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Commenti
Impazza il carnevale!
Impazza il carnevale! di Massimo Lucarelli commento di aerre

Decisamente pittorica la resa fortemente espressiva di questo mosso che ci fa letteralmente respirare un'atmosfera densa di festa.

Riesce, nella figuratività di questo languido abbandono di baci, a strappare un frammento di intimità dal vertiginoso vortice di movimento, di danza e di esuberanti festeggiamenti che paiono circondare la coppia.

E' un'immagine piacevolissima, senza tempo, sospesa in un atmosfera di inebrianti euforie, dalla forte suggestione evocativa.

Non c'è folla però, ..non ci sono coriandoli e maschere barocche, ...solo una grossa tuba nera e una esuberante parrucca bianca ad inquadrare l'istante di quel bacio, ....eppure la percepiamo, questa festa.

L'avvertiamo nella luce calda ...questa festa, nel movimento quasi di danza, nel mosso che scompagina i contorni, scioglie i piani della composizione gli uni negli altri e ne rievoca, a livello emotivo più che figurativo, i ritmi al tempo stesso inebrianti e languidi.

Aerre Ok!
Ritratto 64
Ritratto 64 di falessandra commento di aerre

Salve Federico.

Tessitura chiaroscurale piacevole, per quanto la luce del flash ha appiattito un pò i volumi.

Mi manca in questo caso il contatto diretto con gli occhi, che avrebbe dato più impatto: ...la signora ha lo sguardo fuori campo, distratta o incuriosita da un centro di interesse lontano; ma il ritratto non ha una grande suggestione evocativa.

Forse a causa della composizione stessa che blocca il soggetto al centro.

Sbilanciare la figura sulla sinistra e dare il necessario respiro di fronte al viso, credo che darebbe più forza al ritratto.

Aerre Smile
dolce attesa
dolce attesa di Ianis06 commento di aerre

Un bianco nero tutto giocato in chiave bassa, estremamente piacevole nella struttura dei toni medi dell'incarnato.

Mi piace questo uso del chiaroscuro che tende a sintetizzare l'impaginato figurativo e che quasi astrae lo scatto in un immagine ideale della maternità: guardo infatti all'uso del nero nello sfondo e nell'abbigliamento che circonda e isola il pancione e la gestualità delle mani che carezzano.

Non mi fa impazzire l'ombra portata della mano e quella piccola porzione di vestito in alto.

Il punto di bianco delle unghia fa vibrare la tavolozza chiaroscurale dei toni bassi, ...e anche se probabilmente è voluta, è un pò strana la dissonanza tra la spigolosità ...quasi tagliente delle unghia e la superficie curva del pancione.

Aerre Smile
Il mio orsacchiotto
Il mio orsacchiotto di alexgianne commento di aerre

....Già, incanta di dolcezza l’espressione del piccolo che stringe il piccolo orsacchiotto.

La sentiamo tutta la pressione di quella stretta contro il viso che vale più di mille parole, mentre gli occhi leggermente sorridenti e sognanti ci rimandano ad un’immagine di giochi e affetti infantili che tocca corde profonde nell’immaginario di ciascuno.

Piacevole composizione con l’inclinazione del viso controbilanciata dal peluche e dalle mani..

Peccato che il taglio basso non inquadri la mano interamente.
Molto del nucleo emozionale dello scatto sta in quello sguardo rapito e lontano, ma anche nella gestualità di quelle dita aperte che stanno per chiudersi e stringere sull’altra mano.
Insomma, ....lo scatto sta tutto in questo abbraccio dell’orsacchiotto stretto tra le mani ed il viso e forse il ritratto avrebbe avuto più impatto se l’inquadratura fosse stata poco più ampia verso il basso.

Il bianco nero ha dei margini di miglioramento soprattutto nella possibilità di rendere più luminoso l’incarnato alzando il valore delle alte luci.

Aerre Smile
Carezze
Carezze di dibbio commento di aerre

Molto bello questo ritratto nella gestione della luce e della composizione.

L’incarnato è luminoso, con buona struttura di toni medi ed un piacevole dosaggio nel rapporto tra le ombre e le luci, morbido e naturale.

La composizione è curata.

