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| ... di Kinderman commento di aerre |
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...Ma quanto è bello questo ritratto quasi da street che si concede il lusso dell’istante in cui, ..incredibilmente, anatre e bambino guardano con la “stessa” aria stranita e sospesa di stupore diritto in camera.
La composizione è di grande rigore e pulizia e non fa che accentuare la particolarità della scena con i due pennuti in equilibrio ai lati di una bilancia ideale che fa perno sulla testa del bimbo. Giusta allora l’inquadratura rigorosamente frontale con la “bilancia” parallela alla linea delle spalle.
Il bianco nero è morbido e di buona gamma, ...soprattutto sui toni medi, e le ombre sono trasparenti e “ariose”: notevole l’incarnato scuro sotto la zona d’ombra della borsa che si mantiene perfettamente leggibile e sul quale stacca la luminosità dello sguardo.
Forse ci sono i margini per irrobustire un filo il contrasto.
Aerre  |
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| lei di Giuseppe Marchi commento di aerre |
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Piacevole l'inquadratura dall'alto che sottolinea quel particolare sguardo da sotto in su ....consapevole e complice.
In questa espressività si "fa" il nucleo narrativo del ritratto.
Trovo però l'inquadratura un pò troppo stretta sul viso nonostante il nero che incornicia l'incarnato diluisca un pò l'effetto di "costrizione".
Quel che invece penalizza le potenzialità dello scatto è una messa a fuoco imprecisa, ....soprattutto sugli occhi che costituiscono il cuore del ritratto.
Attenzione ai neri troppo chiusi e ai bianchi bruciati del naso.
Aerre  |
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| MYself di crikkiola commento di aerre |
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....Mmmm, ....e brava la nostra Cri.
Mi piace molto questo self dalle cromie calde e intrise di fascino.
Qui la resa chiara dell’incarnato, ....comune a molti dei tuoi lavori, fa da contrappunto ad una atmosfera tutta giocata su una tavolozza armoniosa e calda di terre bruciate, di bruni e ambra dorata. Ne deriva un trattamento quasi monocromo della figuratività d’insieme, dalla resa vellutata e ...di grande fascino, cui il nero dello sfondo dona il giusto grado di brillantezza.
Molto bella la composizione con la gestualità della mano che controbilancia la fermezza luminosa e brillante dello sguardo, distribuendo i punti cardine dell’immagine sulla diagonale del fotogramma.
Questo accentua la dinamica espressiva del ritratto che si consuma nel equilibrio tra la fermezza dello sguardo e l’eleganza del gesto che ora nasconde ...ora disvela.
C’è, ...c’è molto fascino, in questo self e soprattutto consapevolezza di sè, cosa importante in un autoritratto: nella sicura nitidezza dello sguardo che pare assecondare il leggerissimo sorriso, nel raccogliersi delle ciocche bruno ramate dei capelli intorno al volto, nella gestualità della mano che accompagna quel misterioso scivolare del viso nel risvolto del maglione e che sospende il ritratto tra il fascino sensuale di una donna e l’infantile “raggommitolarsi” in sè.
Forse, ....ma è solo una sciocchezza, taglierei un paio di cm sulla destra recuperandoli a favore dello sfondo nero sulla sinistra.
Aerre  |
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| Primo High Key di bukber89 commento di aerre |
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Bhè,
....ottima, ...davvero ottima partenza.
Lo sfondo bianco nel ritratto HK, ....visto i toni chiari e chiarissimi dell’incarnato, aiuta a mantenere un robusto grado di tridimensionalità facendo staccare il soggetto e aiutando un certo grado di integrazione tra lo sfondo ed il soggetto.
Ma non è certo una regola così rigida.
Anzi. In questo caso ad esempio la resa generale del chiaroscuro è estremamente piacevole e lo sfondo mantenuto su toni chiarissimi di grigio crea un’atmosfera pacata, ...morbida e di luce soffusa.
Semmai va sottolineato il perchè è già un buon HK e cioè il fatto che lo sbilanciamento di gamma è correttamente mantenuto entro l’estremo dell’intervallo: in nessun punto insomma vi sono delle bruciature e l’impaginato chiaroscurale mantiene la leggibilità di tutte le delicate sfumature dell’incarnato. Si guardi al disegno del contorno occhi, del naso in particolare e delle labbra.
La vera difficoltà dell’HK sta proprio lì, ...nella tensione del gioco chiaroscurale che spinge verso l’estremo di gamma senza mai sbilanciare nell’assenza di informazioni.
Anzi forse qui lo sbilanciamento in chiave alta potrebbe permettersi una maggiore “esuberanza” in termini di “chiarezza” di gamma.
Ma nonostante la delicatezza dell’incarnato i neri sanno mantenersi grafici e nitidi, ...altra caratteristica dell’HK: guardo ai capelli ed al disegno degli occhi.
