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| ...alterego di aerre commento di aerre |
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| concibs ha scritto: | che te lo dico a fare che è uno stupendo autoritratto
unica cosa che io avrei fatto è far vedere il contorno anche se appena percepito del profilo dx del viso che finisce nel nero, sul mio monitor lo vedo nero e non percepisco il contorno ma la cosa è soggettiva
stupenda quella mano che esce dal nero
bravo |
Grazie mille Cosimo,
detto da un ritrattista raffinato non può che farmi piacere.
Devo darti ragione a proposito del profilo a dx. L'idea di base resta quella di una compenetrazione delle masse con il buio circostante, quasi fossero della stessa sostanza, ...ma è pur vero che un filo di luce ad individuare il contorno del viso (leggerissimo) avrebbe dato più coerenza all'ordito chiaroscurale.
Grazie della tua attenzione.
Aerre  |
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| Duo di frank66 commento di aerre |
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Eh si, ...il nostro Frank ha scattato in perfetta simbiosi con la simpatica “impertinenza” dei due piccoli in primo piano che con le loro espressioni di divertita e canzonante curiosità, riempiono lo scatto di una solarità vera e schietta.
Per un attimo, ...per un istante scompare quello scenario degradato che fa loro da palcoscenico, e l’immagine appare per quel che vuole essere: il ritratto di due splendidi bambini, distratti per il tempo dello scatto dai loro giochi con le pietre, quelle che tengono ancora in mano, e colti con sensibilità ed immediatezza disarmante.
La composizione all’interno del campo quadrato è attenta: l’inquadratura è bassa, costringe i ragazzini a piegarsi e porsi inconsapevolmente sulla linea diagonale con la massa scura del carretto alle loro spalle, che chiude in alto la composizione e blocca la dispersione della prospettiva sullo sfondo.
Sono persino disposti l’uno dietro l’altro, quasi a sottolineare questa scansione figurativa lungo l’asse diagonale che punta al carretto.
Il bianco nero ha una bella densità e ricchezza dei toni medi, come ad esempio nelle bellissime tonalità di grigio della maglia del ragazzino in primo piano e dell’incarnato
I neri sono densi, solo in qualche punto appena appena chiusi, ma in ogni caso fondamentali a definire la struttura della composizione diagonale.
Sono infatti i toni neri (pantaloni-maglia-capelli-carretto) a disporsi secondo la diagonale e strutturare l’ordito della composizione.
Non facili le condizioni di scatto, dal momento che probabilmente la strada polverosa ha creato una condizione di controluce, gestita però con sapienza, tanto da esserci ancora i margini per spingere un filo verso l’alto il punto di bianco senza bruciare il delicato paramento chiaro dello sfondo o il cielo.
Aerre  |
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| Un crepuscolo........ in verde di Clara Ravaglia commento di aerre |
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...Sarò sincero,
è uno scatto di grandissima eleganza nella sua semplicità figurativa.
Raramente ho visto comporre con lo stesso raffinato equilibrio una tavolozza variegata di verdi, azzurri e tracce di impercettibili nuances rosate.
Le cromie sono realmente sussurrate, stese con la delicatezza di un respiro fresco ma piacevolmente intime e familiari.
La composizione è rigorosa ed efficace.
L’orizzonte è alto, sul primo terzo a comprimere quel breve gradiente rosa azzurro e lascia che la prospettiva si apra a ventaglio dallo sfondo sino al primo piano secondo un ordito diagonale che amplia la dimensione spaziale dello scatto.
La magia è ancora una volta nel riflesso del cielo sul canale che consente una successione cromatica di azzurri e verdi alternati che per un istante scambiano e confondono la loro consistenza materica.
Il primissimo piano si disegna con gusto grafico sulla superficie chiara dell’acqua, chiude e sottolinea la progressione prospettica, controbilanciando la massa più distante degli alberi sulla destra che paiono ad essa speculari.
Si crea così una dinamica secondo la diagonale opposta, alla quale non sono estranee le stesse grafie delicate delle increspature sull’acqua, dissonante all’ordito principale che anima e fa vibrare lo scatto.
