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Commenti da aerre
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Commenti
Stefano Bollani
Stefano Bollani di Andrea Feliziani commento di aerre

Una lezione di espressività figurativa questi scatti, con particolare ammirazione ...vuoi anche per la splendida resa del colore che nulla ha da invidiare in termini di sintesi alle altre in b/n, ...per quella di apertura.

Inutile sottolineare quanta forza espressiva riesce ad avere il contrasto tra il mosso delle mani e la nitidezza sospesa del volto.

La luce scivola sul capo del musicista con l’effetto di un aura: come sostanza cioè che s’emana da lontano e fa concreto quell’istante di concentrata ispirazione, tutta condensata nella tensione dell’espressione ferma e sospesa del volto, ... e che poi riesplode nello squillo dei toni bruciati, sfrangiati e mossi delle mani.

Quasi che la luce insomma, segua un percorso che è più emozionale che fisico e che vada lungo il percorso facendosi sempre più intensa, passando dalle grafie tremule dei capelli in controluce e dalla carezza che scivola lungo il profilo, all’abbagliante fragore di quel bagliore che indugia sulla dinamica tesa e ritmata delle dita.

La magia del ritratto sta nell’aver piegato proprio la luce a strumento di questo racconto, dal disegno prezioso e trasparente del viso alle spesse pennellate sulle mani e sulla tastiera.
Non casualmente l’inquadratura taglia la figura generosamente di lato allineando così sulla diagonale il viso e la “danza” di quelle mani che raccolgono la direzione dello sguardo ed il volo di quell’istante di ispirazione musicale, che a tratti ha l’intangibilità dell’estasi.

Aerre Smile
...
... di squa commento di aerre

...Arrivo tardissimo, Marina
ma voglio comunque farti i complimenti per questo magnifico scatto capace di ricreare tutta l’intensità spirituale di quegli spazi.

Lo fa con gesti ...minimi, sussurrati: da un lato l’efficace sintesi figurativa con il ricorso a pochi essenziali elementi funzionali al racconto e dall’altro l’inserimento, nell’economia dell’architettura di insieme, di quel volto ...che si fa presto visione.

Il cuore, come giustamente già osservato, ...sta tutto lì, ed ancora di più in quella luce, ...splendida, che pare emanarsi da una dimensione trascendente e che di fatto sembra non appartenere allo spazio fisico dell’immagine.

La dissonanza chiaroscurale tra lo scenario circostante ed il volto della giovane suora sospeso e ammantato di luce, vale a definirla entro uno spazio che pare appartenere ad un dimensione “altra”(complice l’idea dell’inserimento del ritratto nella specchiatura della porta) ...ed è lì che lo scatto slitta su di un piano che pare quello della rappresentazione di un istante fortemente intriso di spiritualità e sacralità.

Sembra quasi di assistere, attraverso l’emanarsi di quella luce che imprime di sè il viso della suora, al farsi tangibile e immanente di una sostanza ultraterrena.

Tutto si sospende, immobile, ...in un silenzio profondo e restiamo con il fiato sospeso, in bilico tra il desiderio di avvicinarci in ..punta di piedi e quello di indietreggiare con altrettanta delicatezza e rispetto.

Complimentissimi

Aerre Smile
SORRISO
SORRISO di hity commento di aerre

Eh, si. ...C'è un'incredibile delicatezza in quel sorriso che meritava sicuramente lo scatto.

Però le sua potenzialità temo siano rimaste inespresse a causa della mancanza di una corretta messa a fuoco sia sugli occhi che sulle labbra che dovevano costituire il nucleo emozionale dello scatto.

Mi piace invece la luce che pare regalare un bagliore più intenso proprio in corrispondenza del sorrico.

Forse in questo caso ...dove l'attenzione dello scatto è rivolta al'espressività delle labbra si poteva adottare un'inquadratura più stretta, ...un campo quadrato ad esempio con un taglio in alto al di sopra della linea delle sopracciglia per rendere più "centrico" proprio il sorriso.

Uno scatto sicuramente da ritentare.

Aerre Smile
Roberto Maroni
Roberto Maroni di life commento di aerre

.....Dunque, facciamo una prova.

Proviamo a sganciarci dall’immagine pubblica del soggetto e riconduciamolo a quella di “persona”.

Ok.

