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| Autoritratto di marshallcastoldi commento di aerre |
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Salve Marshall,
per accendere una fiamma di luce e rendere più luminoso lo sguardo a volte basta un semplice foglio di carta bianca posizionato opportunamente rispetto al soggetto in modo che si rifletta negli occhi.
...Per la messa a fuoco, provare, provare, provare....
Aerre  |
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| Reflection of Carlotta di hausdorf79 commento di aerre |
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Gradevole questa idea di sfruttare l'immagine speculare della modella per creare l'illusione di un'unica tessitura figurativa.
Per un istante il riflesso smette di essere semplice immagine speculare, ...assume quasi sostanza e le due dimensioni figurative e spaziali, di qua e di là dell'asse centrale della composizione, paiono appartenere ad un continuum figurativo e narrativo.
Complice anche il nastro della cornice, piacevole e di buon gusto, che percettivamente unifica la composizione.
Sento l'esigenza di maggiore spazio sulla destra però ...e di conseguenza a sinistra.
Corretta l'inquadratura bassa all'altezza delle spalle della modella, però forse avrei dato meno peso alla parte di pavimentazione in basso.
Aerre  |
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| Maura di Ferry commento di aerre |
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Un ritratto che ci restituisce un’espressione di grande serenità e di intimità rilassata.
La modella cela il suo sguardo fuori campo dietro il fumè degli occhiali, ma ne percepiamo tutta la spensierata serenità, rimarcata dal gioco delle ciocche di capelli scompaginati dal vento.
Insomma, ...si percepisce un certo feeling con il fotografo in questo scatto che ha il sapore di una tranquilla passeggiata di mezza estate, ..un’atmosfera vera ma insieme sospesa nel vento e nel sole, lontana per un istante dal caos e dal frastuono.
E non mi dispiace nemmeno, questa volta, che la composizione sbilanci il volto, per dare peso figurativo al movimento dei capelli, sulla destra ...senza quello spazio che generalmente si preferisce lasciare dalla parte verso cui è rivolto lo sguardo.
Trovo però che il taglio a destra che pizzica guancia ed occhiale sia troppo stretto e sento l’esigenza di maggiore aria.
Il bianco nero mantiene luminoso il chiaroscuro d’insieme, coerente con la leggerezza dell’atmosfera rievocata: penso però che necessiti di un velo di contrasto in più e di una maggiore densità dei neri.
Aerre  |
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| Bacino di mamavideo commento di aerre |
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Ha una delicatezza che incanta questo coraggioso controluce.
Coraggioso e bellissimo nel suo contrappunto chiaroscurale che si tinge di forti accenti emozionali, ..nella carezza di quella luce che sfiora i contorni del viso della bimba svelandone nell’ombra i preziosi lineamenti, ...nelle labbra vicine ed espressive nel loro atteggiamento, ...nel folto di quelle ciglia che svelano lo sguardo basso e concentrato della piccola tutto rivolto al prossimo bacio della madre.
Credo che la resa di questo controluce, con quelle forti e dense zone d’ombra che a tratti però si aprono disvelando i dettagli più espressivi e significanti, sia estremamente funzionale al carattere di questo ritratto che volutamente sposta l’accento dal figurativo all’emozionale.
Questo smorzare cioè l’immediata leggibilità figurativa dei soggetti, sfruttando il controluce come mezzo espressivo, non fa che sottolineare quel momento così carico di tensione emotiva, la cui forza non sta tanto nel “cosa”,...ma nel suo “farsi”, ...in quel cercarsi tenerissimo e pieno di tensione delle labbra dell’una e dell’altra.
E questo fa il gioco della luce che carezza il due profili: lascia che la nostra attenzione percettiva ed emotiva si concentri nello svolgimento di “quell ‘istante” che quasi si sospende all’nfinito.
