|
|  | | Commenti |
|---|
 |
| Scorcio Sebino di fabiopollio27 commento di fabiopollio27 |
|
| Mario Zacchi ha scritto: | Il potere evocativo della foto vecchia, quella che postati tempo fa, per me è decisamente superiore.
Il dialogo armonico tra aperture e chiusure, lame di luce, giochi prospettici, colori primari appena smorzati, calore, atmosfera sospesa ed assenze sono il silenzio che invita alla contemplazione, all’immersione, all’immaginazione.
Capisco lo scopo nella foto titolare di questo post; ma, al di là di una sua piacevolezza formale non riesce ad andare, a parer mio. Le manca molto dell’articolazione della prima ed è forse un po’ contraddittoria nel suo tentativo di essere evocativa ed al tempo stesso il suo essere un po’ troppo esplicita. |
Caro Mario
Grazie.
Sono d'accordo con te, la prima la preferisco anche io.
La titolare di questo post è stata solo un tentativo di ripetere qualcosa di buono da uno scorcio per me molto interessante.
La rete e il pesce di legno (aggiunti da un ristorante che nei pressi ha l'ingresso) ha reso l'immagine più accattivante ma anche più finta.
Mancano i colori e i giochi di parallelepipedi e di linee.
Grazie del tuo tempo e della tua attenzione |
| |  |
| Settembre di fabiopollio27 commento di fabiopollio27 |
|
Avevo pensato ad un altro titolo, sempre canzonesco (-Amore che vieni amore che vai-)
Poi stasera mi sono soffermato su un bellissimo disco di Ivano Fossati e ascoltando -Settembre- mi è sembrata la canzone perfetta.
Il dittico (credo di scarsa qualità per come è assemblato) è composto da due fotografie fatte dallo stesso punto sulla sponda del lago d'Iseo, una ad aprile 2023 e l'altra, già proposta singolarmente in altro taglio, dell'altro giorno durante un temporale.
È anche un piccolo omaggio a Franco Ercolano che con certe sue panchine ha fatto per me un po' scuola. |
| |  |
| |  |
| Piove (sui miei silenzi) di fabiopollio27 commento di fabiopollio27 |
|
| onaizit8 ha scritto: | Ho voluto ascoltare per un buon tempo in me l'immagine per sentire le risonanze emotive che mi evocava e che subitaneamente aveva dischiuso alla prima visione.
Sono quelle immagini che mi piace fare ma anche vederne di altri autori.
Sono un segno di riconoscimento, una sorta di convergenza. Un cifrato profondo e sotteso che denuncia con chiarezza un certo modo di sentire e percepire interiormente il mondo, ciò che ci circonda, ciò che ci raggiunge.
Ho sempre considerato la pioggia positivamente, sempre, in qualsiasi circostanza. Per me è una espressione di grandissima fecondità, di conciliazione fra cielo e terra, di penetrazione delicata fra dimensione eterea e non dell'essere umano. Dialogo muto.
Nella tua foto mi colpisce come sia proprio la pioggia, i suoi cerchi e i suoi zampilli che creano il trait d'union fra la pavimentazione della strada litoranea o del piazzale e la superficie acquea del lago creando un continuos che nemmeno la presenza della panchina e della ringhiera riescono efficacemente ad annientare. Il tutto diviene un tutt'uno, si fonde in un idillio fatto di vociferazioni deboli, accordi musicali, piccoli echi di gocce che leggono il sussulto emotivo nel cuore di chi ne è spettatore e si accorda con tale sintonia, con tale simbiosi.
In tal senso mi appare così' sensato e pertinente il titolo che hai scelto.
Vorrei dire che è compito del fotografo, del bravo fotografo quello di capire come comporre un'immagine non per riuscire a trasferire una impressione paesaggistica, bensì un moto dell'anima. Come si suole comunemente dire l'immagine è più un paesaggio dell'anima che ambientale.
Ebbene...per me...ci sei riuscito. Questo è il più bel complimento che posso farti e fare a questa fotografia.
