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| Sara di Nebe commento di aerre |
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Ciao Nebe,
ben trovata.
Trovo piacevole questa tavolozza calda e morbida, concorde all’atmosfera sensuale del ritratto, tutta giocata su di un interessante contrappunto tra l’ambra dorato carico dell’incarnato, che fa eco allo sfondo luminoso, ed i toni bruni del vestito e dei capelli che bilanciano in alto ed in basso la composizione, richiamati dall’intensità dello sguardo.
Importante ai fini della resa del ritratto anche lo sguardo fermo, intimo e diretto di Sara che aggiunge un pizzico di
complice seduzione allo scatto.
Mi lascia invece perplesso la posizione del braccio: la figura è vista di tre/quarti e l’inclinazione del busto è piacevolmente controbilanciata dalla testa. Si crea così un sinuoso movimento all’interno del campo verticale.
Ma L’angolo di ripresa ha colto in perfetto scorcio il braccio e vuoi per il fatto che la mano è nascosta tra i capelli si crea l’effetto dell’avambraccio mozzato.
Bruttino il braccio che sporge dietro le spalle. Distrugge l’elegante inclinazione del busto.
Un’ultima considerazione, ...forse stupidina. Non credo che il vestito stile impero in questo caso sia funzionale al ritratto. Per il tipo di posa scelto, forse sarebbe stato preferibile un vestito che lasciava scoperto il contorno della schiena per dare più slancio ed eleganza alla figura.
Aerre  |
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| Allegria ... nell'erba ( NonSoloFoto Valtidone ) di Clara Ravaglia commento di aerre |
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.....Anche questo fa un “ritratto”, e cioè restituirci con spontaneità e coinvolgente immediatezza tutta la gioia, l’energia e l’empatia di momenti come quello.
Restituirci ...la”vita” in qualche modo, in una delle sue declinazioni di maggiore spensierata leggerezza e serenità.
Perchè ci piace sorridere e tornare bambini, ...con l’esuberante fisicità di Girlpower o l’espressione di incantato rapimento di Concibs, in questo naufragio d’erba e colori.
Genialaccia di una Clara, ....ribalta l’immagine di 180°; non ci si fa quasi caso, ed il risultato è quello di suggerire un reinventato volo libero dei nostri amici immersi in un tappeto di verde punteggiato di bianco che “preme” soffice dall’alto.
Perchè di un volo a braccia aperte “fisico” ed “emozionale” in fondo si tratta, che pare si compia nella nostra direzione e coinvolgerci.
Scatti semplici. Scatti di cuore. Scatti bellissimi.
Aerre  |
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| Ritratto 4 di Marco Petrino commento di aerre |
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....Bhè Malko,
è uno splendido scatto.
Hanno già detto tutto gli amici prima di me. Cos’altro aggiungere se non i miei complimenti.
Un ritratto, ..che finalmente racconta, e non casualmente eseguito da un bravo streettarolo.
Già ...racconta quest’immagine, attraverso quello sguardo che dallo sfuocato dello sfondo si concentra su quello del rapace; attraverso l’impercettibile smorfia del labbro rialzato da un lato del falconiere e l’ “immobile” fierezza del falco che traguarda oltre limiti a noi impossibili, con l’acutezza di quello sguardo impenetrabile e lucidissimo.
Perfetta l’inquadratura che sovrappone leggermente il primo piano allo sfondo e stringe con tagli sapienti per concentrare l’attenzione su di una complicità che si tinge di tensione emotiva.
Già ...perchè è tutto lì il racconto dello scatto, in quella perfetta simbiosi che si svolge e consuma tutta nel contrappunto tra lo sguardo compiaciuto dell’uno e la superba indipendenza dello sguardo dell’altro; tra l’espressione “orgogliosa” dell’uno, come bene dice l’amica Clara, e la statuaria “indifferenza “ dell’altro.
Ma è proprio questo il senso di quel rapporto tra il falconiere ed il falco, che il nostro Malko ci restituisce con immediatezza e verità.
E bene fa la sapiente profondità di campo a restituirne il vibrante contrappunto bilanciando con straordinario equilibrio la sfocatura dell’uno e la tagliente nitidezza dell’altro.
Aerre  |
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| Portait di stecco333 commento di aerre |
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Uno studio intenso, che ricrea le fila di un’atmosfera retrò affascinante, sofisticata e dal sapore a tratti decadente.
Colpisce infatti la fisicità che accompagna lo sguardo e l’espressione della modella che ...pare sentire come piombo il peso di un sè che quasi sta lottando per staccarsi, ...liberarsi, ...compiere un volo impossibile oltre quell’orizzonte oltre il quale traguardano gli occhi neri e lontani.
