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| I Sassi di Flavia Daneo commento di Flavia Daneo |
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Un grazie a Nerofumo e Jus per i commenti sempre utili per capire se gli scatti proposti hanno raggiunto o meno il loro intento.
Ciao  |
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| Micromondo - Yellowstone N.P. di Flavia Daneo commento di Flavia Daneo |
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| Staff Photo4U ha scritto: | Congratulazioni Flavia Daneo, il tuo scatto e' stato scelto per comparire in Vetrina per la sezione Reportage & Portfolio nel mese di Agosto 2017.
Qui puoi vedere le vetrine di tutte le sezioni di Photo4u  |
Ringrazio lo Staff per il nuovo graditissimo riconoscimento
E' sempre una soddisfazione vedere apprezzato il proprio lavoro
Flavia  |
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| Il banco della frutta di Flavia Daneo commento di Flavia Daneo |
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Grazie ancher a te Clara per il passaggio e il commento. Ho piacere che l'amico ti abbia portato in giro tra le calli ad assaporare un po' di "notte veneziana" autentica e che tu riesca a "riconoscere" in qualche mio scatto notturno un po' della non-luce veneziana. Quanto al Paradiso perduto" sì, c'è ancora. E' un bacaro, e penso che tu abbia cenato con "cicchetti" vari Si trova in Fondamenta della Misericordia, più o meno alle spalle del Ghetto, tanto per capirci. Ciao  |
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| Il banco della frutta di Flavia Daneo commento di Clara Ravaglia |
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Appena un pizzico di luce in aggiunta, come proposto da Mauro, ci può assolutamente stare. Ma basata davvero un nulla in più, a mio parere.
Anche perchè nei primi attimo di osservazione arriva, volenti o nolenti, l'impatto tecnicamente reale ed innegabile, della sottoesposizione. Però al di là del sapere che la autrice è veneziana ( cosa che io conosco, ma che non deve entrare nella valutazione in generale di questa foto) ecco che in pochi istanti si fa strada questo senso di sospensione silenziosa, di stupore leggero che immobilizza il ragazzino davanti alle tinte in mostra: colori che nessun sole diurno sta vivacizzando. Eppure sono frutti dipinti d'ombre dalla notte veneziana, da luci più fioche di quelle di una boutique gourmet del centro; solo una mercatino rionale ancora fruibile dopo il tramonto. Mi ricorda ancora una lunga passeggiata notturna, settembrina, ai tempi di un festival del cinema di anni fa, in cui un amico veneziano ci portò a cenare in un luogo non turistico della città, attraversando viuzze e costeggiando canali, fin quasi a perdere orintamento e senso del tempo, e il buio e la luce fioca erano queste....
Quel posto così particolare si chiamava "il Paradiso perduto... ( fra le calli...eheh ) e non ho avuto più occasione di tornarci chissà se esiste ancora... o come sarà mutato...
Chi meglio di Flavia qui poteva rendere anche a parole ciò che io ho percepito? la quoto:
| Citazione: | la vera "luce" della Venezia notturna, ricrearne le particolari atmosfere. Venezia, tranne rarissimi casi, non ha MAI le luci "da luna park" .
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Ciao
Clara
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| I Sassi di Flavia Daneo commento di jus |
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Trovo sia una serie di immagini veramente belle ed in un BN efficace ed adeguato.
Mi piace la tua proposta. Ciao. |
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| Sshh! di Flavia Daneo commento di Flavia Daneo |
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Ringrazio Marco e Claudio per aver espresso le loro opinioni su questo scatto
[quote="Claudio Roselli"].
Sicuramente il mio intento era esclusivamente emozionale ma purtroppo non c'è una categoria adatta e riconosco che la categoria Paesaggio implica una lettura di altro tipo.
Non sono molto d'accordo con l'analisi di Claudio che, sicuramente, esprime il suo pur legittimo sentire. Per me non è "una rappresentazione ''effimera'' di un posto che non vive più di vita propria, ma come un fondale a uso e consumo di chi paga due euro per un selfie", anzi, tutt'altro. Vuol essere invece un invito a scoprire una Venezia meno effimera e più vera, più intima. Una Venezia silenziosa. E perchè malinconica? perchè lontana dal luna park tanto amato dal turista mordi e fuggi che si fà i selfie con il bidone dei rifiuti come sfondo (visto purtroppo moltissime volte con i miei occhi)?
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| Sshh! di Flavia Daneo commento di Claudio Roselli |
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Fotografia più emozionale che documentaria, penso che la particolarità di questa scena sia proprio l'atmosfera di vuoto, di nulla che traspare da questa scena.
L'inquadratura decentrata comporta un taglio non troppo convenzionale, anche la parte superiore, come il taglio a sinistra evidenziato da Marco, mostra una forzatura compositiva.
uno scatto senza fronzoli, ma ben bilanciata nei toni, una rappresentazione ''effimera'' di un posto che non vive più di vita propria, ma come un fondale a uso e consumo di chi paga due euro per un selfie.
Malinconica  |
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| Sshh! di Flavia Daneo commento di Arpal |
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In tutta onesta' non riesco a trovare un punto di attenzione su questa tua proposta.
Forse, sforzandomi un pochino e immaginandomi una Venezia, scorgo quelle atmosfere notturne caratteristiche, ma e' troppo debole l'immagine in se.
Il taglio sulla sinistra, a meta' finestra, e' incerto, avrei escluso chiudendo di piu'.
Buona la resa sulle scale, digradante fino ad un nero totale.
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| Il banco della frutta di Flavia Daneo commento di Buonaluce |
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| Flavia Daneo ha scritto: | Ringrazio tutti per i sempre graditi commenti.
