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| Cuore di Libellula! di martini stefano commento di aerre |
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...questo scatto ha ...un cuore grande così
Ok. a parte la battuta, notevole colpo d'occhio, Stefano.
Nitidezza e composizione: notevoli anche quelle.
Aerre  |
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| Torino, 11-03-07 (6) di Marco Petrino commento di aerre |
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Il controluce a volte offre notevoli possibilità quando lo si interpreta nelle sue potenzialità di mezzo espressivo.
Questo scatto ne è un esempio.
A prima vista, ...quasi di sfuggita, sembra la versione urbana di un campo punteggiato dalle solite "balle" di fieno, sempre generose nel proiettare lunghe ombre ellittiche sul terreno.
L'attento controllo dell'esposizione ha permesso di restituire la minuta tessitura della pavimentazione, dal primo piano allo sfondo più illuminato.
E questo permette alle due geometrie di sovrapporsi e creare il palcoscenico di uno scenario dal sapore metafisico: da un lato il gioco variegato, geometrico ma articolato, della pavimentazione; dall'altro le nitida geometria delle sfere che proiettano lunghe ombre sui sanpietrini.
Isolato nella sua dissonanza dimensionale e materica, la figura dell'uomo, la cui ombra (per casualità o sapiente studio) si sovrappone a quella della sfera di destra, diviene attore non protagonista, o se vogliamo alterego narrativo, di questa rappresentazione metafisica.
Tanto che, anche un pò per effetto dello scroll al quale sono obbligato dalle dimensioni, farei volentieri a meno di 3-4 cm in alto.
Taglierei cioè all'altezza del busto dell'uomo, escludendo quella prispettiva urbana dello sfondo.
B/n molto bello. E' quasi scontato dirlo con le foto di Malko. Ma qui nonostante il controluce e la superficie traslucida dei sanpietrini le tonalità di grigio sono bellissime e di grande varietà.
Complice poi la luce radente del sole basso, le superfici acquistano solidità e i particolari emergono tra i disegni delle più minute tessiture.
Aerre  |
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| La carezza di Giovanni Tommaso di Andrea Feliziani commento di aerre |
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Quoto.
Quelle dita che poggiano sullo strumento hanno una delicatezza ed una forza insieme che è incredibile: c'è veramente una storia grande così in questo gesto di protezione e di complice intimità.
Mi piace da morire il taglio ed il punto di ripresa così ravvicinato e dal basso: l'amplificarsi della prospettiva crea un interessante gioco diagonale che asseconda il taglio verticale.
Ci sarebbe da provare anche una versione b/n: non perchè a colori non vada.
Lo dico perchè la mano si staglia su uno sfondo molto scuro ed il b/n non farebbe altro che valorizzare quella splendida "carezza".
Aerre  |
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| Pieride del biancospino di lucianolibe commento di aerre |
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Detto già tutto: controluce, colori, lanterne, luce, Cina, carta di riso, ...no la carta di riso no la dico io, sfondo, composizione.
...zzarola Lucianone stai diventando sempre più bravo.
Grande
Aerre  |
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| Luci e bagliori.... al crepuscolo di Clara Ravaglia commento di aerre |
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Non è facile restituire il calore dorato di certi scenari.
Questo scatto lo fa con misura ed equilibrio.
Un momento breve, che anticipa quello in cui i toni si infiammano e trasudano di cromie sature, reso con un particolare equilibrio cromatico tra le luci del giorno e gli ambrati bagliori che presto cederanno alle dorate atmosfere del tramonto.
Sta qui il suo fascino. Nel precario cangiare dei toni sospesi tra un pallido rosa arancio ed il verde della vegetazione che ancora vibra di forza e brillantezza.
Luci e bagliori, appunto.
Ma con leggerezza.
Quasi si potesse sentire il sospiro sereno dell'anima.
Ben trovata Clara. Te e la poesia dei tuoi scatti sinceri.
Aerre  |
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| contromacro di cius commento di aerre |
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Composizione semplice, senza sovrastrutture, di serena verità.
Eppure raffinata e di rara eleganza nella gestione attenta della luce.
Il controluce appena accennato disegna i margini delle infiorescenze e li fa stagliare sul variegato sfondo di verdi smeraldi e muschiati.
Studiata e fresca insieme la composizione che indugia sul gioco del flesso diagonale, controbilanciato dal breve tratto verticale parallelo al lato del fotogramma.
