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| Qualche street dall'Algeria... di stecco333 commento di andreaboni |
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Fantastiche...mi piacciono tutte.
Della 15 avrei tagliato (o clonato) quell'ombra (???) in basso a sinistra.
Bellissime
andrea
p.s.: con che cosa hai scattato? Il rumore l'hai aggiunto in pw? |
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| Qualche street dall'Algeria... di stecco333 commento di stecco333 |
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...foto scattate in digitale durante il viaggio che ho fatto a dicembre in Algeria... visto che qualcuno non ne poteva più delle solite dune ho cercato di postare qualche immagine scattata per le vie delle cittadine che abbiamo torovato lungo il tragitto per il sud del paese...
...chiaramente sono dei crops dal classico formato rettangolare...convertiti in b_n...
...alcuni li ho anche stampati...con un risultato soddisfacente... |
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| In ogni dove... di stecco333 commento di bigiagia |
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Ho 5 minuti liberi, per cui faccio qualche ulteriore
riflessione su queste tue "istantanee", rimasugli di vita.
All'apparente immobilità dell'immagine, si contrappone una significativa
mobilità percettiva: ogni cosa è in licenza temporanea da, o verso
un altrove. Ogni parte della fotografia non è che un luogo
in cui sostare a metà strada. Le immagini
rimandano a significati di cose che furono o potrebbero essere ancora,
racconti di storia nel suo farsi storia che procede facendo a brandelli le proprie tracce. Nè creazione nè distruzione, nè apprendimento
nè autentico oblio: soltanto una livida evidenza della futilità della
inutilità di simili distinzioni. Nulla, in questi lavori, nasce per vivere
a lungo, e nulla muore definitivamente.
Le tue opere attribuiscono il carattere della permanenza unicamente allo stato di transitorietà. Il tempo "scorre" ma non "avanza", non va avanti.
Non esiste una "destinazione", un punto conclusivo.
Mi sembra caratteristica del tuo fare la "cancellazione" della contrapposizione tra un atto creativo e distruttivo, tra un passo avanti e uno indietro.
Sembra che tu ci proponga un immaginario in cui non ci sono più
modelli che si lasciano ritrarre.
Le tue immagini appartengono ad un mondo che non riesce a fermarsi in posa per il tempo occorrente a te per ultimare la sua raffigurazione.
Il contenuto è un'occhiata fugace, il deterioramento e la scomparsa
incombono.
Quasi sempre,qui nel forum, ma anche nelle mostre di fotografia
d'arte, le fotografie sono oggetti preziosi, rari ed auratici, che
innescano una esperienza unica, sublime e raffinata, in occasioni
uniche ed in luoghi unici.
Sappi, che tu, stai privando la fotografia di tutto ciò.
Stai rendendo la fotografia " degradabile" e "deperibile". |
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| In ogni dove... di stecco333 commento di nerofumo |
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Scatti apparentemente sconnessi, sembrano dei dejà vu, dei flash della psiche, vengono proposti nella loro imperfezione inspiegabile così come inspiegabilmente affiorano in un sogno di cui al risveglio si ricorda poco o nulla, frammenti di un niente dalla libera interpretazione, scatti molto soggettivi per la cui lettura serve una buona dose di quella capacità individuale di cui molti difettano e molti altri abbondano.
Ora vado a leggere il tuo commento di presentazione. |
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| In ogni dove... di stecco333 commento di andy-capp |
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| L'ho guardato più di una volta questo lavoro. la prima volta sono rimasto un po perplesso devo dire la verità. Non mi convinceva, considerato poi che sono posti per me familiari. Guardandolo distrattamente si direbbe che sia un lavoro tirato li, ma si commette un errore. Si capisce osservandolo che nulla o quasi è dettato dal caso. Ci sono tagli, inquadrature, e dominanti studiate con cura. Non sto qui a dire quella che mi convince di più o quella di meno, l'importante è che nel complesso renda bene l'idea e che sia gradevole. Non sono un amante dei paesaggi, anzi incontro difficoltà a raccontarli e interpretarli. per questo forse non ho commentato prima questo reportage. Ci sono scatti che non sono semplici pesaggi ma ricerca di forme, di prospettive. Non è digitale, e se lo fosse è fatto molto bene al punto da avere il sapore dell'analogico. Quelle macchie rosse tipiche dei rullini 6x6 quando prendono "aria" o luce, come più vi pare. Tutto sommato anche se con un po di tempo per assimilarlo mi sento di dire che è un buon laovoro. |
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| In ogni dove... di stecco333 commento di shrike |
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è la terza volta che mi riguardo le foto e ti faccio - finalmente - i complimenti mi piacciono molto e a breve posterò qualche considerazione anche sul dibattito che si è acceso ..... |
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| In ogni dove... di stecco333 commento di BuZz |
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Bella la discussione che è venuta fuori ! Ora ci penso io a tene basso il tenore >!!!!
| Citazione: | il bello in arte/fotografia corrisponde a dei canoni esteteci
"normalizzati" e condivisi. Una fotografia bella è spesso omologata,
proprio perchè cerca di entrare nella "norma", perdendo di originalità
ed espressività. |
vorrei aggiungere che , l' originalità credo sia per il pubblico mentre l' espressività è quella che fa godere l' autore .
