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| Jenny2 di aldo feroce commento di aerre |
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Trovo questo studio di grandissima potenza espressiva.
Affascina la grande fisicità che riesce a restituirci della modella, complice quel sapiente gioco d’ombra, che scivolando radente la porzione illuminata del muro pare volersi ricongiungere con il buio sulla sinistra e che stacca la figura dal piano d’immagine.
La modella è collocata in un punto delicatissimo e sta qui la magia di una composizione studiata e attenta: è posta sul margine cioè del gioco tra la luce che colpisce il muro e la densità del buio sullo sfondo.
Il suo corpo si fa spartiacque luministico, raccoglie la carezza della luce laterale e media con le forme che si offrono all’alterno gioco del chiaroscuro, il passaggio tra il buio impenetrabile da una parte e la zona illuminata dall’altra.
Ed è questo suo farsi materia plasmata dal passaggio radente della luce, che dona un’incredibile matericità e fisicità al corpo della modella.
Ma non solo ...(battiscopa a parte che purtroppo stona) la figura sbilanciata opportunamente sulla destra è posta in cima alle scale e pare, assecondando una certa dinamica ascendente, ancora porsi al culmine di quel processo che ha portato la luce e l’ombra a farsi materia concreta nella nudità della modella.
In questo è complice la stessa posa della ragazza: le gambe incrociate, le braccia che fasciano il busto, la testa reclinata all’indietro; pare uno svolgersi a spirale tortile che proietta verso l’alto questa dialettica tra luce ed ombra.
Come rinunciare allora in questo contesto alla “grumosità” di questa atmosfera che ci restituisce sensazioni quasi tattili della luce, dell’ombra, dello stesso incarnato d’ambra dorato...
Bellissima la tavolozza di cromie calde, ...materiche, dense di oro e di ambra, di ocra e bruni Van Dyck, a ricreare le fila di una atmosfera intima e sensuale, ma raffinata e a tratti distante.
Non è lontana da certe suggestioni scultoree questo scatto.
C’è una superiore compostezza cioè, resa però vibrante e pregna di vita, ed in questo sottendersi tra ...classicismo e sensualità, tra idealità e carnalità, sta il suo fascino di seducente eleganza.
Aerre  |
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| Ritratto 74 di falessandra commento di aerre |
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Un ritratto che ci restituisce un’espressione di grande, grandissima solarità tutta raccolta in quel guizzo di forte luce che brilla negli occhi scurissimi ed impenetrabili.
C’è un’immediatezza che coinvolge in questo scatto che pare congelare un emozione nel suo farsi; in bilico tra un genuino stupore ed un atteggiamento di divertita curiosità che leggiamo nell’ampio sorriso, nella lingua che batte sui denti, nello splendido sguardo fuori campo luminoso e attento.
Peccato che il ritratto abbia una resa fin troppo morbida e soffra di un certo micromosso
La composizione avrebbe dovuto dare un maggior peso allo spazio sulla destra (decentrando quindi il soggetto a sinistra): è proprio questo spazio, quello di fronte al viso cioè, che consente una certa “dinamica emozionale”, ...mi si passi il termine, nel permettere al flusso emozionale che s’emana dal soggetto di espandersi e liberarsi.
Del resto ...tutto quello spazio alle spalle della ragazza non aggiunge al ritratto nulla, da un punto di vista espressivo.
Aerre  |
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| A kiss is just a kiss di Andrea Feliziani commento di aerre |
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....e mamma mia,
hai visto quanto è bella senza quel taglio così stretto!!
Si, ..Si, certo, ...ho capito il perchè del crop; ...ma quel collo, ..quello fa parte della foto, del gesto, del bacio.
Grazie di avere allegato l'originale.
Aerre  |
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| BackLight di MaXu commento di aerre |
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Incredibilmente bello questo low key che ha nella sapiente gestione della luce tutta la sua forza.
Perchè ha il tocco di una carezza sussurrata questa luce che svela i dettagli, come farebbe un soffio leggero che lascia affiorare tra la sabbia le forme di un gioiello prezioso, granello dopo granello, spingendo piano il suo alito lieve e pieno di calore.
Scivola dall’alto, radente, e pare emanarsi come una brezza che a tocchi leggeri scuote l’impaginato dei chiaroscuri donando vita e volume.
Guardo alla delicatezza di quelle leggere pennellate di luce che disegnano con essenziale preziosità i dettagli del viso: uno zigomo sul quale stacca l’arco delle ciglia, il naso, il riflesso umido sul labbro inferiore. Pochi insomma, essenziali tratti capaci di rievocare con incredibile delicatezza tutta la raffinata fisionomia della splendida modella.