E tutto, ...complici questi piccoli gesti semplici ma misurati, ha il sapore di una riflessione tranquilla al margine di una giornata piena; il calore di un ricordo che affiora tra le ultime luci del giorno; il bagliore non accecante di un ritrovato sorriso.
Basta niente. Solo poesia.
Aerre  |
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| io-2 di aerre commento di aerre |
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| gred ha scritto: | Gran bel ritratto...l'espressione è intensa,volitiva e lo sguardo che buca lo schermo è quasi inquietante... non ho parole per la perfetta definizione,il colore dell'incarnato così reale e l'uso magistrale della luce,complimenti vivissimi,è sempre molto istruttivo guardare le tue foto e un gran piacere contemplarle
Daniela |
Grazie Daniela,
sai quanto tengo al tuo giudizio.
Aerre  |
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| "" di Gino Quattrocchi commento di aerre |
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Bhe,
mettiamola così Gino: ho un debole per le tue foto e un debole per questo uso del chiaroscuro così intenso.
E lo sai.
Ma nonostante la figura sia parzialmente annegata nel buio, non c'è un uso drammmatico della luce. Qui i contrasti, pure forti e decisi, non stridono, non veicolano stati emozionali carichi di tensione.
Tutt'altro.
Qui l'uso di un chiaroscuro così intenso sembra essere funzionale ad una carica di enorme sensualità e raffinata sensibilità femminile.
C'è un uso "carnale" della luce; di un chiaroscuro tutto teso ad esaltare le elegantissime forme del corpo della modella, annullando tutto il resto: non c'è nulla; scompare la base d'appoggio così come lo sfondo o i dettagli del vestito; solo il suo corpo disegnato dalla luce sembra scivolare nel buio con eleganza assoluta; solo piccoli particolari, ironiche eco di atmosfere glamour, accompagnano e sottolineano la levigatezza della pelle: il tatuaggio, la fettuccia dietro la schiena, il bracciale, il riflesso delle scarpe nere che ha il bagliore di quello sguardo che occhieggia da dietro la ciocca di capelli.
I passaggi di tono pur nello spazio breve e ristretto del contratto margine tra le zone illuminate e quelle quasi totalmente buie, sono estremamente delicati e vellutati e ci restituiscono il valore di un b/n pregevolissimo e di grande, grandissima ampiezza.
Insomma una lezione grande così.
Aerre  |
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| intense colors of nature! di Umba commento di aerre |
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Composizione raffinata, Umba.
Hai saputo aspettare il momento in cui il movimento a spirale della chiocciola si prolunga in quello del primo piano in basso.
Ne deriva un un continuum sinuoso, un movimento a "cornucopia" che struttura il fotogramma e che trova eco cromatica nel trattamento uniforme della tavolozza.
Colori rugginosi, di ambra, di terre bruciate e bruni Van Dick di grande intensità e spessore, che ci sembra potere toccare tanto è forte la loro materica carnosità.
Pregevole il fatto che i toni chiari della lumaca si staglino contro una porzione di colori più scuri facendola staccare così dal fondo.
Aerre  |
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| La femme fatale di gred commento di aerre |
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C'è anima in questo ritratto.
C'è una sorta di pausa emozionale, ...di sospensione in precario equilibrio, tutta raccolta nella profondità di quello sguardo fuori campo.
E c'è più di una storia nascosta tra le pieghe di questo viaggio di fortissima carica introspettiva: ha le sfumature del rimpianto questo ritratto, ..forse; i precari contrasti di un orizzonte che non si è mai saputo raggiungere, le incertezze chiaroscurali di un abbraccio immaginato, che è solo con se stessi e per se stessi.
Bellissimo e struggente nucleo narrativo (...come lo interpreto io ovviamente) ben sostenuto da un pregevole trattamento delle cromie che hanno il sapore di antichi strati di gelatina sensibile stesi sul supporto cartaceo.
Le ombre virano al blu, i particolari si fanno meno percettibili tra le sfumature a tratti cariche di ossido, l'incarnato acquista il sapore del ricordo.
Bello. Bellissimo ritratto.
Aerre  |
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| Rolley 1 di Mauroq commento di aerre |
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Ben trovato Mauro.
Arrivo con un ritardo mostruoso, lo so….; ho preso un po’ le distanze dal forum in questi giorni, …ma questa foto, ….Rollei o no, è davvero un capolavoro.
….E quindi.
Capolavoro di composizione ed equilibrio.
Il taglio quadrato della Rollei, credo aderisca perfettamente al tuo occhio fotografico e lo dimostra la straordinaria naturalezza con la quale è costruito l’impaginato figurativo.
