Smile
Tiro alla fune
Tiro alla fune di mcm commento di aerre

....pensavo,
non dovrebbe essere difficile fotografarla separatamente ed aggiungerla in post...
Tiro alla fune
Tiro alla fune di mcm commento di aerre

.....mmmm io lo so che rompo le ....lline,
però .....la fune non è tesa tesa Smile
angel
angel di Marea commento di aerre

Commentata qui

....Decisamente “alta” l’intonazione di questo scatto. Ma non è soltanto una questione di gamma, ...di quel generoso sbilanciamento verso la chiave alta dell’intervallo, ...quanto piuttosto di intonazione emozionale: quella di un’atmosfera sospesa, ....in bilico tra la delicatezza genuina del ritratto e la trasparenza impalpabile del sogno.
Mi piace cioè questo oscillare dello scatto tra la verità di quell’universo infantile di squisita dolcezza che tutto si condensa nella fermezza dello sguardo trasparente ed intriso di luce, ...ed il suo tono di forte suggestione evocativa ...all’improvviso apparire, ...quasi d’un tratto, della curva piumata di una soffice ala.
Ed è a quel punto che la consistenza materica del ritratto sembra ...trascolorare, ...sbiadire nella delicatezza sussurrata di un chiaroscuro dal carattere di filigrana, ...e farsi visione direttamente rievocata dall’ immaginario emozionale dell’autore.

In questo senso la tecnica Hk non sovrasta il contenuto dello scatto, ma ne diviene strumento espressivo: questa la sua forza.

Hk ...perfetto tra le altre cose, dove il naturale sbilanciamento di gamma verso la chiave alta dell’intervallo fa salva la trasparenza delle delicate sfumature dell’incarnato. Notevole ad esempio come la curva del mento stacchi sul collo o la spalla riesca a mantenersi leggibile sullo sfondo delle piume bianchissime.
Il risultato è una generale sensazione di volume e di tridimensionalità, che la grafia sussurrata e leggera dei neri, sa mantenere comunque impalpabile e lieve.
Ma una cosa fa l’autore che fa vibrare note di forte suggestione evocativa: adotta e consapevolmente un punto di ripresa studiatamente frontale “spingendo” poi la figura in posizione periferica attraverso quel taglio deciso sull’asse del viso.
Ci guarda questo piccolo angelo dal carattere tutto teneramente terreno, ...con espressione ferma, ...quasi assorta mentre la posa frontale restituisce in tutta la sua fragilità l’incanto di quel disarmato e disarmante universo infantile.
Ma è quel vigoroso sbilanciamento sulla sinistra ad accentuare fortemente il carattere improvviso della “visione”, ...dell’inattesa “epifania” che fra un istante svanirà nella chiarezza sempre più luminosa del chiaroscuro.

E resta ....complice la preziosa grafia dei neri, la magia dello sguardo di un piccolo “angelo” che un piccolo neo ed una spallina scivolata sul braccio svelano di carne ed ossa.

Aerre Smile
Asti, 28-09-08 (3)
Asti, 28-09-08 (3) di Marco Petrino commento di aerre

...Ritratto, ...ritratto.
Come non essere d’accordo con l’amica Clara.

Lo è “ritratto” ....nel suo raccontarci un’attenzione misurata e profonda che reca con se i ritmi di una vita intera, attraverso quella gestualità densa di esperienza e passione.

Un intero universo si rievoca attraverso lo sguardo concentrato sopra le labbra strette; ...un intero universo di vita personale, ...ma anche d’antichi mestieri, ...d’atmosfere sospese che paiono sottrarsi allo scorrere del tempo.
Sorprende e affascina il compiersi in silenzio e lentamente di quel gesto che da solo sostiene il ritmo emozionale del registro narrativo dello scatto.

E’ li che il nostro Malko condensa tutta la nostra attenzione attraverso la sapiente ed abile composizione di un’inquadratura stretta sul soggetto che strizza l’occhio alla regola dei terzi nel collocare il gesto delle mani all’incrocio del terzo in basso e di quello a sinistra.

Gli elementi significanti del ritratto sono consapevolmente disposti lungo la diagonale del campo verticale e questo permette allo sguardo che s’emana dal viso in ombra ...di “scivolare” insieme al nostro verso il basso e concentrarsi sulle mani, sull’operosità di quelle dita dai gesti misurati e precisi. Agli estremi della stessa diagonale la grafia asciutta e nervosa dei rametti completa la composizione e inquadra il soggetto.