Più in basso il tocco leggero si fa invece abbraccio che cinge lieve le forme e ne svela spessore e volumi.
Ne deriva una sensualità di raffinata eleganza, tutta giocata su di sofisticato gioco di alterne luci ed ombre che celano e svelano, ...capaci di conferire un disarmante carattere di fuggevolezza a questa nudità che pure ci irretisce e affascina con la sua sincera carnalità.
E’ ancora una volta in questo equilibrio precario il fascino di forte seduzione dello scatto, che si consuma tra percezione ed immaginazione, luce ed ombra, corporeità e mistero.
Bellissima la composizione all’interno del campo quadrato con una equilibratissima distribuzione di pieni e di vuoti.
La modella è colta lateralmente; il bacino “sorge” in corrispondenza dell’asse centrale del fotogramma, ma il busto inclina elegantemente all’indietro a dare forza alla gestualità consapevole e sensuale delle mani, controbilanciato dalla testa che viene in avanti compiendo una leggera rotazione a tre quarti a favore di camera.
Ne deriva una preziosa geometria diagonale che fa sentire forte la sua tensione dinamica all’interno del campo quadrato.
Si crea così quello spazio sulla destra necessario a dare sostanza e “peso” al globo di luce che s’emana dall’alto e descritto dal gradiente grigio dello sfondo.
Pare prendere vita questa luce, addensarsi fino a divenire corporea e materializzarsi sulla pelle della modella.
Per questo trovo intelligente il rapporto sfondo/figura. Gioca con il disegno della silhouette, il nostro Max e lo fa stagliare su quello sfondo che digrada dal grigio dell’angolo in basso a sinistra al chiarore dell’angolo opposto.
Il corpo della modella è così immerso nello “spessore” di una densa luminosità diffusa della quale riconosciamo e avvertiamo il percorso e si fa più forte la suggestione di quella carezza di luce percepita all’inizio, ...quasi fosse la nostra.
Aerre  |
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| A kiss is just a kiss di Andrea Feliziani commento di aerre |
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Si raccoglie lo scatto, tutto attorno alla “gestualità” di quelle labbra pennellate di nitidezza e la luce di quello sguardo fuori campo.
Pare spinto come da un soffio leggero questo bacio, e spingersi lontano; là, dove indugiano quegli occhi nerissimi che paiono traguardare.
Trovo intenso e piacevole questo bianco nero; corposo, come la ricchezza della sua gamma generosa di toni medi e neri densi come la grafia di una matita grassa e pastosa.
L’idea di ruotare così generosamente il campo figurativo, tanto da inseguire la logica della costruzione diagonale, dona al ritratto un dinamismo capace di tradurci la vibrazione emotiva di questo bacio quasi sussurrato.
Non sono però del tutto convinto dell’inquadratura così stretta (per quanto nell’idea stessa dello scatto), proprio perchè combinata ad una costruzione diagonale. Sento il viso troppo ...come dire, ....“compresso” e probabilmente, ...ma si dovrebbe vedere, non guasterebbe un’inquadratura un filo più ampia.
Aerre  |
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| lost moments di quentin commento di aerre |
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...Ma è una partita solitaria quella che si sta consumando in questo scatto, che non ha e non può avere altri giocatori se non il fantasma della propria identità.
Un ritratto intenso, dall’accento a tratti drammatico che ha il sapore di un baratro, superato il quale non vi è possibilità di ritorno.
Ci sono delle carte sul tavolo.
Ma non sono carte qualunque, ...un quattro, un tre, un donna di denari, .....sette e mezzo.
Chi vince in questo caso?.
Ma forse la domanda più corretta è ...chi è il banco che sta vincendo.
Forse lo abbiamo scoperto il giocatore invisibile di questa partita dai contorni di un solitario. Forse il fantasma della propria identità sta per vincere l’ennesima partita contro la ragione pronta ormai a naufragare nell’oblio.
Dall’altro lato dello stretto tavolino c’è un bicchiere ancora colmo. E’ lui l’invisibile banco di questa partita che non può avere vincitori e vinti e che si consuma nel silenzio della propria individualità.
Gran bella atmosfera quella creata da questa forte luce laterale che genera forti contrasti e ha il sapore di un riflettore puntato addosso che isola il soggetto nel suo oblio di oscurità.