Cosa c’è in questo scatto?
C’è l’immagine di un uomo seduto dietro ad un coso che poi si intuisce è molto presumibilmente una tastiera. La presenza “casuale” all’interno del campo di immagine del microfono e del leggio aiutano ad inquadrare la scena nei contorni di una performance musicale.

Ok.

Poi c’è l’espressione di lui, ...distratta, non raccolta sullo strumento o sull’esecuzione.
Completa la scena lo sfondo di una ragazza dall’aria indecisa e muta dietro il microfono.

Il racconto, a mio avviso, finisce qui. Ed è questo il limite dello scatto. Non c’è il ritratto perchè non c’è racconto sulla persona che in questo momento è o dovrebbe essere quello di una persona impegnata ad uno strumento, Non c’è partecipazione, non c’è emozione, ...è un momento qualunque non “il” momento. Altro discorso sarebbe stato se avessi aspettato un momento più caratterizzante, di coinvolgimento emotivo nella performance, ...magari stringendo con un inquadratura più sul piano medio.
In effetti tutto quello spazio sotto lo strumento è molto poco significativo anche sul piano della figuratività.

Insomma “raccontata” così è una foto che rischia di avere come unica ragion d’essere la notorietà del personaggio, ...ma senza persona.

Aerre Smile
Ballons.. 7 photos
Ballons.. 7 photos di girlpower commento di aerre

Ma quanto sono belle, Girl.

Perchè è un inno alla delicatezza questa serie di scatti che sembrano rievocarsi da un mondo inaccessibile di sogno ed immaginazione: quello della poesia.

Belle cromie di bruni, prugna e vinaccia a ricreare le note di un atmosfera calda ed intima, resa vibrante dalle rare tracce di rosso e di bianco. Piacevolissimo l’incarnato protagonista di questi rimandi cromatici con le sue sfumature dense di ambra e terre.

Sono tutte belle, ...ma quella che mi “porterei a casa” è la 3. Quella gestualità da Pierrot, ...quel carezzare il filo in tensione, la mano che tende (peccato non averla inclusa del tutto) e l’altra che fa scorrere il filo tra le dita, lo sguardo verso i palloncini, ...racchiude in sè tutta la fragile delicatezza di questi scatti intrisi di gioco e malinconia: facce di uno stesso approccio poetico alla vita.

Aerre Smile
Nel rosso....
Nel rosso.... di Clara Ravaglia commento di aerre

Si guarda con occhi socchiusi questo scatto che a tratti si fa visione, perchè rievocata direttamente dal tessuto del proprio immaginario.

Perchè è così che si recuperano quelle immagini che si hanno dentro, ..ad occhi socchiusi, ..quasi a voler mettere a fuoco le emozioni.

E’ immersa nella luce abbagliante del ricordo e dell’immaginazione questa teoria di papaveri che a tratti si fanno figure indistinte che s’evocano da un orizzonte lontano ed in controluce.

Il lavoro di post è funzionale all’idea ...per quanto in qualche punto s’avverta un’incertezza che trasforma la sintesi figurativa in “lacuna”. A volte cioè sembra che lo strumento gomma (sempre che quello tu abbia usato) ...resti indeciso sulle parti da mascherare. Non mi fa impazzire, nell’economia generale, la foglia sulla destra ...l’unica che abbia mantenuto una sua identità figurativa. Anche se capisco che ti sei posta il problema di una zona troppo ampia da cancellare.

Molto bello l’effetto di silhouette in negativo che si viene a formare, sempre a destra, tra il primo piano “assente” e le grafie di verde scuro. Meno al centro e sulla sinistra dove s’avverte maggiormente un senso di ritaglio.

Ma c’è, al di là di note più o meno tecniche e...per quanto mi sia difficile scindere la realtà estetica da quella spirituale, ..c’è, al di là di tutto, una dimensione estetica autonoma nell’insieme di questo scatto che affascina con il suo “sfarfalleggiare” elegante di cromie sature di rossi e aranci.

Una danza a tratti senza peso in una dimensione ove s’è perso un riferimento prospettico e spaziale. Tutto galleggia, senza spessore, riaffiorando come farebbe sulla superficie lattiginosa di un limbo.

Già ..una forte valenza grafica questa danza di note rosse sul pentagramma nervoso e “scarabocchiato” delle tracce degli steli, di cui ci pare ...a tratti di sentirne l’armonia.