La chiave di volta è quell’abile quanto generoso taglio sulla destra che struttura il fotogramma in senso verticale e pare “sostenere” il leggero tre/quarti della figura.
L’inclinazione del viso controbilancia figurativamente la linea del petto così che si crei un ribaltamento speculare rispetto all’asse orizzontale tra le masse del viso e del petto.

Forse proprio per questo avrei slittato di poco il taglio basso un pò più giù così da portare la curva del mento proprio al centro del fotogramma (in senso verticale). La forza di quel taglio a destra infatti è tal da permetterci un maggiore slancio verticale.

Nel punto in cui il contorno del corpo “arretra”, all’altezza del collo, la gestualità della mano si staglia protagonista sullo sfondo luminoso e più che carezzare pare indugiare in un gioco malizioso con le ciocche dei capelli e pare replicare quel guizzo di incredibile luce complice ed accattivante che brilla nello sguardo.

...Qualcosa non mi convince nel modo in cui i capelli curvano tra le dita, ...è come se qualcosa fosse stato scontornato. Sarà una bizzarria ottica.

Mi piace il viraggio. Molto. Generoso e piacevolmente caldo nella luminosità generale; coerente con l’intimità dell’atmosfera rievocata da questo elegante ritratto piena di malizia, complicità e freschezza.

Aerre Ok!
ultimi giochi di settembre
ultimi giochi di settembre di BuZz commento di aerre

Splendido controluce, BuZz.

Sa restituirci tutta la magia di questa luce calda e dorata, e l’esposizione è perfetta a farci intravedere i dettagli del viso, del corpo del piccolo, del costume e del retino.

Un controluce che fa quel che un controluce come questo deve poter fare ; che non si lascia sedurre cioè dalla facile strada della silhouette e non riduce a sagome le forme che quindi mantengono la proprio tridimensionalità.

Si respira tutta, in questo scatto, l’atmosfera silenziosa degli ultimi istanti di un gioco al margine di una giornata prossima al tramonto che si fa metafora di questi scampoli di estate.
La sentiamo, questa atmosfera, nello sciabordio delle onde che rompe a tratti il silenzio circostante, ...la percepiamo in questa luce pacatamente dorata, ...l’avvertiamo nel contrasto tra il gioco del piccolo e lo scenario circostante ampio e deserto.

Forse proprio per questo la posizione centrale del piccolo non mi disturba più di tanto.

Anzi.

La foto, ...quest'aria ...settembrina, sta tutta nella spazialità silenziosa dello scenario circostante e nella presenza del piccolo all’interno (letteralmente) di esso. Si potrebbe tagliare sulla destra adottando un taglio quadrato anche per sfruttare la bella diagonale del retino; ma si perderebbe molto in termini di respiro e quindi di impatto emozionale.

Ci piace invece scorgere la figura del piccolo letteralmente abbracciato da questo silenzioso scenario di luce, di riflessi dorati ed acqua, che si fa palcoscenico fisico ed emozionale di un gioco sereno e tranquillo.

Aerre Ok!
Dall'alto in basto
Dall'alto in basto di mong commento di aerre

Trovo sia una composizione intelligente nella scelta di questa inquadratura dall'alto che deforma la prospettiva e carica di un'espressività caricaturale il ritratto.
Ci restituisce infatti un punto di vista che ...sovrasta; ...un punto di vista da "adulti" e al quale "l'universo infantile" sembra rispondere con l'impertinenza di un'espressione simpatica e piena di ironia.
Ed in questo contrasto, tra il nostro sguardo da "grandi" e l'atteggiamento giocoso di un musino sbarazzino ed impertinente, sta tutta la piacevolezza del ritratto.