Le cromie sono tormentate, acide, invase di nuances giallo verdi e ci restituiscono il senso di un’atmosfera soffocante.
Come soffocante è e deve essere quest’inquadratura che stringe sul soggetto schiacciandolo con un peso che pare piombo contro il tavolino.
Non avrei pizzicato il banchetto sulla sinistra, ...ma è poca cosa.
E’ interessante inoltre come il punto di ripresa determini una deformazione prospettica del primo piano del tutto funzionale al cuore narrativo dello scatto: quella mano con il palmo piantato sul tavolino è il terzo elemento della triangolazione tra le dita ...pronte a cedere, il bicchiere e quello sguardo puntato e fisso.
Ed al centro quelle carte, il sette e mezzo a raccontarci la fine della partita.
Complimenti
Aerre  |
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| Kri di Matteo76VA commento di aerre |
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Bhè,
Cristina ha veramente un sorriso splendido: solare, ampio e spontaneo tanto da trasmetterci un esuberante senso di energia che ci coinvolge e strappa a nostra volta un sorriso sincero.
Un’espressione di intensa vitalità che, riflessa nei bellissimi occhi sorridenti, sicuramente valeva lo scatto, ma che purtroppo ci lascia l’amarezza di una non perfetta incisione soprattutto in corrispondenza dello sguardo che è il cuore emozionale e narrativo dello scatto, insieme al sorriso.
La composizione è gradevole. Hai scelto una posa frontale: scelta coraggiosa (la posa frontale spesso rischia di risultare stanca e statica) ma ampiamente ripagata dall’espressività di Cristina che fa vibrare forte il ritratto.
La staticità della posa frontale è poi riscattata sia dalla gestualità della mano che puntella il viso, sia dalla conseguente inclinazione dell’asse del viso che dona al ritratto un piacevole dinamismo concorde alla sua atmosfera allegra e spontanea.
Non male il taglio orizzontale con la modella sbilanciata da un lato, anche se indubbiamente il taglio verticale avrebbe dato maggior rilievo alla gestualità della mano.
Forse però avrei tenuto più bassa l’inquadratura, sia per alzare la linea degli occhi, sia per scoprire la curva del polso e dare peso figurativo alla mano.
Lo sfondo non mi fa impazzire, ...ma diciamo che in questo caso fa parte del carattere spontaneo e quasi improvvisato di questo piacevole ritratto.
Aerre  |
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| Prospettive.....marinare di Clara Ravaglia commento di aerre |
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Bhè,
auguri blu d’invidia per la nuova piccola.....
...Blu come la spettacolare teoria di cromie che dispiegano i propri gradienti azzurro verdi di questo notevole scorcio.
Ha un occhio sensibile la nostra Clara che individua nella compresenza di pochi elementi all’interno della stessa inquadratura, la possibilità di indugiare in un piacevole gioco di rimandi cromatici tra primo piano e sfondo e che fanno da filo conduttore di tutto l’impianto scenico.
...Già perchè lo prepara questo scenario, la nostra Clara e lo imbriglia all’interno di una composizione di estremo rigore geometrico, resa vibrante dalla freschezza della tavolozza.
La catena in primo piano ha già in sè il codice cromatico di tutta la scena con l’alterno gioco dell’azzurro e del bianco:prepara e conduce l’occhio, cromaticamente e figurativamente, all’interno dello scatto, dall’angolo in basso a destra secondo un orditura diagonale che culmina attraverso le increspature della superficie dell’acqua nello yacht a sinistra.
Il dialogo tra l’azzurro ed il bianco caratterizza con un ridondante balletto tutto lo scatto: dalla catena in primo piano, al gommone; dall’imbarcazione a destra a quell’elemento verticale sul molo, ed in questo movimento a zig zag culmina e si spalanca con una prospettiva da mozzare il fiato nell’alterno ritmo del tappeto di nubi che variegano l’azzurro del cielo.
Meraviglie del grandangolo ...pare correrci incontro questo cielo, quasi scivolasse la carezza della sua brezza di bianco e azzurro sul viso.
....Ma, ...la “sgrandangolata” ....è qui strumento, non il fine ultimo.
Qui l’orizzonte è calcolato sulla metà del fotogramma. E’ una scelta, inconsapevole del suo occhio che vede nel grumoso gioco dell’azzurro e bianco del primo piano, un alterego cromatico e figurativo del piano di cielo che si specula in alto rispetto la linea d’orizzonte.