Forse nel processo di conversione in bianco nero ci si è spinti troppo in là con il canale del rosso e le labbra hanno finito con l’assumere un tono di grigio troppo chiaro rispetto all’incarnato, mentre proverei a lavorare selettivamente le alte luci sui capelli per enfatizzarne il disegno.
Per quel che riguarda il ritratto in se, ..al di là dell’HK, ...inutile dire che è un buon ritratto che alla frontalità della posa combina una provvidenziale inclinazione dell’asse del viso capace di dare un respiro di sufficiente dinamismo allo scatto.
Probabilmente non avrei tenuto il soggetto in posizione centrale e spinto ancora più in là la tensione dinamica dell’impaginato sbilanciando il viso sulla destra.
Ottimi i tagli in alto ed in basso di un’inquadratura che stringe, quasi volesse carezzare lo splendore del bel viso illuminato dal riflesso degli occhi, ..ma senza soffocare.
Aerre  |
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| Un omaggio a Elliott Erwitt di Gino Quattrocchi commento di aerre |
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.....Adoro questo ritratto.
Mi piace l’ironia del suo punto di ripresa così studiatamente basso a far “giganteggiare” questo piccolo cane che pare quasi assumere una postura di fiera regalità.
Ed è proprio nel salto di scala tra la nostra consapevolezza delle piccole dimensioni del cane e la resa quasi statuaria della posa, ...l’ironia ma anche la dolcezza di questo ritratto. L’inquadratura non casualmente stringe sul soggetto quasi ad accentuarne l’ “imponenza” e minimizzare l’impatto dello sfondo piacevolmente sfuocato sul quale il cane troneggia come assoluto protagonista.
Ma è anche nella resa delle tensioni dinamiche la riuscita dello scatto, nel contrappunto tra il guinzaglio teso sulla destra, a ricondurci ad una presenza fuori campo, e la linea di forza dello sguardo nero e brillante che “spinge” a sinistra verso un centro di interesse lontano. Per questo il nostro Gino lascia tutto quello spazio a destra e sbilancia il cane proprio dove meno ce lo saremmo aspettati, ..sulla sinistra cioè, dove la fuga laterale dello sguardo sembra “chiudersi” contro il margine. Ma non è così, ...perchè è anche nella tensione tra queste due forze che curvano ad “S” la posa del piccolo cane, una che spinge a destra e l’altra a sinistra, ...è anche lì che si “fa” il ritratto.
Bianco nero morbido, ...splendidamente morbido nella generosa varietà dei grigi. L’attento controllo della profondità di campo e la ricchezza del bianco nero si combinano per una resa tridimensionale di questo palcoscenico urbano dai toni chiarissimi di grigio contro cui stacca il corpo solido e pieno di volume del soggetto.
Ben trovato, Gino.
Aerre  |
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| Arianna di aerre commento di aerre |
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....Lorenza,
...bhè ...non parlerei proprio di "incapacità nel commentare le foto altrui".
Grazie per la poesia delle tue parole, ...hai saputo raccogliere nello sguardo di mia figlia proprio quell'attimo di sospensione che mi aveva colpito.
Grazie  |
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| Arianna di aerre commento di aerre |
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Max, ...Max,
Sempre troppo buono.
Grazie del tuo affetto.
Aerre  |
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| Arianna di aerre commento di aerre |
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Grazie mille Aldo.
Mi fa piacere che sottolinei la cosa, perchè è proprio quello lavorato lo scatto che sento più mio e che avrei voluto (...a parte il gioco) proporre come post principale.
Ed è proprio vero che è quest'ultimo ad avere una maggiore resa in termini di volume e impatto.
Grazie sempre della tua professionalità.
Aerre  |
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| daily work di aldo feroce commento di aerre |
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....E’ sicuramente un ritratto, a mio avviso.
Ma non è un semplice ritratto ...fatto per strada. La “strada” cioè non è qui il suo semplice contenitore occasionale, ...è “palcoscenico di vita” e non perchè si leggano le parole dell’autore, ma nell’evidenza dello scatto stesso.
“Street” insomma, ....anche “Street”, dove l’eccezionalità dell’istante è già nell’intensità di quella triangolazione di sguardi che ci emoziona e rende partecipi.
La strada si fa qui elemento di contenuto tanto più pregnante quanto più forte è la scossa che l’intensità di quegli sguardi è in grado di produrre, ....come dire ....sospendendo per un attimo e congelandolo il frenetico ritmo della vita di strada che lo scatto rievoca, ...pur nella sua economia.
Chissà, ...fors’anche per questo quel taglio a destra non è poi così penalizzante.
Anzi.