C’è uno struggente equilibrio nello scatto, che si consuma nel contrasto tra questa fisicità, ...concreta e generosa, e il silenzio denso di fatica introspettiva di quello sguardo “assente”; tra la sensualità sofisticata di una nudità tutto sommato indifferente al nostro sguardo e una sensazione di naufragio emozionale in un limbo sotteso tra rimpianto e consapevolezza.
Insomma è il racconto di un abbandonarsi dell’anima alla ricerca di un sè oltre la quotidianità di un presente forse odioso, ....sicuramente amaro, ed è in questa fortissima tensione tra seduzione e lirismo che di fatto vibra il fascino poetico di questo scatto.
La composizione sembra volerci fare sentire il “peso” di questo naufragio. Il busto si inclina in avanti, secondo un asse che segue l’ordito diagonale del campo quadrato tanto da crearsi una dinamica che sottolinea l’ “affacciarsi” del corpo della modella oltre la spalliera in ferro battuto. ...La modella non è semplicemente appoggiata al ferro ricurvo della pediera, ma sembra premere come in un abbandono teso e nervoso che accompagna lo sguardo fermo e imploso in se stesso.
Ecco perchè la figura è così sbilanciata sulla destra: non c’è respiro in quello sguardo, che di fatto non si spinge oltre il margine del fotogramma, ma pare sospendersi stordito, mentre scorre quel flusso emozionale che dal cuore risale la strada della propria interiorità.
Notevole il particolare del drappo sulla sinistra che non solo accompagna la dinamica diagonale dello scatto facendo eco alla posa della modella, ma chiude la composizione e sembra quasi introdurci, insieme al motivo del ferro battuto in primo piano, all’interno dello spazio fisico ed emozionale della modella.
Il nostro spazio e quello della modella restano distanti, tanto che più forte si fa il carattere intimo e privato dello scatto.
Trovo che il bianco nero, ...questo bianco nero sia perfetto a restituirci le note di nervosa suggestione evocativa che s’emanano dallo scatto. Un bianco nero ....”grumoso” e morbido, nonostante la cruda grafia della sua dialettica chiaroscurale tutta giocata su un bilanciato contrappunto tra le tonalità chiare e luminose dell’incarnato e il disegno nitido e consistente dei neri.
Aerre  |
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| Curve e Tacchi... di Andrea Pizzal commento di aerre |
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Di sensuale eleganza questo bianco nero che pare muoversi nel solco di quell’immaginario fotografico che ha i tratti di una celebrazione vera e propria del corpo umano in quanto tale.
Pare farsi scultura questo corpo che offre la sua nudità al gioco carezzevole e alterno della luce laterale.
E ....come pezzo d’arte è di fatto esibito e celebrato sull’esile piedistallo dei tacchi al di sopra del basamento.
Trabocca, lo scatto, di un gusto per la forma che diviene espressione plastica pura e assoluta sotto la luce, capace quasi di trascendere, pur nella concretezza solida e materica dell’incarnato, la stessa fisicità del suo paesaggio umano.
La composizione pare nell’adozione del taglio verticale assecondare questo intimo raccogliersi in sè del corpo, con un’inquadratura che pare premere senza soffocare ai lati.
Alberto mi trova perfettamente d’accordo con l’idea dell’adozione del taglio quadrato. Le linee del corpo paiono suggerire questa possibilità nel distribuirsi secondo uno spiccato ordito diagonale.
Ma non solo.
L’adozione del campo quadrato ed il conseguente ampliamento del campo dell’inquadratura porterebbe ad isolare la figura raccolta e circondata da uno spazio vuoto amplificando la percezione della forma come “pezzo d’arte” autonomo e sufficiente a se stesso.
Molto bello il bianco nero che nonostante la “decisa” carezza laterale della luce, mantiene a dispetto del contrasto, una certa morbidezza d’insieme. La gamma tonale è fortemente sbilanciata sulla chiave bassa dell’intervallo e mantiene una pregevole trasparenza delle ombre leggibili e ricche di dettaglio come in corrispondenza delle ciocche dei capelli o del petto della modella.
Interessante poi come lo sfondo non chiuda al nero ma mantenga un tono di grigio scuro tale da far staccare non soltanto la parti più illuminate dell’incarnato ma di consentire anche la lettura del contorno delle forme del corpo più in ombra e che appaiono quindi più scure.
Aerre  |
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| look me di Marea commento di aerre |
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E’ un incanto questo ritratto. Davvero, un ritratto di altissimo livello per tecnica, ...composizione, ...ma soprattutto cuore.
Disarma la dolcezza di questo viso, l’intensità di quegli occhi di iridescente meraviglia che fuggono il nostro sguardo con una eleganza consapevole e matura.
E’ questo il piccolo segreto di questo scatto, ....che pare disvelare come uno scrigno tutta la sua magia.
E’ un ritratto capace di cogliere l’ impercettibile trascolorare di un’ingenuità infantile che si fa sempre più consapevole e matura, ...non adulta, ma pienamente cosciente di sè.