Complice il dislivello tra i piani del molo, la nostra Clara tiene sufficientemente bassa l’inquadratura, che si fa radente e a livello di suolo sulla sinistra, e lascia che il grandangolo inondi con quel cuneo liquido d’azzurro verde il nostro spazio.
S’insinua, intrude con una dinamica diagonale speculare al movimento delle nuvole e contrapposta a quella della catena, tanto da far sentire forte la sua “pressione” e coinvolgerci, ...quasi fossimo partecipi dello stesso spazio fino a sentirne lo sciabordio.
Aerre  |
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| principessa di Marea commento di aerre |
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Che splendido ritratto, Marea.
“Alice, ...nel paese delle meraviglie”.
C’è un dinamismo incredibile in questo scatto, una tensione emozionale capace di restituirci tutta la vibrante energia di questa piccola, meravigliosa modella.
Sa di vita e di giochi, di brillanti fantasie e di sogni ad occhi aperti, ...questo ritratto; ....di anima, tutta condensata in quell’impercettibile sorriso che affiora quasi fosse sussurrato tra le labbra dischiuse, ...nell’impenetrabile nerezza di quegli occhi scurissimi e luminosi che paiono rapiti, sorridenti e sospesi di meraviglia.
E realmente il ritratto è capace di catturare un’espressione sospesa, quella che pare precedere di un istante il definitivo scoppio di risa, e che per questo vibra forte nel compiersi di un emozione in equilibrio tra un primo stupore incuriosito ed una divertita consapevolezza.
Sembrano accendersi di un guizzo improvviso di vita pura quegli occhi lucidi e neri, e la magia del ritratto sta nell’averla saputa congelare nell’istante in cui, veloce come un lampo sta per risalire la scala dell’universo interiore della piccola ed esprimersi attraverso la sua incantata espressione.
E’ l’incanto e lo stupore di un universo infantile popolato di principi e di fate, rivissuto qui con consapevolezza di attrice consumata, con spontaneità, freschezza ed una punta di splendida ironia.
Bastano quei calzoncini tenuti a mo di velo principesco sulla testa, il disegno a fiori della maglietta sbarazzina, la maglietta grigia che pare avvolgere come un mantello di damaschi e velluto, ...bastano a restituirci con disarmante freschezza ed immediatezza tutto il divertimento, l’allegria, e l’esuberante vitalità che s’esprimono nel gioco e si sospendono in un istante di improvviso rapimento.
Chissà ...quali castelli, ..quali viali lastricati d’oro e diamanti si distendono d’un tratto agli occhi di quello sguardo che pare traguardare oltre un limite che l’emozione d’adulti ha ormai sbiadito.
Per questo commuove, l’incanto di questo scatto.
Un bianco nero dalla gamma piacevolmente distesa e senza contrasti, nonostante un certo gusto grafico nella grafia dei neri che s’addensano con limpida incisione: guardo al prezioso disegno delle ciglia o alla piacevolezza delle ciocche dei capelli che incorniciano l’incarnato chiaro del viso e lo fanno staccare. Notevole anche la morbidezza dei toni medi.
La composizione è attenta. Lo sguardo di Alice è tenuto alto, sulla metà superiore del fotogramma e questo conferisce alla piccola, nonostante l’inquadratura sia leggermente angolata dall’alto, una notevole presenza.
Il taglio verticale aiuta a sottolinearne la fisicità e al tempo stesso ci fa sentire forte l’inclinazione della testa che s’accompagna a quella della linea delle spalle, secondo un’orditura diagonale e che imprime al ritratto parte del suo forte dinamismo.
Complimentissimi.
Aerre  |
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| When the darkness takes me over di Val commento di aerre |
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Si respira forte, ancora una volta, un senso di isolamento consapevole che si fa, qui più che altrove sofferto.
Penso agli ultimi lavori come la serie “No Words” o “Palloncino Rosso”, dove l’identità figurativa della nostra Val si cela e scompare dietro la “maschera” di un palloncino o l’esile cortina di giornali intrisi di parole mute.
Qui il sottile velo delle bende che le fasciano il corpo sono il diaframma dietro il quale naufraga quest’identità figurativa.
Ma in questa poetica della non comunicazione, che già abbiamo riscontrato come tema strisciante, non si assiste ad un processo di isolamento dell’io se non come consapevole rinuncia. Non c’è, in altri termini, fuga; non vuole nascondersi la nostra Val, quanto piuttosto dare sostanza ad una identità interiore che per esprimersi deve non proprio “annullarsi”, ma quasi trasfigurare la propria parte figurativa.