Lo sfondo fa da contorno a questo momento, ...ce lo riporta nella sua dimensione di scatto rubato durante un piacevole passeggiata al parco. Guardo al padre sullo sfondo che sorveglia il gioco della figlia, ...la fontana, ...le figure sulla panchina.
Si potrebbe però tentare la strada di un maggiore impatto stringendo ancora sui visi (mantenendo il bel taglio quadrato) e lasciando che le figure stacchino sullo sfondo uniformemente luminoso; senza scenette di contorno cioè. Ma è solo un’idea.
Complimenti.
Aerre  |
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| Pensano Ridendo di danchi46 commento di aerre |
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Strappa un sorriso di tenerezza l’espressività fresca e intensa della piccola che replica, consapevole e divertita, la posa della mamma.
E’ un ritratto di grande solarità che trasmette un piacevole sensazione di allegria e intimità affettiva.
Molto gradevole soprattutto la decisa inclinazione della scarpata d’erba che con la sua punteggiata di margherite asseconda la diagonale del fotogramma.
Peccato ....per i bianchi bruciati: non solo le margherite, anche la felpa della piccola (la più esposta al sole) si è in alcuni punti spinta oltre l’estremo di gamma.
Purtroppo a meno di non partire da un originale raw (sempre che esista), ....non ci sono mezzi per tentare di recuperare i bianchi dallo scatto così come è.
Una noticina però sul taglio.
Giusta, correttissima l’idea di mantenere ampia l’inquadratura per registrare questa sorta di abbraccio” di verde e di margherite, però in alto il taglio non funziona proprio: le due splendide modelle meritavano più aria sopra le loro teste.
Aerre  |
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| Autoritratto di marshallcastoldi commento di aerre |
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Un ritratto intenso, di forte suggestione tutta condensata nello sguardo profondo e con un virile accento di introspezione nella posa raccolta e riflessiva.
Pare erompere d’improvviso quello sguardo; come destato d’un tratto da un viaggio personale ed intimo nel folto dei propri pensieri e questo accentua un certo disagio di chi guarda lo scatto nel reggerne l’intensità.
Mi piace la composizione “rilassata” dell’inquadratura ravvicinata all’interno del campo orizzontale, forse troppo stretto il taglio sulla sinistra che pizzica il sopracciglio.
Il bianco nero è buono, ... a meno di piccolissime bruciature sulle dita, ma la sostanza dell’intervallo di gamma è ricca soprattutto nei mezzi toni cui si deve la buona resa dell’incarnato.
Peccato non avere una maggiore luminosità nello sguardo, dei punti di riflesso cioè ad accendere un guizzo emozionale più forte.
Il dettaglio sul viso è buono, forse però vedo un pò di micromosso sul braccio e la mano.
Aerre  |
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| Romeo e Giulietta di Andrea Feliziani commento di aerre |
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Salve Andrea,
ben trovato.
Arrivo tardi e non posso che accodarmi ai complimenti degli amici sopra.
Un gran bello scatto capace di comporre con squisita eleganza e raffinatezza un momento di forte espressività e tensione emotiva.
Coinvolge e rapisce questo abbraccio sofferto e dolcissimo; tormentato e denso di tensioni forti che si riflettono nella contrazione dei muscoli, nell’abbandono l’un l’altro dei corpi, muto e intimo; nell’atmosfera sospesa e immobile.
Bravo a cogliere con sapienza e sensibilità non “un” momento, ...ma “quel” momento di magia emotiva; quell’istante in cui la dinamica del balletto si sospende quasi nel vuoto, e la tensione più che al movimento dei corpi s’affida all’espressività dei volti, degli sguardi ormai prossimi ad un naufragio del cuore, alla gestualità delle mani che cercano, trattengono e dolcemente carezzano.
Sono particolari, frammenti di un flusso emozionale forte che s’espande nell’intorno di un palcoscenico che sublima e pare farsi dimensione ideale e astratta.
