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Commenti da aerre
Commenti alle foto che gli utenti sottomettono alla critica
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Commenti
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"" di Gino Quattrocchi commento di aerre

Merita un plauso sincero questa street dal cuore grande così.

Perché di là degli aspetti tecnici, preganti e sorprendenti, non soltanto ci coinvolge, ma rende visibile e manifesto una partecipazione emotiva diretta dell’autore.

...E’ chiaro che in tutti gli scatti che la nostra sensibilità compone c’è qualcosa di noi, inutile dirlo, e che siamo sempre coinvolti in un modo o nell’altro in quel che il nostro occhio ed il nostro cuore, sulla stessa lunghezza d’onda, riescono a registrare.

Ma qui più che mai mi sembra che lo scatto sia ben oltre la semplice registrazione di un evento. Più che mai ci pare di percepire qui quella vibrazione emotiva che ha fatto scattare l’idea e quasi la necessità della foto.
Perché il nostro Gino in questa foto c’è, …ed è nello sguardo della ragazza posta al margine della scena, che tradisce l’ammirazione divertita con il suo sorriso ampio e sincero.

E’ quello il vero nucleo emozionale dello scatto che rappresenta e ci rappresenta; noi insieme all’autore, impegnati a seguire un po’ incantati il ritmo ipnotico di quel circolo di danza che si compie sotto i nostri occhi. Con divertimento e ammirazione, appunto.

La foto ha un tempo di scatto tale da congelare il movimento dei due ragazzi che paiono quasi fluttuare in un estasi di danza; senza peso. Ma quanta tensione dinamica si sprigiona da quest’incredibile scatto che pare gestito in studio, tanto i suoi particolari concorrono con precisione a restituirci tutto il senso e l’anima di quella danza.

Il “mosso” avrebbe potuto costituire facile mezzo espressivo a rendere tutto il movimento della scena, …ma non qui, dove le “genialate” del nostro Gino (passatemi un termine ormai consueto per i suoi scatti) sono altre.

Perché l’autore aspetta il momento esatto in cui le due figure appaiono figurativamente antitetiche: agiscono su di un piano parallelo a quello dell’inquadratura, ma una è testa in giù e vista frontalmente, l’altra è in piedi e colta di spalle.
C’è la combinazione di due movimenti rotatori: quello che il nostro occhio percepisce naturalmente seguendo il passo dei due ragazzi, parallelo all’impalcato di legno, ma anche quello suggerito dalla posizione “yin e yang” dei soggetti e che si compie …in aria, parallelo al piano dell’inquadratura.
Il risultato è una dinamica che si sprigiona ben oltre il piano della foto, e che fa sentire forte il suo accento spaziale e tridimensionale.

Questo il segreto di uno scatto che ci coinvolge e rapisce, lasciando che le nostre sensazioni si identifichino e riflettano nella limpida espressività della ragazza seduta, e quindi vicino alle intenzione dell’autore.

Che composizione questo sontuoso bianco nero! Uno splendido quanto funzionale paramento di bugne a faccia vista fa da quinta alla scena. Ma lo spazio dei due ballerini è isolato e sottolineato da quel provvidenziale motivo a riquadri di pietra chiara ai piedi del quale siede la ragazza, quasi sentisse anche lei che quello è il limite virtuale del “palcoscenico”.

Bianco nero bellissimo di gamma estesa e completa con un cuore di mezzi toni ampio e ricco. Chiaroscuro grafico dai contrasti decisi, con i bianchi brillanti e mai fuori scala, che disegnano le forme e s’alternano a piacevoli neri densi di dettagli: guardo alle bugne ricche di mcrocontrasto, ma anche ai bei punti di bianco in ciascuna delle tre figure, così come ai setosi toni di grigio scuro e scurissimo dei jeans e della tuta dei due ragazzi.

Aerre Ok!
Maria Sole..... gli occhi
Maria Sole..... gli occhi di Clara Ravaglia commento di aerre

La splendida Maria possiede il sole negli occhi, non soltanto nel nome ...e la nostra Clara sa bene come farne il cuore dello scatto.

Incanta di dolcezza questo sguardo che occhieggia dal bordo del bicchiere. Ed è la combinazione tra un'inquadratura leggermente dall'alto ed il contatto diretto con questi occhi consapevoli che ci fissano dal basso, quel che dona al ritratto una grande forza di suggestione.