No. Non c’è la solita luce d’ambra ramata della nostra Clara.
C’è la stessa logica coerente dell’ordito figurativo, ....la stessa sensazione di respirali ad occhi chiusi questi paesaggi che dispiegano i contorni delle loro dolci prospettive tra le pieghe del suo e nostro tessuto emozionale.
Con stima
Aerre  |
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| La cena di darioevangelista commento di aerre |
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...Tocca corde sensibili, questo scatto.
Pare emanarsi direttamente dal tessuto emozionale di ciascuno nel rievocare atmosfere che ci appartengono con il loro calore e la loro quotidianità che si fa teatro dei nostri affetti più cari.
Come non quotare l’autore quindi, con il suo incipit e con lui tutti gli amici su che a buon diritto avvertono una sensazione di intima familiarità in questo scatto che ...odora di pane, ....che suona di stoviglie e del sottofondo di qualche cartone animato, ....che ha i colori disarticolati del nostro scenario più quotidiano.
E’ un’immagine che pare sospendersi per questo in un tempo ideale, che è quello della memoria del cuore.
Un’immagine che appartiene cioè a ciascuno, al di là del suo rimandare ad una dimensione di tranquilla quotidianità, perchè ha un tempo indefinito; presente, passato, ....si miscelano, sfumano l’uno nell’altro, confondono l’uno gli affetti e le emozioni dell’altro e diventano tutt’uno: palcoscenico vibrante del nostro sentire più intimo.
Complici le cromie, generosamente virate sui toni di un giallo che invade le ombre e patina d’atmosfera, pare una di quelle istantanee gelosamente conservate nell’album di 10, ...20, ...30 anni fa. Non per la loro valenza figurativa o estetica, ma per quell’irrinunciabile nucleo affettivo che le sottende e che continua a costituire il nostro spessore emozionale.
Questo fa questo scatto che pare figurare un intero flusso emotivo. Intenso e dolcissimo.
Ma perchè questo potesse accadere era necessario che anche la composizione, seguisse la logica di un frammento strappato al mosaico dell’orizzonte emozionale dell’autore.
Era necessario cioè che conservasse quella freschezza da istantanea, quell’apparente casualità che la riscattasse dal pericolo di affettazione.
E’ attento il nostro Dario a cogliere un momento il più naturale e spontaneo possibile: la bimba che indugia, come tutti i bimbi, davanti al piatto attenta al cartone animato, le tracce di una serena cena appena consumata, la figura sullo sfondo della “donna di casa” intenta negli ultimi affari domestici.
Chi manca? ....il nostro Dario? No. Il nostro Dario c’è e c’è nel suo farsi piccolo idealmente nell’universo infantile della figlia, come nel suo sguardo che intrude all’interno dello spazio domestico della cucina con studiata casualità e normalità.
Ecco il perchè di quella bottiglia di plastica sulla sinistra che appare funzionale al carattere apparentemente “subito” e non progettato dello scatto.
Forse risulta un filo invadente, anche perchè l’inquadratura è bassa alla ricerca di una prospettiva a livello del viso della piccola, ma è del tutto coerente con l’atmosfera percepita e restituita.
Anche da un punto di vista della progressione figurativa della profondità di campo ne avvertiamo quasi l’esigenza: il suo sfuocato esibito in primo piano ci introduce allo scatto mentre l’occhio segue la successione dei piani di fuoco che dalla bottiglia, ai bicchieri sul tavolo, acquistano la massima nitidezza nei capelli dorati della piccola, ...per poi sfumare nuovamente sullo sfondo.
Insomma ...è un’immagine catturata d’istinto, ...con lo sguardo del cuore e della sua memoria. Ed è questo che la fa essere immediatamente cara e un pò anche ...nostra.
Aerre  |
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| Simone di darioevangelista commento di aerre |
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Salve Dario,
ben trovato.
Un magnifico scatto, al di là, davvero, delle suggestioni romantiche dell’analogico.
Mi piace quest’inquadratura che coglie il piccolo in prospettiva dal basso e ne cattura l’espressione di divertita curiosità mentre ruota la testa e la inclina come stesse per un istante sospendendo il suo universo di giochi.