Aerre Smile
Portait
Portait di kapyn commento di aerre

Piacevole questo ritratto di straordinaria freschezza nell’espressione serena e sorridente della modella.
Colpisce l’atmosfera pacatamente intima di questo ritratto ove non c’è traccia di affettazione nella posa e dove tutto anzi appare colto con semplicità e immediatezza.
Sembra quasi che la modella sia colta d’improvviso ed abbia appena ruotato ed inclinato la testa, accogliendo il nostro arrivo con un sorriso ed uno sguardo di disarmante dolcezza.
Ed incanta davvero l’iridescenza trasparente di quegli occhi che paiono brillare di luce liquida.
L’inquadratura è leggermente dall’alto, tutta condensata sull’espressività del viso ed i tagli decisi della composizione, in alto e a destra (quest’ultimo forse un pò troppo generoso), producono quello sbilanciamento della figura necessario a farci percepire il suo movimento. L’asse del viso si dispone secondo la diagonale del fotogramma, strutturata anche dal disegno delle ciocche dei capelli che ricadono sul petto e ribattuta dall’inclinazione del braccio. Ne deriva una dinamica fortemente espressiva, un equilibrio “instabile” dato dalla movenza del corpo che pare forzare i limiti del campo figurativo.
Da qui parte del fascino spontaneo di questo ritratto che ci fa sentire concretamente vicini alla modella quasi avessimo interrotto con la nostra presenza, complice quel piccolo fazzoletto stretto tra le dita, un momento di riflessione intima e personale.
Disturbano un pò le pieghe che si intravedono nello sfondo.
Bianco nero gestito invece con cura, nella corposità dei neri e l’ottima struttura dei toni medi cui dobbiamo il piacevolissimo contrappunto tra lo scuro dei capelli e la luminosità dell’incarnato. Gamma dinamica lievemente sbilanciata infatti sui toni chiari dell’intervallo ma sempre contenuta: come nel punto di bianco del fazzoletto che mantiene la leggibilità di tutti i dettagli.

Aerre Ok!
Federico......
Federico...... di Clara Ravaglia commento di aerre

Arrivo tardissimo Clara. Ti hanno già fatto i complimenti su tutto, e a ben ragione.
L’avevo già notato in gallery questo ritratto capace di restituirci la magia di un universo infantile attraverso l’incanto di quell’espressione, con una immediatezza disarmante.

Forse non è la prima volta che te lo scrivo, ma è la “verità” il carattere che più di ogni altro emerge dai tuoi scatti, ...siano essi prospettive di ritorno dell’interland ravennate, scatti ravvicinati a corolle odorose di rugiada, ...o ritratti.
Esattamente come questo, capace cioè di rievocare tutta la magia di un momento di gioco al margine di una chiassosa festa di compleanno, con freschezza e semplicità.

Anche qui la composizione si fa inconsapevolmente complice di questa spontaneità. Perchè qui, come nel ritratto di Maria Sole la nostra Clara lascia che lo sbilanciamento della figura, che in entrambi i casi è dalla parte che meno ci saremmo aspettati, crei una sorta di equilibrio precario dell’ordito figurativo, che dona un respiro “instabile” e dinamico allo scatto e che in questo replica e fa eco ad un’esuberanza tipicamente infantile.

Ma qui, il piccolo Federico non guarda in camera.

I suoi splendidi occhi grigio azzurri screziati dai riflessi ramati della luce bassa, ...guardano altrove, fuori campo e ci rimandano a qualcuno, a qualcosa, ...ad un centro di stupore e di curiosità distante che amplifica la dinamica dello scatto. E come se il piccolo Federico stesse di li a poco per alzarsi, a ricorrere quel qualcosa che ha catturato la sua attenzione.
Chissà, ...forse avrei osato anche di più, spingendo il taglio oltre la curva sfuocata del secchiello in primo piano; sia per rendere ancora più “instabile” l’equilibrio, sia per eliminare quel punto di sfuocato che attira l’attenzione.

La luce, ...lo hanno già detto gli amici su, ...è meravigliosa: ha il calore d’una carezza d’ambra che rende l’incarnato un velluto di pesca e sul quale staccano con eccezionale nitidezza quegli occhi ricolmi di luce e brillanti.

Ne risulta una tavolozza d’insieme di grande armonia e calore: una teoria di azzurri, aranci rosati e grigi che dal primo piano trovano eco nella granulosa tessitura dello sfondo sfuocato; guardo alle sfumature dell’incarnato scaldate dalla luce del tramonto, alle fasce aranciate della maglietta e ai piccoli sassolini arancio e rosa dello sfondo; guardo alle righine verde azzurro della maglietta, all’incanto grigio azzurro degli occhi, alle nuances leggermente azzurre dei capelli ed ancora allo sfondo picchettato di pietroline grigio azzurre.