Ma la dinamica espressiva del ritratto si completa anche attraverso la tensione creata dall’altra diagonale ...quella lungo la quale si dispone la manica di tessuto chiaro a destra, le mani, e i polloni più esterni. Proprio questo controbilanciarsi ricco di tensioni rende il ritratto estremamente vibrante nonostante la sua silenziosa atmosfera sospesa: avvertiamo insomma tutta l’intensa operosità di quelle mani, ...la tensione di una gestualità misurata che contralta con la concentrazione del viso.

Il bianco nero è splendido: una gamma ampia e ricca, di grandissima morbidezza nella sostanza dei toni medi, ...eppure capace di dettagli dal sapore grafico e secco nei particolari del vestito, nella geografia tormenta delle mani, nel disegno dell’intreccio dei polloni.
Anche una rapida occhiata all’istogramma conferma la ricchezza di questa gamma ben distesa sull’intervallo: dai neri densi e nitidi, capaci di una grafia ora leggera ora più decisa, ...ai toni medi ...finalmente di spessore e sostanza, ....ai bianchi che paiono sussurrarsi come prezioso ricamo nella trama del tessuto chiarissimo ma mai accecante.

Davvero complimenti

Aerre Smile
068
068 di Ueda commento di aerre

....Devo essere sincero, ...ma farei esattamente la cosa opposta a proposito del taglio in alto.

Non so se questo è il formato originale, ma se fosse possibile mi piacerebbe un cm di aria in più in alto.
Perchè è la forma del marciapiede la chiave di volta dello scatto o meglio il suo rapporto con il piano stradale.
Mi piace moltissimo questo dialogo inatteso e muto tra la strada ed il piano del marciapiede che d’un tratto pare arretrare, deformarsi e piegare sotto la pressione di quell’ombra che la luce radente allunga e spinge di lato.

Anzi, ...proprio per questo mi sarebbe piaciuta un’inquadratura più ampia a destra.

Il nostro Ueda tratteggia con eleganza il carattere di questa scena urbana dove il protagonista non è più la figura umana che di fatto è in posizione periferica, ...quasi accidentale.
No, qui il racconto si “fa” per suggestioni: l’ombra che allunga e allude alla posizione bassa del sole in un’atmosfera da ritorno a casa; le foglie che s’addensano e ammassano agli angoli in attesa di “mulinellare” al prossimo passaggio del vento e che hanno il sapore dell’ autunno e del silenzio.

Aerre Smile
...
... di aerre commento di aerre

Grazie mille Neroavorio,
mi fanno molto piacere le tue parole.

Aerre Smile
...
... di aerre commento di aerre

@ Clara Ravaglia: Grazie mille Clara e grazie per aver sottolineato quello sguardo basso, ....quelle ciglia che per me ...sono l’universo intero. La vignettatura, ....è vero l’ho cercata ed enfatizzata un pò per concentrarmi sull’espressione

@ Andrea Feliziani: vero, vero. Qui ha giocato più l’istinto e la rapidità per cogliere il momento. Ti confesso che ci tengo a quell’elastico bianco ....mentre è vero ora che me lo fai notare, che l’esuberanza luminosa del braccio a sinistra stacca un pò troppo sullo sfondo scuro.

@ Franchino: .....grazie Franco, ...ogni tanto mia figlia riesce a spiazzarmi con questi momenti di assoluta introspezione. Grazie per averlo sottolineato.

@ Mauri93: Sei sempre gentile Mauri. Eravamo sotto gli alberi, ...luce abbastanza diffusa e questo mi ha permesso di avere una certa morbidezza del chiaroscuro.

@ Sanpit: ...mastro Massimo, ...un onore il tuo apprezzamento. Mi piace che ti arrivi il senso di quell’atmosfera segreta ed un pò sospesa

@ Freedam: Grazie mille Francesco, felice della tua attenzione.


Devo dire che è uno scatto al quale tengo perchè è di fatto rubato e realizzato al volo. Ci sono molti aspetti tecnici che difettano, ...lo so, ...però quell’istante di riflessione improvvisa al margine di un gioco interrotto, andava fermato. L’inquadratura ad esempio ....è così come la vedete, senza alcun tipo di ritaglio.

Grazie ancora.


Aerre Smile
Alice
Alice di DamianoPignatti commento di aerre

Bravo, ...Damp ...molto bravo nel restituirci un’espressività tutta particolare attraverso il semplice “stare” dell’animale, con una economia di mezzi davvero efficace.