Uno scatto che in qualche modo allora fa parte di un processo, ...cominciato un pò più lontano, che può essere interpretato solo in chiave personale e che è di riacquisizione di un sè.
Ha bisogno, insomma di fare silenzio, la nostra Val: si “maschera”, si avvolge di “parole mute”, si benda, si cancella per meglio potere riconoscersi una volta sollevata quella inconsistente coltre fatta di niente.
E qui l’oscurità che l’avvolge, pare figurarlo questo silenzio.
E’ il silenzio dell’anima, che per un istante tace per potere ascoltare; ....è un risalire le fila della propria interiorità che fa male, che soffoca, che toglie il respiro mentre il buio che ci investe si materializza sulla pelle e si trasforma nelle bende che avvolgono e fasciano, trasfigurandoci.
Mi piace la scelta di una illuminazione che nonostante si mantenga sui toni bassi non produce forti contrasti. Carezza, quasi, lateralmente e mantiene morbido l’ordito chiaroscurale. Perchè forse non vuole esserci vera disperazione in quest’immagine.
L’effetto vignettatura se da un lato focalizza sul soggetto, dall’altro sposta l’accento su di un piano che perde via via consistenza figurativa e si sospende in una dimensione più emozionale, perfettamente coerente con il cuore narrativo dello scatto.
Molto piacevole la tavolozza cromatica con il contrappunto bianco e nero che fa staccare forte il tono dell’incarnato.
Il processo non si è concluso, ...lo scatto registra questo momento pregnante di tensione che sta per compiersi e che ha i tratti di una metamorfosi.
C’è ancora buio. Ma già l’oscurità pare perdere densità e variegarsi di luce.
Pare un reinventato “bozzolo” di seta quello che avvolge la nostra Val ed entro il quale si compirà quella trasfigurazione che la porterà a dispiegare le ali.
Aerre  |
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| Venezia1 di Mirco Leprotti commento di aerre |
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Benvenuto su Photo 4U, Mirco.
Un bel ritratto che ci restituisce quell’atmosfera sofisticata e preziosa di colori, stoffe e parrucche, ...elegante, sospesa nel tempo, e a volte ironicamente artificiosa che ci regala Venezia in quei giorni.
Mi piace il taglio di questo ritratto che sbilancia la bella figurante da un lato (forse un pelino troppo stretto il margine sulla sinistra) e lascia ampio spazio alla gestualità della mano che regge l’ombrello.
E’, quest’ultimo, un elemento chiave della composizione sia nel creare una geometria diagonale a ventaglio che punta nell’angolo del fotogramma, sia nel dare forza alla tavolozza cromatica di rossi, aranci e gialli dorati, esaltati anche dal piacevolissimo gioco controluce, che dalla modella all’ombrello creano un piacevole rimando tra primo piano e sfondo.
Bella l’inquadratura leggermente dal basso che dà notevole presenza “scenica” (termine in questo caso ...più che appropriato) alla modella, il cui bellissimo sguardo fuori campo vela il ritratto di un certo fascino evocativo.
E’ uno sguardo intenso dai riflessi luminosi, sostenuto da un sorriso appena percepibile, che ci restituisce la piacevolezza di una bellezza elegante, ...rapita in quell’espressione un pò assorta e insieme superba, nell’eleganza sofisticata ma spontanea ed immediata del suo portamento.
Aerre  |
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| Tatinera di zeroiso commento di aerre |
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Ci restituisce l’immagine di una bellezza elegante e raffinata questo studio di grande semplicità ed efficacia figurativa.
Il vestito fascia il corpo della modella e ne rivela le forme attraverso le pieghe del panneggio, ne sottolinea il movimento dell’anca che sbilancia di lato e della gamba che viene in avanti, dando coerenza alla posa.
Questo dà una notevole fisicità alla modella all’interno di uno spazio che non risulta piatto.
Sapiente l’uso della luce infatti, che scivola sulla sinistra del corpo esaltandone il contorno: il vestito è nero con un minuto disegno, ma stacca perfettamente sullo sfondo. Soprattutto a sinistra dove più netto si fa il margine tra il vestito ed il buio circostante, ...esaltando così la movenza del corpo; ...perchè è lì, in corrispondenza della curva del bacino che pare condensarsi la dinamica dello scatto.
Tavolozza sintetica e d elegante: la prevalenza dei neri fa da piacevole contrappunto ai toni d’ambra dorati dell’incarnato ed ai riflessi platino dei capelli, creando un’atmosfera calda e vellutata.