Perchè ....appunto, questo non è solo “ritratto”, ...c’è anche tutta una dinamica di vita e di strada che ne tesse la matrice figurativa e la brusca, ...e “brutta”, interruzione del margine a destra riesce in qualche modo a rendere più forte il senso dell’attimo congelato, ...di quel brevissimo istante, ....irripetibile e magico, in cui mentre la signora lavora con il piccolo imbracato sulle spalle ed il cesto di frutta sulla testa, gli sguardi ... i “nostri” sguardi si incrociano.
Ma c’è una consapevolezza, ...ed è quel margine sulla destra a renderla fors’anche amara ed ineluttabile: è un istante cioè, solo un istante, rapido come il corto respiro del campo di immagine sulla destra. Fra breve scomparirà quella magia, ....quella serenità, ...quella comunione.
Anche in questo lo scatto oscilla con la sensibilità che è propria degli scatti di Aldo, tra “ritratto” e “street” e credo che la vignettatura non sia poi così lontana da un tentativo di proiettarne il contenuto in una dimensione ....quasi sognata, meno distante dalla realtà e dalla street stessa, proiettandola nella dimensione del ricordo e per questo eterna.
La tecnica, ....non so se se lo scatto è chimico o digitale: sembra comunque che il respiro spaziale sia stato un pò soffocato da un eccessiva apertura del chiaroscuro delle figure in primo piano, probabilmente sottoesposte rispetto allo sfondo. In post in genere questo succede quando si smanetta troppo con “luci /ombre” o sovrapponendo un secondo livello inverso in fusione di sovrapposizione.
Resta però, a fronte della resa del rapporto figura sfondo, la magia di un istante che da solo fa lo scatto.
Aerre  |
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| Portrait di stecco333 commento di aerre |
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....Io questa settimana sto impicciato ... e tu mi tiri fuori ste cose.......
Che suggestione, ...questo scatto che oscilla, sospeso da un emozione di struggente dolcezza, nel limbo del nostro immaginario ...ora come ricordo che d’improvviso si fa strada tra le strettoie del cuore, ...ora come sogno dai contorni indefiniti e senza spessore.
S’imprime appunto con la forza di un ricordo ancora vivo e la delicatezza di un sogno sospeso nella fantasia, quello sguardo che apre le ombrosità del chiaroscuro granuloso e pare disgregare come per magia il tessuto figurativo circostante.
Il registro narrativo, ....come sempre nelle opere del nostro Stefano, oscilla, ..ondeggia, ...in un continuo sciabordio emozionale di piani figurativi che slittano, si intersecano e trascolorano gli uni negli altri e si fanno visione.
Visione come immagine sognata o vissuta e reinterpretata attraverso il ricordo, ...difficile stabilirlo, ...ma è proprio il sospendersi sul labile confine tra realtà ed immaginazione il fascino dello scatto.
E’ così che uno scenario di quotidianità diviene frammento rievocato dal tessuto del proprio immaginario affettivo e si fa sottofondo figurativo di un emozione: quella di questo sguardo che si rievoca come da un abisso che è quello dell’anima, ...con una forza ed un’intensità incredibili.
L’inquadratura di questo “sottofondo” figurativo è dall’alto a restituirci una prospettiva squisitamente soggettiva, studiatamente “casuale” con tagli bruschi come di un immagine colta al volo. Perchè al “volo” di fatto è recuperata questa immagine...afferrata quasi d’istinto dal tessuto del proprio immaginario.
E d’improvviso tutto si sospende, ...il nastro di celluloide del nostro super 8 si blocca per un tempo indefinito e lascia che il registro narrativo si sposti sul piano dell’immaginazione e dell’emozione pura.
Resta l’emozione di quello sguardo, che lentamente trascolora i suoi contorni e sembra procedere in avanti e indietro come un’immagine in dissolvenza impazzita.
Aerre  |
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| .Di.bianco.vestita. di 85Kimeruccio commento di aerre |
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....Davvero un’immagine di grande suggestione, capace di ricreare per un istante un’atmosfera di sospensione e di silenzio.
Sarà ...il fascino misterioso del celarsi di una identità dietro l’indifferente fissità della maschera, ...sarà la stessa posa della modella con il busto ed il viso eretto che sembrano accennare un repentino destarsi, ...sarà la stesso accostamento dissonante tra quel vestito bianco, carico di mille ed una suggestioni, e lo scenario di indifferente degrado intorno, ...ma davvero, ...davvero quest’immagine riesce a catturarci, incuriosirci e suggestionarci.
Mi piace, ...mi piace come si erga, nel silenzio della posa rilassata, quel viso che si cela dietro la maschera ad imbastire un’indissolubile linea di forza di grande magnetismo e fascino. Il busto sbilancia di lato e l’inquadratura slitta decentrando la composizione per mantenere il viso quasi perfettamente in asse con il fotogramma.