Un “ritratto” questo scatto, ....anche se dal respiro un pò ideale, nel restituirci un fare di Alice che in qualche modo appartiene al nostro immaginario. Chi conosce i gatti conosce quel loro sospendersi con lo sguardo a pochi millimetri dal vetro di una finestra: attenti, ...curiosi ....eppure terribilmente distaccati.

E tutto questo lo scatto riesce a raccontarcelo anche grazie alla scelta di una profondità di campo che smussa i contorni, riveste di tono evocativo quel traguardare da parte della piccola Alice al di là dei vetri pieno di attesa e dolcezza infinita.

Ma indovinata è anche la scelta di fotografare con quel punto di ripresa così radente al tappeto (credo), perché se da un lato questo focus sulla variegata decorazione della stoffa accende di sostanza il primo piano, suggerisce la giusta profondità e allontana dal pericolo di horror vacui, ...dall’altro ci restituisce la prospettiva del piccolo animale.
Ci si fa anche noi piccoli insomma, con lo sguardo spinto oltre le luce di quei vetri.

Forse avrei leggermente alzato l’inquadratura per togliere un pò di scuro al piede del fotogramma (poco utile) e dato maggior aria in alto al di sopra della silhouette del gatto.

Aerre Smile
Incuranza
Incuranza di victor53 commento di aerre

Bravo Vic,
molto probabilmente il tipo non è affatto in una situazione pericolosa, non al centro di un incrocio cioè: guardo alla differenza del manto stradale.
Ma l'abilità è nell'aver adottato quegli strumenti di tecnica fotografica (qui l'inquadratura che stringe ai lati e la composizione studiatamente centrale) che ti hanno permesso di dare una interpretazione tutta personale di una situazione reale che magari non aveva quel contenuto.
E hai saputo cogliere il momento giusto, aspettando di inanellare sulla stessa mira ottica l'uomo che armeggia al telefonino e la "pericolosa" Mercedes sullo sfondo.
Che focale è?

Aerre Smile
...
... di Alessandro Frione commento di aerre

...bene, ...bene
...
... di aerre commento di aerre

Suggerimenti e critiche sempre ben accetti
Silenziosamente.... al porto
Silenziosamente.... al porto di Clara Ravaglia commento di aerre

.....Eh, ....ce ne è tanto di silenzio in quest’atmosfera che declina sussurrando i suoi gradienti d’azzurro e di grigio.
Tanto che ci pare di udire il cigolio sommesso delle funi e dei tiranti che accompagnano il ciondolio quasi immoto di questi alberi maestri ritti contro il cielo.

Lo sguardo è presto preda di questo lento scivolare nelle indefinite grafie d’una prospettiva lontana, sul limitare di un orizzonte più emozionale che fisico, ...quando ormai il nostro “vedere” ha il sapore del “traguardare” del cuore attraverso i suoi ricordi più intimi.

Una cosa fa la nostra Clara, costretta dal bordo del molo che le impedisce di eccedere nel taglio verticale: pone l’orizzonte esattamente a metà del fotogramma.

E lo fa, ...istintivamente, perchè più “cheto” si faccia il respiro dell’immagine e più forte s’avverta la tensione grafica e nervosa del disegno dei tiranti e degli alberi che graffiano, spingono e pungolano, ..come fanno le emozioni che sussultano tra una pausa del cuore e l’altra.
Eh si, ...perchè questo orizzonte si fa confine tra la realtà ed il suo riflesso, ...come quel nostro “traguardare” del cuore si fa spartiacque sul quale si speculano ricordi da un lato e sogni dall’altro.

“Silenziosamente” scivoliamo nelle impalpabili sfumature grigio azzurre di quest’atmosfera, quasi non avvertissimo più peso, come fossimo sospesi e l’orizzonte al centro del fotogramma accentua questa sensazione.

La tavolozza della nostra Clara non ha mai avuto accenti di esuberanza “coloristica” e qui più che mai le cromie si ...scaricano, quasi trascolorano, ...sussurrando il loro tono per non rompere il silenzio di questa atmosfera sospesa che anche nella pacatezza della luminosità generale, ....”silenziosamente” ci soffia sul cuore un pò di nostalgia di un calore lontano.