Mi piace il posizionamento della modella in corrispondenza dell’asse centrale del fotogramma, anche se forse avrei tagliato un pò più vicino al gomito: la composizione centrale è qui perfetta a farci apprezzare il sinuoso flesso del corpo della modella che si avvolge come una spirale barocca attorno all’asse centrale del fotogramma.
Avrei spinto il taglio inferiore un pò più in basso per dare più impatto alla pienezza delle gambe.
Aerre  |
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| Cuore di Lofuoco commento di aerre |
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Mi piace questo studio che trova una perfetta coerenza tra figuratività e contenuto.
Il corpo è raccolto su se stesso e le forme rievocano il disegno di un cuore attraverso un gioco intelligente di pieni e di vuoti.
Un ruolo fondamentale ha qui l’inquadratura stretta con tagli calibrati a creare una solida e materica cornice di carne capace di materializzare per magia, complice il chiaroscuro, l’immagine in negativo del cuore.
In qualche modo lo scatto ha il potere di produrre un’astrazione delle forme del corpo, che trascendono la loro figurativià e si fanno strumento di una scultura di ombra e di luce.
Ma non è solo questo.
E’ un abbraccio intenso e tutto raccolto su di sè, quello di questo corpo; capace cioè di rievocare tutto il calore ed il nucleo emozionale che s’addensa nell’immagine del cuore.
Ed anche il taglio quadrato appare perfetto a creare una dinamica che dall’esterno, attraverso un movimento concentrico e via via più intenso, si raccoglie e vibra nel “cuore” dell’immagine.
Chiaroscuro morbido coerente con il “calore” d’insieme, complice anche lo stesso viraggio, con un’ottima struttura dei toni medi dell’incarnato e neri densi ma piacevolmente trasparenti.
Aerre  |
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| fake Holga di BuZz commento di aerre |
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....Guarda che alitare sull’obiettivo può essere pericoloso....
Ok. Battute a parte, ...bentrovato BuZzino.
Trovo quest’immagine, al di là di facili romanticismi, di una semplicità che irretisce e affascina.
E’ un paesaggio dell’anima, indefinito e senza contorni immerso in una dimensione sospesa nel tempo.
Perchè non ha tempo, l’anima.
Qui si confondono l’immaginazione con il ricordo; qui sfumano i dettagli del “già vissuto” con i particolari del “sogno”; ed è questo che fa la memoria del cuore incapace di distinguere tra realtà ed emozione.
La vignettatura, il trascolorare dei toni che pastellano le forme, lo sfocato diffuso che sdoppia e sfrangia i contorni, sbilanciano il paesaggio su di una dimensione più “sentita” che percepita, slittano la figuratività d’insieme su di un piano che è emozionale.
Bello il primo piano con la strada che suona come un invito ad immergersi nell’atmosfera ovattata ed inconsistente di quest’orizzonte nebbioso.
Ed è forte, realmente, la suggestione evocativa di questa immagine che pare come una visione scaturita direttamente dall’immaginario del nostro BuZz; rievocata insomma o forse appena sussurrata da un volo sincero dell’immaginazione.
Aerre  |
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| ... di Giovi88 commento di aerre |
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Un’immagine di grande delicatezza che trova nel trattamento morbido dell’impaginato chiaroscurale e nel viraggio stesso il suo punto di forza.
Forse un filo eccessivamente morbida la resa dei tratti del viso, tanto che il dettaglio delle mani acquista maggior incisione e di conseguenza maggior rilievo. Ma la cosa non disturba, anzi ... facendo indietreggiare la figuratività del viso, pare proprio spostare l’accento del ritratto sulla gestualità delle mani.
E si concentra lì, lo scatto; in questo abbraccio di sè che le mani compiono traendo a se un calore che è dell’anima, ...quasi volessero carezzarlo e trattenerlo.
Fortissimo quindi il tono di struggente suggestione evocativa di questo moderno angelo con il brillantino sul naso, reso ancora più forte da quello sguardo raccolto su sè stesso, dal sapore spiccatamente introspettivo e concentrato su di un universo intimo e personale.
Tessitura chiaroscurale morbida, capace di ricreare le fila di un’atmosfera delicata e quasi impalpabile: c’è un leggero trascolorare dei toni che è dovuto al carattere dei neri scarichi e al bianco di sfondo che avvolge ed invade la figura di luce.