Ma non basta, ...perchè la nostra Clara sbilancia la figura di lato e addirittura pizzica con il taglio la ciocca di capelli sulla destra.

Questo non può che accentuare un certo senso di immediatezza e precarietà insieme del ritratto: perchè qui lo spazio non è sulla destra, come regola vorrebbe, ma lo "sentiamo" alle spalle della bimba, quasi stesse per uscire dal nostro campo visivo dopo averci paralizzato per un istante con il suo sguardo intenso.

Il risultato è che il ritratto si fa più vero ed insieme vibrante e carico di tensione emotiva.

Uno spettacolo la tavolozza di alterni rosa e turchesi che paiono danzare da una parte all'altra del fotogramma in un continuo rimando che è persino tra il primo piano e le tonalità pastello dello sfondo piacevolmente sfuocato a sottolineare la piacevolezza di un'atmosfera che si mantiene fresca e spontanea.

Aerre Ok!
Eveline
Eveline di nellodominat commento di aerre

Una seduttività resa con una certa eleganza ed un affascinante quanto precario equilibrio tra accento e moderazione, tra enfasi e misura.

Credo sia proprio questo il fascino di questo studio e per questo appare corretta la scelta di operare una desaturazione generosa della tavolozza cromatica. In qualche modo cioè la modella ha già in sé una forte carica espressiva, …nelle forme, nell’abbigliamento provocante, nella fluente chioma, nello stesso atteggiamento del corpo, ….e forse il tentativo era quello di riportare questo …come dire, prorompere di accenti di seduttività entro parametri meno “urlati”.

Il risultato è infatti un equilibrio cromatico gradevolissimo di rimandi e contrappunti: la verità dell’incarnato, che pare accennare un dialogo con il biondo cenere dei capelli, è fatta salva dal brillante punto di bianco, ripreso dal filo di perle del bracciale e dall’intrigante bordo dell’intimo, mentre il grigio azzurro dei jeans riprende il tono dello sfondo uniforme.

Mi piacciono i tagli, anche quello della testa in alto e quelli asimmetrici ai lati a sottolineare la leggerissima inclinazione del busto che sbilancia la linea dei gomiti.

L’unica nota secondo me fuori posto è la cintura sfibbiata; un particolare che non fa altro che rimarcare una gestualità già di per sé abbastanza eloquente e un po’ dissonante con l’eleganza generale.

Aerre Ok!
irene
irene di mary1973 commento di aerre

Che incontenibile espressione di vita si condensa in questo ritratto della piccola Irene, colta nel riesplodere di un sorriso che è già un piccolo urlo di gioia; nella brillantezza carica di luce degli occhi sorridenti e felici; nella gestualità del corpo scosso da un’irrefrenabile prorompere di emozioni.

Molto bella l’idea di assecondare la dinamica del corpo sfruttando, all’interno del taglio orizzontale, la diagonale del fotogramma.

Non mi convince però il taglio a destra che oltre a sacrificare l’orecchio lascia poco spazio sulla sinistra: sarebbe stato meglio, se non si poteva includerlo tutto, stringere ancora di più, escludendo l’orecchio e recuperare invece sulla sinistra quello spazio necessario ad accogliere e rendere espressivo il movimento della testa.

Anche la gestione della messa a fuoco non mi convince: l’occhio sulla sinistra è incredibilmente nitido, …il riflesso nell’iride ha una maf al rasoio ma risulta fortemente dissonante con la resa a tratti eccessivamente morbida del resto del viso. Probabilmente il piano di messa a fuoco avrebbe dovuto privilegiare entrambi gli occhi lasciando, come già avviene del resto, alla pdc il compito di sfuocare gradatamente le forme e staccare la curva del mento dal resto del corpo.

Aerre Smile
Ritratto 56
Ritratto 56 di falessandra commento di aerre

Che bello questo ritratto che registra un attimo di rapimento della piccola, colta in un attimo di pausa tra i giochi di qualche istante prima.

Ed effettivamente pare sospendersi questo ritratto, nell’atmosfera di un universo infantile fatto di corse e spruzzi d’acqua, ma anche di improvvisi mutamenti d’animo, di riflessioni serie e segreti viaggi dell’anima.

Il sole scalda con la delicatezza di una carezza le spalle e accende di luce i riflessi delle piccole gocce d’acqua, mentre il viso è leggermente più in ombra con la luce diffusa che ne disegna i contorni. Lo sguardo è fuori campo con un’espressione di forte suggestione evocativa, intenso e in bilico tra un cruccio e un sogno.

