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| Franco di Massimo Passalacqua commento di aerre |
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Si sospende in una dimensione lontana e distante, questo ritratto che ci restituisce un’espressione assorta, ...“assente” perchè l’anima abita per un istante altri spazi dell’emozione.
Ha il senso di un naufragare cioè questo sguardo che scivola su pagine di un libro che non vediamo o su un qualche oggetto che si fa occasione di un abbandono in sè, ...o che semplicemente carezza un pensiero che sembra condensarsi di fronte al viso.
Ma il cuore del ritratto non è la lettura o altro appunto, ...non è il “fare”, ...quanto il naufragare di quello sguardo, il sospendersi di quell’espressione come di chi ha ormai valicato un limite che lo porta per un attimo altre l’arco del nostro orizzonte sensibile.
Ed il ritratto riesce a trasmetterci tutto il contrasto tra lo “stare” di quella fisicità che si allenta nell’inclinazione della testa ed il “volo” senza peso dello sguardo.
Mi piace la distribuzione del chiaro scuro con quella chiarezza tipica degli incarnati del nostro Massimo, tutta raccolta sul viso del soggetto che stacca con decisione grafica sullo sfondo uniforme di grigio più scuro.
Corretta la composizione che asseconda l’atmosfera sospesa del ritratto sbilanciando la figura di lato all’interno del campo rettangolare e lasciando ampi e generosi margini al “peso” figurativo di quel vuoto pronto ad accogliere sulla sinistra l’espandersi dei pensieri e delle emozioni.
Sarebbe stato interessante, ..ma mi permetto solo come suggestione personale, provare anche un taglio verticale capace di assecondare lo sguardo che scivola verso il basso.
Aerre  |
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| Tra i giochi di greeneyes commento di aerre |
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Che bello questo piccolo universo incredibilmente colorato che il ritratto ci restituisce dell’universo infantile.
C’è tutto un mondo nello spazio di quel simpatico boxe stracolmo di giochi che circonda e avvolge il piccolo.
Il punto di ripresa, come in questo caso, è determinante nel variare sensibilmente il contenuto del ritratto. L’inquadratura dall’alto, nel restituirci la prospettiva del nostro sguardo di adulti, a volte rischia di schiacciare il soggetto accentuandone un certo carattere di vulnerabilità.
Non qui dove mi pare che la ripresa dall’alto sia funzionale al racconto, ...anzi quasi necessaria ad imbastire il senso di questo “immergersi” del piccolo in quel suo mondo privato e policromo fatto di giochi, peluche e cubi di gommapiuma.
Credo però che l’inquadratura avrebbe potuto farsi strumento di questo racconto in modo più espressivo. Avrei allargato un poco l’inquadratura ad esempio, a comprendere uno scenario di giochi e colori più ampio. Ma soprattutto avrei lasciato più aria a sinistra, ...senza pizzicare la spalla e cercato di inquadrare in basso tutto il piedino.
....Chissà se proprio in questo caso, proprio a rievocare il senso di quell’abbraccio di colori, non sarebbe stato utile un bel taglio quadrato centralizzato sul soggetto.
Aerre.  |
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| Mozart....in lettura di Clara Ravaglia commento di aerre |
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....Un ritratto incredibilmente intenso, nel raccontarci tutto il rapimento di chi immerso nella lettura varca orizzonti lontani, isolandosi ...come sospeso in una dimensione “altra”, per un istante che si dilata nel tempo di un emozione a tratti lenta, ...a tratti rapida e violenta come un lampo.
Il ritratto riesce quasi per magia a ricreare uno spazio fisico ed emozionale entro il quale il soggetto sembra naufragare, distante pochi centimetri dal nostro sguardo ....eppure lontanissimo ed irraggiungibile in quel viaggio che la mente ha già intrapreso tra le pagine di un libro, ...tra la pausa d’una virgola e l’emozione di un paragrafo nuovo.
Questo spazio ....la nostra Clara lo ha visto, ...lo ha percepito, ...ne ha avvertito il carattere squisitamente personale e coraggiosamente lascia che il primo piano sfocato di una abatjour si frapponga tra Mozart e l’osservatore.