Aerre Smile
Odetta- Last 4
Odetta- Last 4 di Andrea Feliziani commento di aerre

Avevo avuto modo di apprezzare, anche se in silenzio, questo intensissimo ritratto in occasione del tuo ultimo reportage e adesso che ce lo riproponi come post d’apertura non posso fare a meno di farti i complimenti per questo scatto.

Perchè è un racconto di un’incredibile intensità, che vibra di una fortissima tensione emotiva tutta condensata in quell’espressione così assorta, ...concentrata, ...e raccolta in sè.

Ha la forza di un rapimento interiore questo ritratto che vibra come una corda di violino tesa tra le dita nodose e strette e lo sguardo chiuso, in ascolto di sè.

E la composizione si fa strumento di questo racconto con una coerenza tra figuratività e contenuto realmente degna di nota.
La prima scelta coraggiosa e coerente del nostro Andrea è quella di un ritratto di profilo. Scelta coraggiosa rispetto al più comodo tre quarti. Ma qui il “profilo” è funzionale al racconto, realizzando quella necessaria dissociazione tra noi ed il soggetto che è immerso in un mondo a sè e che di sè nutre l’istante registrato dal ritratto.

Questo racconto, la composizione ce lo svolge lungo la diagonale ...e non per puro formalismo ma per rendere più pregnante il veloce risalire di quell’emozione che dal cuore attraverso la morsa contratta delle dita indugia nell’espressione assorta e concentrata del viso.

Sta tutto lì, il ritratto: ...in quel percorso brevissimo eppure denso di un’energia pronta a riesplodere con forza, dalle dita dalle unghia bianche e brillanti alle ombrosità, che hanno il sapore di un abisso emozionale, di quegli occhi sospesi nell’ ”ascolto”.

L’inquadratura poi stringe sul volto, complice lo sfondo nero e impenetrabile, isola il soggetto e rende più significante il senso di quelle mani che nel loro raccogliersi “stanno” e dell’espressività di quel viso che nel suo sospendersi dei lineamenti svela l’intensità di un attesa.

Già, ...perchè sembra in “attesa” Odetta, in attesa che quell’emozione prenda forma, ...sospesa insomma in quel suo raccogliersi che è in fondo lo “stare” di un viaggio dalla forte intonazione introspettiva, in una dimensione inaccessibile come quello sguardo. Ecco perchè era importante il “profilo”.

Bello, ...molto bello questo bianco nero che ci regala le sfumature dense e setose di un incarnato scuro che pare contraltare con lo squillo nervoso e vibrante del bianco delle unghia.

E perfetto è lo stacco sullo sfondo nero reso ancora più tridimensionale da quella leggerissima carezza di luce che scivola dalla fronte lungo la punta del naso sino alle labbra contratte ...per poi “dilagare” in basso là dove la vibrazione emozionale si fa più forte e si rende manifesta nella contrazione delle dita.

Aerre Smile
Where the rain grows
Where the rain grows di belgarath commento di aerre

..Il nostro Belga l’ha cercata, ..l’ha voluta e “rappresentata” quella grafia secca dello stelo in primo piano che pare contraddire per altezza e inclinazione lo scenario di spighe sottostanti.

E’ una grafia decisa, tracciata con mano veloce e consapevolezza che se da un lato asseconda con il suo tracciato ad arco diagonale lo slancio verticale del fotogramma, dall’altro controbilancia l’ordito diagonale della “folla” di spighe in basso.

E forse per la stessa via di contenuto, ..un unico, coraggioso papavero punteggia le screziature di verde, recando forse traccia del registro di un’interpretazione squisitamente personale.

Mi piace questo primo piano di carezze a tratti ruvide di spighe e mi piace per contrasto lo spalancarsi della prospettiva verso quell’orizzonte che pare stia trascinando con se l’addensarsi delle nuvole spesse e cariche di ....pioggia.

E’ un farsi piccolo, complice la prospettiva che suggerisce un sorta di immersione nel primo piano di spighe, ...un cercare rifugio dalle nubi lontane e ci scopriamo, ...all’improvviso, papaveri ...o meglio, “quel” papavero così solitario, lontano da quelli sullo sfondo, in contesto così diverso ....eppure consapevole della necessità di quello stesso scenario.