Bello, bellissimo l’effetto di questo blu di lapislazzuli che dal pavimento carezza i contorni dei corpi e digrada rapidamente nell’impenetrabile nerezza di uno sfondo che, complice l’estremo minimalismo figurativo della scena, pare dilatarsi all’infinito e assecondare una dinamica ad espansione di quel flusso emozionale.
Forse proprio per quest’ultimo aspetto eliminerei del tutto la cornice.
Concordo sulla scelta di decentrare la coppia, ...ma spingerei il ragionamento ancora più in là: forse un filo di aria in più sopra e meno sulla destra renderebbe con più forza il fascino suggestivo dello scatto.
....Perchè non un taglio quadrato?. (...mi sono permesso, ...mi perdonerai).
Aerre  |
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| Dany di ophidio commento di aerre |
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....bhè, volendo un rapporto 2:3 dovresti stringere troppo ai lati (e solo a sinistra hai spazio), ...ma così finisci col soffocare ancora il soggetto.
Salvaguarderei invece la larghezza con il leggero sbilanciamento del volto a destra.
Falla stampare con le bande bianche, tagli e con un passpartou o la adatti ai formati classici, o ...volendo la fai montare su di un supporto ad hoc.
Aerre  |
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| ..Fatima.. di ZioMauri29 commento di aerre |
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Incanta l’immediatezza di disarmante dolcezza con la quale questo ritratto ci restituisce un universo infantile di giochi, pomeriggi d’estate, urla di gioia e improvvisi momenti di concentrato silenzio.
Come questo, ....dove tutta la trepidazione e l’impegno si concentrano nello sguardo basso della piccola che rievoca un’atmosfera dal fiato sospeso e nella gestualità delle mani che stringono forte.
E peccato davvero che l’inquadratura non si mantenga sufficientemente ampia ad includerle entrambe, per il loro forte valore potenzialmente espressivo.
Condizioni non facili da gestire: gioco di bimbi, ...forte luce, ...vestitini chiari.
Ma nella resa finale è piacevole questo chiaroscuro dai contrasti forti che nulla tolgono alla dolcezza dell’atmosfera rievocata.
...Si, ...qualche bianco si è bruciato ed il controllo sull’istogramma ce lo conferma. Se guardiamo, questo è il tipico istogramma (tolta la cornice bianca) di un chiaroscuro dai contrasti generosi. Entrambi gli estremi dell’intervallo sono tagliati: da una parte i neri (data la forte sottoesposizione dello sfondo), dall’altro lato i bianchi in alcune zone del vestitino.
Ma niente che turbi la piacevolezza di questo bianco nero che mantiene dei piacevolissimi gradienti nelle sfumature dell’incarnato.
Ho provato a lavorare selettivamente il vestito per “scenderne” la scala di luminosità, ma è dal raw (sempre che esista) che sono sicuro si possono recuperare i dettagli.
Aerre  |
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| Dany di ophidio commento di aerre |
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Salve Ophidio,
il ritratto è di grande piacevolezza; solare nell’espressione radiosa e serena della modella; caldo nelle tonalità di ambra dorata dell’incarnato, complici le pennellate di luce del riflettore e mantiene una freschezza d’insieme che si condensa nel semplice sorriso.
Mi piace lo sfondo piacevolmente sfuocato con i suoi bei punti di luce che screziano il gradiente di colori che dal verde scuro digrada verso le tonalità di verde più chiaro sulla destra.
In effetti, ....l’inquadratura è un pò ampia e mi sembra eccessivo lo spazio sopra la testa.
Diciamo che ti sei andato a confrontare con una posa, quella frontale, ...difficile da gestire e che rischia di diventare statica e di scarso impatto.
Non qui, dove la solarità e la piacevole espressività della modella affrancano il ritratto dal pericolo di una certa “stanchezza” figurativo-emozionale, anche se la luce nella resa finale è un pò troppo forte (...forse hai aperto le ombre un pò troppo) ed ha un effetto leggermente appiattente.