Guardo all’espressione della piccola, seria e curiosa al tempo stesso, ...le labbra sospese e mute nell’attesa di dare significato alle cose, ...il viso inclinato per spingere lo sguardo più lontano, ...gli occhi profondi e attenti.
Si ha l’impressione che non stiano fermi un istante quegli occhi e con essi la piccola stessa. Ed è questa tensione emotiva, fortissima, che coinvolge e rapisce di questo straordinario ritratto.
L’inquadratura stringe sul volto, con un taglio sapiente al di sopra delle sopracciglia, ma al tempo stesso si mantiene sufficientemente ampia, al disotto della curva del mento, senza soffocare per meglio farci apprezzare la postura del collo che dà significato all’inclinazione del viso.
Brava, Marea, a sbilanciare la piccola da un lato, comprimendo con il taglio a sinistra proprio in senso contrario all’inclinazione della testa opposta invece alla direzione dello sguardo. Si realizza così, sotto i nostri occhi, quel movimento ampio e fortemente espressivo che lascia spazio sulla destra all’esuberanza capricciosa dei riflessi dorati dei capelli che completano la composizione.
Il bianco nero, ...manco a dirlo, è molto gradevole nella morbida luminosità dell’incarnato del viso incorniciato dalle zone d’ombra dei capelli.
Il chiaroscuro è caldo, reso vellutato e rotondo da un leggerissimo, quanto sapiente viraggio appena percepibile.
Guardo alla morbida consistenza dell’incarnato che ha sostanza e volume, definiti da una teoria di sfumature delicate e al disegno dei lineamenti gentili reso con neri nitidi e giustamente grafici.
Complimenti davvero.
Aerre  |
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| SIMPLY NONNO di BuZz commento di aerre |
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...Bhè,
non ho il piacere di conoscere il “nonno”, ...ma deve essere esattamente così; come lo vedo in questo magnifico ritratto.
Una persona dai gesti misurati, che hanno la “lentezza” della saggezza e della consapevolezza. Mi piace questo suo silenzio, ...che è un parlare del cuore, quando un sè di incredibile spessore risale la strada direttamente dal cuore agli occhi.
Ed è un sguardo che rievoca parole antiche di un silenzio consapevole e riflessivo, di chi ...la vita la prende così, senza sconti, in tutte le sue multiformi declinazioni di colori ed ombre, di sfumature dolci e amare, ma che nel cuore serba la fiamma di un’emozione capace di “farsi” in un nuovo sorriso.
E’ un ritratto splendido BuZz, ...per la sua verità, il suo calore, il trasporto emozionale della sua spontanea immediatezza.
Non potrebbe essere più “vero” questo scatto, nell’espressione in bilico tra un sospiro disincantato e lo stupore quasi “infantile” della posa rubata.
Scivola via come il fumo di quel mezzo sigaro, lo scatto; come l’impalpabile fuga di emozioni che il vento si porta via ed è perfetta l’inquadratura a sbilanciarsi di lato per cogliere il respiro di quelle volute bianche e sfrangiate da una brezza decisa.
Bello e di sostanza questo bianco nero capace di restituirci tutto l’alterno gioco della luce che danza letteralmente sulle grafie impalpabili del fumo, ...carezza metà del viso e con dolcezza, ..quasi con rispetto, cede alla trasparenza di ombre dense ma ricche di dettaglio.
Tutto merito di una gamma tonale notevole, ampia e ricca, ricchissima di toni medi compresi tra decisi punti di bianco e neri morbidi e dolci.
Davvero, ..davvero un “Ritratto”; con la R maiuscola.
Aerre  |
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| Omaggio a Louis Bunuel e a Man Ray di Andrea Feliziani commento di aerre |
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Mi piace questo ritratto per la sua intelligenza compositiva, oltre che per una buona gestione del bianco nero.
Non è facile interpretare un’inquadratura così stretta all’interno di un campo quadrato, senza suggerire una sensazione di eccessiva costrizione.
Eppure questo scatto ci riesce lavorando su una attenta distribuzione del disegno d’insieme. Paradossalmente è proprio l’idea di inquadrare i principali lineamenti del viso ...un occhio, il naso e parte delle labbra all’interno della “cornice” del braccio, che riscatta il ritratto da un possibile soffocamento dell’immagine.
Il braccio infatti fa appunto da “cornice” e allontana la percezione dei lineamenti del volto dai margini del fotogramma che pare così dilatarsi e accogliere all’interno del suo campo quadrato la compagine figurativa con ampio respiro.
Compagine figurativa che peraltro è molto sintetica ed anche a questo dobbiamo l’efficacia del ritratto, nell’isolare cioè una porzione del viso e rievocare attraverso questa una figura intera insieme all’atteggiamento stesso del corpo che ci pare quasi di potere immaginare.
C’è anche una buona dose di dinamismo data dall’inclinazione all’indietro del volto secondo la diagonale del quadrato alla quale, con una certa tensione dinamica, si contrappongono le linee individuate dai contorni del braccio.