Aerre Smile
Elisa
Elisa di MaXu commento di aerre

Un ritratto molto piacevole Max,
fresco e soprattutto capace di esprimersi con quell’indispensabile nota di spontaneità, ...necessaria al racconto dell’universo infantile della piccola Elisa.

Perchè nonostante la cura generale della composizione, resta una naturalezza, un’immediatezza del ritratto che si condensa in quella gestualità della piccola, che resta sospesa nell’istante in cui qualcuno o qualcosa, fuori campo, ha destato la sua attenzione.

E mi piace proprio questo, ...come dire ...quel “farsi” del ritratto in quell’istante di “margine”, ...in bilico cioè tra quell’universo a tratti inaccessibile di giochi e fantasie ed il nostro. E lo sguardo della piccola Elisa, rivolto così all’improvviso verso un centro di interesse fuori del campo di immagine, fa da trait d’union tra l’uno e l’altro.

Molto bella la luce. Diffusa e morbida a rievocare le finestre di un patio o di una veranda, e d’un tratto lo scatto sa di casa e affetti domestici, di giochi e note di atmosfere serene.

Ottima la composizione che fa ricorso all’ossatura della panca per strutturare a sinistra ed in basso i margini del fotogramma e realizzare fisicamente quello spazio entro cui “ritagliare” ...come un piccolo mondo a se, la figura di Elisa, intelligentemente slittata sulla destra in modo generosamente periferico a dare via libera alla direzione dello sguardo.

C’è una ben controllata “casualità” dello scenario circostante, ...che gran gioco ha sicuramente nel carattere di immediatezza dello scatto. Anche i gerani fioriti che punteggiano di calde cromie lo scatto, anche la fioriera o il graticcio a parete ....fanno parte di questo racconto, nella stessa misura del bambolotto in attesa delle cure materne della piccola Elisa. Avrei solo tolto quell’elemento arancione sullo sfondo.

Solo una curiosità, potrebbe essere colpa del monitor però, ...sbaglio o c’è un velo di morbidezza di troppo proprio sugli occhi?

Aerre Smile
Nature Is My Kingdom XVI
Nature Is My Kingdom XVI di zanve commento di aerre

...Bèh,
la citazione è colta ed anche rivisitata con un certo gusto per il sublime che pare dominare e impregnare di se ogni cosa.

C’è ...persino la genialiata di riprodurre, ...complice il tempo di esposizione, la “nebbia” ...resa qui dallo schiumoso movimento dell’acqua che si infrange contro gli scogli e che non casualmente hanno la stessa struttura piramidale della vetta dell’opera di Friedrich.

Ma al di là della citazione ....pur non senza ironia nel cavalletto che si improvvisa bastone d’appoggio, si avverte qui un senso di contemplazione che si fa naufragio ed il naufragio forte senso di appartenenza con lo scenario intorno.

Forse questo il dato più pregnante di uno scatto che sembra sintetizzare la consapevolezza di essere parte di quei gradienti di blu e azzurro, con quella stessa linea d’orizzonte che più che segnare un limite fisico è di per sè espressiva di un senso di infinito.

Si, ...”La natura è il mio Regno”, ma è regno inteso come alveo vitale, ...come sostanza primigenia, ...quella stessa che declina nelle forme dell’acqua come in quelle della carne. Ed è un guardare se stessi in fondo ...un guardare del soggetto verso l’orizzonte cha gli si spalanca di fronte e nostro che in quel soggetto ci pare di rappresentarci.

L’inquadratura sembra leggerissimamente dall’alto, ...mi chiedo se un angolo di ripresa più basso avrebbe prodotto una maggiore enfasi espressiva.

Molto piacevole lo sbilanciamento della figura che vale a introdurre una certa tensione dinamica e spingere in là quello sguardo che non vediamo e che sembra già “essere” oltre l’orizzonte.

Molto buona la resa della figura in primo piano soprattutto in termini di incarnato. Forse ti saresti potuto permettere un effetto più “silhouette” ma forse il vero obiettivo non era tanto spingere il nostro sguardo oltre la figura (cosa che avrebbe fatto una resa da controluce) ma porre il protagonista al centro ..anche figurativo e percettivo del suo “Regno”.