Ho fatto un pò di esperimenti e mi sono reso conto che comunque è giusta la tua intuizione di lasciare ampia l’inquadratura e non stringere troppo sul soggetto così da lasciare che il volto si relazioni con il suo intorno sia da un punto di vista figurativo (guardo ad una certa dominante giallo verde nelle ombre coerente cmq con lo sfondo) sia emozionale.
Forse hai stretto troppo nella seconda versione.
Mi sono permesso di proporti un mio punto di vista.
Aerre  |
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| PENSIERI di lisa commento di aerre |
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Bellissimo questo ritratto di incredibile delicatezza.
Il sapiente uso della profondità di campo, se da un lato permette quella stupefacente pennellata di nitidezza sugli occhi ed il minuto disegno delle ciglia, dall’altro invade il fotogramma di una “sofficità”, morbida e delicata, perfettamente coerente con il soggetto e le sue disarmanti carnosità infantili, ma anche con la forte suggestione evocativa dello scatto.
Incanta, incanta davvero quello sguardo nitido e fuori campo, immerso in un atmosfera sospesa ed ovattata, che si fa cuore emozionale dello scatto rievocando un intero universo infantile di abbracci e borotalco.
Il bianco nero ed il suo misurato viraggio non avrebbero potuto restituirci con maggiore coerenza il senso di questa atmosfera di intimità e dolcezza: tutto l’intervallo di gamma è sbilanciato sui toni alti ed il chiaroscuro si fa luminoso, chiaro, a tratti quasi trasparente.
Si sarebbe potuto rendere più deciso il punto di nero, ma la scelta qui è perfetta nel lasciare che la tessitura chiaroscurale si mantenga fresca e leggera, con ombre tenui e gradienti morbidissimi.
Taglio perfetto all’interno del campo verticale che sbilancia la linea degli occhi nella metà superiore e lascia ampio margine allo sviluppo del busto sino alla linea del panneggio in basso che chiude la composizione.
Complimenti
Aerre  |
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| chiacchiere serali di tamata80 commento di aerre |
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Che piacevole questo ritratto che trasuda letteralmente di serenità e che ha il sapore di un’intimità affettiva che ci coinvolge.
Forte espressività insomma che leggiamo nell’incrocio di quegli sguardi, nella gestualità della mano dell’una sospesa nell’ ”ascolto” e nelle labbra dischiuse tra le “chiacchiere” dell’altra.
Sembra che un vita intera si condensi nello spazio fra quei due volti, fra quelle espressioni così personali e che paiono tradire due personalità altrettanto diverse.
E fa bene l’inquadratura a stringere sui soggetti che si trovano compositivamente un pò sbilanciati ai margini dello scatto. Il centro dell’immagine ...è vuoto a ben guardare, ...ma così deve essere, perchè tutto il flusso emozionale del ritratto si raccoglie lì,... in questo spazio colmo di luce, ...in questo “vuoto” figurativo tra le due donne e con il quale i soggetti si relazionano.
Il viraggio è piacevole e funzionale al carattere dell’atmosfera che si rievoca dallo scatto, un pò sospesa nel tempo, quasi appartenesse ad una dimensione ideale.
Non facilissima la gestione di questo leggero controluce. La struttura del chiaroscuro che ne deriva penalizza un pò l’incarnato leggermente sottoesposto ed un filo piatto.
Fortunatamente la gamma è buona, con una generosa struttura dei toni medi ed è facile dare un maggior respiro tridimensionale allo scatto lavorando selettivamente il primo piano (altrimenti lo sfondo si brucia subito) che necessita di un maggior contrasto.
Mi sono permesso di proporti un esempio di quel che intendo.
Aerre  |
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| Mia moglie di Mauroq commento di aerre |
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Un ritratto carico di ironia che gioca con l’illusione di una figuratività che nella resa richiama alla mente certi collage, ottenuti ri-assemblando in forma astratta i frammenti di un’unica immagine.
