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| io-di-me di aerre commento di aerre |
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Marty McFly: Grazie mille della tua attenzione, Davide.
Poesidee: ....Paola, ...Paola. Grazie a te della bella persona che sei. Grazie della tua lettura: quasi mi fossi accanto.
Coyolxahuqui: il maggior peso figurativo della post sulla destra tende proprio a riequilibrare lo sbilanciamento della figura. Grazie per aver letto.
Popoloni: bhè, ...elaborazioni così si prestano a molteplici interpretazioni, ...compreso il tempo. Qui però c'è forse un atteggiamento più intimista; quasi un voler indietreggiare un calcare la mano su un processo che scompagina il dato oggettivo e figurativo. Grazie del tuo tempo.
Claudiomantova: ti confesso che proprio il dipinto ad olio con le sue screpolature, a volte, ed i suoi riflessi mi ha affascinato. Ma solo come pretesto, ...non come risultato in sè. Grazie della lettura.
Smilegraphix: mi fa enorme piacere che abbia letto lo scatto, il b/n, prima ancora della post produzione. ...Lo so, è il mio primissimo esperimento (...forse l'ultimo ) e devo ancora imparare a dosare i pesi. Ti allego l'originale dal quale sono partito.
Clara Ravaglia: ....amica mia; in questi giorni, lo sai ...non sono stato presente. E forse questa post produzione non è poi così casuale. Bellissimo il cenno che mi fai a quel vetro spesso. C'è forse un desiderio di indietreggiare, di scompaginare i tratti di questo lavoro che nonostante sia stato postato in art work è per me un vero e proprio ritratto. Ritratto dell'anima. Grazie ancora della tua sensibilità e della tua ricchezza.
Aerre  |
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| io-di-me di aerre commento di aerre |
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Grazie mille amici.
Mi interessava un feedeback su questo tipo di post produzione che mi affascina.
Alnitak57: grazie mille Rino. Sei sempre puntuale e generoso.
vfdesign: ...lo so, è il primo esperimento in questa direzione e devo ancora affinare una certa sensibilità. Grazie del tuo apprezzamento.
aldo feroce: Aldo, ...conosco la sincerità dei tuoi commenti ed il tuo giudizio mi fa enorme piacere. Grazie.
Aerre  |
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| Always Knocking on my Heart di niquette commento di aerre |
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C’è tutta la dolcezza di un abbandono consapevole in questo magnifico ritratto che vibra le corde di un’atmosfera profondamente lirica ed intima.
C’è, ...lo vediamo e lo sentiamo: è il senso di un rapimento dell’anima nel flusso di un’emozione viva che vibra e si condensa nell’espressione del volto, che ha tutto il sapore di un’estasi in equilibrio tra la serenità del lieve sorriso e l’oblio sconfinato dello sguardo ripiegato in “sè”.
Un “sè” tutto concentrato nell’ascolto della propria interiorità, ..la più intima, la più dolce, ....la più struggente; un “sè” che in”sè” si abbandona e che scivola nel limbo del proprio tessuto emozionale.
Ed il cuore dello scatto è tutto lì, ...là dove il globo di luce carezza con maggiore intensità lasciando che il ritmo di quel sentimento, che vibra e scuote dall’interno, emerga dalla densità nera ed imperscrutabile dello sfondo. Si raccoglie, il ritratto, in quella gestualità così intima e delicata: in quel premere cioè del palmo della mano sul petto, ...quasi a nutrire quest’attimo di grande intensità emozionale del ritmo stesso del cuore e restituircene figurativamente il tumulto.
Bussa, ...bussa forte alle porte del cuore questo sentimento che rapisce, scuote ed inebria, e lo non potrebbe restituirci con maggiore delicatezza e partecipazione il senso di un ritratto che è quello di un vero e proprio naufragio, ....consapevole e dolce, dell’anima.
La composizione fa ricorso ad un taglio quadrato che accentua, come un abbraccio, tutto il carattere intimista e centripeto del ritratto: la figura è isolata, come si è quando ci si immerge nell’ascolto dei propri sentimenti; immersa, appunto, al centro di un buio che mai come in questo caso è “assenza figurativa”, che azzera ed esclude il resto del mondo.
Perfetta la scelta di una composizione che aderisce quindi alla semantica del ritratto in una perfetta coincidenza tra figuratività e contenuto emozionale.