Ci scruta, quasi avessimo irrotto all’improvviso nel suo mondo e lui stesse studiando se è il caso o meno di lasciarcelo fare.
E ci scruta dall’alto (complice il prato rialzato di tuo padre….) con un piglio che pare da adulto e un lieve sorriso che sembra aver già perdonato la nostra intrusione.
Bei colori, densi e saturi.
Mi nuoce un po’ la bruciatura sui capelli, ma passa in secondo piano, …un po’ per le difficili condizioni di luce, ma soprattutto di fronte a quel sontuoso sfondo sfuocato che pare imbrigliare luci e colori in un esuberante tripudio baluginante.
Mi piace anche, e molto, la composizione con il suo spiccato accento diagonale: la figura del piccolo e le chiome degli alberi si dispongono secondo la diagonale del campo quadrato che pare contraddire e contrapporsi all’ordito definito da un lato dall’orizzontalità della linea del prato e del muretto (credo) sullo sfondo, e dall’altro dalla robusta verticalità dei tronchi ravvicinati.
Aerre  |
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| Passeggiando nel verde di Val commento di aerre |
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Pare sospendersi nel vuoto questa piccola coccinella, quasi stesse fluttuando in un limbo, dove gli “spinosi” aghi dal carattere grafico della spighetta si contrappongono alle morbide sofficità che ci regala questo sapiente uso della ridottissima profondità di campo.
Giusta scelta di un inquadratura dall’alto, che coglie in prospettiva radente la spiga quindi, combinata ad una composizione all’interno del campo verticale che dà consistenza figurativa al gradevolissimo sfondo sfuocato e variegato di tonalità più chiare e più scure.
Si crea, tra il primo piano e lo sfondo, un piacevolissimo rimando di morbide sfumature di verde screziato d’ocra, che pastellano una tavolozza perfetta a fare da quinta cromatica a quella pennellata di rosso carminio.
Forse si sarebbe potuta mantenere l’inquadratura un filo più ampia sulla sinistra, …ma è poca cosa.
Resta la piacevolezza di una composizione che struttura bene la base del fotogramma con il primo piano della spighetta lasciato secondo un ordito moderatamente diagonale che culmina proprio sulla coccinella e prepara lo slancio verticale del fotogramma.
Aerre  |
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| ari-HK-3 di aerre commento di aerre |
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| GuidoZ ha scritto: | Bellissimo!
Purezza e dolcezza... o birba infernale? Vivacità esplosiva di una stupenda bimba... in un momento di tregua si concede alle tue attenzioni, comsapevole che la sua vivacità e gioia contagiosa!
Io non ho mai fatto hk e ora mi farò subito una cultura... non vedo l'ora di sperimentare!
Complimenti!!!!
A Presto!  |
...Grazie mille Guido,
sei un osservatore attento e sensibile e mi fa molto piacere, davvero, quello che scrivi. Già ....proprio una tregua prima di ricominciare la tempesta.
Grazie ancora.
Aerre  |
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| Leo di Massimo Passalacqua commento di aerre |
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Coinvolge di simpatia e tenerezza questo bel ritratto capace di restituirci tutto il rapito stupore del piccolo Leo.
Un’espressione di incantata meraviglia che si condensa tutta nello sguardo fuori campo degli occhi grandi e luminosi, come nel movimento delle labbra dischiuse.
Bella la composizione all’interno del campo verticale che dà il giusto peso al busto del piccolo: importante per sostenere ed enfatizzare l’inclinazione all’indietro della testa secondo un movimento diagonale.
Il piccolo è inquadrato lateralmente, ma proprio l’improvvisa torsione del viso e l’inclinazione all’indietro imprimono allo scatto una tensione dinamica coerente con quell’improvviso stupore che desta all’improvviso la sua attenzione. Invade d’un tratto, con la movenza del corpo, il nostro stesso spazio ed acquista una notevole fisicità.
Giusto taglio verticale dunque e sapiente uso della profondità di campo che sottolinea di nitidezza lo sguardo, anche se come sottolineato da Marea, più generosamente nei confronti dell’occhio a sinistra. Resta estremamente piacevole il gioco della nitidezza dello sguardo con le morbide sfumature del contorno del corpo ed in particolare con il movimento delle ciocche dei capelli carezzate dalla luce.