Aerre Smile
..Fatima..
..Fatima.. di ZioMauri29 commento di aerre

Ci sono scatti che rimandano immediatamente ad un indissolubile aria di famiglia e di affetti che sembrano appartenerci.
Così è in questo scatto dove la ripresa ravvicinata ha l’effetto di un abbraccio sincero.

Vero, ....il flash è un pò troppo diretto e crea una “chiarezza” che indebolisce la tridimensionalità d’insieme.

Forse quello che mi convince meno è la centralità dell’insieme che combinata alla frontalità della posa e al generoso taglio stretto, per quanto funzionale al racconto di questi occhioni che ci fissano e disarmano, blocca un pò il soggetto.

Avrei adottato un taglio verticale, ...ma resta una suggestione personale, per dare sostanza alla linea delle spalle che mi pare di intuire è in leggero tre quarti. Credo cioè che il viso sia leggermente ruotato rispetto al busto e quindi la composizione centrale sarebbe stata resa dinamica dal lieve movimento del viso rispetto al busto, nel recuperare la frontalità dello sguardo. Però forse mi sbaglio.

Giusto il suggerimento della ricerca di un luce capace di regalare maggiore spessore e profondità.

Resta il fascino di questo universo infantile, ...della piccola Fatima, che ci viene raccontata con spontaneità anche attraverso le sbavature di yogurt sulle labbra, contratte in una piccola smorfia velata di sana impertinenza, o attraverso l’intensità bruna di quegli occhi pieni di luce.

Aerre Smile
:: YOUR EYES...
:: YOUR EYES... di 00infinito00 commento di aerre

Molto bello questo ritratto.

Ha un grande magnetismo lo sguardo di questi occhi espressivi e carichi di luce che ci restituiscono tutta la dolcezza dell’universo infantile che ha tratti si tinge delle sfumature di una consapevolezza più adulta e matura.

Mi piace tantissimo il trattamento cromatico dell’immagine con la tavolozza che vira pur mantenendo la sua solida struttura, su toni d’ambra, ruggine e bruni di terra bruciata.

Guardo al piacevole rimando di toni di terra tra il giubbotto, i capelli e l’intensità bruno dorata degli occhi resi vibranti dal ruggine della maglia che dialoga con le labbra.

In questa teoria di toni, il bianco del risvolto del colletto, della sclera degli occhi come delle righe della maglia, svolge l’importante ruolo di mantenere vibrante l’insieme oltre a definire dei punti di interesse importanti per il ritratto: asseconda in basso i margini del fotogramma e sostiene in alto la fermezza di quello sguardo luminoso.
Forse il lavoro di post sulla sclera (soprattutto agli angoli) si poteva rendere meno evidente. Ma è poca cosa.

Taglio particolare e coraggioso quello a destra capace di creare quella asimmetria funzionale al ritratto, con l’asse del viso sul terzo a destra del campo d’immagine, senza comprimere troppo sull’occhio.

Aerre Smile
Di mamma ce n'è una sola
Di mamma ce n'è una sola di Francy78 commento di aerre

...C’è sempre un respiro poetico che ci commuove ed affascina negli scatti della nostra Francy.

Perchè il loro registro narrativo non è mai scontato, ...non si ferma mai alla superficie delle cose, ...sa raccontarci “oltre” perchè direttamente al cuore.

Così è in questo bellissimo ritratto che al di là del titolo celebra, nell’evidenza dell’espressività figurativa un ideale di amore universale, ...quello materno e di quello soltanto, che tocca corde sensibili e delicatissime nell’immaginario di ciascuno.

Qui la chiave di volta dello scatto è quella breve e limitata zona di campo che pennella di nitidezza il profilo della madre che pare farsi immobile in un contesto dove i contorni si sfrangiano nel mosso e nello sfuocato.

E’ “immobile” questo amore che si fa eterno, che veglia e sorride con un aura sacrale e umana, come solo una madre è.

Commuove il mosso della piccola, ...quell’abbandonarsi consapevole nell’abisso di quell’amore che pare non avere fine e che fine non ha, ...e commuove quello sguardo che scivola in basso e sorride, nitido e fermo, come una carezza ...dall’alto.

Trovo il viraggio coerente con il cuore narrativo di quest’immagine dalla struttura chiaroscurale morbida ed ovattata. Sembra quasi che la tessitura cromatica di partenza non sia stata del tutto azzerata ...e pare recare ancora una labile traccia di colore.