Bella e corretta la composizione all’interno del campo orizzontale che mette in relazione, con lo sbandamento del soggetto a destra, lo sguardo e lo spazio di fronte al viso. Un vuoto, piacevolmente sfuocato di forte intensità emotiva.
Giusto il taglio in basso che dà peso alla curva della spalla; forse un filino troppo vicino all’orecchio quello di destra.

E bello anche il bianco/nero, morbido e senza accenti di nero se non nel dettagliato disegno dei capelli e delle folte ciglia umide.

…Temo che abbia un paio di granelli di polvere sul sensore.

Aerre Ok!
Sempre la mia luce.... tornando a casa
Sempre la mia luce.... tornando a casa di Clara Ravaglia commento di aerre

Indubbiamente reca la firma della nostra Clara questo paesaggio che odora di “casa”, di fresco e pace. Ed è nei colori, che pastellano il cielo di tenui gradienti azzuri e rosa di spagna, nelle setosità delicate dei verdi a tratti screziati di riflessi dorati e di rame sinceri.

E’ una magia che vive tutta nella capacità di restituirci una tavolozza di colori che mantengono ciascuno il proprio tono; non si impastano, …ma paiono scivolare, quasi scorrere, gli uni sugli altri mantenendo un’impareggiabile freschezza. Eppure è calda questa tavolozza che ci respira dentro una gioia del ritorno che non è fuga dal quotidiano, ….anzi proprio nel riappropriarsi di quel caro universo di affetti, emozioni e ritmi di ogni giorno, i più cari e dolci, trova la sua vena espressiva.

Anche la composizione si piega a quest’inconsapevole “sentire” dell’occhio della nostra Clara che aspetta paziente e scatta quando più lo scenario che le si dispiega dinnanzi è in grado di restituirle quell’immagine di sé che più le è cara.

L’orizzonte è alto sul terzo superiore e questo non per regola, ma perché il primo piano si distenda lentamente ed in profondità con la sua vena d’acqua che riflette il pastello del cielo e guida il nostro sguardo all’interno dello scatto.

Ma non c’è, e non potrebbe esserci nei suoi paesaggi, un centro di interesse a raccogliere questa fuga morbida della prospettiva. Il senso delle prospettive di paesaggi come questo è un “disperdersi in sé”, verso un “laggiù” indefinito, come farebbe il cuore che s’abbandona e naufraga di là di un orizzonte emozionale che non può avere cifra descrittiva.

Solo un lontano palcoscenico di case ed alberi indistinti, sottile e minuto, pare accogliere e divenire teatro al fine del vagare dello sguardo, ma più con il senso di luogo immaginato e simbolico di quel nucleo di affetti.

Insomma, …è la poetica del “ritorno” che scuote sotto la superficie l’apparente tranquillità di questi scorci; un “ritorno” di cui è fondamentale il suo svolgersi più che il suo compiersi; ed ecco perché le prospettive paiono attardarsi lungo la fuga di un nastro d’asfalto, il setoso riflesso di un canale o la dorata dissolvenza di un semplice guardrail.

Ecco perché l’immagine sente il bisogno di un robusto primo piano, qui nella frizzante punteggiata di piccoli fiori bianchi della spalliera cespugliosa, che ci dia subito il senso delle proporzioni per poi introdurci, quasi un invito, al lento digradare della prospettiva della quale facciamo ormai parte.

Si nutre di emozioni nel suo “farsi” questo ritorno; emozioni che a tratti hanno il sapore di fantasie dell’anima, dolcemente confuse ai ricordi ed alla consapevolezza del presente e strappano, ne sono sicuro, una piccola lacrima di commozione vera nel loro quotidiano ed irrinunciabile ripetersi.

Aerre Ok!
stupore
stupore di kapyn commento di aerre

…Mamma mia. E’ uno dei ritratti più belli che ho avuto il piacere di osservare ultimamente.

Davvero.

Incanta e rapisce la trasparenza di giada, luminosa e brillante di quegli occhi nitidi che la deformazione prospettica dell’inquadratura leggermente angolata, vicina e dall’alto (utilizzata sapientemente come mezzo espressivo) rende ancora più grandi e comunicativi, insieme ad un attento controllo della pdc.