Scelta coraggiosa questa. Ma a questa scelta il ritratto deve la sua forza.
Con un piccolo gesto lo scatto riesce a restituirci, ...e sta tutto qui il cuore narrativo del ritratto (...di questo vero “R”itratto) tutto il sapore di forte intimità di uno spazio privato che è prima di tutto emozionale, oltre che fisico. ...Spazio di luce soffusa ed ombra, stretto tra il primo piano sfuocato e lo sfondo con quelle tracce di parole che paiono come per magia ....pensieri che s’evocano direttamente dall’immaginario del lettore, liberandosi nell’aria.
Bello, ...bellissimo, questo ritratto di anima e di cuore che sembra quasi assumere i contorni di un sguardo segreto, sussurrato in punta di piedi.
E l’immaginiamo la nostra Clara .....nascosta dietro il panneggio luminoso di quell’abatjour che d’improvviso e segretamente tenta di carpire un respiro di quell’atmosfera privata.
Ancora più coraggiosa è la scelta di escludere dall’inquadratura le pagine del libro, .....che scorgiamo riflesse solo nelle lenti e a questa piccola traccia, ...sussurrata appunto, affidare parte del racconto.
La luce è calda, pastosa, densa ....capace di ricreare le note di un raccoglimento intimo e segreto.
Come intima e segreta è la magia di quello sguardo che scivola in basso, pregno di un amore che tocchiamo con mano, scivolando morbido come una carezza.
Davvero, Clara, ...davvero tanti complimenti.
Aerre  |
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| il fochista di bovalex commento di aerre |
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....Eh si,
c’è tutto un racconto in quegli occhi grigio azzurro con il bianco della sclera che stacca forte sulla fuliggine.
Le rughe si fanno, complice proprio la fuliggine, più marcate ed incise, ad arricchire quel racconto che si completa attraverso il berretto ed il tono di blu cobalto della giacca.
Si poteva, ...nell’ipotesi come in questo caso di un primo piano, abbassare l’inquadratura che mi pare un poco alta sopra la testa a favore di una porzione maggiore di busto: quel piccolo particolare degli occhiali tagliati avrebbe potuto risolversi in un ulteriore elemento del racconto.
Oppure, ...nell’ipotesi di un coinvolgimento dello scenario circostante, si poteva anche allargare l’inquadratura e rendere partecipe qualche elemento strettamente connesso con il lavoro di questo bel personaggio (guardo alla –credo- locomotiva dietro).
Ma resta il fascino di un ritratto che trova nello sguardo diretto, immediato e spontaneo, del “fochista” il suo punto di forza.
Aerre  |
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| FaTiNa di PHoToBHoCs commento di aerre |
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Salve PHoToBHoCs,
mi piace questo studio.
Ho visto anche gli altri due scatti di Fatina, entrambi piacevoli in quel mix di ironia, gioco malizioso e freschezza che trasmettono.
Ritorna qui questa sensazione.
Mi piace in particolare il muoversi del ritratto tra un’atmosfera ironicamente seducente e l’immediatezza spontanea e naturale di quel bellissimo sguardo sorridente.
Se nei primi due scatti era più preponderante un certo gioco dal sapore ironicamente glamour, qui c’è più immediatezza, ...forse per via di un contatto più franco e diretto con lo sguardo non più velato dai grandi occhiali da sole.
La tavolozza è molto piacevole, fresca e frizzante di note di bianco e azzurro che s’accordano all’atmosfera generale in un piacevole rimando tra il cielo, i vestiti sbarazzini di Fatina ed i riflessi sulla superficie dell’acqua. La predominanza di tonalità “fredde” esalta per contrappunto il bel tono dell’incarnato reso vibrante da quell’unica pennellata di rosso sulle labbra.
Rispetto ai primi due scatti c’è un maggior equilibrio nella resa dell’illuminazione: la figura è colta in posa meno scorciata e non si crea quella dissonanza in termini di esposizione tra il viso in primo piano ed i piedi sullo sfondo.
L’unica cosa che non mi convince è la forte sbollatura dell’orizzonte che nei primi due scatti, ...per quanto generosa hai mantenuto meno esasperata.