Perché qui, sembra scontato ma val la pena di sottolinearlo, non c’è una operazione a posteriori di ritaglio, che sfrutta alcune potenzialità della scena.
E’ esattamente il contrario. E’ il campo quadrato che si fa strumento di indagine ed appare come matrice figurativa.
Il risultato, …qui, è una composizione di straordinario equilibrio e verità: l’orizzonte basso sul terzo inferiore apre in alto la luminosa spazialità del cielo che fa da fondale scenico e che raccoglie con il suo bagliore lontano la progressione prospettica.
Tutta la scena si raccoglie nella metà del fotogramma individuata dalla diagonale ideale che dalle palme scivola lungo la palizzata e si continua nel bordo del camminamento a scacchiera.
Ne deriva una dicotomia chiaroscurale e di tono tra il chiarore quasi immaterico del cielo e del mare da un lato e le masse più scure delle palme in controluce, della palizzata e della pavimentazione.
Ma non solo.
La linea d’orizzonte che a prima vista sembrava seguire una geometria indifferente al resto della scena è invece parte integrante di quel movimento radiale che si costruisce tutt’intorno la piccola figura umana verso cui “sembra” convergere il cannocchiale prospettico.
Tutto, nonostante l’equilibrio, è carico e ricco di tensioni dinamiche: la palizzata amplifica con il movimento della sinusoide la fuga prospettica accentuata da una lato dalla massa scura e frastagliata delle palme e dall’altro dal regolare gioco della scacchiera per terra.
Viene fuori un altro contrasto, …inatteso, …intuito e mirabilmente messo in scena: ed è il gioco variegato delle varie tessiture dissonanti; l’aspetto quasi frattale delle palmette, il ritmo verticale e monotono della palizzata, l’alterno movimento della scacchiera, ….ma anche la nuda spazialità del cielo che quasi si costituisce in un continuum materico con il mare ed il triangolo di sabbia vergine sulla destra.
Provate adesso a coprire con un dito quella piccola figura umana ….e tutto l’apparato scenico improvvisamente crolla, quasi avessimo sciolto d’improvviso il nodo cruciale di tutta la tessitura.
Perché quella figura, che ha il sapore della statua nel padiglione di Mies, ha l’importante funzione di raccogliere tutto quel movimento prospettico.
Ma, ….attenzione, non è e non vuole essere il vero centro compositivo.
Per casualità, intuito o studio inconsapevole di un occhio attento ed allenato, questa piccola figura è posta al margine del fuoco prospettico.
Questo destabilizza un ordine altrimenti troppo rigido, crea movimento e lascia fluire lo sguardo oltre.
“Oltre”, come è nella poetica più ricorrente del nostro Mauro.
Oltre il costrutto figurativo, verso l’orizzonte, …verso un nucleo narrativo e semantico, ancora una volta più emozionale che percettivo, …perché immaginato più che visto, sentito più che rappresentato.
Con stima
Aerre |
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| In un mare di spighe di Val commento di aerre |
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Ho deciso di rendere pubblico parte di un mp che ti ho inviato:
Credo alle persone che stanno dietro un’emozione.
Le foto, le tue foto, sono state lo strumento per viverle in prima persona queste emozioni, ma soprattutto la chiave per scoprire un’anima celata, viva e straordinariamente bella dietro di esse.
E chi se non la Vale che ho imparato a conoscere in questo forum saprà restituire quel cuore poetico ed emozionale di foto come “la musica è per sempre”.
La poesia Vale, …la poesia è tutto quello che abbiamo.
A volte ci lascia nudi, terribilmente esposti …e finiamo col farci male; il più delle volte, per fortuna, ci ricorda il senso stesso della vita.
Ed oggi non mi va di lasciare commenti. Faccio anch’io una pausa.
Ma domani, ti prego …restituiscici, …restituiscimi quella poesia. Se puoi.
Un abbraccio. Forte.
Giuseppe |
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| Il tuo Sorriso di joeyramone76 commento di aerre |
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Uno scatto particolare e affascinante.
Trovo molto intelligente il controllo della luce: la creazione di generose e per nulla fastidiose zone d'ombra, sintetizza la compagine figurativa e permette di evidenziare il sorriso che è ovviamente il cuore, anche emozionale, della foto.
Peccato, peccato, peccato per il taglio troppo stretto sulla sinistra.
Buon b/n: bei toni di grigio. Forse ti potevi permettere un filino di contrasto in più senza bruciare però oltre il riflesso sulle labbra.