Forte, fortissimo, il potere di suggestione evocativa in grado di produrre la combinazione tra lo sguardo fuori campo della piccola ed il movimento della mano che vediamo sfiorare le labbra appena dischiuse, in una gestualità che pare, complice il mosso sapiente, compiersi realmente.

S’accende, il ritratto, di uno stupore improvviso; un sussulto emozionale che avvertiamo come una scossa attraverso una disarmante espressione di dolcezza e rapimento tutti infantili che ci commuove e strappa un sorriso d’affetto.

Bellissimo il taglio stretto in alto sopra la frangetta a portare la linea degli occhi sul primo terzo del fotogramma, speculare alla posizione delle labbra, ed ampio in basso a far sentire il movimento della mano. Forse non sarebbe stato male un cm più in basso a fare del dorso della mano.

Bianco nero piacevolissimo. Guardo alla setosità dettagliata e nitida dei capelli (forse solo un filo chiuso il nero sulla destra) e delle ciglia ; ma guardo anche ai morbidi gradienti di grigio che ci restituiscono un incarnato morbido e delicato ed al bel punto di bianco degli occhi e dei riflessi.

Aerre Ok!
Valentina II
Valentina II di Val commento di aerre

Elegante e raffinato questo ritratto che incanta per la sua atmosfera così stranamente in bilico tra sofisticata malizia ed infinita dolcezza.

Scelta coraggiosa quella della nostra Vale che adotta un taglio orizzontale e nega, con lo sbilanciamento del corpo, quella centralità dalla quale la composizione pare avere avuto origine.
Il corpo è difatto al centro del fotogramma, ma il busto improvvisamente piega di lato con la forte inclinazione della linea delle spalle controbilanciata da quella della testa e dal guizzo fuori campo dello sguardo.

Sembra avvenire tutto d'un tratto, ...come se un centro di interesse lontano avesse per un istante richiamato l'attenzione della modella, scompaginando la tessitura compositiva iniziale.

Ecco perchè coraggiosa.

Perchè altrove avremmo preteso che la composizione, una volta contraddetto l'asse centrale, desse peso emozionale e figurativo allo spazio sulla destra, ...là dove avviene il movimento del corpo e verso cui s'emana la luce di quegli occhi d'incanto.

Non ...qui, dove questo rapido scompaginarsi dell'equilibrio compositivo, accentua di tensione dinamica lo scatto ed ha il sapore di un'incertezza, ...di una casualità impossibile da gestire, ...il sapore di uno strappo imprevedibile cui dobbiamo tutto il fascino del ritratto.

Ed incanta davvero l'espressività di questo scatto che s'affida ad una gestualità del corpo composta e delicatamente sensuale, all'intelligenza di uno sguardo nerissimo e brillante che pare interrogare e sedurre.

Bellissimo il commento che lo sfondo con la sua tessitura damascata fa alla bellezza moderna della modella, complice un corposo bianco nero che affida ad una gamma densa di neri il "disegno" quasi grafico dell'impaginato chiaroscurale.
Proprio il forte disegno dello sfondo, qui più che nella versione a colori della stessa tapezzereia, fa staccare l'inacarnato plastico e morbido "sorretto" in basso ed in alto dalle masse scure ma leggibili del corpetto e dei capelli.

Splendida la vignettatura, ...che vignettatura non è, che pare allontanare lo scatto in una dimensione più emozionale che figurativa.
Bello il punto di bianco, vero e naturale degli occhi.

Mi pare (ma forse è un effetto del mio monitor) di vedere uno strano alone attorno alle braccia, come se avessi operato uno scontorno per lavorare selettivamente sullo sfondo e renderlo più contrastato. Ma sono sciocchezze.

Bravissima.

Aerre Ok!
Sweet Dream
Sweet Dream di Topo Ridens commento di aerre

Non toccherei una virgola di questo splendido scatto che nella sua realtà oggettiva , dal primo piano allo sfondo, nato da uno sguardo di contemplazione serena, gettato sulla distesa del lago, ha il sapore di un invito a riposare l’anima.

E lo si respira realmente, questo senso di calma assoluta che emana dallo scatto, …di sospensione immateriale che lentamente, addensandosi come nebbia, ci prende e pare cullarci il cuore.