Aerre Smile
sull'uscio dell'aula
sull'uscio dell'aula di marcopavani commento di aerre

...Un ritratto di grande verità ed umanità profonda che vibra forte le corde di una atmosfera in bilico tra l’allegra curiosità degli sguardi e la dolcezza di quei sorrisi spontanei.

Molto bella la gestione della luce. Da una parte proviene dalla finestra sullo sfondo che attraversa radente la sala e disegna il profilo dei ragazzini più indietro, ....dall’altro proviene dallo spazio al di qua dell’uscio e riverbera da destra sull’incarnato scuro creando notevole profondità spaziale nel suo affievolirsi dal primo piano allo sfondo.
E’ proprio questa fonte di luce, ...complice il margine dello stipite sulla sinistra, ad “ambientare” il ritratto sull’uscio e dare pregnanza allo “stare” dei soggetti fra un dentro ed un fuori, ...fra il loro spazio (l’aula) e quello dal quale proviene la luce (quello del fotografo) che d’improvviso ci accorgiamo essere anche il nostro.

Giusta allora la composizione che istintivamente s’appoggia a quel margine di compensato sulla sinistra e che aiuta a definire e ritagliare lo spazio figurativo sul limitare del quale si muovono i soggetti e giusto il campo quadrato che in qualche modo cerca di cogliere, diversamente da quanto avrebbe fatto un taglio verticale, il dilatarsi dello spazio a partire dall’uscio verso il fondo dell’aula.

...Alla fine però, ....come sempre ci accade con i ritratti del nostro Marco ...resta l’emozione profonda per questa umanità raccontata con dolcezza ed amore infinito, ...ma soprattutto con semplicità e senza retorica.
Perchè di questa umanità vive in effetti il ritratto, ...al di là della nostra consapevolezza al margine di una riflessione sincera su condizioni umane troppo spesso difficili, ...al di là dei muri di compensato ed assi di legno o delle atmosfere ombrose di spazi inadeguati, ....vive dell’incanto di quegli sguardi attenti, curiosi e allegri, a tratti complici ...altre volte sospesi nell’imbarazzo diffidente.

Vive insomma .....di questi colori il ritratto, ....siano quelli di un forte tono di viola che scuote la densità dei bruni e delle terre bruciate, ...siano quelli di un’emozione forte e semplice che si condensa nella verità profonda e disarmata di quegli sguardi densi d’ombra e di luce.

Aerre Smile
...
... di Alessandro Frione commento di aerre

Mi piace moltissimo: la curva che scivola da un lato, il terreno che pare farle eco risalendo dall'altro lato.
Ma soprattutto mi piace nella geografia di questo chiaroscuro di toni medi piacevolmente grumosi e densi di sostanza il contrappuntarsi tra il bianco in alto della nuvoletta e quello in basso della linea di mezzeria.
....Ma dimmi, ...non si poteva fare nulla per non "pizzicare" la curva a sinistra?

Aerre
:: VALENTINA e ALESSIA... [01-10]
:: VALENTINA e ALESSIA... [01-10] di 00infinito00 commento di aerre

...Che bello questo ritratto di grande delicatezza ed intensità insieme.

Un’atmosfera d’incanto sembra avvolgere Valentina, tanto che lo scatto ha il sapore di una visione o a tratti di un ricordo direttamente rievocato dal tessuto delle emozioni dell’autore.

Complice in questo lo splendido bokeh dello sfondo che balugina di una luminosità vellutata e ricca di suggestioni evocative, ...ma la stessa tavolozza quasi monocroma di ocra e bianchi ambrati che valgono a restituirci il calore di una atmosfera sospesa.

Ma è lo sguardo diretto e consapevole di Valentina a farsi vero nucleo figurativo ed emozionale del ritratto: uno sguardo pieno di luce ed intenso che s’accompagna alla gestualità delle mani che con delicatezza scostano il tessuto per mostrare il viso.

Questa gestualità è ben composta all’interno del taglio verticale con l’impaginato figurativo che si organizza secondo la diagonale del fotogramma. Lungo di essa si dispongo infatti i due elementi chiave del ritratto: lo sguardo di Valentina e le mani.
Questo si risolve in una tensione espressiva di forte dinamismo perchè più forte ed eloquente si fa il movimento del corpo con il busto che inclina in avanti per assecondare la fermezza di quello sguardo. Le pieghe del maglione che ricopre la testa assecondano lo stesso ordito diagonale e questo vale ad accentuare il gesto della mano che scopre.