Bel bianco nero, con un’ottima struttura dei toni medi cui dobbiamo il carattere “pieno” e “concreto” dell’incarnato e neri essenziali e densi, fondamentali al disegno dei lineamenti del viso.
Ottimo il punto di riflesso sull’occhio, come l’iridescente superficie delle labbra a commento della luminosità dello sguardo.
Aerre  |
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| michela HK di nino67 commento di aerre |
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Un viso fresco, sbarazzino che questo ritratto ci restituisce con una buona dose di vitalità e dinamismo.
Guardo al taglio stretto che valorizza l’espressione e fa sentire forte l’inclinazione del viso all’interno del campo orizzontale.
Ma temo che questa prova di HK lasci l’amarezza di qualche incertezza nel controllo dell’esposizione.
...HK ....non significa immagine sovraesposta, significa sbilanciare la gamma sulla chiave alta dell’intervallo, certo, ma senza spingersi oltre l’estremo di gamma.
Se noti ampie zone del viso invece qui sono “bruciate”, ...hanno cioè perso del tutto dettaglio e hanno un tono identico allo sfondo (bianco puro cioè).
E’ sicuramente gradevole quel certo accento grafico che ha l’impaginato chiaroscurale, con l’adozione di neri incisi e profondi. Mi piace come ad esempio il tono scuro dei capelli incornici la luminosità del viso ed il risalto che hanno i luminosi occhi scuri.
Ma il viso ha perso tutta la sua “sostanza” volumetrica e si è appiattito proprio per un eccessivo sbilanciamento della gamma.
Nell’Hk invece devono essere fatte salve le piccole sfumature che, anche se lievi e delicate, individuano i lineamenti del viso.
L’HK va gestito prevalentemente all’origine, in fase di scatto con una lettura dell’esposizione sulle zone in ombra.
In camera chiara poi vi sono tanti piccoli procedimenti che aiutano a bilanciare il risultato.
Un buon inizio è partire isolando, prima della conversione bianco nero, il canale del rosso. Trasformato tutto in toni di grigio è poi tutto un lavoro di curve e operazioni di “scherma” e “brucia” che variano a seconda dell’immagine, ma tenendo sempre presente che non si dovrebbe mai annullare la tessitura chiaroscurale che sottende i valori tridimensionali dell’immagine.
Aerre  |
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| "" di Gino Quattrocchi commento di aerre |
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Mi ero perso questo scatto del nostro Gino.
Affascina e coinvolge soprattutto il suo racconto emozionale.
E si, ....perchè è un’atmosfera privata quella che si respira in questo scatto; personale, fortemente introspettiva, che ha i tratti di un abbandono del cuore fra pensieri lontani.
Si ha l’impressione di assistere ad un colloquio privato tra la ragazza e quell’universo d’emozioni che lentamente risalgono la strada del cuore e paiono farsi sostanza nel pallido riflesso di un vetro.
E’ totalmente immersa nei suoi pensieri questa splendida ragazza, e lo scatto ci restituisce l’intensità di uno sguardo rivolto fuori campo che percepiamo nel riflesso sul vetro, che traguarda oltre il proprio orizzonte emozionale.
Lo sguardo prende la via, come ci capita sovente guardando attraverso un vetro, della nostra immagine riflessa ed improvvisamente vola alto, al di là dello scenario che ci circonda, sospinto da un flusso che agita e s’agita dal profondo dei sentimenti più profondi.
Ed è realmente forte la suggestione evocativa di questo scatto capace di rendere protagonista il riflesso, inconsistente ed evanescente, più che la fisicità della modella stessa e non è certo un caso che il nostro Gino cerchi e trovi l’angolo di ripresa che gli consente di restituirci i lineamenti del viso attraverso il vetro, nascondendo invece lo sguardo della ragazza, ...quella fisica cioè, dietro la provvidenziale cortina dei capelli.
Due identità paiono confrontarsi in questo colloquio intimo e privato, emozionale una, figurativa l’altra. Inconsistente ed evanescente l’una, materica e sensuale l’altra.
Vibra e si consuma ai lati dell’esile diaframma del vetro, lo scatto; in questo specularsi di un sè alla ricerca di luce e di calore.
Le cromie sono calde e aggiungono, arricchendola, un alito di sensualità a questa atmosfera intima e privata.
Mi pare, ma non vorrei che il monitor mi tradisse, che sulla spalla, lateralmente sul rosso del vestito che fascia il seno e forse sul naso, vi sia un lieve “ingrigimento” dovuto presumibilmente ad un tentativo di recupero delle alte luci che hanno debordato l’estremo di gamma.
La composizione pare suggerire la chiave di lettura fortemente evocativa del ritratto, nell’adottare un taglio che stranamente non predilige uno svolgimento verticale, che pure avrebbe meglio assecondato la fisicità della modella.