L’incarnato è chiaro e morbido, sbilanciato sulla chiave alta dell’intervallo, a fronte di una buona struttura dei toni medi del resto dell’ordito chiaroscurale. Splendida la concretezza dei grigi della maglia e dei capelli.
Forse, …ma è solo una questione di interpretazione, abbasserei di poco prorprio i toni medi per dare un filo di spessore, di …come dirti, di solidità in più al bianco nero.
Aerre  |
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| alessio guarda il mondo di Marea commento di aerre |
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“Alessio guarda il mondo” …e noi attraverso i suoi occhi.
Mamma mia, ….incanta davvero la trasparenza luminosa di quello sguardo che pare condensare e diffondere tutt’intorno tutta la magia del delicato stupore infantile alla scoperta del mondo.
Guarda in alto Alessio, …quasi fosse rapito dal gioco di qualche nuvola improvvisa che si fa drago, orsacchiotto o profilo di un volto, nella fantasia immaginifica del suo universo.
Ed il cielo realmente pare riflettersi in quegli occhi screziati di luce cui dobbiamo tutta l’intensità ed il coinvolgimento emozionale di questo bel ritratto.
L’inquadratura è stretta, strettissima, con tagli coraggiosi che raccolgono i lineamenti del viso e ne accentuano l’inclinazione.
L’effetto è quello di un contatto diretto. E’ come se il piccolo poggiasse la testa, stretto in un abbraccio, il nostro abbraccio, che è enfatizzato dall’inquadratura dall’alto.
Il ritratto si fa improvvisamente intimo, caldo; attraversa il nostro stesso immaginario emozionale con la struggente consapevolezza da adulti che quel “mondo” che Alessio sta guardando è un mondo che affascina, stupisce e incanta; ma sa anche ferire, crudele.
E quel bianco di sfondo (che poi non è del tutto bianco), …con la sua indefinita inconsistenza di “vuoto figurativo” pare condensare questo precario equilibrio tra il fascino stupito del piccolo e l’ansia di un bisogno che istintivamente proviamo di doverne proteggere, difendere la purezza e l’innocenza.
Un bianco nero splendido; con un equilibrio chiaroscurale che affronta a testa alta il confronto con uno sfondo luminoso contro il quale stacca con decisione l’incarnato.
Dettaglio incredibile, enfatizzato da una grafia dei neri densa e preziosa.
Ma ci piace ed affascina anche l’immediatezza del ritratto, la sua verità spontanea che è nell’espressione del piccolo, come nella naturalezza della pelle ad esempio, o il bianco “vero” delle cornee.
Aerre  |
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| Gente di mare di doki commento di aerre |
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Un soggetto molto interessante, ...quasi uno stereotipo che ci rimanda immediatamente a certe immagini classiche di "lupi di mare", con il suo berrettino di lana calato sulla fronte ed i baffi splendidamente screziati di bianco.
C'è qualcosa che non mi convince però nella resa di questo incarnato che pare avere una morbidezza forse eccessiva. Dovrebbe essere funzionale al ritratto invece, una certa ruvidezza della pelle la cui "grana" non viene fuori come fa la texture del berretto.
Anche la luce è strana: correggimi se dico una castroneria, ma vedo un lavoro di pw fatto di pennellate di "scherma e brucia" che hanno portato in luce zone del viso (come l'orbita e l'occhio) in modo non del tutto coerente.
Aerre  |
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| Le mie carezze... di MaXu commento di aerre |
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Un'atmosfera di raffinata eleganza e disarmante dolcezza insieme in questo ritratto di grande intelligenza compositiva.
Perchè si condensa tutto nella gestualità di quelle dita che carezzano, lo scatto.
E' estremamente efficace l'idea di scegliere un'inquadratura che sbilancia da un lato il volto della splendida ragazza e lascia che la mano, dallo spazio fuori campo, intruda all'interno di quello del fotogramma.