Anche la stessa centralità della figura, concorde alla dinamica centripeta della composizione, è funzionale ad un progressivo richiudersi, quasi a spirale, dello scatto in un’atmosfera che si fa via via più intima sino a condensarsi, e lì esprimere tutta la sua intensità, nella mano e nella pressione lieve del palmo sul cuore.
E stranamente ....è proprio quel braccio alzato, che nella sua verticalità pare spezzare la “circolarità” della composizione, raccoglie la dinamica che si libera dal braccio in diagonale; non la disperde, la recupera e la fa tornare indietro, scivolando lungo l’arco gentile del collo, in un movimento a spirale ellittica, che, ancora una volta trova nella mano e nel punto luminoso della perla, il suo fuoco figurativo ed emozionale.
Forse il taglio in alto comprime un pò troppo sul gomito e si avverte l’esigenza di un maggior respiro. Ma è poca cosa, tanto che persino questo sbilanciamento verso l’alto (si guardi al piede del fotogramma, immerso in una spessa zona d’ombra) risulta funzionale ad esprimere il senso di un “galleggiamento” del corpo che pare liberarsi delle pastoie della propria fisicità, smaterializzarsi e farsi pura essenza.
Un gran bello scatto, davvero.
Aerre  |
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| Thinking di zanve commento di aerre |
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Cromie impalpabili, ..quasi inconsistenti eppur brillanti, in questa tavolozza di rosa sussurati tra sfumature di porcellana e oro.
Già, ...perchè ha la resa di una statuina di biscuit questo incarnato che pare non avere sostanza, reso ancora più delicato e fragile dal generoso contrasto con il caldo panneggio di ocra dorato.
...Si perderebbero quasi, i contorni delle spalle, delle guance rosee (complice la tonalità chiara dello sfondo) se non fosse per l’esuberanza cromatica della sciarpa che scivola le proprie tonalità dorate lungo la ciocca ribelle dei capelli e che restituisce presenza fisica alla piccola Denise.
Scelta saggia dunque quella di questo sfondo chiaro che consente di imbastire un gioco di tono su tono, conferendo alla figuratività d’insieme il pregio e la consistenza di una filigrana.
Si impone con forza, su questo sussurro cromatico, la trasparenza cerulea degli splendidi occhi.
Ci fissano questi occhi, con fermezza, ..quasi con serietà, in bilico tra uno stupore contenuto e la sfumatura di una perplessità, ...di una riflessione che pare avere già consapevolezza matura.
E veramente incanta la piccola Denise, ...ed è merito di questo magnifico ritratto averne restituito, con un’estrema semplicità dei mezzi formali, tutta l’intensità di un’espressione che quasi riesce a mettere in soggezione.
L’inquadratura è ampia, e raccoglie un ampio scenario figurativo e cromatico di assoluta semplicità e delicatezza attorno a quelle pennellate di azzurro che si fanno il vero cuore emozionale dello scatto.
Ampia, ...ma non dispersiva; ed in particolare il taglio superiore, saggiamente tenuto sotto la cima del panneggio, ma ancora di più lo sbilanciamento, generoso, sulla destra, aiutano a raccogliere e condensare l’immagine.
E già, ...perchè non è casuale che lo sbilanciamento della figura riduca lo spazio proprio a destra la dove una composizione più canonica avrebbe dato respiro a quell’impercettibile rotazione della testa.
Ma bene così, ...perchè se il viso accenna un movimento a destra, gli occhi nella loro apparente fissità, paiono muoversi e seguire l’osservatore, puntando diritto in camera.
Ecco la chiave della dinamica di un ritratto vibrante e coinvolgente; sicuramente più colta di quello che la sua semplicità d’insieme lascia intendere.
Aerre  |
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| Oltre la luce, l'ombra di cimicetto commento di aerre |
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...E che bello questo studio.
Complimenti, Cimicetto ma soprattutto benvenuto su Photo4U.
Uno scatto intenso eppure dal carattere spontaneo ed immediato che trova la sua forza nel fascino intrigante e sensuale di un chiaroscuro sbilanciato sulle note più basse dell’istogramma.
Alla struttura di un chiaroscuro in chiave bassa dobbiamo infatti il sapore intimo e profondamente privato di questa atmosfera che ci appare calda e sensuale, ma insieme estremamente naturale e spontanea.
E’ fortissimo l’impatto che ha sul nostro immaginario questo corpo, la cui nudità disarmata, vera, nobilissima e schietta, non si offre né si cela, ...ma semplicemente sta.