Il taglio quadrato partecipa come un abbraccio a questa atmosfera ed appare una scelta compositiva studiata con attenzione nel contrapporre la sua struttura fortemente centrica a quello sbilanciamento della figura così che la dinamica dello scatto risulti ancora più efficace,

Ma ........al di là di tutto resta ancora la straordinaria spontaneità di questo ritratto e con essa la meravigliosa espressione del piccolo Federico, catturata in un momento di sospensione improvvisa durante il gioco, sottesa tra uno stupore magico ed un’improvvisa nuova curiosità

Aerre Ok!
No words
No words di Val commento di aerre

Mi piace questo studio.

Al di là delle molteplici interpretazioni alle quali si offre, e ...tutte da leggere secondo chiavi strettamente personalistiche, pare muoversi sul terreno della “non comunicazione”.

“No words”, ....eppure, ...le parole ci sono.

Il fotogramma ne è invaso, ...persino la nostra Val ne è avvolta.
Sono però le parole di giornali ridotti a carta senza anima, ...ricoprono come carta da parati lo sfondo, ...fasciano il capo ed il corpo della modella ed in questo subiscono una sorta di “trasmutazione”, svuotandosi di un contenuto che, ...appunto, non può essere più rivelato e comunicato.

Fantasmi di se stesse, ...queste parole che nella loro leggibilità mantengono a stento una valenza grafica e tessiturale.

Pian piano si fanno, e sta qui la genialata di questo scatto, esse stesse simbolo di una “non comunicazione”; esprimono cioè, nel loro grafismo muto, una alienazione in un mondo iper strutturato sui mezzi di comunicazione.
E’ un paradosso quello della nostra Val, isolata e alienata in un contesto di migliaia di parole.

Da qui, probabilmente, il senso di quei giornali che fasciano la testa e che paiono azzerare l’identità del soggetto.
E lo scatto improvvisamente slitta su di un piano di riflessione ancora più matura nel rievocare i fantasmi di un mondo che, paradossalmente, ...ricaccia indietro le identità personali di ciascuno con l’esuberanza degli strumenti di comunicazione di massa.

Bel dittico, dalle cromie desaturate e invase di ciano a ricreare un’atmosfera volutamente impersonale, in questa assenza di identità.
Tutto appare un pò come rievocato dal tessuto delle paure più intime, più che rappresentato, ed in questo senso mi piace questa tavolozza che perde molte delle tracce della sua valenza reale.

Anche le due inquadrature, colte nel loro insieme, paiono con la rapida variazione della zoomata, seguire il ritmo di un respiro che si fa carico di ansia.
Percepiamo quasi il ritmo di un “ansimare” soffocato di un corpo che cerca il contatto con il mondo ma che dietro ed intorno a sè trova solo “parole” ormai mute.


Aerre Ok!
Palloncino rosso
Palloncino rosso di Val commento di aerre

Interessante questo studio, Val.
Mi piace l’idea che lo sottende e che gioca su questo ribaltamento d’identità nell’inversione tra il palloncino che prende il posto del viso e l’immagine del volto che si fa fotografia e quindi immagine piatta nel contorno di una Polaroid.

Molteplici chiavi di lettura per un scatto molto intimo che trasuda di accenti simbolici, tutti da risolvere in chiave squisitamente introspettiva.

Tutta l’immagine è in toni di grigio tranne il palloncino e la fotografia che ti ritrae: codice cromatico che lasci probabilmente come traccia per sottolinearne il filo conduttore.
Quel che colpisce è che usi il palloncino come fosse una “maschera” che trasfigura e si sostituisce alla tua identità figurativa. Ma non è una maschera, ed tutto qua il senso dello scatto.

Un “mascherarsi” che non è nascondersi ( ....forse), quanto piuttosto un cercare di risalire la scala della propria interiorità.

Detto in altri termini, c’è una dialettica tra un’ “identità figurativa”, rappresentata dalla foto, e un’ “identità interiore” che non si cela in effetti, ma semplicemente non si vede, ...non ha volto, particolari. Il palloncino, appunto. Una semplice forma pura, senza dettaglio perchè non è al mondo dell’immagine che appartiene ed è rossa, perchè condensa il calore dell’anima.