I colori di questo verde a tratti vivo, a tratti malinconico, leggono quel preciso stato interiore in cui certi pensieri vagheggiano dentro di noi quasi estraniandoci, quasi ipnotizzandoci, pensieri che in qualche maniera ci assillano e ci permeano, spesso anche dettati da momenti di solitudine o di incomprensione su certi fatti della vita. Momenti in cui pensare al nostro modus vivendi, a fare un piccolo bilancio della propria condizione dell'essere.
In tali casi la pioggia ci giunge come un compendio, qualcosa che dolcemente ci prende per mano e ci aiuta a ammortizzarne il rumore, ad acquietarne i tumulti e magari a farci trovare una soluzione o una condizione di equilibrio e di accettazione.
Tutti abbiamo bisogno di tali momenti, di tali eclissi sensoriali fra esterno e interno.
Caro fabio ti faccio i complimenti per questa immagine che custodirò gelosamente e con piacere fra le mie preferite.
Buona serata. Tiziano |
Caro Tiziano
Oggi leggevo qualcosa di molto interessante a proposito del vero significato etimologico della parola "condivisione" (dal libro "le parole sono importanti" di Marco Balzano).
Non mi ci ero mai soffermato, come, d'altronde, sulla quasi totalità delle parole usate.
"Condivisione" è una parola che, di questi tempi, ha completamente perso il suo senso vero e profondo.
Diciamo di condividere una fotografia ma in realtà la stiamo soltanto mettendo in vetrina, in cerca di consenso e di uno sguardo.
Di fatto non facciamo alcuno sforzo, non "dividiamo con", non ci priviamo di nulla.
Non è un atto di generosità, almeno non sempre.
Chi veramente "condivide" è chi mette a disposizione il proprio sguardo, la propria attenzione, la propria cultura dell'immagine, la propria sensibilità, la propria capacità di tramutare le sensazioni visive in parole, il proprio tempo.
Chi veramente condivide è chi commenta appassionatamente.
Come te e molti altri che, con te, ringrazio.
Sarebbe bellissimo (spero la Redazione mi legga) rilanciare la vera ricchezza del forum istituendo anche il commento della settimana.
Questo tuo commento è nel mio album.
Grazie di cuore, immensamente. |
| |  |
| |  |
| |  |
| |  |
| Piove (sui miei silenzi) di fabiopollio27 commento di rrrrossella |
|
Essenziale e al contempo ricca di significato… Perfetta la composizione, fantastici i colori e magnifica la resa della pioggia Bella sia esteticamente sia emotivamente, complimenti!
Metto anch’io una stellina
Ciao!  |
| |  |
| Piove (sui miei silenzi) di fabiopollio27 commento di onaizit8 |
|
Ho voluto ascoltare per un buon tempo in me l'immagine per sentire le risonanze emotive che mi evocava e che subitaneamente aveva dischiuso alla prima visione.
Sono quelle immagini che mi piace fare ma anche vederne di altri autori.
Sono un segno di riconoscimento, una sorta di convergenza. Un cifrato profondo e sotteso che denuncia con chiarezza un certo modo di sentire e percepire interiormente il mondo, ciò che ci circonda, ciò che ci raggiunge.
Ho sempre considerato la pioggia positivamente, sempre, in qualsiasi circostanza. Per me è una espressione di grandissima fecondità, di conciliazione fra cielo e terra, di penetrazione delicata fra dimensione eterea e non dell'essere umano. Dialogo muto.
Nella tua foto mi colpisce come sia proprio la pioggia, i suoi cerchi e i suoi zampilli che creano il trait d'union fra la pavimentazione della strada litoranea o del piazzale e la superficie acquea del lago creando un continuos che nemmeno la presenza della panchina e della ringhiera riescono efficacemente ad annientare. Il tutto diviene un tutt'uno, si fonde in un idillio fatto di vociferazioni deboli, accordi musicali, piccoli echi di gocce che leggono il sussulto emotivo nel cuore di chi ne è spettatore e si accorda con tale sintonia, con tale simbiosi.