Qui .....bhè, ...diciamo che proprio più diagonale di così non si poteva. Sono perfettamente d’accordo sulla possibilità di creare degli effetti dinamici anche giocando con l’orizzonte, però se noti nei primi due scatti la forte sbollatura si combina al particolare punto di ripresa che porta ad una deformazione prospettica del corpo delineando quella sorta di sfondamento del piano d’immagine che l’inclinazione dell’orizzonte in qualche modo accorda e amplifica.
Qui c’è meno uso dello scorcio e la robusta inclinata dell’orizzonte appare un pò forzata.
Poi, ...è chiaro, ....sono sensazioni del tutto personali.
Bellissimo lo “specchio” d’acqua che sostituisce qui l’assito di legno dei primi due scatti, anche se i riflessi dell’acqua hanno pennellato di luce le gambe di Fatina creando dei disegni tipo smagliature.
Per gustarmi il giusto tono di incarnato mi sono dovuto aprire il file (che incorpora un profilo Adobe RGB) in Photocoso. Quando posti sul web non ti dimenticare di convertire in semplice sRGB.
Aerre  |
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| tappo di aerre commento di aerre |
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@ Kaixo: grazie per l'attenzione. Si, ...hai perfettamente ragione. Di per sè questa commistione sia di resa in temini di nitidezza che di illuminazione risulta incoerente. Tieni conto però che inizialmente era stata pensata e realizzata solo come layout per fare vedere al cliente l'idea di fondo. E di fatti è stato fatto tutto in modo molto casalingo senza nemmeno rispettare quella logica alla quale alludi. E hai ragione.
@ Bigiagia: nella pagina precendente c'è uno sviluppo successivo del layout, ...l'idea riferita ad un vino 100% nero d'avola era quella di indicare con due gocce gli elementi base del vino stesso: il vitigno da un lato (100% nero d'avola) e l'anima (leggi passione, dedizione, amore) dall'altra. La parola anima ha a che fare anche con il nome del vino.
Mi piacerebbe postare l'impaginato completo però ...temo che sarebbe pubblicità pura.
Ti ringrazio tantissimo della tua attenzione. Mi interessa molto quello che hai detto.
Aerre  |
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| Come mi sento oggi... di stefyno commento di aerre |
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C’è sicuramente in questo ritratto, ...un forte valenza emotiva tutta condensata nell’espressività di quello sguardo fuori campo, ...assorto, ...lontano, e la stessa gestualità del corpo che ci racconta di un desiderio di “raccogliersi” e di “abbandonarsi” insieme.
Ma lo scatto non sembra svolgere sino in fondo questo racconto e per questo temo non vibri di forte tensione espressiva.
Mi spiego, ....l’inquadratura è un pò casuale: troppa aria in alto che diluisce l’attenzione invece di concentrarla sul soggetto e troppo stretta in basso a tagliare il piede della gamba di appoggio e soprattutto la mano che è una parte figurativa fondamentale di questo ritratto. E questo purtroppo toglie tantissimo in termini di capacità espressiva, perchè anche la semplice gestualità del corpo o solo di una mano “abbandonata” ....può essere parte di un racconto.
La composizione centrale non aiuta a creare dinamica espressiva e forse molto si sarebbe potuto fare sia con una posa meno frontale, magari sbilanciando anche di lato la figura, sia giocando con una illuminazione più, ...come dire “emozionale”. Penso ad esempio a forti contrasti di chiaro scuro, all’uso espressivo delle zone d’ombra dense che lascino emergere le forme ed i volumi, o a luci radenti che sottolineano la gestualità del corpo.
Aerre  |
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| Ylenia di PennyRED commento di aerre |
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Quanta delicatezza c’è in questo ritratto capace di ricreare le tinte di un’atmosfera carica di seduzione e freschezza insieme.
Si condensa tutta nella gestualità di quella mano che scivola con la leggerezza di un soffio sulla pelle che ha a tratti la trasparenza dell’alabastro, .....e come un sussurro l’inquadratura ci introduce in punta di piedi all’interno di uno spazio intimo e privato: complice in questo il punto di ripresa che coglie di spalle il busto di Ylenia e quello sguardo dolcissimo rivolto in basso, quasi stesse assecondando un ripiegarsi in se stessa sottolineato da quella carezza che ha il sapore di un “abbraccio di sè”.