Tanto più l' espressività cercata dall' autore si trasmette al pubblico tanto più una foto acquista valore.
Se questo valore è universale (cioè apprezzato e condiviso da gran parte del pubblico) allora non è solo una foto ma un capolavoro.
Stecco per ora un' è i' tu caso ma ci sei vicino!
Parere mio ti manca solo un pò di universalità!
Ma ricorda un tempo si diceva è meglio rimane all' opposizione ... pochi ma boni (un tempo ).
Ovvia ora s' è fatto tardi un dico + c......! Notte
PS ho ritirato altri 3 rulli ... mamma mia che boiate! vendo tutto! |
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| In ogni dove... di stecco333 commento di stecco333 |
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Grazie Bigiagia...per la segnalazione...
e anche a tutti gli altri per gli interventi...con calma mi leggerò meglio...la discussione è interessante...
...salut....
bai
ste |
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| In ogni dove... di stecco333 commento di bigiagia |
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Vorrei segnalare a stecco il film "paranoid park" di gus van saint,
in programmazione nelle sale. Molto simile, nel linguaggio filmico e fotografico, al lavoro di stecco. Tutto il film è giocato su primi piani
e campi strettissimi, anche quando sono ambienti domestici.
Aperture di diaframma estreme per isolare i dettagli dallo sfondo,
al fine di rendere espliciti vuoti comunicativi e incomunicabilità
fra le persone. |
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| In ogni dove... di stecco333 commento di nuvolalfa |
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Daedalus io non penso sia necessaria una 6x6... volendo una qualsiasi macchina si presta, tanto più che col digitale il PW aiuta non poco a raggiungere l'obbiettivo che deve essere prefissato nella mente e non nel formato della pellicola con la quale scatti.
Anche perchè a mio modo di vedere in questo modo di fotografare dove non c'è la ricerca assoluta della perfezione viene a mancare la scelta di un mezzo tecnico a favore di un altro.
Poi la 6x6 ha la sua importanza ma prescinde dal fatto di volere o meno sperimentare una strada
Ciao |
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| In ogni dove... di stecco333 commento di Daedalus |
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| mi piacciono molto. mi sto rendendo conto che c'è uno sguardo comune oggi, in ogni contemporaneità (in ogni cosa. ci piace quello che comunemente piace, anche a me, è come se i gusti fossero in qualche modo eteroindotti, eppure sono così miei...etc). sono le foto che vorrei fare anche io, che sento anch'io. che più o meno, credo, sentiamo tutti. non so se sia un bene. ne ho viste tante quest'anno. impersonali, vuote, hoghiche. se avessi un 6x6 vi seguirei. |
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| In ogni dove... di stecco333 commento di nuvolalfa |
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il bello in arte/fotografia corrisponde a dei canoni esteteci
"normalizzati" e condivisi. Una fotografia bella è spesso omologata,
proprio perchè cerca di entrare nella "norma", perdendo di originalità
ed espressività.
Era esattamente quello che avevo capito dalle tue parole, probabilmente mi sono espresso male io poi nel riportare la tua frase...
In conclusione ben venga il bello purchè frutto di un'idea precisa e "originale" e non di un omologarsi a schemi ben prefissati e sicuramente vincenti
Ho virgolettato la parola originale perchè come ho più volte ribadito la considero una parola molto relativa! |
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| In ogni dove... di stecco333 commento di belgarath |
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| bigiagia ha scritto: | Il belloccio non è un difetto, anzi....chi non si farebbe un giro con
Monica Bellucci o George Clooney!
Tuttavia il bello in arte/fotografia corrisponde a dei canoni esteteci
"normalizzati" e condivisi. Una fotografia bella è spesso omologata,
proprio perchè cerca di entrare nella "norma", perdendo di originalità
ed espressività. E' così, mi pare, nel caso di stecco.
Ma non è sempre così. Ci sono autori che fanno lavori importanti
nonostante siano pure "belli". Anselm Adams è uno di questi. |
Questo andava quotato, anzi secondo me sarebbe da mettere nell'ABC di chi si vuole avvicinare alla fotografia, prima ancora di tempi e diaframmi
Trovo che sia un punto fondamentale far capire che se si cerca di fare una foto "bella" (in questo senso, sia chiaro) essendocene pochi di Ansel Adams, molto probabilmente si finisce per fare un pallido epigono di qualcosa di già visto (da tutti, non solo da critici smaliziati).
Se invece si parte da un'idea personale, magari si tireranno fuori decine o centinaia di scatti meno godibili, ma a un certo punto si riuscirà a creare qualcosa che è personale e risulta anche bello  |
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