Ottima l’inquadratura. Solo in basso alzerei il taglio di un paio di cm.

Grazie per questo momento di poesia.

Aerre Smile
w.
w. di natali commento di aerre

Si ricreano le file di un’atmosfera intima in questo ritratto di eleganza e raffinata seduzione.

Trovo che vi sia sempre un fascino particolare nelle riprese leggermente dall’alto e da dietro, con lo sguardo della modella rivolto in camera, da sotto in sù.
E qui gli occhi di Weronika ci cercano, si fanno strumento di una seduzione consapevole che ci rende partecipi, quasi fossimo parte di quest’atmosfera dal sapore di un incontro privato.

La composizione è attenta ad assecondare l’ordito diagonale del campo orizzontale con l’asse del corpo.
Il viso, per effetto di quel “cercarci” dello sguardo, ruota leggermente rispetto al busto e questa lievissima rotazione, combinata alla schema diagonale e alla corretta gestione della profondità di campo realizza un senso di profondità capace di rendere quelle labbra e quegli occhi ancora più vicini.

Molto bella la generale intonazione cromatica con quel fuxia suadente dello sfondo che rimanda al tono delle labbra ed alle sfumature cariche di ambra e magenta dell’incarnato.

Ma è la luce anche il piccolo segreto di questo ritratto, che come carezza scivola sul corpo indugiando con più insistenza sulle labbra e la zona di contorno ...tanto da sembrare quasi il vero nucleo figurativo ed emozionale dello scatto.

Ottimi i tagli a sinistra e soprattutto a destra.
Solo qualche perplessità per quello basso che lascia scoprire un pezzettino del lobo dell’orecchio: da provare (sempre che questo non sia il pieno formato) un taglio un attimo più basso. Chissà.

Forse quella delle labbra come vero nucleo narrativo dello scatto è la vera chiave di lettura dello scatto ....ma non mi sarebbe dispiaciuta una maggiore nitidezza sugli occhi.

Aerre Smile
...
... di Mauroq commento di aerre

....Non poteva che avere una dimensione ...urbana, un ritratto del nostro Mauroq.

Battute a parte mi piace questo ritratto che offre anche più di un registro di interpretazione.

Mi piace lo scatto in sè per quel primo momento di disorientamento percettivo che produce e che non può che strapparci un sorriso di simpatia.

Lo studiato salto dimensionale tra l’immagine stampata ed i lineamenti reali del viso sostengono il registro ironico dello scatto con quell’effetto caricaturale che inevitabilmente si realizza.

Ma mi piace anche l’idea di questa ragazza incontrata per strada e che cela la propria identità o meglio ce ne offre una versione distorta. Ed in questo senso mi piace che ci sia quel contorno urbano.

Aerre Smile
Ketty
Ketty di crikkiola commento di aerre

...dimenticavo.
Quella mano in alto, ....o la rendi partecipe dell'inquadratura o la escludi del tutto, perchè così è solo casuale.

A Smile
Ketty
Ketty di crikkiola commento di aerre

Stai diventando sempre più accurata nel controllo dei toni alti della gamma senza perdere il fascino di quelle grafie così nitide e dense di contrasto che ti sono più proprie.

Guardo alla chiarezza d’opalina dell’incarnato del viso gestito senza perder quei deboli passaggi di sfumatura che lasciano intendere il volume; ma guardo alla grafia secca e precisa dei capelli in quel ritmo alterno di chiari e scuri, nitidi senza essere artificiosi; e guardo ancora alla meraviglia di quello sguardo che ha i riflessi di un cristallo e che rimanda al baluginante gioco di luci dello sfondo.

Solo due incertezza in questo bellissimo hk dal disegno croccante: l’eccessiva chiarezza del braccio in primo piano che crea una pericolosa dissonanza combinata alla deformazione e la zona di neri completamente chiusa nei capelli tra la mano e l’occhio alla nostra sinistra.

....Bhè, ...non posso che quotare gli amici su a proposito della deformazione del braccio che è un “filo” troppo protagonista.

Pero mi piace dire anche una piccola cosa a “discolpa” di questa scelta.

Quello sguardo di incredibile bellezza ...ha un impatto notevole sull’osservatore e tutto il ritratto, ...complice anche quel leggerissimo sorriso appena accennato, è giocato sulle note di un atmosfera complice e privata.