No. Il nostro Gino pretende spazio sulla sinistra, più di quanto lo stesso riflesso sul vetro ne richieda.
Lo scatto non stava cioè nel semplice gioco di un riflesso ma nel traguardare della modella “oltre” quel riflesso e l’inquadratura offre spazio a questo percorso introspettivo, mantenendosi ampia sulla sinistra.
Solo avrei abbassato un pò l’inquadratura, di poco, per dare più respiro l seno.
Aerre  |
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| mattia di hamham commento di aerre |
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...Bhè, Giuseppe
...Mattia è uno splendore ed incantano quegli occhi rapiti, ricolmi di luce e trasparenti.
Paiono sospendere il proprio sguardo, che a tratti acquista quasi un tono di consapevole certezza di avere di fronte a sè tutto il prorpio universo di incantato amore.
Non posso cioè non figurare di fronte a quegli occhi così attenti e tranquilli in un abbandono che sa di coccole e flanella, l’immagine della madre, del suo viso e della sua espressione d’amore.
Ed è in questo percorso immaginato, tra gli occhi di Mattia e quelli della madre che lo scatto riesce a produrre, dico davvero, una forte emozione.
Giusè.  |
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| blue di Marea commento di aerre |
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Uno splendido ritratto coraggioso nell’inquadratura e nel taglio.
L’inquadratura è dall’alto, ma lungi dal soffocare o schiacciare il soggetto conferisce una certa dinamicità e immediatezza allo scatto.
Il punto di ripresa infatti è combinato ad un taglio deciso ed espressivo che ci avvicina al piccolo e stabilisce un contatto diretto.
Si ha quasi l’impressione, ...e sta qui il fascino di questo ritratto, di essersi avvicinati al piccolo che all’improvviso ha alzato la testa rivolgendoci quello sguardo attento, divertito e curioso.
....Mamma mia, ...incanta la trasparenza di quello sguardo screziato di luce che pare scrutarci dentro , come sanno fare a volte gli occhi limpidi e veri dei piccoli.
Le labbra, che pennellano la tavolozza di una piacevole traccia di rosa più carico, sono appena dischiuse, quasi fossero sospese nell’atteggiamento di una parola o anche di un semplice respiro, e questo contribuisce a dare dinamicità e tensione espressiva al ritratto, suggerita dalla stessa postura del piccolo con il busto leggermente in avanti.
E fa bene la composizione a stringere più a sinistra e a lasciare che a destra la porzione del busto che intravediamo, dia significato al movimento della testa che si spinge indietro, ....per guardarci, assecondando con il suo asse il margine sinistro del fotogramma.
Composizione utile tra l’altro a far rientrare all’interno dell’inquadratura la bretella della salopette in jeans, ...fondamentale a ricostruire le fila di questi indovinati rimandi cromatici tra i due estremi del fotogramma.
La tavolozza cromatica è perfettamente concorde alla freschezza dell’atmosfera ricreata: una delicatissima teoria di rosa ambrati in felice contrappunto ai blu cobalto che paiono specularsi nel contorno delle iridi di quegli incredibili occhi di verde dorato.
E fa bene la nostra Marea a non intervenire sul bellissimo tono di bianco azzurro delle cornee, ...vero e coerente con il resto della tavolozza.
Aerre  |
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| looking for a prince di SoleLuna commento di aerre |
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Un momento di grande dolcezza che si racconta tutto nello sguardo della piccola, nell’atteggiamento del corpo che preme contro il muro e nella gestualità delle mani che paiono figurare tutta l’ansia per l’attesa di un principe che ancora non si scorge all’orizzonte.
Un momento che rievoca un universo infantile fatto di giochi, di corse ed improvvisi mutamenti d’umore ...che meritava sicuramente lo scatto.
...Ma molte delle sue potenzialità sono state tradite da qualche incertezza di troppo.
Guardo al mosso e al fuori fuoco che patina lo scatto e di cui ti hanno già detto. La resa è infatti eccessivamente morbida e al limite di una resa artificiosa dell’incarnato. Guardo alla resa dell’ordito chiaroscurale della maglia (probabilmente è fustagno), ma guardo soprattutto alla parziale desaturazione.
Perchè mai di questa meravigliosa (...e lo è davvero) principessa si dovevano mettere in evidenza le “pietre preziose” del diadema? ...Sta forse lì lo scatto?, ..La maggiore attenzione rivolta ai colori di quelle pietre stanno aggiungendo qualcosa al racconto dello scatto?
No.
Perchè qui il racconto è soprattutto emozionale e sta tutto nello sguardo della “principessa” triste”, ...nella posa della piccola che da sola, ...senza bisogno di chissà quali trucchi, è capace di rievocare le fila di una trepidazione infantile che ci commuove e strappa un sorriso di tenerezza.
Un applauso, in ogni caso per il bellissimo momento.