Ed il corpo, ....il corpo è solo quella fragile struttura che sottende questi due estremi, ma di entrambi ha bisogno per esistere.
Riscuote la sua parte di matericità, questo corpo, ....materia naturale che si fa architettura a tratti fitomorfa e si confonde con lo sfondo e il groviglio di foglie.

Sai cosa stona in questa immagine? ......il vestito. Paradossalmente questa immagine che pare ci parli dell’espressione di un mondo interiore avrebbe avuto molto più impatto attraverso la concretezza di un corpo nudo. ...Ma in questo non vorrei essere .....frainteso. (ot: sto ripensando al mio primo commento in assoluto fatto ad una tua foto).

Nello scontorno del palloncino ci sono dei pasticcetti e la resa del rosso è un filo troppo solida impedendo alla forma di acquisire sufficiente volume.

Un abbraccio.

Giuseppe Ok!
ari-HK-3
ari-HK-3 di aerre commento di aerre

Andrea Feliziani ha scritto:
..chissà come mai me la sono persa finora.. Rolling Eyes
..questa foto ha un controllo dei bianchi da far paura, per me basta la linea della spalla destra in cui c'è lo stacco rispetto allo sfondo..ed è anche questo che crea tridimensionalità, oltre ai vari dettagli del viso che rendono progressiva la profondità..quasi a bassorilievo..
..gli occhi rivolti in basso con le palpebre quasi chiuse creano una timida purezza che si intona al bianco e che solo la sabbia sul mento riporta ad una dimensione di innocenza.. Ok! Smile


Andrea, ...grazie mille.

Grazie per la tua lettura, ...per aver capito la leggerezza di quella spalla e soprattutto l'universo che si condensa in quelle ciglia abbassate e quei pochi granelli di sabbia.

Grazie, grazie di cuore.

Aerre Smile
La discesa.......
La discesa....... di Clara Ravaglia commento di aerre

.....Si respira sino in fondo quell’orizzonte lontano brulicante di luci e di vita.

Al solito, ...come sempre, un corsa veloce dello sguardo e del cuore , ma....questa volta con un ritmo più fluido, complice la fuga della prospettiva risucchiata in basso dalla “discesa”.

Ha il sapore comunque di una passeggiata e non di una corsa precipitosa, verso quel gruppo di alberi, con lo sguardo rivolto all’orizzonte che pian piano scompare man mano che scendiamo.

Ci accompagna il ritmo di quei lampioni sulla sinistra e la prospettiva ancora una volta si fa abile strumento di una composizione dal rigore incredibile.

L’orizzonte è alto, sul primo terzo a definire un campo di figuratività perfettamente quadrato dove si svolge la fuga prospettica ed il cui fuoco è ancora composto secondo la regola dei terzi.

Verso di esso convergono le quattro diagonali prospettiche quasi simmetriche: il margine sinistro della discesa e la scarpata erbosa, il margine destro della discesa con la linea convergente delle fronde degli alberi.

Insomma, una lezione di composizione che è più il fascino sensibile dell’occhio della nostra Clara, capace di guidarci piano, ...sussurrando quasi una tessitura di ritmi geometrici e cromatici dalla grande forza e che ci fanno essere, ...d’un soffio, per magia e illusione, parte del “suo” spazio che qui si spalanca, per effetto stesso della discesa, dal basso verso l'alto, come un volo libero.

Aerre Ok!
la mia metà del cielo
la mia metà del cielo di aerre commento di aerre

aldo feroce ha scritto:
sfogliando la tua galleria mi sono soffermato su questa tua foto perche' credo che è quello a cui maggiormente tieni per diversi motivi........
il rapporto che c'è tra te e la modella è quella dolcezza e morbidezza che se ne evince.
Non sembra una modella profana,la sua timidezza è data dal suo sguardo basso ,la delicatezza della tonalita' è l'amore che esce dalla foto.
Vedo molto bene questa tua foto su un Mac 20" ed è un bel vedere.......
per quanto riguarda HKdirei buona la tonalita',importante invece lo sguardo diretto che manca nella foto.
Ne esce un ottimo ritratto .
Aldo


....Grazie Aldo,
le tue parole mi fanno immenso piacere perchè colgono in pieno il senso di quello scatto.