Non ci guarda, Ylenia. Ruota il capo ma mantiene lo sguardo basso.
Questa intimità, quella di cui parla Clara, ...questo istante sospeso di “dolcezza personale” fa vibrare di note di forte seduzione e delicatezza insieme il ritratto, che sembra non presupporre l’osservatore.
Anche la scelta dello sfondo sfuocato ma leggibile di quel tappeto di erba punteggiato da piccoli fiori, spinge il ritratto in una atmosfera “altra”. La figura è letteralmente immersa in questo scenario di verde screziato di grumosità giallo ocra e sembra abitare lo spazio di un dimensione immaginata.
Forse proprio per questa ragione, ...per far sentire maggiormente questa integrazione “emozionale” tra la figura e lo sfondo, avrei sbilanciato meno la ragazza. Avrei dato cioè più respiro a sinistra, reso più palese questo abbraccio di verde che si compie attorno alla figura, riducendo di poco (anche per riequilibrare un pò le masse) lo spazio di sfondo a destra.
Molto bella la tavolozza che si mantiene fresca e vibrante, perfettamente in sintonia con l’atmosfera del ritratto, con le sue note frizzanti di rosso e di verde, senza rinunciare a momenti di maggiore languore nella chiarezza vellutata del bellissimo incarnato.
Aerre  |
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| ........... di crikkiola commento di aerre |
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Salve Cri,
anche a me, subito aperta, ha dato la sensazione di una bambola di ceramica un pò, come osserva Ankelitonero per la chiave alta dei toni dell’incarnato e del vestito (forse un pò troppo alti proprio quello del vsetito che non stacca sulla pelle), un pò per quell’epressione degli occhi che pur fissandoci restano distanti, ....ma non direi proprio “assenti”.
C’è un impercettibile moto ...in bilico tra lo stupore ed il rapimento, che in qualche modo affascina. ....E’ un pò come se lo scatto stesse registrando l’istante in cui Marta, immersa nel suo modo, riemerge d’improvviso dal folto dei sui pensieri, ...del suo universo personale e stesse ...proprio in quell’istante, riconnettendosi con il mondo.
Quello sguardo si mantiene ...così, a metà strada, ...confuso e un pò stordito da immagini che appartengono un pò al mondo reale e un pò a quello personale delle proprie fantasie. Ed in qualche modo l’apparente movimento dei capelli che paiono animarsi in guizzi sospesi per aria, accentua questa sensazione.
Non mi convince del tutto la composizione però.
L’inquadratura se da un lato lascia (e ci sta) aria sufficiente in alto, sulla sinistra “taglia” le punte delle belle ciocche di bronzo disposte a raggiera.
D’accordo sullo sviluppo diagonale che introduce un senso di profondità all’immagine che invece, complice l’inquadratura praticamente dall’alto, ha un spazio fisico ridottissimo.
Peccato la contrazione dei muscoli del collo: per guardare in camera Marta deve aver di poco messo il collo in tensione.
Anche in basso forse avrei lasciato più aria e dato una sistematina anche al panneggio nero: o gli dai un movimento di pieghe espressivo e lo fai partecipare al gioco figurativo o lo escludi in un nero indifferente, senza cioè fare vedere qualche piega sparuta.
Aerre  |
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| Occhi verdi di antonio60 commento di aerre |
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Vero, vero,
quello sguardo così denso di trasparenze screziate di smeraldo e quell'impagabile sorriso di solarità ....valevano sicuramente la ragione di questo scatto.
Credo però che per poterne restituire la splendida espressività avresti potuto mantenere l'inquadratura un filo più ampia. Il bordo sinistra scivola quasi in tangenza sulla guancia, mentre in basso il margine taglia via il mento in modo un pò approssimativo.
Questo purtroppo crea una sorta di casualità nell'inquadratura che non gioca a favore della bella espressività della modella, non senza un certo effetto di ..."soffocamento".