Ma la magia ancora una volta sta nella verità di quel che i nostri occhi percepiscono ed il nostro animo registra. Perché la disarmante sensazione di abbandono, che è quasi un naufragio dei sensi nell’oblio dolcissimo e sereno di questo scorcio è rievocata dall’insieme dei suoi elementi; tutti funzionali, secondo me, a trasmetterci prima e farci vivere poi le sottili sfumature di quella sensazione di calma assoluta.

La composizione, come sa ormai il nostro Topo, è la chiave del fascino segreto di questo scatto che sviluppa all’interno del campo verticale la distesa progressione prospettica, dal primo piano allo sfondo.

Non è un caso che l’orizzonte sia alto, …terribilmente alto, a definire come una lama di luce la stretta striscia di cielo. La sua posizione così alta permette allo sguardo di non “bruciare” la prospettiva della distesa del lago, …ma di percepirla lungo il disteso spazio del fotogramma, secondo un percorso che dai massi del primo piano giunge alla solitaria barchetta sullo sfondo, non lentamente, ma con gradualità.

Ecco l’importanza di massi, rametti, gabbiano e “paperette”, …..che nulla turbano e nulla tolgono allo “scivolamento” dei sensi in questa dimensione di serenità ma che figurativamente hanno il compito di cadenzare la percezione dello spazio e quindi regolarne indirettamente il ritmo, insieme a quello delle nostre stesse emozioni.

Il primo piano è robusto, …appartiene ancora al regno della materia e dell’esperienza concreta, con i suoi massi disposti lungo la diagonale del fotogramma: questo offre all’occhio un riferimento visivo e proporzionale che gli consente di cogliere tutta la profondità dello spazio. La prospettiva scivola lungo la diagonale, …ma l’occhio indugia sui particolari, sulle increspature, sui rametti ed i riflessi ed intanto rallenta la sua corsa scivolando senza quasi soluzione di continuità in un mondo che via via perde di sostanza e colore.

Una coppia di anatre ed il volo libero di un gabbiano attraversano per un istante il nostro spazio percettivo, …ma è un istante, appunto: siamo già immersi in una dimensione monocroma di luce e silenzio che pare condensarsi nell’immagine solitaria della barchetta sullo sfondo.

Ed è a quel punto che ci accorgiamo di aver compiuto, immobili, un viaggio del cuore.

Aerre Ok!
...
... di Mauroq commento di aerre

Incredibile come questo scatto riesca a condensare nell’economia del suo campo figurativo tutti gli elementi necessari ad un racconto che svela chiaramente il suo contenuto.

Ha il sapore di una rappresentazione scenica studiata con consumata esperienza, questo scatto che ha una forte suggestione cinematografica.

Il primo piano è sgombro e la geometrica “inclinata” del bordo del molo si fa spartiacque materico e figurativo tra noi e lo spazio di quel palcoscenico dove l’inconsapevole attore (il gondoliere) è circondato da una scenografia chiara di irsuti pali che affondano nel petrolio denso del canale, di architetture antiche a far da quinte al moderno gazebo ed alla silenziosa gondola.

Ed al centro figurativo dello scatto, …là dove s’addensa la luce dei lampioni, il gondoliere rende eloquente la gestualità della mano che ci racconta di una giornata che respira dentro un po’ di stanchezza e di noia.

Il bello è che lo scatto non dà la sensazione di esaurirsi qui, …ma pare dipingere, ed ecco la sua suggestione cinematografica, l’inizio di una storia della quale aspettiamo, scrutando tra i particolari del suo scenario, gli sviluppi futuri.

Situazione difficile questo bianco/nero notturno di luci ed ombre decise; eppure piacevole nella calibrata esposizione che rende leggibili le minute tessiture della pietra traslucida in primo piano come le ombre scure dell’intradosso dell’arcata del ponte e non si lascia tradire dai punti di maggiore intensità luminosa.

Davvero. Un grande scatto, complimenti.

Aerre Ok!
chiara e lo specchio
chiara e lo specchio di fede commento di aerre

Resto sempre affascinato dal gioco in bilico tra realtà e finzione che sa ricreare lo specchio.

Non è dotato di vita propria, eppure riflette parte dello scenario che lo circonda e ne restituisce un frammento dal carattere effimero e transitorio, a volte con un significato autonomo e “altro”.

C’è proprio quest’aspetto in questo piacevolissimo ritratto che affascina soprattutto per la consapevolezza della sua fugacità: per un istante lo scatto fissa una realtà effimera quale è quella del riflesso e si ha la sensazione che la modella stesse guardando non tanto (come è ovvio) la sua immagine, quanto un mondo a sé, …uno scenario “altro” che si disegna al di là del campo quadrato della cornice.