Con tutta la dignità di un corpo cioè che anzi affida all’alterno gioco della luce e dell’ombra, ....e a null’altro, il compito di esercitare un fascino di grande suggestione sfiorando corde sensibili del nostro immaginario.
Abile la composizione nel creare una strana dissonanza tra l’immediatezza di questo corpo che pare avere sostanza concreta e reale sotto i nostri occhi, ...quasi ne potessimo sfiorare il velluto dell’incarnato, e l’ “indefinitezza” figurativa creata dall’assenza di un volto. Si consuma insomma in questo alterno equilibrio tra luce ed ombra, pieni e vuoti, nudità concreta ed identità celata, sensualità e naturalezza, il fascino di questo scatto che alla dimensione immaterica della luce che proviene da destra relaziona all’estremo opposto del fotogramma la fisicità tangibile del corpo e delle sue forme.
Ma non c’è contrasto, semmai è il senso di un equilibrio che vibra nel confronto tra luce e materia, e del loro reciproco disvelarsi, ...l’una nella molle sensualità dell’altra.
Mi piace, ...mi piace questo bianco nero che commenta con dosato equilibrio i passaggi, pur brevi, tra luce ed ombra nel ritmo, serrato senza essere sincopato, che da sinistra a destra alterna scuro, chiaro, scuro, chiaro.
Avrei solo tenuto l’inquadratura più vicina al classico piano americano,...un filo più bassa. Pochissimo, ..quello stretto necessario a portare il taglio inferiore al di sotto della mano che nella sua gestualità muta ed immobile mi pare parte integrante della semantica dello scatto.
Aerre  |
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| ali di Marea commento di aerre |
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C’è un’intensità che spiazza nello sguardo della piccola Alice, così delicatamente in equilibrio, come già ci era capitato di scorgere nei magnifichi scatti della nostra Marea, tra una “adulta” consapevolezza di sé e tutto l’incanto di uno stupore infantile che si tinge a tratti di squisito fascino introspettivo.
Gia, ...perchè pare sottendersi, il ritratto, ...come per magia, tra le vibranti corde di un’atmosfera intima, che si fa tanto più disarmante nella sua infinita dolcezza, quanto più ne riconduciamo l’intensità al suo universo infantile.
E’ assorta la piccola Alice: chissà quali pensieri, ...quali fantasie sfiorano l’arco del volo libero di quell’anima ed il ritratto ce ne restituisce intatto tutto l’incantato stupore.
E tutto improvvisamente pare sospendersi nell’espressione rapita e sognante della piccola Alice: nella vibratile vita di quelle fiamme liquide che liberano lo sguardo lontano, oltre il campo d’immagine; nella delicatezza delle labbra sospese in un respiro intriso di ingenuità e “matura” riflessione.
Lo scatto registra proprio questo: l’istante in cui lo stupore e la meraviglia proprie dell’universo infantile si fanno curiosità, ....e la curiosità riflessione consapevole.
Sta qui la magia di questo scatto che si fa “ritratto” dell’anima.
La composizione fa bene a sbilanciare il viso sulla sinistra, così da liberare la dinamica dello sguardo a destra e rendere più intenso il suo “traguardare”. Qui il movimento delle ciocche completa il ritratto incorniciando di tonalità più scure l’incarnato chiaro del viso della piccola. Paiono scuotersi queste ciocche, vibrare come scosse da una brezza leggera, quasi che quello sguardo così intenso avesse peso e facesse sentire forte il suo slancio.
Importante, ...fondamentale il taglio in alto ed basso di un inquadratura stretta ma senza soffocare: quello in alto fa si che la linea degli occhi disti dal margine superiore quanto la linea delle labbra dalla curva del mento; quello inferiore si scosta con intelligenza dal viso per dare peso figurativo al collo e a quella porzione di spalla che svelano il senso della torsione della testa.
Ed è a questa torsione che accompagna e spinge lontano lo sguardo, che dobbiamo parte dell’incredibile tensione espressiva del ritratto.
Il bianco nero .....è bellissimo.
Brava la nostra Marea a non spingere troppo, nonostante i margini, le alte luci mantenendo un carattere vellutato e setoso dell’incarnato.
Non a caso la ricchezza dei toni medi sostiene tutta la complessità di questo chiaroscuro delicato nella stesura delle morbide sfumature della pelle e deciso, senza cadere in leziosità grafiche, nel disegno dei lineamenti.