Onorato, e dico davvero, della tua attenzione.

Aerre Smile
gli orecchini di Winnie
gli orecchini di Winnie di marcopavani commento di aerre

Uno splendido ritratto, questo della piccola Winnie.

Ci guarda diritto in camera con il suo sguardo carico di luce ed il sorriso in precario equilibrio tra curiosità e un velo di infantile ritrosia.
Il taglio è perfetto nello sbilanciare la composizione sulla destra per dare peso figurativo alla gestualità del braccio, resa ancora più nitida dal contrasto con lo sfondo nero e denso, che isola e mette in evidenza la figura.

Molto gradevole questa gamma spinta sulla chiave bassa dell’intervallo in cui s’avverte forte il contrappunto del bianco squillante dei denti e delle cornee. Morbidi e piacevolmente sfumati i toni medi dell’incarnato.

....Ed io non smetterò mai di ringraziare il nostro Marco per questo modo garbato e intenso di spingerci alla riflessione anche attraverso questi suoi magnifici ritratti.

Perchè tali sono.

Come questo che è prima di tutto un ritratto splendido di una bambina bellissima e di disarmante dolcezza.

Vi si avverte sempre e forte un contrasto stridente tra i sorrisi ampi e generosi, gli sguardi luminosi e pieni di vita, e la realtà umana tormentata e lacerata che li sottende.

...E non può non darci una scossa, un sussulto lacerante, l’abisso che s’apre improvviso al margine di questo contrasto.

C’è amore, un amore infinito in questi ritratti, che ci viene riflesso e restituito attraverso quegli sguardi profondi, quei sorrisi smaglianti, quella immediatezza di una umanità vera e spontanea e che ci rimanda ad un immagine di vita, ...comunque di vita, nell’alterno e disperato, a tratti, gioco di luci ed ombre, ...di piccole e grandi cose, come leggiamo nelle brevi note del nostro Marco, ..ma sempre e comunque di vita.

E di questo lo ringraziamo.

Aerre Ok!
Ritratto..
Ritratto.. di PHoToBHoCs commento di aerre

E' una variante del metodo Lab.

Se cerchi in rete "Rob Carr" trovi un mondo. Sostanzialmente estrai dall'RGB il canale luminosità e converti in grigio.
Fai nel canale di grigio un "estrai selezione"; "inverti" e, su di un livello nuovo sovrastante, riempi la selezione con il nero. A quel punto diminuisci l'opacità al 30-40%. Seguono i vari aggiustamenti personali di "livelli", "curve" o gli indispensabili "scherma" e "brucia".

Spero di essere stato utile.

Aerre Smile
Ritratto..
Ritratto.. di PHoToBHoCs commento di aerre

....Ho provato con il metodo Rob Carr. Spero non ti dispiaccia.

Aerre Wink
complicità
complicità di TDM commento di aerre

...Pare stia per esplodere in un'incontenibile risata quello splendido sorriso, a stento trattenuto e carico di un compiacimento malizioso e dolcissimo.

Un ritratto veramente piacevole, capace di rievocare tutta lo splendore dell'universo infantile senza cadere nello scontato o nell'affettazione.

Mi piace il viraggio e mi piace l'uso attento della profondità di campo che pennella di nitidezza il volto, sfuocando il resto: si crea anche così, nella morbidezza generale, un'atmosfera calda, vellutata che pare cingere come un abbraccio la piccola.

Molto attenta la composizione. Il taglio è verticale per dare il giusto peso figurativo alle braccia che si sporgono in avanti a controbilanciare, lungo una diagonale, l'inclinazione della testa il cui asse si svolge sulla diagonale opposta.

E' questa compressione delle linee di forza all'interno dei margini laterali del fotogramma che aggiunge dinamismo al ritratto.
L'avvertiamo cioè il movimento del corpo, ...ci pare quasi di vederla dondolare la piccola, con il piglio dolcemente impertinente dello sguardo diretto in camera ed in questo sta la grande espressivitò del ritratto.