In tal senso mi appare così' sensato e pertinente il titolo che hai scelto.
Vorrei dire che è compito del fotografo, del bravo fotografo quello di capire come comporre un'immagine non per riuscire a trasferire una impressione paesaggistica, bensì un moto dell'anima. Come si suole comunemente dire l'immagine è più un paesaggio dell'anima che ambientale.
Ebbene...per me...ci sei riuscito. Questo è il più bel complimento che posso farti e fare a questa fotografia.
I colori di questo verde a tratti vivo, a tratti malinconico, leggono quel preciso stato interiore in cui certi pensieri vagheggiano dentro di noi quasi estraniandoci, quasi ipnotizzandoci, pensieri che in qualche maniera ci assillano e ci permeano, spesso anche dettati da momenti di solitudine o di incomprensione su certi fatti della vita. Momenti in cui pensare al nostro modus vivendi, a fare un piccolo bilancio della propria condizione dell'essere.
In tali casi la pioggia ci giunge come un compendio, qualcosa che dolcemente ci prende per mano e ci aiuta a ammortizzarne il rumore, ad acquietarne i tumulti e magari a farci trovare una soluzione o una condizione di equilibrio e di accettazione.
Tutti abbiamo bisogno di tali momenti, di tali eclissi sensoriali fra esterno e interno.
Caro fabio ti faccio i complimenti per questa immagine che custodirò gelosamente e con piacere fra le mie preferite.
Buona serata. Tiziano |
| |  |
| |  |
| Scorcio Sebino di fabiopollio27 commento di Mario Zacchi |
|
Il potere evocativo della foto vecchia, quella che postati tempo fa, per me è decisamente superiore.
Il dialogo armonico tra aperture e chiusure, lame di luce, giochi prospettici, colori primari appena smorzati, calore, atmosfera sospesa ed assenze sono il silenzio che invita alla contemplazione, all’immersione, all’immaginazione.
Capisco lo scopo nella foto titolare di questo post; ma, al di là di una sua piacevolezza formale non riesce ad andare, a parer mio. Le manca molto dell’articolazione della prima ed è forse un po’ contraddittoria nel suo tentativo di essere evocativa ed al tempo stesso il suo essere un po’ troppo esplicita. |
| |  |
| |  |
| |  |
| Piove (sui miei silenzi) di fabiopollio27 commento di lodovico |
|
| I titoli a volte sono pleonastici... questo invece viaggia in completa sinergia con la foto. Pare proprio di udirlo il ritmico frangersi delle grosse gocce di pioggia che a volte cantano ed a volte urlano... di certo annullano il silenzio interiore dei tuoi pensieri! La scelta del formato verticale è vincente perchè permette all'occhio di percorrere il frame dal basso verso l'alto passando dalla matericità dell'asfalto ingioiellato di perle di pioggia, alla più sommessa liquidità del lago fino all'inconoscibile del nulla nebbioso all'orizzonte. Al centro la panchina, un crocevia fra questi mondi... Tecnicamente avrei cercato un pizzico di struttura più nel primo piano. Ottime le cromie tono su tono. Un saluto e complimenti! |
| |  |
| Piove (sui miei silenzi) di fabiopollio27 commento di Anna Marogna |
|
Altroché silenzi.questa è una chiacchierata bella e buona! Le panchine hanno sempre da dirci qualcosa se poi si aprono su un orizzonte d’acqua e con la pioggia diventano addirittura logorroiche
Ottimo l’allineamento.
Mi piace molto e ti faccio i miei complimenti
Ciao Anna |
| |  |
| |  |
| |  |
| |  |
| |  |
| Scorcio Sebino di fabiopollio27 commento di fabiopollio27 |
|
| onaizit8 ha scritto: | Composto con grande accuratezza e armonia ma il gradiente vincente di questa bellissima foto è proprio la luce e il suo sapiente uso. Complimentosi. Va nelle mie preferite. Tiziano  |
Grazie di cuore anche a te Tiziano! |
| | br> |