Complimenti Marea.
Con stima.
Aerre  |
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| Memories di Val commento di aerre |
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Mi piace spezzare in occasione di questo scatto il silenzio che mi ha tenuto parecchi giorni lontano dal Forum. E mi piace rendere pubblico tutto l’apprezzamento già espresso a Valentina per questa splendida immagine.
E’ un’immagine colta, ...che spinge la ricerca fotografica della nostra Vale, su di un piano di maggiore consapevolezza degli strumenti a sua disposizione.
Mi piace questo processo di ri-assemblaggio che l’autrice compie utilizzando scatti più o meno recenti. Ciascuno diviene metafora di un riaffiorare dal tempo di suggestioni e stati d’animo; e come frammenti, appunto, strappati al proprio bagaglio emozionale, paiono scaturire da un limbo (...il tulle?) e galleggiare in una dimensione ove s’è persa una precisa logica spazio-temporale.
Qui la genialata è il ribaltamento speculare della foto che spiazza, confondendo le nostre abitudini percettive e permette all’oggettività materica e figurativa di farsi meno presente.
Non v’è gravità, ...le leggi fisiche hanno perso coerenza, ...i rapporti dimensionali sono alterati e ricostruiti.
Perchè di ricostruzione si tratta in ultima analisi. Ma è una ricostruzione concettuale, che segue e s’affida ai ritmi di un flusso temporale ed emotivo che è quello della memoria. La memoria del cuore.
E c’è, non ultima, una sensualità sottile nella flessuosità di quel corpo che nella sua celata nudità fa da trait d’union a questo riaffiorare di frammenti.
Complimenti, Vale. Complimenti davvero.
Un abbraccio.
Giuseppe  |
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| Valentina di Massimo Passalacqua commento di aerre |
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Incanta, irretisce e disarma lo sguardo di Valentina in bilico tra un senso di ritrosia timida ed un accento di maliziosa seduzione.
Si nasconde e scruta, ...quasi un traguardare al di là della cortina leggera della tenda, cui fa eco l’elegante movimento della ciocca dei capelli.
Ed è alla composizione attenta che va il merito di un ritratto capace di ricreare le fila di un’atmosfera intima ed estremamente delicata.
L’inquadratura è ampia a comprendere uno sfondo essenziale con il disegno sfuocato della testata in ferro battuto e l’orlo della tenda in primo piano: pochi elementi essenziali a definire il carattere intimo e privato dello spazio (quello del letto) entro cui si muove la modella.
Giustamente la composizione sbilancia di lato la figura, colta con il busto leggermente inclinato in avanti (aprendo a ventaglio quella dinamica già anticipata dall’orlo della tenda) a suggerire quel lieve movimento in avanti che pare compiersi effettivamente e che porta lo sguardo della modella a sporgersi di là della cortina del velo, invadendo così il nostro spazio.
E’ proprio nel vibrante quanto precario equilibrio che lo sguardo di Valentina tesse tra il suo ed il nostro spazio che si consuma tutto il fascino seducente del ritratto, con i suoi accenti di fragile delicatezza che l’espressione timida e sensuale rievocano.
Complimenti
Aerre  |
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| ehi, bambola! di Aspesio commento di aerre |
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Quoto il giudizio del buon HamHam.
Molto bella davvero.
Quel che affascina di più è la sua tavolozza di cromie rugginose, terrose, ...fortemente materiche e di piacevolissima consistenza.
Uso espressivo della profondità di campo che dona una nitidezza al rasoio al viso della bambola. Questa notevole incisione, complice il gioco della luce radente, esalta le tessiture e ci restituisce sensazioni palpabili e concrete delle varie superfici: dal grumoso riccio del colletto bianco alla liscia luminosita degli "occhi" neri e fissi; dalla ruvida tela del viso alle morbide spirali doate dei capelli di lana.
Perfetto l'uso del nero di sfondo che rimanda a quello degli occhi e che esalta l'armonia d'insieme della tavolozza, resa vibrante da quelle piacevoli pennellate di roso scuro del vestitino.
Aerre  |
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| "" di Gino Quattrocchi commento di aerre |
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C’è ...spessore compositivo in questo scatto di sensibilità e consumata esperienza.