Un effetto che credo sia determinato proprio dalla piccolezza della cornice che appunto non sembra “racchiudere” un’immagine quanto "separare" il nostro spazio e quello della figura colta di spalle, da quello della modella che pare fare capolino da dietro un vetro.

Ma è, appunto, un istante.

Ottima composizione dunque all’interno del campo verticale che consente il dialogo tra i “due” mondi.

L’unica cosa che non mi convince è il taglio superiore: quell’elemento sfuocato in alto, che contrasta con l’uniformità del grigio azzurro dello sfondo, disturba un po’ e toglie un pizzico alla magia dello scatto.
Taglierei generosamente di quel tanto che serve ad eliminarlo dall’inquadratura. Del resto la chioma sfuocata della modella non necessariamente deve essere colta nella sua interezza (secondo me).

Bello scatto.

Aerre Ok!
Girl... Princess or..??
Girl... Princess or..?? di girlpower commento di aerre

Mi ero perso questo interessantissimo lavoro, …e sarebbe stato un peccato.

Perché mi piace veramente la ruvida immediatezza con la quale il ritratto sa restituirci un’atmosfera di graffiante ed ironica impertinenza.

C’è un mix di compiaciuta quanto consapevole sensualità, irriverenza e autoironia nel gestualità smaliziata di questo personaggio di fiaba metropolitana: il viso è leggermente inclinato all’indietro a dare maggior forza alla suggestione dell’inquadratura leggermente dal basso, tanto che la modella ci “sovrasta” con uno sguardo che ha il sapore di una sfida; la schiena arcuata porta di lato ed in avanti il bacino a controbilanciare il movimento della testa mentre le braccia vi si puntellano in una gestualità che accentua (con un accento volutamente e scherzosamente esasperato) la forte espressività del corpo e del viso.

Cromie, anche qui, …come in precedenti lavori, perfettamente coerenti con lo spirito di questo scatto: leggermente acide, in un dialogo sottile tra le sfumature dense di gialli nelle ombre dell’incarnato e le screziature muschiate della superficie di cemento sullo sfondo.

Ma il tutto è visto con fresca ironia, appunto, ed il tono brillante del vestito bianco spezza, con un sussulto cromatico, la tavolozza d’insieme. Interessante che il divertente motivo del vestito, con i suoi “cuori. quadri, fiori e picche”, sintetizzi le cromie generali con le svariate declinazioni del giallo, verde, rosso e rosa.

Forse, …anch’io avrei visto il taglio in basso più ampio a comprendere nell’inquadratura tutto l’orlo del vestito.

Aerre Ok!
Virginia
Virginia di LuVi commento di aerre

Mamma mia che meraviglia (...e che invidia) questo bokeh: uno sfocato baluginante di luci, che pastella lo sfondo di screziature di verdi, rosa ed ocra dorati, a ricreare una tavolozza tenue e delicata; perfettamente in sintonia con il forte carattere di suggestione evocativa del ritratto.

Pare avvolgere in un abbraccio la piccola Virginia, questa luce che s'emana dallo sfondo radiosa e chiara: carezza i capelli e lambisce con la delicatezza di un soffio leggero i contorni del profilo, che si disegna limpido e luminoso.

In genere non amo le composizioni centrali, soprattutto quando lo sguardo del soggetto è fuori campo. "Regola" vuole, in genere, che si dia maggior peso figurativo proprio a quel vuoto emozionale che si distende dalla parte verso cui è rivolto il viso e lo sguardo.

Ma credo che in questo caso, ...complice quell'atmosfera quasi magica ed eterea, di trasparenze d'alabastro e disarmante dolcezza insieme, ...la composizione centrale finisca con il pagare.

Perchè è l'idea di un abbraccio di luce, credo, il valore che dà allo scatto la sua marcia in più: queste "sofficità" luminose che vibrano dallo sfondo al primo piano avvolgendo di calore la piccola, ...come una carezza a 360° che per un attimo ci coinvolge e porta dentro lo scatto; ...quasi fosse per un istante anche per noi.

Aerre Ok!
vecchie mani
vecchie mani di quentin commento di aerre

Uno scatto di grande impatto nella sua semplicità figurativa e di forte, fortissima suggestione evocativa.