Bel colpo d’occhio, Mauro.
Mi piace questo scatto dall’inquadratura ampia che relega il soggetto principale coraggiosamente in basso lasciando ampi margini ad elementi figurativi di “contorno”, che valgono però a restituirci il carattere di un atmosfera che sa di casa, ...di tranquilli pomeriggi d’estate, ...di rilassate pennichelle e letture stanche e un pò distratte. Peccato solo per il taglio un pò casuale del tavolino sulla sinistra.
Ma l’apparente “normalità” di superficie di questa quotidiana tranquillità è presto scompaginata dal particolare del libro che scuote per un attimo, complice l’orientamento della copertina, la coerenza delle nostre abitudini percettive.
Gioca, il nostro Mauro, con la scomposizione e la sovrapposizione dei piani, ...quasi maneggiasse una materia cubista attraverso cui reinterpretare la tridimensionalità del soggetto.
...Insomma c’è molto di più di una semplice foto di mezza estate in questo ritratto, ed è in quel principio che pare delinearsi di scomposizione della figura in piani ed del loro ri-assemblaggio in una composizione che tiene conto della simultaneità di più punti di vista.
Da qui il fascino che esercita questo scatto, semplice solo in apparenza, ma che apre la strada ad inconsapevoli spunti per una ricerca futura.
Aerre  |
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| Ritratto 55 di falessandra commento di aerre |
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Salve Federico,
ben trovato.
Un'espressione intensa, quella della piccola, che dona una forte suggestione evocativa al ritratto con il suo sguardo profondo e fuori campo.
Non mi convince però la composizione all'interno del campo orizzontale: l'inquadratura è ampia e risente troppo del peso figurativo dello sfondo che per quanto sfuocato disturba ed entra in conflitto con il primo piano.
E' evidente che il ritratto è "rubato" in un momento di gioco della piccola.
Ma la bimba ha sia il volto che lo sguardo rivolti a sinistra.
Una dinamica resa ancora più forte da quell'improvvisa rotazione del busto e la conseguente inclinazione della linea delle spalle.
Il taglio a sinistra, così stretto e sbilanciato rispetto a quello di destra, comprime e soffoca invece il soggetto dalla parte in cui sarebbe necessario più spazio.
Mi sono permesso di proporre un taglio verticale per spiegare cosa intendo, per quanto ancora incerto nel taglio per via della coda di cavallo mozzata.
Aerre  |
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| La quiete... dopo la tempesta di Clara Ravaglia commento di aerre |
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Brucia letteralmente di luce questo cielo.
S’esprime in tutta la sua potenza questo bagliore accecante che pare dissolvere lo spessore denso delle nubi e ne disperde i contorni che s’allontanano e ritraggono come respinti da una forza immane.
Si fa quasi sostanza viva, questa luce che ora dilaga accecante e violenta con la forza di una piena al di là degli argini, ora scivola come un sospiro sommesso tra le screziature infuocate dell’orizzonte. e indora delicatamente i gradienti del verde sullo sfondo.
Non poteva non stare lì, ...lungo quella vibratile e lievissima linea d’orizzonte corrugata il senso di questo scatto.
Lì ove pare condensarsi l’equilibrio tra i due opposti poli figurativi, semantici ma ....soprattutto emozionali di questo paesaggio: da un lato c’è il “fragore” tumultuoso di questa esplosione di luce che ancora reca chiari i segni della passata tempesta e che screzia, tormenta e squassa i gradienti del cielo; dall’altro lato, la quiete si fa alfine materia concreta nella distesa silenziosa del velluto verde dei campi.
Ecco perchè la nostra Clara sceglie un’inquadratura ampia verso il basso che, a dispetto degli elementi di disturbo del primo piano, ci restituisca questo scorrere ...come dire, quasi setoso di un paesaggio che pare sublimarsi e trascendere la sua stessa fisicità.