Tutto l’impaginato figurativo è sostenuto dalla posa del ragazzo che pare avvolgersi a spirale, ...in un viluppo di carne e di emozioni, attorno alla fragile espressività della ragazza.
La base del fotogramma è assicurata dalla solida e maschia gamba del ragazzo; ed è da lì che s’inizia un movimento a spirale che attraverso il busto si introietta verso il centro dello scatto attraverso l’inclinazione del viso di lui; si continua prima in una, poi nell’altra mano, per culminare finalmente nello struggente sguardo di lei.
Ed è nell’espressività del viso della ragazza, stretto in quella triangolazione di gesti, tra le mani e le labbra di lui, che lo scatto condensa e consuma tutto il suo cuore narrativo ed emozionale, ....proprio al centro del fotogramma: le figure sono composte infatti, in modo che il viso di lei coincida con l’asse del campo d’immagine.
E non è certo un caso che nell’inquadratura non v’è spazio per le mani della ragazza o una sua qualche gestualità.
Tutto lo scatto deve farsi cioè racconto di un abbandono disperato e caldo tra le braccia, ..tra le mani di lui, di un corpo quale quello della ragazza che solo nello sguardo languido e sofferente insieme trova strumento di espressione.
Sensuale e protettivo lui, ...con la sua ruvida dolcezza maschia e carnale; fragile e disarmata lei con quello sguardo rivolto in camera a farci spettatori, quasi imbarazzati, di un’atmosfera di grande intimità.
Ed è la consapevolezza di quello sguardo che tira in ballo l’osservatore la ....”genialata” di Gino.
Eh si, ...perchè là dove lo stereotipo del “femminino” che vinto di dolore si consola tra le braccia di lui, ci ha abituato ad un irrinunciabile sguardo tra i soggetti che esclude di fatto l’osservatore .....Gino che fa?, ....rimescola le carte e ci chiama in causa proprio con quello sguardo; ci fa spettatori, ma anche attori di uno scenario emozionale che ci coinvolge quasi a volere per un istante essere parte di quell’abbraccio.
Fa ricorso ad un ordito chiaroscurale morbido, lo scatto.
Una gamma lievemente sbilanciata sui toni bassi dell’intervallo, ma che fa salva la preziosa luminosità dell’incarnato, che è capace di restituirci il sapore caldo ed intimo di questa atmosfera.
E c’è tutta la gamma: dai neri corposi e materici del giubbotto di pelle che sottolinea la fisicità maschia del corpo di lui, alla morbidezza dei toni medi del maglione di lei che scivola sulla spalla a fare eco al suo struggente abbandono, alle preziose pennellate di luce che si concentrano sulle mani e sul viso; ...proprio là, al centro delle emozioni dello scatto.
Aerre  |
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| thao di MescoDesign commento di aerre |
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Uno scatto interessante questo bianco nero in cui si respira forte, e al di là del titolo, un grande senso di “complementarietà” sia nel contenuto che nella resa del costrutto grafico.
Due profili, uno maschile, l’altro femminile, ...che si fanno metafora di quell’eterno gioco complementare che sottende la vita e che non è contrappunto di opposti ma equilibrio di elementi che si completano.
Yang e yin, appunto.
Non casualmente, ovviamente, la composizione gioca con il ribaltamento speculare delle immagini svolgendo la costruzione figurativa secondo la diagonale del fotogramma orizzontale.
A questo proposito avrei continuato sino in fondo la logica figurativa rendendo equipollenti i tagli a destra e a sinistra: la composizione è un filo sbilanciata a destra.
Ma c’è, credo, una ragione in quella che appare essere una scelta più di contenuto: il taglio a destra, sulla fronte della ragazza esclude volontariamente l’attaccatura dei capelli.
Nella logica cioè di questo gioco di elementi complementari infatti, alla capigliatura vistosa e “presente” da un punto di vista figurativo, doveva corrispondere l’assenza nell’altra.
Nondimeno ...per salvare capra e cavoli avrei adottato allora un campo perfettamente quadrato capace di riequilibrare la distribuzione dei chiaro scuri e rendere uguali le porzioni del collo dell’uno e dell’altra.
Ti allego, ....spero non ti dispiaccia un’idea di cosa intendo.
....A ben guardare anche il quadrato con la sua “circolarità” forse potrebbe essere più indicato per il tipo di concept.
“Gioco complementare” che si rivela anche in una sapiente gestione della luce che volutamente pennella di luminosità l’incarnato dell’una, lasciando in tenue penombra il viso dell’altro.