Queste mani, raccolte su se stese e fortemente espressive di rughe e asciutte nodosità, ...paiono sospese in un tempo che è quello della riflessione o della preghiera, come pare suggerire quella croce sfuocata appena percettibile.

Sta qui la grande forza comunicatrice di questo scatto: in quel suo rievocare tutta un'atmosfera densa di emozioni e di gestualità che è comunque di l'atmosfera del raccoglimento del cuore e dell'anima.

Lo scatto si esprime attraverso un bianco nero che, concorde alla semplicità del costrutto figurativo, è anche'sso sintetico ed asciutto: contrasti decisi, con neri profondi ma leggibili e pochi punti di bianco brillante, che fanno risaltare il "disegno" delle mani cui s'affida il cuore narrativo ed emozionale dello scatto.

Aerre Ok!
Alessandro_01
Alessandro_01 di robigna commento di aerre

Salve Robigna
e benvenuto nel forum.

Mi piace il rapporto tra lo sfondo ruggine ed i toni caldi dell'incarnato.

Noto però una certa dominante gialla, soprattutto nelle ombre: la cosa può facilmente risolversi nel bilanciamento colore agendo selettivamente sulle ombre ed incrementando il valore del blu (che toglie appunto il giallo).

Curerei meglio l'inquadratura: sono sicuro che la cosa è voluta, ma un taglio così deciso poco sopra la linea degli occhi, ad escludere le sopracciglia, ...toglie molto in termini di espressività al ritratto.

Aerre Smile
chiara2
chiara2 di fede commento di aerre

Che atmosfera serena di rilassata solarità è in grado di trasmetterci questo bianco nero morbido e piacevole.
Si respira l’odore del backstage, …lo sentiamo nel gesto della mano che carezza la nuca a rilassare i muscoli, nel sorriso aperto, radioso …di coinvolgente spontaneità della modella; nello sguardo fuori campo un po’ rapito da chissà quale pensiero, ma comunque attento e sorridente.
Bella la composizione all’interno del taglio verticale con la figura sbilanciata sulla sinistra a lasciare un vuoto che accoglie e sottolinea l’inclinazione della testa e la gestualità del braccio.
Peccato solo per quel taglio in basso che penalizza il gomito.
Morbido, …morbidissimo questo bianco nero con una buona struttura dei toni medi che si rivela nella resa plastica dell’incarnato e neri abbastanza corposi.
Bellissimo lo sfocato dello sfondo con quel suo lieve digradare dal chiaro sul quale stacca il “disegno” dei capelli ai toni di grigio più scuro in basso a rivelare la morbida curva del braccio.

Aerre Ok!
S F E R E
S F E R E di Burgocapello commento di aerre

Minimale e di raffinata semplicità questo scatto che convince per anche per la resa grafica dell’impaginato chiaroscurale.
Diverte la possibilità con la quale si offre a svariate interpretazioni, grazie alla semplicità figurativa di queste piccole sfere che appaiono ora come uno sciame di comete ora come raggi “d’ombra” di un sole immaginario appena fuori campo.
In questo senso, si spiega la resa forse eccessivamente morbida dell’insieme.
Una solo cosa, per quanto stupidissima: avrei evitato che le due sferette in basso proiettassero l’ombra sulla stessa linea di fuga.

Aerre Smile
Darkness
Darkness di Squartapolli commento di aerre

Con le ali distese a raccogliere il calore dei raggi del sole, pare aggrapparsi con forza questa libellula; quasi sospinta dal basso da un’improvvisa forza che rischia di strapparla via.

E veramente pare riesplodere dall’angolo in basso del fotogramma, un moto di energia di ocra dorati nel gioco screziato di verde e di ambra dello sfondo e delle spighette del primo piano colte in controluce.

Un movimento che s’apre a ventaglio facendo asse sulla diagonale del fotogramma e che spinge con forza e letteralmente lo sguardo verso le ali brillanti di sole della libellula che si staglia nitida sullo sfondo; …proprio là dove, sul terzo superiore, il digradare dell’ocra dorato ha lasciato ormai spazio ad un verde bruno sempre più ombroso.

E fa bene il nostro Stefano a mantenere ampia l’inquadratura invece di stringere sul soggetto: perché è attraverso la composizione con il suo intorno che questa piccola libellula si fa protagonista di uno scatto che ancora una volta sposta leggermente l’accento dal figurativo all’emozionale, con quel suo moderato e …quasi silenzioso “parlar d’altro”.