Aerre Ok!
Ritratto..
Ritratto.. di PHoToBHoCs commento di aerre

...Bhè,
io ho un debole per questi contrasti forti, ... per l'uso drammatico della luce, che sempre ha la forza di spostare l'accento della figuratività del ritratto su di un piano di maggiore emotività.

Non mi dispiace l'idea dello sfondo che contralta con l'illuminazione del viso offrendo una zona chiara alla silhouette del viso sulla destra: forse non mi fa impazzire vederne la texture granulosa; avrei preferito un gradiente più uniforme.

Ripeto, ...adoro la sostanza densa e spessa delle ombre che si ottengono con una gestione della luce di questo tipo: trovo che però la parte in ombra del viso sia troppo chiusa.

In questo tipo di ritratti non andrebbe perso in effetti anche un minimo di informazione della parte più annegtata nel buio, soprattutto per quel che riguarda un minimo riflesso di luce nell'occhio che aiuta ad aumentare l'impatto.

Sicuramente questo contrasto forte è una scelta linguistica precisa, una scelta non subita quindi per svolgere sino in fondo la dialettica luce/ombra del viso che si riflette e ribalta nello sfondo, ma non avrebbe guastato anche un semplice foglio di carta bianca sulla destra per aprire un filino le ombre ed accendere una fiamma di luce nell'occhio che non si vede.

Di contro dall'altro lato la luce è forte, molto forte, tanto da portare la zona dello zigomo molto vicino all'estremo di gamma.
Qui l'illuminazione è perfettamente laterale (guardo al bel riflesso che attraversa l'iride): ruotare di pochissimo il soggetto a favore di luce o viceversa e diffondere un filino la luce, avrebbe ammorbidito la resa generale, senza nulla togliere al ritratto in termini di intensità.

Aerre Smile
Giovanni Allevi bn
Giovanni Allevi bn di Andrea Feliziani commento di aerre

Un gran bel ritratto, Andrea.

Intenso, profondo, ..con una espressività che si consuma tutta, come hanno già fatto notare, nella gestualità del musicista.

Bravo, bravissimo a cogliere questo momento in cui tutto, attraverso quel gesto, pare sospendersi.

Sta tutto lì il ritratto, ...ed il nostro Andrea lo ha capito: in quello spazio tra le mani sospese e che sospendono e la tastiera, che ...guarda caso, per un “fortunoso” gioco del chiaroscuro, sono gli elementi che più forte fanno sentire la loro luminosità.

Dura un istante infinito quel gesto, quella pausa che prelude alla prossima nota e che più forte fa sentirne l’urgenza.

Ed in quelle mani infatti, ...più che nel viso nascosto ma che percepiamo comunque nel rapimento contratto dell’espressione, ....in quelle dita con l’indice più alzato, quasi volessero arrivare a catturare direttamente dal flusso delle emozioni la prossima nota, ....in quella gestualità che raccoglie in sè l’intero respiro della composizione, ...sta il nucleo narrativo ed emozionale dello scatto.

Bianco nero profondo, come profondi e densi sono i neri di questa gamma tutta sbilanciata sui toni scuri a creare un ordito chiaroscurale in chiave bassa che più forte fa sentire l’accento dei toni chiari delle mani e della tastiera.

Bellissima la luce che carezza l’artista e lo fa staccare dallo sfondo: guardo ad esempio al contorno delle spalle e della schiena o al gioco dei riccioli dei capelli che stagliano sul gradiente grigio/nero.
Non c’è in questo caso uno sfondo uniforme e nero che avvolge il musicista e lo strumento; al contrario, qui, la luce morbidamente diffusa sul palcoscenico, non soltanto scivola dietro il pianoforte ed il musicista e li fa staccare, tanto che questi acquistano sostanza e presenza fisica concreta, ma vale, perdendosi nella banda di impenetrabile nero in alto, a dare allo scatto una spazialità e tridimensionalità notevoli.

Ed è importante che l’occhio legga questo sfondamento del piano di immagine, perchè è questa spazialità che dà realtà tridimensionale a quella gestualità sospesa che sta per compiere la sua prossima magia del cuore.

Aerre Ok!
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