Mi piace, ..mi piace moltissimo quel filo d’aria, sottile e magnetico tra i due profili: non si toccano, ....suggestione michelangiolesca quasi, e paiono rappresentare un’eterna tensione di due universi che pur attraendosi e completandosi non saranno mai veramente uniti.
E si consuma lì, lo scatto in quell’impercettibile “spessore” d’aria che pare condensare tutto il senso di questo gioco complementare di forze e di chiaroscuri.
Piacevole bianco nero, contrastato senza risultare duro, ma con quel velo di necessaria morbidezza a restituirci il carattere intimo di questa atmosfera.
..Già, perchè resta, al di là dell’idea che sottende lo scatto, una matrice comunque umana in questa immagine dal suggestivo fascino sensuale, percepito e raccontato con un sussurro di note delicate e di grande suggestione emozionale.
Aerre  |
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| Sofia mamma e fratellino di Nasht commento di aerre |
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Ho riconosciuto subito il rullo, il taglio, l’atmosfera.
C’è aria di casa in questo ritratto, ...sa ...di giochi e improvvisi momenti di stupita curiosità; del calore intimo e privato di una quotidianità punteggiata di amore, di condivisione, di serenità; sa ....di un sorriso materno che non vediamo ma percepiamo nello sfuocato dello sfondo; di ...”famiglia” insomma.
Perchè è un “ritratto di famiglia” e non perchè i soggetti siano la splendida Sofia, il fratellino ed Alessandra. Questo si, ovviamente. E’ “ritratto” nella misura in cui rimanda ad uno scenario emozionale e affettivo ben più ampio del ristretto campo di immagine.
La foto si fa teatro cioè di una rappresentazione della vita dei soggetti, ...del loro essere “famiglia”, e di cui lo scatto è un frammento significante.
E c’è anche il nostro Gianluca in questo scatto: nel suo modo di comporre lo scatto, affinchè quello sfondo sfuocato ma perfettamente leggibile persino nell’espressività della mamma, facesse parte integrante del contenuto emozionale e narrativo dello scatto; c’è e lo vediamo nel suo farsi piccolo, con la fotocamera poggiata per terra a restituirci una prospettiva radente e più vicina a quella della piccola Sofia.
E ...c’è anche il margine di una composizione curata ed attenta all’interno del campo quadrato che sfrutta abilmente la posa a “squadra” della piccola per dare sostanza ai margini inferiore e destro del fotogramma e fa ricorso alla linea scura della persiana per chiudere la costruzione sulla sinistra.
Il bianco nero è luminoso, ...deciso nei passaggi di tono, con bianchi esuberanti ma sempre ben gestiti: guardo in particolare al tono di bianco del muro dietro la piccola che nonostante raccolga la luce non è mai fuori gamma.
....E poi quella grana, quel polposo spessore granuloso che riveste di velluto i toni ....è una meraviglia.
Aerre  |
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| Oro di gianjackal commento di aerre |
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....Bhe,
concordo sulla suggestione di questa splendida e reinventata Medusa che ci affascina nel suo “mare” di riccioli, come dice Andrea.
Ma è un mare d’oro, d’ambra e rame, ....di cromie calde e suadenti che rapiscono e ubriacano come lo sguardo fuori campo che ha il sapore di un languido abbandono dolce e sensuale.
Incredibile come il volo solitario ed intimo di quello sguardo s’accordi, sulle note di un naufragio di struggente carica erotica, con la curva gentilissima del collo.
Bellissima intuizione quella di lasciare che il gioco dei capelli incornici i toni vellutati dell’incarnato
con le grafie che dal bruno Van Dyck digradano all’oro di gioielli preziosi, così come il taglio basso che rivela le curve delle spalle e struttura la base del fotogramma.
Avrei sbilanciato la composizione sulla destra, tagliando proprio dove il collo curva verso la spalla e lasciando un più ampio respiro sulla sinistra.
Il gioco di questo “mare” dorato che stacca sullo sfondo nero è grandioso; ha il sapore di un arabesco dal disegno sensuale e gentile e ....merita di essere colto in tutta la sua complessità. Poi non guasta il fatto che si avrebbe più spazio proprio dalla parte in cui il viso compie quella morbida inclinazione.
Gran bello scatto.
Aerre  |
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| s.t di aldo feroce commento di aerre |
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Un low key di grande eleganza che trae tutto il suo fascino pieno di mistero e sensualità dall’abile gestione della luce.