Aerre  |
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| contest VICINO - 062 di felixbo commento di aerre |
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| Mauroq ha scritto: | Un ottimo b/n, forse troppo stretto forse no, fatto sta che l'attenzione viene focalizzata sullo sguardo della signora.....sembra che stia pensando...."gli uomini sono fatti cosi'".....ottima la scelta di messa a fuoco  |
Quoto Mastro Mauro.
(per il taglio però...se non fosse stato così stretto, lo sguardo della signora avrebbe perso forza e incisività)
Aerre  |
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| Radici di Lofuoco commento di aerre |
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Una splendida idea egregiamente realizzata.
Il bianco nero è molto bello: ampio, con una gamma estesa e morbida.
Oltretutto, a parte il forte nucleo narrativo, ...evidente al di là del titolo, ....è di una tenerezza disarmante.
Veramente bella.
Sarebbe stato facile assecondare con il taglio lo sviluppo verticale, ma qui la scelta di "orizzontare" il tutto è perfettamente coerente.
Aerre  |
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| tappo di aerre commento di aerre |
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Silvano, grazie mille del tuo commento sempre troppo buono.
Solo ora mi ricollego e ti ho letto.
Mi piace raccontarti due note in più di questo vecchio scatto.
E' uno scatto che è servito per il layout di un'immagine pubblicitaria di un vino siciliano.
Quindi fa parte di un impaginato grafico un pò più articolato: oltre al logo aziendale ed al nome del vino (che ho tolto per correttezza al forum) ci sono, come vedi nell'allegato, delle scritte ...una specie di legenda su alcune delle gocce ad indicare che il vino è prodotto con un 100% di "anima" e "Nero d'Avola".
Tutti gli elementi della scena (gocce, tappo e piano di appoggio) sono stati fotografati separatamente e riassemblati in funzione proprio del costrutto grafico. Lo sfondo (manco a dirlo non nasce nero, ...è prodotto in pw).
L'illuminazione è quella solita della finestra della mia stanza/studio/casa/piccolo mondo antico.
Un abbraccio
Aerre  |
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| la mia metà del cielo di aerre commento di aerre |
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@ tamata80: Grazie Alessandro, ....uhmmm, aspetta a conoscerla!
@ gred: Grazie Daniela, tengo molto al tuo giudizio raffinato.
Grazie ancora
Aerre |
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| tappo di aerre commento di aerre |
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@ joeyramone76
@ janko
Grazie mille della visita
Aerre  |
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| Luci nel profondo Blu di Mosaico commento di aerre |
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Taglio ardito e coraggioso.
Condivido la scelta di spingere così in basso la silhoutte della riva con la sua lieve punteggiata di luci: il fotogramma acquista sostanza alla base e può reggere l'incredibile progressione cromatica del cielo con il suo vertiginoso digradare dall'arancio al blu cobalto.
Ed in alto quasi a tessere un dialogo luministico con le luci in basso, riunificando i due estremi del fotogramma, un piccolo spicchio di luna.
Non c'è trionfalismo. Non c'è artificio.
E' un'immagine serena e sincera.
Aerre  |
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| Il molo di Mauroq commento di aerre |
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Un’altra splendida composizione gestita con sensibilità, ma soprattutto rigore, ….perchè di raro equilibrio strutturale.
La ripresa dal basso enfatizza la progressione dei piani, spinge l’orizzonte in alto che riduce il cielo ad una sottile striscia chiara che chiude in alto il fotogramma e dialoga con quella lingua scura sulla destra del molo; in basso il dislivello diagonale destabilizza e disgrega l’apparente struttura orizzontale e dà forza a una cornice ideale che racchiude gli elementi figurativi portanti della scena.
Da un lato, sulla sinistra, la massa scura della bitta assume un sapore quasi …antropomorfo, perché strettamente legata dalla costruzione prospettica all’altro elemento portante dell’impaginato, cui fa da contrappunto: la piccola figura del pescatore, colta in leggera silhouette, che chiude al margine del piano della banchina la fuga del cannocchiale prospettico.
Trapela …a tratti, ….come sempre, una certa poetica della solitudine emozionale, che è più individualismo che abbandono, …di uno struggente senso di non appartenenza, esemplificato, quasi, da questo dialogo muto ed impossibile tra i vari elementi della scena: il pescatore e la bitta; così simili per tono e rapporti prospettici, eppure così lontani e diversi.
E sullo sfondo, l’orizzonte; con la sua indifferente quiete appare sempre più il luogo di un universo emozionale lontano.
Aerre  |
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