Scompaiono quasi le case, gli alberi, le strade ....tutto si ammanta di un improvviso silenzio percepibile nella robusta sintesi figurativa, rotta a tratti dai cespugli in primo piano, dal ritmo rilassato delle verticali dei pali (che paiono accentuare la solitudine di questi luoghi) e si fa più forte il senso di quiete di quel respiro odoroso di verde che s’emana dallo scatto.
Solo una sottilissima linea fa da spartiacque tra l’agitarsi ancora del cielo ed il silenzio di questi campi, solo un orizzonte piatto e quasi immaterico che pare schiacciato dalla pressione dell’uno contro l’altro.
E ci accorgiamo allora che il vero nucleo dello scatto, al di là della sua evidenza figurativa, è un equilibrio instabile di tensioni; quel sottile e fragilissimo limitare sul quale indugia troppo spesso e per fortuna il cuore, il nostro e quello della nostra Clara, tra un’emozione forte ed il suo improvviso silenzio.
Aerre  |
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| al trucco di dibbio commento di aerre |
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Un ritratto di grande classe ed eleganza, nonché e di forte fascino nell’intensa espressività di quello sguardo fuori campo.
Mi piace moltissimo la composizione all’interno del campo rettangolare con il volto fortemente sbilanciato sulla sinistra e d il taglio espressivo e deciso.
Peccato però che stringa troppo sull’occhio penalizzandone la completa leggibilità.
In ogni caso, questa forte smarginatura del soggetto, il taglio robusto ed il “traguardare” letteralmente della modella di là del piano figurativo dell’immagine, riescono a restituirci l’illusione del tipico atteggiamento di chi si guarda allo specchio ed aggiungono una nota di elegante suggestione evocativa tutta condensata negli occhi luminosi e assorti della modella.
Poco importa se la modella non era al trucco realmente: non avevo capito che quello in primo piano era l’obiettivo di un fotografo!
...Ci parla quest’immagine: il leggero luccichio del trucco attorno agli occhi, il rimmel; la gestualità del mignolo che pare indugiare nello sfumare il trucco e le dita che carezzano delicatamente il contorno del viso; ....tutto vale a ricreare un atmosfera intima, che odora di emozione e trasuda di femminilità; c’è trepidazione, attesa o il rapido volo del cuore che progetta o semplicemente sogna, in questo scatto di grandissimo spessore emozionale.
Bel bianco nero, al di là del robusto ma funzionale viraggio: toni ombrosi, ...quasi da low key che ci restituiscono con sfumature morbide ed ampie, un incarnato piacevole e vero; neri decisi nel disegno e pochissimi ma importanti punti di bianco ad “agitare” il chiaroscuro.
Peccato per la cornice troppo protagonista.
Aerre  |
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| ... di Mauroq commento di aerre |
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Salve Mauro,
ben trovato.
Un bianco nero rigoroso nella costruzione della sua simmetria centrale che non è semplice impaginato geometrico e che si riveste di tematiche care alla poetica del nostro Mauro.
Non avrebbe potuto essere più preciso il suo occhio, nell’aspettare e congelare la figura dell’uomo proprio all’incrocio delle linee di fuga della prospettiva che quasi coincidono con le diagonali del campo quadrato.
Da un lato il disegno della pavimentazione di marmo, dall’altro la punteggiata dei bianchi lampioni liberty ed il ritmo serrato delle arcate sulla sinistra, ....lo scenario figurativo dello scatto asseconda la struttura del campo quadrato ed acquista forza e solidità.
E così deve essere questo palcoscenico d’architettura, muto e gigante; solido e rigido.
Al centro di questo ordito geometrico/figurativo, che è anche centro del fotogramma quadrato, la sagoma dell’uomo sullo sfondo incorniciata dall’arcata di ingresso al portico.
Ecco perchè non c’è, apparentemente, cura nei tagli a destra e sinistra che inquadrano in modo asimmetrico le colonne in primo piano.