Trovo azzeccato in questo senso sia la spietata frontalità dell’inquadratura che la scelta di mantenere basso il punto di ripresa. Si crea una prospettiva che accentua la suggestione dello scatto con quel primo piano che allontana e porta in alto la composizione capace di acquistare così maggiore potere di suggestione.
La cosa non toglie una virgola allo scatto, ....ma forse non la vedo proprio come “ritratto” che per sua natura è così focalizzato proprio sull’identità e l’anima del soggetto.
Pur restando la parte capitale ...non è che il volto debba essere necessariamente visibile in un ritratto, siamo d’accordo, ....però qui ....come dire, ...proprio la presenza della maschera fa slittare l’immagine più su di un piano ideale. Sembra cioè, ...ma tutto chiaramente dipende dall’interpretazione personale, che il contenuto dello scatto si sposti dalla persona che di fatto resta celata e di fatto “assente”, all’immagine ideale ...a tratti astratta che quella figura incarna.
....Voglio dire la figura sembra qui svestirsi della sua identità di persona e rivestire i panni di “entità” simbolica capace di assumere mille significati a secondo dell’interpretazione che riesce a rievocare l’immagine con l’abito bianco, da sposa, ...la maschera ed il suo sguardo fisso e vuoto, a tratti inquietante.
Forte è ad esempio la suggestione del contrasto tra la delicatezza quasi da filigrana dell’abito bianco e della sua idea di purezza e lo scenario di degrado che lo circonda. Tanto che è un’immagine che per un istante sembra renderci colpevoli, ...quasi a rievocare dal profondo un idea astratta di senso di colpa che ci sbarra la strada. Ma ripeto, ...si scivola sul piano delle interpretazioni personali.
Il bianco nero è un gran bel bianco nero, ...soprattutto per il pregevole controllo sui bianchi.
Aerre  |
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| autoritratto di aerre commento di aerre |
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| MescoDesign ha scritto: | A me piace molto..
...poi sarò di parte...ma amo la sicilia, non mi sembra che si prendino troppo sul serio, sono persone intelligenti e leali... con chi se lo merita ovviamente....Giusè sei un signore, te lo dico io...
m. |
@Mesco: ...... |
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| autoritratto di aerre commento di aerre |
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Molto felice delle tue parole, Dino.
Grazie infinite della visita.
Aerre  |
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| autoritratto di aerre commento di aerre |
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| gianclaudio romano ha scritto: | beh... visto che di complimenti te ne hanno gia fatti tanti (per'altro meritatissimi!).. qualcuno che rompa le palle ci deve pure essere no?
e quindi eccomi qua: ma.... le lenti a contatto.. non era meglio levarle??
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....si, ....e poi da che parte guardavo!!!
Ok, scherzi a parte, ...hai ragione ...ma ormai è come se facessero parte di me e non penso mai a toglierle.
Grazie del passaggio.
Aerre  |
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| little campus di Marea commento di aerre |
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Strappa un sorriso di tenerezza questo ritratto che si “fa” nel contraltare della dolcezza del piccolo Andrea e dell’atteggiamento quasi da adulto della sua posa.
Sta tutto lì il ritratto, ...nell’incredibile espressività della posa che accompagna e sostiene il traguardare di quegli occhi scuri oltre il margine del fotogramma.
L’inquadratura è consapevole di questo aspetto e calibra i tagli in modo da sottolineare l’atteggiamento del corpo come in basso e a destra dove il braccio definisce e struttura i margini del campo d’immagine. Ma è dalla mano, ...dal pugno raccolto in basso a sinistra che inizia uno sviluppo diagonale cui dobbiamo la dinamica espressiva del ritratto: la mano, l’asse del busto che inclina di lato e quello del viso, la targhetta del gioioso copricapo, ....gli elementi portanti del ritratto insomma, sono distribuiti lungo la diagonale che ci fa sentire lo sbilanciamento del corpo sulla destra e che rende più intensa la fuga laterale di questi occhi scuri e assorti nel brillante riflesso di luce.
Trovo che nella seconda versione il lavoro di schiarita sullo sguardo abbia creato un filo di artificiosità di troppo nel diluire l’intensità di quello sguardo profondo e sostanzialmente più vero nella versione postata.
Più gradevole invece la maggiore leggibilità del primo piano che sembra dare più ragione al ruolo “strutturante” del braccio di appoggio.
Bella poi questa tavolozza calda di ombrose cromie dorate, solide e di incredibile spessore tridimensionale, complice la sapiente gestione della luce che carezza lateralmente ed esalta i volumi e la resa delle superfici.
I toni brillanti del cappellino sono il necessario contrappunto frizzante di questa teoria di ambra e bruni dorati piacevolmente ripresi nelle variegate sfumature dello sfondo.
Aerre  |
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