Gioca con l'illusione, il nostro Max, che il nostro spazio sia in continuità con quello della modella, ...che sia nostro quel braccio, ...quelle dita che sfiorano con delicatezza quasi sacrale il volto della modella distesa alla nostra destra.
Cromie calde e splendide di bruni e ambra, ci restituiscono tutta l'intimità e l'intensità emozionale, ...tutto il fascino suadente e dolce di questo splendido studio in cui la luce carezza con la stessa trepidante emozione di quelle dita un incarnato morbido e vellutato.
C'è una matericità, ...una fisicità raffinata, sensuale e delicatissima, ed il merito è anche di un 'inquadratura stretta che isola la mano ed il volto della modella su di uno sfondo nero e inconsistente, ma anche di una sapiente, sapientissima" profondità di campo che rende nitido e vibrante quello sguardo, lasciando che le forme sfumino con delicatezza vellutata e lieve, ...proprio come la carezza di quelle dita.
Aerre  |
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| Giuseppe di melarossa commento di aerre |
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Mi piace questo bianco nero dai neri incisi e grafici che disegnano su di un incarnato fresco, luminoso e con i giusti gradienti di grigio. Guardo al dettaglio minuto dei capelli che scivolano sulla fronte o alle delicate ma nitide grafie del contorno occhi.
Un ritratto di intensa e solare espressività che ci rimanda ad un disarmante universo infantile di risa e di giochi, di improvvisi attimi di divertita curiosità e rapimenti carichi di amore.
E lo scatto ...pare precederlo di un istante quell’esplosione di risa; pare sospeso in quell’ attimo pieno di trepidazione in cui sembrano condensarsi curiosità, divertimento e stupore; quasi in bilico tra la consapevolezza di una qualche monelleria e l’interesse divertito per ciò che attrae quello sguardo di incredibile nerezza e luminosità.
E sta tutto lì lo scatto; in quegli occhi sorridenti rivolti ad un centro emozionale fuori campo, così come...in quella gestualità della mano che porta l’indice tra i denti.
E’ leggermente mossa questa mano, giusto contrappunto alla nitidezza degli occhi, e pare tradurci fisicamente quella trepidazione, ...quell’istante di infantile eccitazione difficile da contenere che ci coinvolge e strappa un sorriso di tenerezza.
C’è un uso sapiente della profondità di campo, generosa nel pennellare di nitidezza il disegno degli occhi , della bocca e delle prime ribelli ciocche di capelli, lasciando che il resto del viso sfumi con contorni morbidi e dolci, coerentemente con il carattere delicato dell’atmosfera rievocata.
Belli i tagli di questa inquadratura stretta, ma senza essere opprimente; con il giusto respiro dato in basso a dare peso figurativo alla mano e sufficientemente distante dal contorno del viso a destra per lasciare margine al guizzo di incontenibile vitalità che s’emana dal riflesso di luce negli occhi.
Aerre  |
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| Laura di Design commento di aerre |
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....Quanto mi piace questo ritratto.
Ha una intensità, uno spessore che irretisce. E mi piace proprio il suo bianco nero, ..pur con le “limitazioni” di una gamma che ad essere pignoli è generosamente contratta, lasciando chiudere le ombre, soprattutto nei capelli, oltre il necessario.
Ma la forza del ritratto è in questo ordito chiaroscurale asciutto, nervoso, ricco di una nitidezza e un microcontrasto implacabili persino nei confronti della pelle della splendida Laura.
C’è qualcosa in questo bianco nero che affascina, ed è il suo incredibile spessore grafico: la profondità di quei neri che disegnano, come già conosciamo nei ritratti del nostro Design, ...incidono, scavano, con una forza notevole in forte dissonanza con una certa esuberanza luminosa dell’incarnato in corrispondenza della mano e della guancia destra.
Ma è forse questo aspetto, l’immediatezza di questo chiaroscuro cioè, a restituirci con incredibile spontaneità e verità concreta la bellezza della modella.
Ha una fisicità notevole Laura, tale da apparire reale, presente, ...quasi fossimo lì, a pochi centimetri dal respiro di quelle labbra dischiuse.