L’obiettivo non era tanto quello comporre uno scenario secondo gli schemi di una prospettiva centrale, quanto quello di “portare” la figura dell’uomo al centro di questo scenario e farne perno della composizione.
Ma è colta in controluce questo figura che diviene sagoma scura, attore non protagonista di un palcoscenico deserto.
Sta in questo contrasto la poetica dello scatto. E’ un ironia amara quella che pare far ruotare tutto l’universo figurativo e semantico della scena attorno alla figura dello spazzino, ma che ne sottolinea contemporaneamente la fragilità ed il carattere transitorio.
E lo fa attraverso uno spietato salto dimensionale (accentuato dal cannocchiale prospettico) tra le massicce colonne del primo piano (ma di tutto l’ordito architettonico in genere) e la minuscola figura dell’uomo.
Così che anche per effetto di quel controluce che riduce a sagoma indefinita, lo scatto registri e restituisca centralità e marginalità al tempo stesso
Aerre  |
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| Andrea e Carolina di mingo commento di aerre |
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Salve Mingo,
e benvenuto nel forum.
Ci strappa un sorriso di dolcezza sincera l’immediatezza di questo ritratto che ci restituisce, in modo semplice e spontaneo appunto ....senza traccia di affettazione, un momento di grande tenerezza.
Un’atmosfera di giocosa affettuosità infantile che si condensa nel “divertito” bacetto della bimba il cui sguardo sorridente ...tradisce la consapevolezza della posa; nella gestualità della mano che sfiora senza premere; ...nell’impagabile espressione di incuriosito stupore del maschietto.
L’atteggiamento dei corpi dei bimbi fa sì che si crei una struttura a piramide, complice l’inclinazione del busto di lei ed il braccio che puntella di lui, che stacca sullo sfondo a bande orizzontali della panchina, e fai bene a stringere sul soggetto adottando una composizione centrale.
Peccato però che quest’ultima tradisca una qualche incertezza nei tagli a sinistra ed in basso che penalizzano proprio l’equilibrio tra la “piramide” ed il capo rettangolare del fotogramma.
I piedi dei bimbi, con le loro scarpette che paiono giganti e di cui ci mostrano sempre la suola quando stanno seduti, oltre che a chiudere figurativamente la composizione, hanno anche una valenza espressiva (nel senso di rievocare un atteggiamento tipicamente infantile nella postura) che dovevi assolutamente salvaguardare all’interno dell’inquadratura.
Lo scatto è leggermente sovraesposto con molte parti bruciate lungo il fianco della bimba che è la più esposta. Per evitare questi salti di gamma e la conseguente perdita di informazioni l’esposizione andrebbe calibrata proprio tenendo conto di questi forti punti luce.
A parte questo, il bianco nero ha però una sua piacevolezza soprattutto nei mezzi toni, ma avrebbe bisogno di maggiore contrasto stringendo l’intervallo di gamma ed addensando i neri.
Aerre  |
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| ST#3 di frank66 commento di aerre |
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.....Ha una dolcezza struggente questo scatto che trae la sua disarmante forza d'impatto dal contrasto violento, brutale e dal carattere ineluttabile, tra la squisita delicatezza dell'espressione timida e curiosa della bimba, ed il ritmo verticale, serrato e spietato, della sbarre di ferro.
Ha ....un cuore da street (...Frank mi perdonerà l’accostamento), questo ritratto che si nutre del rapporto ineludibile tra il soggetto ed il suo immediato intorno, e che ad esso si affida per trasmettere il proprio flusso emozionale e narrativo insieme.
Perchè si rievoca, in questo minuscolo frammento urbano, una “città” intera, intesa nelle sue quinte di architetture semplici e funzionali, ...nel suo via vai continuo di fronte quella finestra e lontano da essa, ...tra luci ed ombre, dove fruscii, odori ed improvvisi silenzi declinano il ritmo di un incessante brulicare di vita.