Si ha la sensazione di ritrovarsi appoggiati alla lastra di pietra ricoperta di licheni, nella stessa posizione della modella. Sguardo dell’uno (noi) che a tratti naufraga in quello di Ketty, ...vicini, come farebbero due amanti e quel braccio così deformato sembra ricreare le condizioni di questo nostro “stare” a due centimetri da quello sguardo d’incanto.

Detto questo, ...si è vero la deformazione è eccessiva come è eccessiva la dissonanza dei toni che non fa che peggiorare le cose.

Tu fai una cosa. Chiama Ketty. Stessa location, stessa posa, stessa curatissima conversione in b/n.
Però falle indietreggiare il gomito.

Aerre Smile
Letizia ritratto delicato
Letizia ritratto delicato di sdomenico commento di aerre

...Generoso ....eppure con la leggerezza di un soffio questo lavoro di post che ha la forza di tradurre l’immagine sul piano dell’immaginazione.

Si fa immagine rievocata più che registrata cioè, questo ritratto che sembra appartenere alla dimensione del sogno ed insieme della memoria. Ma è una memoria lontana, ..una memoria del cuore dove i toni si fanno pastelli sfumati ed i contorni stingono le proprie grafie.

C’è un forte, fortissimo potere di suggestione evocativa insomma in questo scatto che si sospende in un tempo ideale che è quello delle emozioni.

Sono d’accordo con Andrea su un taglio che lasci meno sfuggente il contorno dei capelli a destra, ...sfruttando l’occasione di un leggero sbilanciamento dando più aria a sinistra. .....Però forse, ...dico forse, lascerei le cose così.
Mi spiego.
C’è una notevole cura nella composizione che non certo casualmente lascia scivolare la curva dei capelli dall’angolo in alto a destra lungo la spalla sino al margine inferiore del fotogramma. Si definisce un movimento che ha la dolcezza di un soffio e che pare carezzare dando peso e sostanza allo sguardo, ...che scivola in basso appunto, in un naufragio emozionale che ci coinvolge.

E’ chiaro, ...sono suggestioni personali, però la forza della composizione è in quel “quasi” flesso che attraversa in diagonale il fotogramma.
Semmai, pur nella dimensione del racconto dal sapore onirico per cui si giustifica a tratti il confondersi della figura con lo sfondo, avrei cercato di dare più leggibilità proprio al collo e alla zona della nuca con uno stacco leggerissimo, ...impercettibile, ma funzionale a rendere meno sfuggente la massa scura dei capelli.

Aerre Smile
Il vecchio pescatore.
Il vecchio pescatore. di enzo penna commento di aerre

doppio
Il vecchio pescatore.
Il vecchio pescatore. di enzo penna commento di aerre

....E fai bene a scattare.

Un ritratto capace di grande spontaneità e naturalezza, che rivela un’intesa ...un feeling sincero e concreto.
Ci colpisce e coinvolge l’immediatezza di quell’espressione tutta condensata nello sguardo sorridente ...eppure fermo e diretto.

In questo ha gran gioco la posa del soggetto.

Posa praticamente frontale con la linea delle spalle parallela al piano dell’inquadratura, cui si contrappone il leggero tre/quarti del viso e la sua lievissima inclinazione: è questa moderata dinamica a dare forza all’espressione dello sguardo cui non è estranea una sfumatura di simpatica ironia quasi canzonatoria.

Insomma è un ritratto che con semplicità riesce a tratteggiare il racconto (cosa fondamentale questa) di una umanità colta in tutta la sua franchezza e verità, ma anche simpatia ed ironia.

E’ un racconto fatto di piccole cose, ...dal colletto sbottonato che lascia intravedere il crocifisso, al lampo giovanile di luce nello sguardo diretto; ...dal sorriso a tratti beffardo alla bellezza di quell’incarnato scavato di vita.

Dice bene il Nonno a proposito dello spazio davanti al viso.
Qui lo sguardo in effetti è diretto in camera e la sua linea di forza si sviluppa in avanti, tra noi ed il piano di immagine.
Però quella leggera inclinazione del viso di tre/quarti sicuramente voleva un margine di aria in più ad assecondarne il movimento. Del resto è giusta l’intuizione di tagliare a destra ma lasciare scoperta la curva della spalla a sinistra.

Aerre Smile
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