C’è una sensualità concreta e nervosa in questo ritratto, tutta condensata nello sguardo di incredibile nerezza, nella gestualità della mano che porta il mignolo tra le labbra, nell’irrequieto movimento delle ciocche di capelli che si stagliano con gusto grafico sullo sfondo chiaro.
Bella l’inquadratura con un taglio coraggiosamente basso sulla fronte a portare la linea degli occhi molto in alto per dare maggior respiro al polso che ci suggerisce l’inclinazione della mano, all’indietro a cercare le labbra.
Saggia decisione: perchè il ritratto con la sua fascinosa seduttività, sta tutto lì.
Complimenti.
Aerre  |
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| Francesca di hausdorf79 commento di aerre |
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Gran bel ritratto, che ci restituisce l’immagine di una bellezza sensuale e altera al tempo stesso.
La composizione è rigorosa nell’imbrigliare l’impaginato figurativo entro un ordito diagonale che crea forti tensioni dinamiche, tutte a servizio di quell’espressione quasi superba, ...di superiore indifferenza.
Guardo al gioco diagonale del paramento in mattoni cui non è estranea la stessa piega della camicia maliziosamente scivolata ed il cornicione sfuocato sulla destra.
Si crea una geometria a ventaglio che dall’angolo in basso a destra libera il dinamismo in alto e per tutto il fotogramma, investendo la modella, nucleo figurativo ed emozionale dello scatto.
Il suo corpo pare assecondare in quella rotazione del capo questa tensione dinamica, ..e pare ne avverta la pressione sul corpo.
Complice la prospettiva dal basso, ...pare sovrastarci con il suo sguardo diretto in camera, ...dall’alto, appunto, di una superiorità superba e affascinante.
Bellissima la tavolozza armonica di ocra, terre bruciate e ruggine che pare si riflettano sul castano dorato dei capelli ed i toni ambrati dell’incarnato. Il bianco, forte ma esposto con sapienza, della camicia spezza e rende vibrante l’intonazione generale e pare con la sua dissonanza cromatica rimarcare quel contrasto disarmante e struggente tra seduzione e distacco.
Aerre  |
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| I tesori... della palude di Clara Ravaglia commento di aerre |
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Sceglie di inquadrare il cielo la nostra Clara, ...ma lo fa cogliendone il riflesso sullo specchio della palude che si tinge di profonde sfumature verdi azzurre, venate di blu intenso.
Poi, ....taglia generosa a destra e a sinistra ed esclude alla vista un qualunque margine ai lati dello specchio d’acqua.
Basta questo a creare una forte spazialità che pare sospendere quasi nel vuoto la linea dell’orizzonte; quasi che lo sfondo rugginoso del canneto si ...sollevasse, gonfiandosi e galleggiando senza peso.
Il primo piano accentua l’effetto, con il suo farsi davanzale di una prospettiva che si perde lontano, ...al solito, ...indefinita, senza emergenze, come volo libero e coerente con quella sensazione di “galleggiamento”.
Bellissimi i contrappunti cromatici di questo primo piano variegato di verde e giallo limone sullo sfondo verde e blu della palude che proprio al suo centro, ...la dove il giallo sfrangia il contorno del primo piano si fa scura e scurissima, con una trasparenza di cobalto che diviene via via più impenetrabile allo sguardo di chi cerca di svelarne i tesori.
....Ah, .....allora si che la composizione si fa ancora strumento di una segreta emozione della nostra Clara: ecco il perchè del “sollevarsi” di quel paesaggio che diviene nell’immaginario nostro e dell’autrice spessa coltre che cela e disvela un mondo di tesori nascosti.
E ne sentiamo lo stupore, ...la trepidazione e l’incanto respirato a bocca aperta, come di fronte all’improvviso farsi di una magia.
Aerre  |
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| intesa al primo sguardo di fefè commento di aerre |
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...L'effetto credo sia quel terribile "bagliore diffuso", ...che fa più danni lui che mille ore di pw messe insieme.
Scherzi a parte, è un peccato che un pw così invadente alteri quello che (sottolinea il buon Mauro) è il carattere principale dello scatto: la sua immediatezza e naturalezza, che miste ad un divertito gioco di ironia, bastavano da sole al ritratto senza bisogno di ulteriori interventi di magici effetti.