Si fa ...carezza, sussurro e respiro leggero, questa luce che scivola lungo i contorni del corpo facendoli staccare dallo sfondo scuro.
Delicatissimo il riverbero che disegna il profilo sinistro del
del corpo e pare culminare in alto sui riflessi dorati dei capelli.
Più forte l’illuminazione che esalta l’arco della schiena: proviene da destra, da una fonte al di là dello spigolo del muro al quale la modella è appoggiata e questo aggiunge un respiro spaziale notevole allo scatto, nel suo rimandare ad un “fuori campo” che diviene parte integrante, anche se solo percettivamente, dello spazio d’immagine.
Attenta l’inquadratura dal basso, perfettamente coerente alla posa. La modella porta indietro il braccio, alla ricerca del muro, spingendo in avanti il busto che inarca la schiena e ruota la testa appoggiata allo spigolo, in un gioco concavo convesso esaltato dalla forte linea d’ombra del muro.
Si crea, complice la ripresa dal basso, un movimento nel buio che slancia le forme verso l’alto e si conclude nella torsione del collo che se da un lato raccoglie e svolge la dinamica della posa, dall’altro aggiunge allo scatto un velo di struggente fascino sensuale nel negarci ...proprio là dove la luce ha un maggiore sussulto ed il nostro sguardo culmina, il viso della modella.
Un bianco nero di difficile gestione nella scelta di dosare con equilibrio tanto lieve le pennellate di luce, ma che ha un’ottima resa in termini di trasparenza chiaroscurale.
Un low key cioè che non annega nel buio le forme ma che in tutti i punti, anche i meno illuminati, mantiene una perfetta leggibilità dell’incarnato e una grande morbidezza dei gradienti.
Forse avrei rinunciato ad un abbondante cm di muro a destra a vantaggio di un maggior respiro sulla sinistra.
Aerre  |
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| CIUS (la grappa c'è ma non si vede) di Guzzler commento di aerre |
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Un ritratto intenso, forte e deciso che lascia trasparire una nota sottesa di delicatezza nello sguardo riflessivo e attento del nostro Cius.
Uno scatto in grado di ghermire l’espressione sospesa, ...quasi incantata degli occhi assorti, cui sembra fare eco la gestualità di quelle dita che paiono attendere, e che ci restituisce insomma, il racconto di una sensibilità attenta; capace di incidere con la fermezza di un rasoio e sfiorare con la delicatezza di una carezza.
Scrutano lontano quegli occhi, fuori campo ed oltre, ...oltre la spessa superficie delle cose ...ed ancora più là, oltre l’orizzonte forse, di una piccola emozione che d’un tratto ha risalito la strada del cuore, ...o chissà di un pensiero improvviso capace di un nuovo significato.
Già,...perchè lo scatto sembra registrare quell’istante in cui l’emozione sfiora le corde della consapevolezza e tutto pare arrestarsi, ...lo sguardo, il respiro tra le labbra chiuse, l’indice sulla punta del filtro, ...per meglio cioè ascoltarne il sussurro; un’immersione in sè che ha il sapore di quei naufragi che a tratti e all’improvviso ci sospendono nel vuoto della nostra interiorità.
Gran bella composizione questa, che distribuisce gli elementi chiave del ritratto lungo la diagonale del campo verticale: dall’angolo in basso a sinistra la struttura compositiva scivola lungo la diagonale disegnata dalle nocche e dal contorno del mento e lungo questa si controbilanciano per tono e valori di massa la mano ed il volto che staccano sullo sfondo scuro della maglia.
Un bellissimo bianco nero, pennellato di gran nitidezza, con una piacevolissima gamma tonale capace di restituirci con spessore tridimensionale l’incarnato del viso tra alte luci ben controllate e neri morbidi ma precisi nel disegno delle ombre grafiche ed essenziali.
Aerre  |
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| Giaime di jansky commento di aerre |
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Strappa un incontenibile sorriso di tenerezza e simpatia la dolcezza paciosa e sbarazzina del piccolo.
Sta in questo equilibrio la forza del ritratto, ...tra il disarmante sguardo di Giaime, capace d’emanare tutto un intero universo di coccole, abbracci e sguardi pregni d’amore e l’ironia frizzate di quei capelli tesi e scompigliati, come della sua espressione di divertito stupore.