Penso che due parole di spiegazione a questo scatto siano forse chiarificatrici delle mie intenzioni.
Questo scatto, postato singolarmente, può sembrare necessiti di maggiore luminosità. In realtà, fa parte di una serie di scatti fatti a Venezia in pomeriggi invernali in cui la mia intenzione era quella di mostrare la vera "luce" della Venezia notturna, ricrearne le particolari atmosfere. Venezia, tranne rarissimi casi, non ha MAI le luci "da luna park" che si notano in molte foto "notturne" veneziane fatte con lunghe esposizioni. Venezia di notte è buia. È questa la sua bellezza: la luce di una finestra, quella di un lampione che illumina solo le immediate vicinanze, il tremolante riflesso in un canale...
Sai Filippo perchè ho tenuto in ombra il cane? perchè nemmeno io che mi trovavo a pochi metri da lui mi ero accorta che ci fosse finchè bambino e cane non si sono mossi. Può sembrare strano a chi è abituato a vivere lungo strade cittadine illuminate a giorno, ma è così.
Ah, dimenticavo: io sono veneziana...
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perfetto, non fa una grinza ! buonanotte.  |
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| Il banco della frutta di Flavia Daneo commento di Mausan |
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per me, pur mantenendo questa atmosfera un poco di luce in più davanti la bancarella della frutta e intorno al bambino non guasta ma rafforza...in fin dei conti la parte frontale del bambino credo che un po di luce di riflesso dal banco la prenda...allego una mia visione tanto per intenderci, se infastidisce la rimuovo  |
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| Il banco della frutta di Flavia Daneo commento di Flavia Daneo |
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Ringrazio tutti per i sempre graditi commenti.
Penso che due parole di spiegazione a questo scatto siano forse chiarificatrici delle mie intenzioni.
Questo scatto, postato singolarmente, può sembrare necessiti di maggiore luminosità. In realtà, fa parte di una serie di scatti fatti a Venezia in pomeriggi invernali in cui la mia intenzione era quella di mostrare la vera "luce" della Venezia notturna, ricrearne le particolari atmosfere. Venezia, tranne rarissimi casi, non ha MAI le luci "da luna park" che si notano in molte foto "notturne" veneziane fatte con lunghe esposizioni. Venezia di notte è buia. È questa la sua bellezza: la luce di una finestra, quella di un lampione che illumina solo le immediate vicinanze, il tremolante riflesso in un canale...
Sai Filippo perchè ho tenuto in ombra il cane? perchè nemmeno io che mi trovavo a pochi metri da lui mi ero accorta che ci fosse finchè bambino e cane non si sono mossi. Può sembrare strano a chi è abituato a vivere lungo strade cittadine illuminate a giorno, ma è così.
Ah, dimenticavo: io sono veneziana...
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| Il banco della frutta di Flavia Daneo commento di GiovanniQ |
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| Molto buona Flavia nell'aver lasciato e anzi agevolato l'ombra e l'aspetto dark, mi ricorda qualcosa della "piccola bottega degli orrori" se si accende la luce...scompare la magia. |
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| Il banco della frutta di Flavia Daneo commento di maxval1820 |
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| Citazione: | | Secondo la mia opinione è proprio il lato peculiare di questa immagine | per me un pelo di luminosità avrebbe attirato maggiormente attenzione creando un aspetto ancor più interessante anche al bambino in ombra. Concordo con te che la versione di Filippo è troppo luminosa.  |
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| Il banco della frutta di Flavia Daneo commento di Bruno Tortarolo |
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| lamedelcaos ha scritto: | L'immagine, seppur interessante, manca a mio avviso di luminosità selettivamente sul banco. Molto bene il bambino in vedo/non vedo.  |
Secondo la mia opinione è proprio il lato peculiare di questa immagine, luce bassa di banco all'aperto ripreso al buio dove l'oscurità assorbe naturalmente gran parte della luce, anzi mi sorprende perfino che siano così nette e cromaticamente perfette le tonalità della merce.
A mio avviso un grande lavoro, snaturato dalla luce troppo potente della versione di Filippo che la fa diventare una cosa completamente diversa, sicuramente lontanissima dalle intenzioni di Flavia.
Una buona serata |
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| Il banco della frutta di Flavia Daneo commento di Bruno Tortarolo |
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Ciao Flavia, il bilanciamento del bianco ha lavorato una bellezza, nessuna dominante da luce artificiale ed è già un bel risultato portato a casa.
Tuttavia non è la cosa che mi colpisce di più, lo è moltissimo il bimbo che sembra rapito dallo scenario come se fosse di fronte alla bottega dei dolci a Natale, lo trovo davvero singolare e interessante, poi eventualmente sarà per altri motivi ma questa atmosfera Dickensiana mi colpisce molto, mancano i fiocchi di neve
Un caro saluto |
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| Il banco della frutta di Flavia Daneo commento di Buonaluce |
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| Flavia Daneo ha scritto: | Scusa Buonaluce, ma non mettermi in bocca parole che non ho scritto. Dove ho detto che la mia foto è perfetta e/o impeccabile?
Tu hai postato una foto con della frutta così come la "vedi tu" nella tua terra. Questo è un "termine di paragone" e come tale l'ho inteso. Se poi intendevi proporre una foto per scambiare simpaticamente due battute, mi sta bene. Ma senza specificarlo, ritenevo che volessi semplicemente propormi un'esempio di come avrebbe dovuto essere la mia frutta sottotono ossia più vivida e satura nei colori. |
bene ! ora che abbiamo rotto il ghiaccio, puoi chiamarmi Filippo  |
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