Insomma, ...è come se Valentina d’un tratto emergesse, proprio come farebbe una visione o un ricordo improvviso, dalle ovattate luminosità di quell’atmosfera sospesa e rivolgesse verso di noi il suo sguardo consapevole, con le labbra appena socchiuse, quasi sul limitare di una parola o di un breve sospiro.

D’un tratto, ..all’improvviso, con il sapore di un incontro inatteso ed in questo si fa forte la suggestione del ritratto.

Aerre Smile
Silvia
Silvia di alepana commento di aerre

Sempre complessi i ritratti di profilo che per loro natura dissociano il soggetto dall’osservatore, ...mancando ovviamente il contatto diretto con lo sguardo.

Qui questo carattere proprio del ritratto di profilo si fa occasione per suggerire una certa nota evocativa con lo sguardo rivolto ad un centro di interesse lontano, ...verso l’alto a prolungare idealmente la gestualità del viso che spinge all’indietro.

Giusta la composizione verticale dunque che asseconda questa gestualità del corpo ed il traguardare del soggetto.

Trovo però che proprio il taglio limiti le potenzialità espressive dello scatto con un’inquadratura un pò troppo stretta in alto e a destra sul disegno del profilo. C’è una forte tensione espressiva in quel guardare verso l’alto, ..in quel tendere il collo con la testa all’indietro e andava lasciato più spazio di fronte al viso per ....”raccoglierne” proprio la dinamica espressiva.
Con il taglio a destra ed in alto così compressi, il viso è invece “incastrato” nell’angolo in alto a destra, la linea di forza dello sguardo non riesce a liberarsi del tutto e vuoi anche per una maggiore esposizione che rende l’incarnato più chiaro la guancia ha un peso figurativo eccessivo.

Corretto invece a mio avviso il taglio a sinistra che anche se taglia l’orecchio (...ma va bene così) asseconda la verticale del pendente.

Aerre Smile
High Key
High Key di Francesco Catalano commento di aerre

Ciao Francesco,

scusatemi ma non avevo ancora letto questa interessante discussione, ...vedo che il Belga ...mi ha messo in mezzo. Very Happy

Scherzi a parte.

Mi piace molto questo punto di ripresa studiatamente basso che dona imponenza alla statua. Tanto più che l’inquadratura stringe isolandola dal contesto, ...si concentra sull’espressività del volto e rende fortemente suggestivo quel suo sovrastarci, ...con uno sguardo distante, “superiore” ed indifferente.

Trovo molto gradevole il chiaroscuro, capace di restituire il senso di pienezza e volume della pietra. .....Devo dire però che per quanto sbilanciata verso la chiave alta dell’intervallo, la gamma è abbastanza ....come dire, ....”corposa”. In effetti la gamma tonale dell’HK dovrebbe essere un pò più evanescente, con un effetto da filigrana. Dovrebbe, ...secondo me ovviamente, esserci un maggiore sbilanciamento verso l’estremo dell’intervallo, con una maggiore esuberanza delle alte luci e meno toni medi.

“Ritratto”, .....il buon Belga ti ha anticipato alcune righe che ...diciamo conosco.

Il punto è questo, a mio modo di vedere: ritratto è fondamentalmente il racconto che lo scatto imbastisce sull’identità del soggetto. Il centro di interesse del “ritratto” insomma è la persona, ...il suo universo fisico ed emozionale, ...la sua personalità. E’ a quel punto che il “ritratto” si fa “racconto”, ...quando indaga e disvela il fascino e la magia di quell’universo che ciascuno di noi è.
E’ chiaro che il discorso può estendersi anche agli animali, ...per cui esisterà sicuramente il ritratto del gatto o del cane, ...purchè ancora una volta il nostro scatto si faccia “racconto” della sua identità, ...purchè riesca cioè a coglierne un aspetto caratterizzante e quindi capace di restituircene l’unicità.

Ma tutto questo non può che non esserci nel caso di uno scatto ad una statua, ...ad un quadro come ad un manichino.

Manca cioè il centro di interesse principale del “ritratto” che è l’anima del soggetto, ...sia esso uomo o animale. La statua ad esempio è in sè un “ritratto”, ma lo scatto che noi faremo di essa è solo una pallida trasposizione del ritratto fatto dallo scultore.

....Stiamo cioè interpretando l’ “oggetto” nella sua complessità di volume, di forma e di valori estetici, ...non la persona, ...non la sua identità, ...non, in ultima analisi, ...la sua anima.

Aerre Smile
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