La composizione però ha proprio nell’adozione del taglio orizzontale la sua maggiore incertezza.
Al di là della nota di colore dello sfondo, ..che trovo che invece interferisca nella figuratività del ritratto, un taglio verticale avrebbe permesso di assecondare la forma del viso, far salve le punte in alto dei capelli, far sentire la lievissima inclinazione del volto che accompagna lo sguardo ...e dato maggior respiro sotto il mento.
Qui invece l’inquadratura è ampia e dispersiva con il piccolo in posizione troppo centrale, ...anzi leggermente sbilanciato a destra, proprio dove invece, di fronte lo sguardo, si rende necessario un maggiore respiro.
Aerre  |
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| s.t. di aldo feroce commento di aerre |
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Ha i tratti di un paesaggio umano questa nudità colta in prospettiva bassa. Si distendono le forme, come farebbe il profilo di uno sky line lontano, quasi fossero rilievi distanti.
C’è un incredibile gusto per la forma, la massa, il volume in questo scatto che pare celebrare il corpo in quanto tale e che si esprime nella pienezza, materica e concreta dell’incarnato reso con verità e naturalezza.
Non c’è levità in questo scatto, nè leggerezza.
Sembra invece insistere sui valori di massa di un corpo che “pesa” e che in questo abbandono di sè, rilassato e pieno di gravità, esalta il fascino di seduzione carnale che agita e scuote lo scatto.
Ma .....non è un’immagine statica. Tutt’altro.
A questa rilassatezza, che ha il sapore di un abbandono intimo tra sensazioni che ubriacano, si contrappone infatti la gestualità nervosa e densa di trepidazione delle mani.
Le dita sono tese, in tensione, scivolano sulla pelle, indugiano sulla superficie di un corpo che improvvisamente ne senta la carezza e si scuote: la testa compie una torsione decisa che contrae il collo, ...le gambe si sollevano a raccogliere sensazioni intime e profonde, ...il busto inarca leggermente sotto il tocco di quelle dita.
E’ un’immagine privata insomma, personale, ...che ci restituisce l’oblio fisico ed emozionale di un istante che non ci appartiene.
Ecco perchè non c’è il viso.
Non si esibisce questa nudità; non sta presupponendo il nostro sguardo e sembra più colta in un suo “stare” a se stante e assolutamente autonomo.
Il taglio così deciso sulla sinistra , esclude un volto, un’identità ...non esclude l’anima. Anzi lo scatto sembra giocarsi nel precario equilibrio tra la forte carnalità sensuale delle forme e un accento idealizzante prodotto dalla stessa mancanza di identità figurativa.
Ma l’anima c’è, solo che è nel linguaggio del corpo celebrato nella sua concreta bellezza, che questa tende ad esprimersi.
Ed il risultato è uno scatto comunque di grande eleganza, che sfiora le corde del piacere estetico con semplicità senza scadere nel banale.
Forse, ma è piccola cosa avrei alzato l’inquadratura con un taglio meno compresso sulla curva del polso in alto.
Bellissimo bianco nero che ci piace soprattutto per la sua estensione di gamma ...da manuale: neri decisi e pieni, pochi punti di forte luminosità e una struttura di toni medi “rotonda” e spessa cui dobbiamo tutta la suggestione sensuale dell’incarnato morbido e pieno di sostanza.
Aerre  |
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| ..: DIVA2 :.. di dibbio commento di aerre |
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Interessante e piacevole questo bianco nero che sapientemente sfrutta la profondità di campo in modo coerente alla composizione all’interno del campo verticale.
Mi piace questa ironica insistenza sulla gestualità sofisticata e decadente delle dita che trattengono con disinvolta eleganza, ...tutta da diva, il lungo bocchino.
C’è un interessante equilibrio tra spontaneità e sofisticata costruzione in quel gesto, capace appunto di rievocare tutto un mondo di “artificiosa” naturalezza.
Ed è perfetto lo sfondo sfuocato ma perfettamente leggibile con la testa che inclina all’indietro e pare rispondere al movimento della mano che spinge in avanti.
Peccato, ...ma peccato davvero, che l’inquadratura non rispetti pienamente l’intuizione iniziale con un taglio inferiore troppo alto e compresso sulla sigaretta che insieme alla mano è invece il cuore narrativo dello scatto.
Piacevolissimo il bianco nero, soffice, morbido e con robusti toni medi.
Aerre  |
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