Buono il taglio a destra, prova se è possibile a scendere un pò quello in alto e allargare l'inquadratura sia a sn che in basso.
Attenzione alle dominanti verdi nelle ombre dell'incarnato.
Aerre  |
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| Aga #1 di hausdorf79 commento di aerre |
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Ho sempre apprezzato il lavoro di Giuseppe, in particolare perchè riesce a gestire con cura uno degli aspetti più rognosi del ritratto che è quello della figura intera.
C’è sempre una buona integrazione tra il soggetto e lo scenario che fa da contorno. Scenario che a quel punto non è solo contorno, o semplice sfondo, ma parte integrante ed irrinunciabile dell’impaginato figurativo.
Guardo qui al modo in cui le due quinte urbane che definiscono lo spazio d’immagine a destra e a sinistra concorrono a ricreare, con la fuga delle linee architettoniche, una sensazione di forte dinamismo in perfetta sintonia con la posa della modella.
Ma perchè questo diventi mezzo espressivo forte, non semplicemente fatto accidentale, l’autore non soltanto abbassa generosamente il punto di ripresa (....quasi radente al suolo), ma opera una robusta sbollatura che sembra imprimere una rotazione capace di coinvolgere il corpo della modella che accenna ad un movimento a spirale su se stessa.
Insomma, ....trasuda tensione e dinamicità questo scatto e lo dobbiamo alla scelta di ricondurre tutti gli elementi di immagine a servizio di un’idea.
Guardo poi all’ottima gestione della luce, ...allo sforzo di non far staccare troppo l’incarnato e il “pericolosissimo” metallizzato del vestito, contro lo sfondo debolmente illuminato. Guardo al dettaglio del viso che stacca contro il cielo, ...anche a piccoli particolari come quei due fari sullo sfondo che sembrano risucchiare tutta la prospettiva.
Veramente tutto molto ben fatto.
Tranne una cosa : ....se non posti le foto con un profilo RGB generico, non possiamo apprezzare la bella cromaticità dello scatto che incorpora invece un profilo Nikon Adobe.
Ed è una gran bella tavolozza: calda, piena, oserei dire solida.
Aerre  |
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| eclissi nello spazio di Topo Ridens commento di aerre |
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...Sei incredibile Topo.
Hai confezionato un'immagine che oltre ad essere sempre in linea con quel tuo immaginifico occhio che varca i confini di un mondo a noi quasi sconosciuto, ....ha una eleganza da fare invidia.
Bellissima l'iridescenza di quella tavolozza che trasforma il blu elettrico nell'oro, screziato da rapide pennellate di fuxia e arancio.
Una genialata quel bagliore lassù in alto ma ancora di più l'ombra che produce questa fantasmagorica ...eclissi.
E si ....perchè l'avessi fatta io che sono un nubbio, questa foto avrei cercato a tutti i costi di ricreare l'effetto del disco d'ombra.
Circolare cioè.
No, ..il nostro Topo che fa, ....lascia il profilo irregolare dello sky line di una quinta urbana da un lato e le fronde di alberi dall'altra.
Quasi a volerci dire ...che in fondo il suo mondo ....quello del Topo, è reale.
Siamo solo noi che non lo sappiamo vedere con gli stessi occhi.
Io ti invidio sempre.
Aerre  |
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| un'altra reclàme? :) di teobonjour commento di aerre |
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...Mi affascina il trattamento cromatico di quest’immagine: una tavolozza generosamente desaturata e virata su trasparenze di azzurro che ricreano le fila di un atmosfera molto complice tra i due protagonisti e distante.
Nonostante lo sguardo di entrambi ci raggiunga diretto come un rasoio, stabilendo così una connessione, c’è qualcosa nel trattamento dell’immagine che quasi tende a diversificare il loro spazio fisico e emozionale dal nostro.
E credo che questo in qualche modo non sia straneo al racconto di questa immagine.