Aerre  |
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| carezze di Nasht commento di aerre |
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Un bianco nero di straordinaria morbidezza capace di restituirci un’atmosfera di infinita dolcezza.
Si rievoca con disarmante semplicità ed immediatezza tutto un universo di amore, che ci viene raccontato attraverso l’intensità e la delicatezza della gestualità delle mani che carezzano e proteggono, cullano e realizzano già un abbraccio che si specula nell’espressione sognante e sorridente di quella splendida futura mamma.
Perchè è lì lo scatto, o meglio in quell’invisibile flusso d’emozioni che lega lo sguardo basso alla carezza delle mani ....e queste al cuore.
Sta lì, ....in quell’aria sospesa tra la consapevolezza e l’immaginazione di occhi che traguardano e si spingono al di là dell’orizzonte fisico.
E’ uno scatto che ci commuove e coinvolge, perchè sfiora con la stessa delicatezza di quelle carezze, corde profonde e sensibili del nostro orizzonte emozionale.
La luce è perfetta a ricreare i toni di struggente dolcezza di questa atmosfera che nella sua spontanea quotidianità si fa immagine assoluta e ideale. Filtra dalla finestra attraverso la tenda che fa da diffusore e accompagna con l’incredibile morbidezza del suo sussurro caldo e lieve la carezza di quelle mani.
Sia il leggero tre/quarti del soggetto rispetto alla finestra, la sua distanza dalla tenda, la tenda stessa che diffonde la luce, sono i presupposti di un ordito chiaroscurale di eccezionale dolcezza ....nei toni e nel contenuto.
Guardo alla consistenza della tenda, che la sapiente gestione del controluce svela con effetti di grande trasparenza, ma guardo soprattutto alla resa di questo splendido bianco nero che ha una piacevolissima, ma soprattutto delicatissima, gamma estesa e ben controllata.
L’incarnato ha gradienti morbidi e vellutati, così come pregevole è il controllo sui toni chiari della maglia che svelano i preziosi dettagli del disegno a coste.
Composizione semplice, essenziale ed efficace con la figura sbilanciata sulla destra a lasciare il giusto spazio a quella luce che si fa a tratti vera protagonista dell’immagine e letteralmente inonda il fotogramma figurando con il suo bagliore il carattere umano e sacrale insieme di questa atmosfera.
E perfetta direi anche la scelta del campo quadrato che avvolge e svolge quella luce intorno alla figura, ...così come il taglio basso che consente al tono nero dei pantaloni premaman di chiudere percettivamente la composizione.
..:Semmai, ...ma è proprio cercare il pelo nell’uovo, il taglio in alto pela un pò la coda di cavallo dei capelli.
Complimenti
Aerre  |
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| Piccole cose di evenz commento di aerre |
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Piacevolissimo questo ritratto in grado di ricreare le fila di un’atmosfera intima e delicata.
Un intero universo personale si rievoca e condensa nella gestualità delicata di quelle dita che stringono con leggerezza, in quel sorriso dolcissimo e lo sguardo basso che paiono tradire un’emozione profonda che lentamente e lievemente risale dal cuore.
E’ un emozione sussurrata, struggente e intima, che coinvolge ed emoziona, e davvero ci pare di essere entrati a far parte di un mondo privato e personale, partecipi di un viaggio che ha i tratti di un volo libero dell’anima.
La composizione è equilibrata con un sapiente taglio verticale che da peso e sostanza alla gestualità delle mani, vero cuore narrativo ed emozionale dello scatto. Giusto e corretto quel taglio a destra che sbilancia la figura di lato per meglio sottolineare il gioco del leggerissimo controluce che scivola la sua carezza di luce radente e diffusa dalla tenda.
Non disturba la tenda, ...anzi, le pieghe assecondano il taglio verticale e ricreano il sapore di una quotidianità privata conferendo un senso di spontaneità ed immediatezza allo scatto.
Peccato, ..peccato davvero per quel taglio in alto un pò troppo compresso a danno delle sopracciglia: avrei tagliato poco sopra.
In genere non amo i giochi delle semidesaturazioni, ma qui ...questo 10-15% di saturazione cromatica che impercettibilmente ricrea la sensazione di una tavolozza monocroma è concorde allo spirito del ritratto.
Ne “smussa” in qualche modo la figuratività con il trascolorare dei toni che appare appunto sussurrata, proiettandola su di una dimensione che è quella del ricordo e delle emozioni.
Il “bianco nero” ...voglio chiamarlo “bianco nero”, è morbido, vellutato e plastico, grazie ad una buona estensione della gamma e toni intermedi ricchi e caldi. Solo i neri si sono chiusi forse troppo in corrispondenza del vestito (che in effetti possiamo solo intuire) che cinge il busto e che crea un certo addensamento in basso, per quanto comunque controbilanciato in alto dalla zona d’ombra del viso.