E’ immersa nella luce, la modella, tanto che sulla sinistra il contorno del braccio perde di definizione e si annulla parzialmente nello sfondo. Ma è una luce che ...deve “bruciare”, ...è un farsi esteriore di quel calore dell’anima che a stento le mani cercano di controllare ed il ritratto si fa perdonare quelle piccole bruciature come nel braccio o sulla mano in primo piano.
Solo una cosa.
Nella figuratività generale ....non mi fa impazzire la presenza del reggiseno. E’ una posa che già di suo consentiva di celare la nudità della modella e ...proprio questa nudità celata, ...questa carnalità non esibita ed in contrasto con le piume delle ali e la delicatezza d’insieme, avrebbe aggiunto al ritratto un vena sottile di sensualità, in equilibrio ...tra fisicità e spiritualità.
Aerre  |
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| OMBRETTA di blekwit commento di aerre |
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S’emana una grande solarità da questo ritratto spontaneo e immediato.
Bellissima Ombretta, ...colta in un istante di schietta espressione di gioia, con quegli occhi ridenti e quell’ampio sorriso sospesi tra felicità e stupore.
Ci coinvolge allora l’immediatezza di questo ritratto, che sentiamo vero e sincero, e che per questo ci regala un’emozione semplice ed intensa.
Giusta la composizione con quell’inquadratura coraggiosa che stringe sul viso e ne sottolinea l’espressione: forse avrei lasciato un più ampio margine in basso, al di sotto della curva della mandibola.
Il viso, ...e giustamente, è sbilanciato a sinistra e l’ampio spazio lasciato a destra si apre ad uno sfondo sfuocato, variegato di luci ed ombre, che pare raccogliere e permettere il volo libero di quello sguardo rapito fuori campo.
Il bianco nero è piacevolmente morbido, grazie ad una gamma ben estesa e dai giusti mezzi toni, perfettamente coerente con il carattere emozionale ed evocativo dello scatto.
Stringere eccessivamente la gamma alzando troppo il livello di contrasto contraddicerebbe l’atmosfera del ritratto: l’unica cosa che farei è quella di alzare, di pochissimo, il valore delle alte luci.
Aerre  |
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| cavalcata sarda di flex1979 commento di aerre |
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Mi piace l’espressione di questa figurante che emana un senso di superba e dignitosa compostezza concorde alla severità del costume.
Persino lo sfondo di linee architettoniche semplici e severe pare conformarsi al tono d’insieme ed anche cromaticamente si viene a creare un sottofondo molto “dimesso” sul quale stacca la resa dell’incarnato.
Mi piace meno la composizione.
Giusta, giustissima la composizione che sbilancia la figura sulla sinistra e lascia ampio spazio a destra, dalla parte verso cui è rivolto lo sguardo, intenso e dal forte accento evocativo. Trovo però che l’inquadratura avrebbe dovuto essere più bassa.
Il viso è troppo centrale (nel senso dell’altezza) rispetto al fotogramma e questo schiaccia la figura verso il basso e ne smorza l’impatto espressivo.
Soprattutto è stato un peccato avere escluso dall’inquadratura la mano, con quella gestualità che indugia sul pendente della collana e che completa non solo figurativamente ma anche emozionalmente il ritratto, nell’accompagnare e sottolineare quell’espressione del viso assorta e quasi sospesa nel vuoto.
L’incarnato soffre un pò di sovraesposizione (naso e fronte hanno delle bruciature) e la forte luce del sole ha prodotto fastidiose ombre portate. Anche sotto il sole conviene usare un piccolo colpetto di flash di riempimento per addolcire l’impaginato chiaroscurale.
Aerre  |
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| Lo specchio di Lofuoco commento di aerre |
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Atmosfera sensuale e raffinata questo ritratto dall’impaginato chiaroscurale morbido e delicato.
Si ha l’impressione, dopo avere richiuso alle nostre spalle quella porta riflessa, di essere entrati piano all’interno di uno spazio privato e di violarne l’intimità, tanto che dà una scossa, un sussulto improvviso, lo scorgere quasi per caso il viso della modella riflesso nello specchio; ...quasi si fosse dissolta la nostra aura di invisibilità.
D’un tratto la spazialità dello scatto si dilata, si produce uno sfondamento del piano di immagine che ci coinvolge e lo scatto si consuma e vibra nel gioco di rimandi visivi ed emozionali tra noi e la modella, tra la modella e la sua immagine riflessa, tra quest’ultima e noi.