Aerre Ok!
malinconie ...
malinconie ... di leo v commento di aerre

Che bello questo ritratto che ci coinvolge con il sapore malinconico della sua atmosfera, sospesa in un tempo che è quello delle emozioni, …dei ricordi, degli improvvisi sussulti e scuotimenti del cuore.

Colpisce la sua verità; l’immediatezza franca e sincera di questo ritratto, delle sue rughe come delle piccole imperfezioni del viso; la spontaneità di quello sguardo sospeso in un limbo emozionale e carico di luce, come di quella piccola lacrima discreta che scivola un po’ di tristezza lungo il viso.

E non potrebbe esprimersi se non attraverso una fisicità vera e genuina questo flusso emozionale che balugina nel riflesso limpido degli occhi e sfiora le labbra che paiono accennare a ad un sorriso: lo sguardo non è proprio diretto in camera; è impercettibilmente spostato, quasi vagasse come si fa nei viaggi della memoria e del cuore; oltre, …oltre lo spazio di quell’uscio che ci pare di intravedere riflesso nello scuro vitreo degli occhi, sul quale ci immaginiamo stia …chissà, forse aspettando, …forse salutando, poco importa.

Quel che conta è che il ritratto pare catturare quell’attimo che si ripete ciclicamente nell’anima; l’attimo di un saluto che è stato e che torna a far capolino dalle riposte pieghe del tessuto emozionale.

Qui sta la forza evocatrice di un ritratto che giustamente adotta una composizione garbatamente centrale, stringendo senza soffocare sul soggetto, per ricreare un equilibrio composto e pacato appena appena scalfito da quella lacrima, come un piccolo strappo sulla superficie delle cose, che invece tradisce l’agitarsi del cuore.

Ed è in questa rara dialettica tra l’equilibrio di superficie e l’intensità del flusso emotivo che riconosciamo la forte suggestione poetica ed evocativa di questo ritratto che si esprime con un bianco nero bilanciato e morbido; con una buona struttura dei neri e dei mezzi toni dell’incarnato.

Forse, ma senza turbare la pacata morbidezza dell’impaginato chiaroscurale, non guasterebbe un filo di contrasto in più ed un leggerissimo ritocco al valore delle alte luci.

Aerre Ok!
s.t.#1
s.t.#1 di frank66 commento di aerre

Ritratto di incredibile intensità ed eleganza nella semplicità compositiva che affida all'espressività del soggetto tutta la sua forza di impatto.

Perchè arriva veramente dentro lo sguardo così profondo di quegli occhi scuri e brillanti; in bilico tra un atteggiamento di divertito compiacimento, leggermente tradito da un lievissimo e quasi impercettibile sorriso, ed un'aria di ombrosa serietà, profonda e serena, ...tutta mediterranea, che pare addensarsi nell'arco delle folte sopracciglia rialzate.

Nulla turba il contatto diretto tra noi e quello sguardo che a tratti suggestiona: la posa è di estrema semplicità, apparentemente statica, con il busto colto di tre quarti e tale farci percepire e avvertire quel movimento di leggera rotazione della testa con la quale il soggetto entra all'interno del nostro campo visivo, senza più uscirne, incontrando ed incrociando con la fermezza di una morsa il nostro sguardo.

E' a quel punto che il soggetto acquista ...sostanza, ...si fa presenza reale e concreta.

E se è vero che l'arte del ritratto sta nella capacità di cogliere e restituirci l'anima del soggetto, ...questo scatto lo fa con un'efficacia disarmante, tanto da poterci sentire tutta un'atmosfera intera in quello sguardo fermo e profondo.
Il ritratto cioè dopo un pò pare dilatarsi a rievocare tutto un 'intorno che non è colto ma che sicuramente è espresso, di suoni e di "colori", di strade ombrose tagliate di luce ed architetture accecanti, ma anche di sguardi e atteggiamenti colmi a tratti di silenzio.

Che tutto questo si esprima poi attraverso un bianco nero ...magistrale, ..bhè passa quasi in secondo piano: una gamma tonale da fare invidia, dai neri caldi e densi del copricapo, estremamente dettagliato, ai bianchi brillanti della barba ispida e dei riflessi più chiari della camicia; ed "in mezzo", letteralmente", una varieta di mezzi toni ricca e plastica.

Complimenti.

Aerre Ok!
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