Attenzione allo sfondo la prossima volta. Qui lo scenario intorno ...è letteralmente subito con le tubazioni sulla sinistra ed il tronco che implacabile spunta dalle vostre teste.
....Ma spostarvi in quel bel prato che si vede sullo sfondo?
Alla prossima.
Aerre  |
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| Carmen & Antonio di Ale1900 commento di aerre |
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Ur ritratto bellissimo.
Si respira un’atmosfera pregna di amore; intima e spontanea, restituita attraverso una composizione attenta.
Si raccoglie tutta all’interno di un bel campo quadrato, che sa già di un abbraccio pieno di calore, la figuratività del ritratto, svolta secondo la diagonale che dal piccolo attraversa i raffinati lineamenti del viso della madre.
Non lo vediamo in effetti un vero e proprio abbraccio, ...ma lo percepiamo, ne sentiamo forte tutta l’intensità, mentre lo sguardo di entrambi si spinge fuori campo verso un qualcosa che accende di curioso interesse l’espressione del piccolo.
Non è una immagine giocata su di una particolare gestualità, ....non ci sono movenze espressive del corpo; eppure, ...eppure ha un’incredibile forza questa composizione che gioca su di una sottile sovrapposizione dei piani: il campo quadrato, la figura della madre e più in basso, quasi in un cantuccio, protetto, isolato all’interno di un alveo affettivo e figurativo, ...la figura del piccolo.
Sta qui la forza del ritratto.
E’ come se si risalisse la scala di una catena affettiva che dal generale, condensa sempre più intimamente tutto l’accento emozionale, passando dalla madre e concentrandosi sulla figura del piccolo Antonio.
Tutto merito di una composizione che stringe con tagli perfetti sui soggetti, li isola dallo sfondo e li dispone secondo la diagonale che pare volere figurare questo legame affettivo.
Il bianco nero è intenso, coerente con l’atmosfera che emana dal ritratto, la cui gamma è leggermente sbilanciata sui toni più bassi dell’intervallo.
Il chiaroscuro si fa così morbido, pacato, ...pare ricrearlo quel calore e quell’intimità, ed è reso vibrante e fortemente tridimensionale dalle importanti tracce di bianco: guardo in particolare al modo con cui la luce, che accarezza lateralmente le due figure, pennella e screzia di chiaro i capelli scuri della madre; ma ancora più strordinaria è la danza di questa luce sui morbidi riccioli del piccolo che staccano con l’esuberanza dei riflessi dorati sul secondo piano e lo sfondo.
Un ritratto che emoziona. Davvero.
Aerre  |
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| Carlotta una piccola modella di bonomo commento di aerre |
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Un ritratto intenso ma di una delicatezza incredibile che ci restituisce con immediatezza e verità, la disarmante espressione della “piccola modella” che pare per un attimo estraniarsi, ...quasi fosse assorta, rapita da un improvviso pensiero che ha preceduto di una frazione lo scatto.
Credo che la magia di questa espressione stia proprio nell’istante dello scatto, che si è come frapposto tra quel sorriso, che tradisce la consapevolezza della foto, e il brevissimo “volo” di quegli occhi il cui sguardo pare scivolarci accanto di un soffio.
Bellissima la postura del capo, elegante e schietta, con una impercettibile inclinazione che asseconda il movimento della spalla.
Questo aggiunge un velo di tensione dinamica che riscatta il ritratto dal pericolo di staticità dell’inquadratura frontale, anzi ...sottolinea e ci restituisce tutta la naturalezza e la spontaneità del momento.
Peccato per quel taglio sulla sinistra che “pela” l’orecchio: se ci fosse stato quel centimetro e mezzo del giusto respiro ...l’inquadratura sarebbe stata perfetta nel prediligere una composizione perfettamente centrale. Qui infatti il ritratto è tutto giocato sulla delicatezza di quello sguardo sostenuto dalla lievissima inclinazione del viso; e solo una composizione verticale, stretta ai lati e simmetrica, ...come del resto era nelle intenzioni dell’autore, ne avrebbe sottolineato il fascino.