Aerre  |
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| The darkness takes me over II di Val commento di aerre |
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C’è una forte tensione interiore in questo scatto.
Si ha la sensazione che qualcosa s’agiti dentro il corpo, ridotto a mero involucro, e che scuote per emergere dal folto di quella interiorità.
Il busto si inarca all’indietro e sbilancia lievemente di lato con le braccia che stringono i gomiti sul petto;le dita contratte e sospese.
Qui, forse più che nella prima di questa serie, il corpo svela la sua natura materica di involucro e lo scatto, ancora, pare consumarsi in una dialettica profondamente intimista tra l’universo interiore della nostra Val ed il guscio che lo riveste.
Qui, in questo esile confine tra identità e matericità si rintraccia la reale vena lirica dello scatto.
Si fa più evidente cioè un certo tormento dell’anima che è ancora prima di un corpo che nel suo contrarsi e richiudersi in sè pare trattenere più che contenere un’identità che a fatica cerca di risalire le fila di una compiuta espressione di sè. Le bende paiono sottolinearne la natura di diaframma muto; ci restituiscono con il loro nascondere e celare, con il loro alterno contrapporsi a parti di questa nudità sofferta, la condizione di una identità figurativa, quella materica del corpo cioè, scossa, tormentata, trasfigurata e a tratti quasi annullata da un “io” cosciente e consapevole.
Ritorna forte la suggestione di un involucro che ha il sapore di un “bozzolo” di seta che avvolge la nostra Val ed entro il quale si compirà quella trasfigurazione che la porterà a dispiegare le ali.
E sta per compiersi, sotto i nostri occhi, perchè più forte avvertiamo una tensione dinamica che scuote l’impaginato figurativo.
Il buio pare già aver ceduto, di poco, a riflessi dorati capaci di dissipare e diradare le ombre dell’oscurità di qualche giorno prima. Più forte s’agita insomma questo “io” del quale scorgiamo una luce emanarsi intorno e farsi sostanza palpabile nello sfondo.
Bellissime le cromie che tessono un dialogo di preziosi rimandi tra l’ambra dell’incarnato e l’ocra dorato dello sfondo, reso vibrante dal naturale punto di bianco delle bende.
Mi piace la vignettatura che figura questo globo di “luminosità interiore”, quasi emanasse e s’evocasse direttamente da dentro il corpo, ...traesse origine cioè dalle pieghe più riposte del proprio tessuto emozionale.
L’unica incertezza che crea un artificioso senso di sovrapposizione nel rapporto figura / sfondo è quell’alone più scuro che circonda i contorni del corpo (soprattutto a destra), necessario per mediare e scongiurare l’effetto ritaglio, ma forse troppo esuberante.
Aerre  |
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| Rossella di Morlun commento di aerre |
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...Se c’è una cosa che ha un perso enorme nel determinare la resa e l’impatto di un ritratto, ....quella è il punto di ripresa che qui è generosamente alto rispetto al soggetto.
L’inquadratura dall’alto in genere produce uno schiacciamento verso il basso, ma quel che più conta è che ci fa percepire il soggetto quasi fosse vulnerabile, letteralmente soggiogato dal nostro punto di vista che lo sovrasta e domina.
Qui questa sensazione non è affrancata da una qualche espressione complice e sensuale, in grado cioè di ribaltare, per esempio, la vulnerabilità in seduttività, La modella sembra quasi interrogarci con il suo sguardo dall’ombra, ..sembra più chiedersi il perchè della nostra presenza che ricreare le fila di un atmosfera intima e privata, e l’intonazione in chiave bassa del ritratto finisce con il sottolineare più inquietudine che mistero o fascino.
Forse anche a causa dell’assoluta casualità dei tagli e del disordine dello sfondo che nonostante l’intonazione bassa del chiaroscuro interferisce, e non poco, con la percezione del ritratto.
Avrei abbassato il punto di ripresa: la “regola” vorrebbe al livello della linea degli occhi. Aiuta e parecchio nel determinare un maggiore impatto grazie ad un più diretto contatto con lo sguardo.
Ma soprattutto avrei adottato un taglio verticale capace di stringere di più sulla modella ed eliminare buona parte di quello sfondo, ...che francamente non ci dice nulla,
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| Jezabel di Andrea Feliziani commento di aerre |
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Mi piace la composizione ardita di questo scatto che dimostra quanto, a volte, possa essere produttiva la scelta di un punto di ripresa meno convenzionale.
Qui la forte angolatura dal basso produce un’ovvia deformazione prospettica del corpo della modella che risulta però piacevole in quanto funzionale alla posa scelta.
La modella sbilancia fortemente l’anca da un lato controbilanciata dal busto e dal viso che ruota e inclina all’indietro.
Ne deriva un movimento ad arco diagonale di forte dinamismo che dona fisicità e presenza al corpo della modella. .....Mi permetto di dire che trovo corretta proprio la scelta di portare il margine dell’inquadratura in basso, lasciando a “affiorare” la curva dell’anca disegnata dal costume.