E’ perfetto quel viso riflesso e parzialmente tagliato dalla cornice dello specchio: restituisce un carattere di immediatezza, di casualità ed improvvisa tensione dinamica impossibile da gestire a priori, cui dobbiamo il carattere di freschezza che mantiene il ritratto.
Proprio questo ci fa sentire vera e piacevolmente intima nella sua spontaneità, questa atmosfera che anche per questo vibra del fascino di una forte suggestione sensuale.
Interessante e attenta la composizione all’interno del campo quadrato: la modella ha il busto eretto e struttura il margine sinistro del fotogramma; elegante e superba di fronte allo specchio in un rapporto intimo e personale con la propria nudità che ci esclude ed affascina. E’ sbilanciata sulla sinistra ed il giusto spazio lasciato a destra consente allo sguardo di attraversare il fotogramma trasversalmente ed in “profondità”, complice l’illusione dello specchio, amplificando la spazialità della scena.
Il bianco nero è morbido, con un piacevolissimo tono di viraggio che rende caldi e vellutati i gradienti chiaroscurali.
Molto interessante quel piano di luce forte che s’emana dalla tenda sullo sfondo e contro cui stacca la modella: il controluce è gestito con sapienza e produce uno sfrangiamento dei contorni del corpo che nel farsi vibranti e indefiniti sottolineano l’elegante fisicità dell’incarnato.
Una gamma dinamica estesa che colpisce per la ricchezza della struttura dei toni medi e alla quale dobbiamo la piacevolezza dell’incarnato reso attraverso una teoria di sfumature dolci e delicate, perfettamente coerenti con il carattere evocativo ed elegantemente sensuale del ritratto.
Aerre  |
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| s.t. di aldo feroce commento di aerre |
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....Arrivo tardissimo, Aldo
ma val la pena rimarcare la magia di questo studio che al fascino di una sensualità calda ed elegante affianca l’immagine di una bellezza ideale e raffinata.
Il low key è perfetto a restituirci il carattere di una atmosfera che si fa intima e di forte suggestione erotica ed evocativa insieme.
Ha una fisicità incredibile questo corpo, e d il gioco della luce che carezza lateralmente quasi sussurrasse come un alito radente il suo calore, esalta la matericità della pelle, tanto da darci l’impressione di poterne sfiorare il velluto con la punta delle dita.
Eppure, ...nella sua concretezza rimanda alla suggestione di una bellezza ideale, questo corpo che dispiega nell’alterno gioco del chiaroscuro le sue forme.
La magia di quest’immagine credo stia proprio in questo affascinante equilibrio, ...quello di un corpo che nella sua verità concreta, ...nell’immediatezza di quella matericità capace di trasmetterci emozioni palpabili, si sospende in un’atmosfera dominata da un’idea stessa della bellezza che pare trascendere e superare la sua fisicità.
Complice in questo il tono basso dell’ordito chiaroscurale che se da un lato esalta la resa morbida e vellutata della luce cui dobbiamo parte del seducente fascino dello scatto, dall’altro nello smorzare i dettagli, nel velare di una sensualità misteriosa, ...nell’avvolgere le forme di un’atmosfera che si fa a tratti sfuggente ed indefinita, ne allontana la figuratività e la spinge su di un piano che è insieme concreto e ideale, percepito e immaginato, vissuto e fantasticato.
Ma..... complice ancora una volta la composizione che qui si fa attenta e di grande sensibilità.
Adotta il campo quadrato il nostro Aldo, e concentra tutta la dinamica dello scatto sul soggetto che dispiega la carnosità soffice delle sue forme lungo un elegantissimo arco diagonale che attraversa il fotogramma e raccoglie la carezza di quella luce respirata piano.
La luce pare indugiare piano su di una nudità che non è esibita ma che si esprime attraverso l’eleganza di una posa raccolta: la modella è seduta; le gambe intuiamo sono accavallate; le mani di lato, l’una sull’altra mentre le braccia si distendono lungo il busto che compie una rotazione opposta e si offre al gioco della luce.
Si crea una forte dinamica ascendente, un movimento che si svolge a spirale dall’angolo in basso a sinistra e in un viluppo di carne e di luce culmina in alto.
....E lì, ...proprio lì, dove pare stia per raccogliersi questa dinamica taglia in alto, Aldo. Con coraggio, esclude il volto della modella; annulla la percezione di una “identità” e spinge lo scatto ancora di più su di un piano ideale ed immaginato, ...come se quelle forme non appartenessero alla modella, ma a un’idea che s’emana dall’immaginario emozionale dell’autore.
Una lezione di eleganza e sensibilità.
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