Guardo al trattamento cromatico, alla generosa vignettatura che stringe sulla coppia (inequivocabilmente coppia) e li spinge in una dimensione più distante circondandoli con un aura impalpabile; alla stessa costruzione del campo d’immagine con il primo piano di fronde sfuocate che fa da cornice completando l’arco della vignettatura, ma anche da diaframma tra due scenari che restano appunto distanti: il nostro e quello dei soggetti.
Ma così deve essere in quest’immagine che pare “farsi” quasi all’improvviso, di grande immediatezza, come fossimo intervenuti maldestramente ad interrompere un momento intimo e privato.
Di qui l’impagabile sguardo interrogativo dei due, a metà strada tra l’esibizionismo ed il rimprovero quello di lui, studiatamente malizioso quello di lei, che se da un lato pare accennare disapprovazione, dall’altro sembra quasi invitarci ad oltrepassare quella siepe.
Corretta, a mio avviso, in questo caso la centralità dei soggetti e l’inquadratura ampia.
Aerre  |
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| Suq di stecco333 commento di aerre |
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....Non oserei aggiungere una virgola al commento del Belga, e anche per quelle stesse ragioni trovo molto interessante il secondo scatto che hai postato.
Qui si avverte meno quel senso di “interruzione” e l’alternarsi dei ritmi tra i chiari e gli scuri appare più equilibrato.
Ma in ogni caso ...nel loro insieme, dalla prima all’ultima, trovo queste immagini bellissime per la capacità di ricreare un’atmosfera che solo muovendosi dentro un suq si può percepire.
E che ti resta dentro.
Sono atmosfere di incredibili contrasti dalle molteplici declinazioni: ...di colori, ...suoni, ...odori; luci ed ombre che s’alternano in un continuum granuloso e sincopato che è di per sè espressione di una cultura.
Credo che questi scatti riescano a raccontarci con grande economia tutto questo. E lo fanno scegliendo la strada del bianco nero, ...scelta coraggiosa in un mondo dove la policromia è in sè specchio di uno stile di vita.
Ma lo fanno per far emergere chiaramente quel gioco impagabile di luci che bruciano ed ombre dense come la pece, e ad esso affidare, come contrappunto fra estremi che s’alternano l’uno accanto all’altro, l’essenza di una atmosfera.
E all’improvviso il contrasto diviene dialogo in un bianco nero che è di per sè bastevole a restituirci ...colori, ...suoni, ...brusii, ...sguardi veloci come lampi, ...profumi d’essenze e angoli segreti velati dall’ombra.
Aerre  |
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| Nisha di Gino Quattrocchi commento di aerre |
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....Che dire di questo scatto, Gino se non che ha un “potenza” ed una “delicatezza” insieme, ...che disarmano, ...lasciano senza fiato. E senza fiato la nostra attenzione si sospende, come sospeso è l’istante che lo scatto registra dilatandolo in un tempo che pare scorrere a rallentatore.
“Potenza e delicatezza” sembrano farsi estremi di un sogno dolcissimo, in quest’immagine ove la bellezza si traduce nella irrealtà di una materia senza quasi più peso e sostanza; “Potenza e delicatezza”, ....quelle di questo sguardo che fende lo spazio tra noi e la modella attraversando come un lampo lo stretto spazio tra una ciocca di capelli e l’altra; quelle di quest’atmosfera che a dispetto dello scenario intorno pare sganciarsi dalla realtà ed assumere i contorni di un’immagine sognata e miracolosamente disvelata.
Un miracolo quello sguardo colto tra le ciocche che paiono assumere le forme di delicate dita capaci di carezzare e scivolare senza peso.
Ha questa forza, lo scatto: di produrre, complice il robusto trattamento in pw, la resa dell’incarnato, l’illuminazione diffusa e inondata di sfumature dense di azzurro, ...di produrre una sorta di smaterializzazione; ...quasi che quest’incredibile bellezza, pur vera e concreta, d’improvviso assumesse le nuances di un sogno sospeso in quell’interminabile attimo in cui Nisha ruota con decisione il capo e che pare rievocarsi direttamente dal nostro immaginario.
Tanto può questo trattamento operato dal nostro Gino sia in termini di resa della pelle che di illuminazione generale e a torto vi cercheremmo una parvenza, anche solo di riflesso, di realtà.