E’ proprio il taglio basso, ben al di sotto della linea dell’ombelico, che riscatta il punto di ripresa da un eccessivo schiacciamento prospettico e mantiene un certo slancio.
L’inquadratura dal basso rende fortemente espressiva e “fisica” la gestualità del corpo che quasi ci sovrasta. Ma la sua “imponenza” è bilanciata dall’espressione sorridente e ironicamente sognante della ragazza.
Perchè ci vedo un pizzico di ironia in questa fisicità che a tratti assume il sapore di un gioco fatto di malizia e spensieratezza.
Non mi convince del tutto la posizione del braccio che si nasconde dietro la schiena: la ripresa dal basso e la deformazione prospettica hanno in qualche modo alterato (è chiaro) i rapporti dimensionali,da un punto di vista della percezione, e l’avambraccio, stretto tra l’altro sul busto dalla posa che porta in alto la spalla, fa uno strano effetto.
Buono il bianco nero con una piacevole resa dei toni dell’incarnato plastico e ricco di volume. Interessante il motivo delle perle e della collana che disegnano una preziosa grafia bianca a commento del costume e della base del collo: un piacevole contrappunto ai toni medi dell’incarnato.
Neri profondi, robusti con una spiccata vocazione per il “disegno” delle forme e qui sicuramente funzionali ad un ordito chiaroscurale che necessitava di un trattamento ricco di contrasto ed incisione. Forse un filo troppo chiuso il nero del costume.
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| Riccioli d'oro di gianjackal commento di aerre |
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Di grande eleganza e delicatezza questo controluce.
Mi piace soprattutto che non cede facilmente al fascino del gioco delle ombre cinesi, chiudendo i dettagli all’interno di una sagoma.
La luce invece qui carezza delicatamente il viso lasciando affiorare il contorno che stacca sulla parte più in ombra dei capelli e pennella come un soffio leggero i lineamenti.
Più basso svela il disegno della maglia che pare fare eco alle onde dei capelli e dare sostanza con quel sinuoso movimento sensuale le forme del seno.
Ne deriva l’immagine di una sensuale bellezza che si mantiene però distante (vuoi anche per la stessa posa di profilo), irraggiungibile e per questo di struggente fascino.
Ha i tratti del sogno questo controluce, ...quelli di un’atmosfera sognata, appunto, più che percepita; ammantata di una luce che è quella dell’immaginazione.
C’è un equilibrio ben gestito tra luce e d ombra: la modella, grazie al fatto che il controluce non diventa sagoma, si fa spartiacque tra quello sfondo luminoso, quasi accecante, ed il buio che gradatamente si addensa sulla destra.
In questo senso mi piace e trovo intelligente l’idea di giocare con la silhouette dei capelli che filtrano letteralmente la luce, ...un reinventato brise soleil di oro e luce, con un grafico movimento di alterni riflessi, di grafie spesse che a tratti sfumano quasi fossero tracciate dalla matita di un abile disegnatore.
Ed un peccato sarebbe spingere oltre l’illuminazione del viso.
Studiata ed efficace la posa con l’inclinazione della testa che specula le forme del petto e la composizione che distribuisce con equilibrio pieni e vuoti all’interno del campo verticale: la scelta saggia qui, è l’aver sbilanciato parecchio il corpo sulla destra in modo da dare il giusto peso figurativo non solo ai capelli ma anche a quello sfondamento di luce bianca.
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| La lingua di jessica di Design commento di aerre |
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Un ritratto che ci strappa un sorriso di simpatia, che ci coinvolge e trasmette un irresistibile energia vitale nell’ironica e sfrontata fisicità con cui si compie il gesto.
Perchè c’è una grande fisicità; una carnalità delle forme piene e rotonde che accompagna il gesto, conferendogli una certa sfumatura di scanzonata sensualità.
Ha una presenza fisica notevole, Jessica. Il busto proteso in avanti, sbilancia leggermente sulla destra controbilanciato dall’inclinazione della testa che asseconda e sottolinea la boccaccia. Lo sguardo è diritto in camera, fermo e sfrontato con un piglio quasi irriverente; le braccia stringono sul petto lasciando sporgere l’abbondanza del seno in un particolarissimo mix di sberleffo e seduzione.
Ma è tutto, ovviamente, imbevuto di una fresca ironia cui dobbiamo la piacevolissima spontaneità ed immediatezza del ritratto.
Mi piace questo taglio che è bene non stringa troppo sul viso. L’espressione è ....già abbastanza carica di suo e non occorre stringere, mentre l’inquadratura si mantiene giustamente ampia a cogliere tutta la carnalità e la fisicità di Jessica.
Solo, ...ma è una sciocchezza, avrei evitato di pizzicare l’angolo del colletto bianco.
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