Ma il nostro Frank stringe forte l’inquadratura, in questa poetica del frammento che ci restituisce sempre un significato autonomo ed “altro” rispetto al suo tutto, e pare escludere almeno figurativamente la presenza di quell’intorno che pure avvertiamo.
E questo perchè il racconto qui sta nell’espressività di quella piccola bimba, che la presenza delle sbarre ed il vistoso salto di scala tra il suo volto ed il vano della finestra, rende ancora più intensa.
Ecco perchè non vediamo del tutto il telaio della finestra. Solo in basso il telaio assicura al fotogramma ed alla gestualità della piccola una solida base; ma gli altri lati sono appena suggeriti, quasi che lo spazio della finestra con le sue forti sbarre si dovesse dilatare all’infinito rendendo ancora più esasperato il salto di scala con il volto della bimba che è, per di più (ed è un bene), fortemente sbilanciato sulla sinistra.
Questi tagli così generosi, questo lasciare l’inquadratura ampia sul soggetto, ma stretta rispetto al suo intorno urbano, ci restituiscono il senso di un avvicinarsi gentile al soggetto da parte del fotografo, ...un rivolgergli per un istante un’attenzione sincera, che nulla pretende se non di essere ripagata con quello sguardo di indescrivibile dolcezza.
Bello il bianco nero che si fa ricco di microcontrasto nelle spellature delle sbarre, morbido nella resa dell’incarnato della piccola e brillante nella forte distonia tra il bianco della maglietta ed il nero impenetrabile che l’avvolge.
....Ma c’è anche una riflessione che a tratti ha un accento di amarezza in questa immagine che “lascia” la piccola in uno spazio esistenziale ed emozionale che non ci appartiene: ...noi, in qualche modo restiamo al di là di quelle sbarre, ...lungo la strada che adesso, scossi da un primo istante di rapimento, fa sentire forte il suo frastuono.
Ed in questo riconosciamo la poeticità enorme di questo ritratto, che è nella commozione sincera del nostro Frank.
Aerre  |
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| piccoli topini crescono di Topo Ridens commento di aerre |
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Un ritratto in grado di coniugare classicità e dolcezza, questo sapiente HK dalle note delicate e impalpabili.
Colpisce l’espressione assorta e matura di quegli occhi carichi di luce, pieni di stupore sereno nelle sopracciglia rialzate che paiono rimarcare tutto il senso di quel rapimento.
L’inquadratura è leggermente bassa ed accentua, nella lievissima e...quasi impercettibile inclinazione della testa, quel guardare quasi dall’alto, con il fiato sospeso.
E sospeso lo è realmente questo ritratto, complice il carattere quasi intangibile dell’HK, in un atmosfera che al di là della sua immediatezza, si tinge di un accento di compostezza classica che lo dilata nel tempo.
Buono, ...ottimo anzi, il controllo sulla luminosità dell’incarnato e la pienezza grafica dei neri: caratteri irrinunciabili di un corretto HK.
Non ci sono, e ce lo dice l’istogramma, bruciature nel volto, che mantiene invece tutti i dettagli e quelle più piccole sfumature capaci di restituirci un forte senso di tridimensionalità nonostante il trascolorare dei toni.
Le uniche bruciature sono sulla maglia, ....ma quelle, ben vengano, sono assolutamente funzionali al carattere squisitamente grafico con il quale il ritratto “disperde” la figuratività del volto nello sfondo bianco ed ammantato di luce: bastano, ...e questa è la sensibilità grafica che è propria dei tanti scatti del nostro Topo, due o tre pennellate d’ombra, quasi fossero tracciate a mano, a disegnare il colletto e a rievocare il busto, dando comunque sostanza alla base del fotogramma ed impedendo il “galleggiamento” nel vuoto della testa.
L’unica perplessità è nel contorno posteriore dei capelli che mi sembrano un pò pasticciati, quasi fosse il risultato di un tentativo di eliminare elementi di disturbo dallo sfondo.
Aerre  |
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