Sul bianco nero devo quotare Mastro Silvanone. Sono d’accordo nel tenere leggermente bassa l’intonazione chiaroscurale però per dare maggiore profondità al bianco nero, sarebbe utile alzare il livello delle alte luci.
....Se non altro per schiarire leggermente la resa di quegli occhi d’incanto.
Aerre  |
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| Paura del buio... di Andrea Giorgi commento di aerre |
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Ha un carattere evanescente, quasi immaterico, questo ritratto che pare una visione sgorgata direttamente dal folto delle ansie più intime, ...dal segreto di inquietudini che a tratti emergono a paralizzare il respiro.
Ed è proprio questo bianco diffuso il contrappunto figurativo del suo contenuto emozionale.
Perchè, .... si tiene accesa la luce, ...quando si ha paura del buio, mentre gli occhi si sbarrano in una fissità piena di ansia e le mani tirano a sè le lenzuola.
Un bianco nero delicatissimo, con una piacevolissima granulosità che rende impalpabile il chiaroscuro e accentua la morbidezza delle tenui sfumature.
Si crea un contrasto efficacissimo tra la delicatezza d’insieme e l’espressione di inquietudine nervosa che trapela dai lineamenti della modella, cui dobbiamo il fascino di questo ritratto.
La gamma dinamica è tutta sbilanciata sull’estremo alto dell’intervallo coerentemente con l’atmosfera che s’emana dallo scatto.
Ha l’intensità di un brivido freddo, questo bianco; di una allucinazione, ..questa luminosità che coinvolge lenzuola ed incarnato e lascia che i capelli scuri incornicino quello sguardo di paura, fisso, muto, immobile, sottolineato, non certo senza uno spiccato gusto grafico, dalla densa e spessa matita del contorno occhi.
Anche la composizione ci aiuta a ricreare le fila di questa inquietudine nervosa nell’adottare una inquadratura dall’alto che schiaccia implacabile la figura contro il letto, sbilanciata con studiata casualità sulla destra a suggerire un equilibrio instabile, precario e funzionale al carattere del ritratto.
Aerre  |
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| 1981 di aldo feroce commento di aerre |
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Ci rimanda ad un “1981” lontano, ...lontanissimo, questo scatto che pare sospendersi in una atmosfera senza tempo, dove realtà e ricordo sfumano ormai in un immagine ideale, ....più immaginata che reale.
L’elegante sedia thonet, la linearità raffinata della specchiera sullo sfondo sopra il cassettone, la nudità della parete come l’assenza di un qualunque riflesso sullo specchio, sono gli elementi di uno scenario di assoluta semplicità che si fa palcoscenico di una nudità esibita e celata con eleganza e naturalezza dietro le forme ricurve della sedia.
Ma è un immagine che pare rievocarsi direttamente dal tessuto emozionale ed immaginifico dell’autore; assume quasi un carattere di irrealtà ....si fa ricordo e sogno insieme, frammento di memoria e fantasia; nostalgia e desiderio.
Dietro la patina “granulosa” del ricordo che sfuma e rende ovattato il chiaroscuro pare vibrare forte l’ansia struggente, silenziosa e cara di un desiderio che non è “passato” o “presente”, ma semplicemente idea.
La composizione è curata. Le forme ricurve della sedia thonet sono controbilanciate dall’ellisse della specchiera che riempie lo spazio vuoto in alto a destra del fotogramma e si crea un intenso e suadente rimando di geometrie morbide e sinuose che coinvolge e avvolge il corpo della modella.
Non scorgiamo i suoi lineamenti; la mancanza di un volto, ...di una identità figurativa, accentua la suggestione evocativa del ritratto e sposta ancora di più l’accento sul suo carattere di realtà ...“sentita” più che rappresentata, ...quasi fosse il frammento di una realtà trasfigurata ormai di lirismo, reinterpretata cioè di contenuti emozionali personali e quindi ideali.
E la luce, ...questa luce che s’emana letteralmente dalla sinistra, ha la forza di un respiro, di un alito che scivola morbido come farebbero le dita leggere di una carezza che indugia sulla superficie di un sogno.
Aerre  |
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