Gran bella composizione poi con quel campo quadrato che si raccoglie attorno a Nisha, mentre la posa del corpo raccolto disegna la diagonale del quadrato. Una forte dinamica si innesca a disciogliere la staticità della posa che culmina lì, ...proprio lì tra una ciocca di capelli e l’altra, nel “fieri” di quella rotazione del viso capace di liberare nell’aria uno sguardo di “potenza” e “delicatezza” insieme.
Aerre  |
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| j.2 di NeutroN commento di aerre |
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Molto piacevole il trattamento cromatico dell’immagine con i neri che pur mantenendo un giusto grado di profondità ed incisività, si tingono di sfumature bluastre. Anche l’incarnato si vela di trasparenze ciano nelle ombre e, complici i jeans della modella e lo sfondo piacevolmente chiazzato, si creano dei rimandi che unificano i piani della composizione.
Mi piace la posa, naturale e rilassata cui fa da contrappunto quello sguardo intenso: ...anche qui, come nell’ultimo scatto, ci cercano questi occhi scuri e pieni di riflessi, cui la rotazione del capo e la sua leggera inclinazione, conferiscono quella consapevolezza che aggiunge un certo fascino allo scatto.
E’ come se la modella, colta in un suo momento di rilassamento privato ....di personale estraniamento, stesse rivolgendo per un istante la sua attenzione all’osservatore quasi casualmente ....eppure con un’intensità ed un’espressività capaci di esercitare un forte ascendente.
La composizione sfrutta le potenzialità del campo orizzontale sfruttando il bordo inferiore come base ideale lungo il quale appoggiare il corpo della ragazza e di qui il taglio ...netto, deciso, in basso.
Forse avrei slittato di poco l’inquadratura sulla sinistra per dare più aria al contorno della testa, sottolineando cioè lo spazio entro cui si compie quel movimento che porta lo sguardo della ragazza stabilire un filo diretto con l’osservatore.
Vero, ...il gioco delle ombre crea dei grafismi sul viso che possono disturbare, complice l’illuminazione da dietro che porta il corpo a farsi ombra da se. Flash di riempimento, pannelli riflettenti, aiutano a ridurre il contrasto (anche perchè c’è un problema di tono dell’incarnato tra il braccio ed il viso), ...però, ...sinceramente, ....in questo caso non mi preoccuperei più di tanto.
...Si, perchè in qualche modo creano un senso di realtà, ...di immediatezza che si sposano con l’atmosfera generale del ritratto.
Aerre  |
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| I tiratardi su Photo4U di Masnado commento di aerre |
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....Ma tu guarda un pò.
E' incredibile come sia riusciuto a beccare l'istante in cui lo splendido modello sulla sinistra guarda anche lui nel monitor.
Mica facile uno scatto così. E... tanto lo so che in quella tazza non c'è nulla: il fumo di un bel caffè bollente sarebbe stato un plus eccezionale però.
Tornando seri, ...davvero uno scatto interessante che forse meritava un'inquadratura un filo più ampia per non soffocare la posa del piccolo contro il margine del fotogramma e contemporaneamente non perdere la centralità del portatile che regge tutta la composizione.
Devo dire che tutto questo "blu cinematografico" non mi dispiace, anche perchè ha dei piacevoli rimandi e non altera il calore dell'incarnato.
Aerre  |
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| le fatiche dell'artista di Dreambela commento di aerre |
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....Salve Davide,
credo che abbia perso l'occasione di uno scatto che avrebbe potuto essere più interessante.
Mi spiego, ...a parte il titolo che aggiunge a posteriori una nota d'ironia alla posa sicuramente bizzarra dell'artista, ....non è che lo scatto ci stia raccontando qualcosa più di una semplice posa stravagante.
Avrei cioè aspettato il momento per carpire un'espressività della posa, ..del viso, una gestualità particolare, capace di trasmetterci qualcosa in più ...in termini di racconto emozionale, di questo artista e della sua arte.
Alla prossima.
Aerre  |
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| J. di NeutroN commento di aerre |
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...mmmm,
ho rivisto lo scatto in un altro monitor.
Buona la guancia così.
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