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| sedia di andy-capp commento di Clara Ravaglia |
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Immobile e desolata, tanto quanto la precedente era morbida e fluttuante.
Definitiva..... e con il rosso a suggellare la fine, come una antica ceralacca.
Ciao
Clara  |
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| l'ombra di andy-capp commento di luxi |
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| E' davvero bella. Una immagine che con pochi indizi irretisce lo sguardo e lascia campo aperto al pensiero. Nessun elemento si mostra prepotente all'osservatore, ma solo pochi accenni di visione, giusto per dare ad ognuno di noi un punto di inizio per la storia che più ci aggrada.Un saluto |
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| l'ombra di andy-capp commento di andy-capp |
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Clara, con dei commenti così, lievi, soavi, e perchè no, questi si preziosi, finirà che m'innamoro. Se sapessi suonare ti garantisco che forse avrei anche in mente la musica con cui accompagnerei quest'immagine. Un mix di hip pop ma forse piu un cool jazz, con un riff di chitarra a 12 corde. |
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| l'ombra di andy-capp commento di Clara Ravaglia |
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La trovo preziosa.. di quella stoffa speciale di cui sono tessute le belle cose quando diventano già ricordi e il tempo non può più fare loro alcun male....
E' uno di quei casi in cui qualche macchia di colore che irrompe nel bianco e nero, come un getto sanguigno improvviso, non fa male, ma rende più vivida la costruzione dell'immagine.
Anche molto evocativa.... ci si potrebbe costruire intorno un incipit... oppure verrebbe voglia di musicare questo passo leggero.
Ciao
Clara  |
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| l'ombra di andy-capp commento di andy-capp |
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Nulla di costruito. Non nella scena almeno. Quello che c'è, c'era. Andrea quello che vedi in BeN è originale. Ho creato un nuovo livello e con la correzione colore l'ho portato al rosso. Poi con varie gomme, sfumando ho tolto e lasciato solo in alcuni punti in particolare su l'omino. Lo scatto è un 6x6 naturale fatto con una yaschica Mat B. con kodak 120 convertito in BeN.
Grazie Giacomo |
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| l'ombra di andy-capp commento di taker |
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| particolare...l'ombra dell'ombrello mi sembra troppo costruita però |
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| bambina di andy-capp commento di andy-capp |
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Intanto grazie dei commenti poi approfitto di questa foto per comunicare agli amici un paio di eventi che mi riguardano. Il primo è quello importante perchè mi vedrà esporre e pubblicato insieme alcuni tra i piu importanti fotografi. Lo metto qui perchè altrimenti non saprei come metterlo su Ph4u
COMUNICATO STAMPA
Mostra collettiva di fotografia
COLLETTIVO 180
Vasco ASCOLINI, Gianni BERENGO GARDIN, Giorgio BERGAMI,
Bruno CATTANI, Enzo CEI, Carla CERATI, Claudio ERNÈ,
Uliano LUCAS, Christian MARTINELLI, Giordano MORGANTI,
Giacomo SAVIOZZI, Giovanni SESIA, Massimo Stefanetti, Filippo URBINI
Curatore: Fabrizio Boggiano
Inaugurazione: Giovedì 9 ottobre 2008 dalle ore 18.00 alle ore 24.00
Periodo: 9 ottobre – 30 novembre 2008
Sedi: VISION QUEST, Piazza Invrea 4 r, 16123 Genova
Ex o.p. di Quarto, Via G. Maggio, 6, Genova
Tel.:+39 339 7534993 +39 010 265629
Orario: mercoledì, giovedì, venerdì ore 15.30 - 19.30
sabato ore 10.00 - 12.30 / 15.30 -19.30
oppure su appuntamento (tel. +39 3397534993)
Sito web:
www.visionquest.it
Informazioni e-mail: info@visionquest.it
Catalogo: in galleria, bilingue (italiano/inglese), con testi di Fabrizio Boggiano e del Prof. Antonio Slavich, Edizioni VISION QUEST, Genova
Gli artisti saranno presenti all'inaugurazione
La Galleria VISION QUEST Contemporary Photography è lieta di inaugurare la stagione artistica 2008 - 2009 presentando la mostra collettiva di fotografia intitolata COLLETTIVO 180.
A trent’anni dall’approvazione della legge 180, detta anche "Legge Basaglia" dal nome dello psichiatra suo promotore, abbiamo sentito la necessità di realizzare una mostra che non fosse celebrativa ma, piuttosto, che potesse riaccendere l’attenzione su una tematica particolarmente importante quale è la salute mentale.
Gli anni Settanta sono stati il periodo più denso della nostra Repubblica, all’interno dei quali si sono dibattuti terrorismo, mafia, cattiva politica, ma anche ideali sociali nuovi e profonde battaglie civili, che condussero a importanti leggi dello Stato.
Oggi si vorrebbe dimenticare tutto e, tendenza ancora più grave, ridiscutere e ridimensionare proprio quelle leggi vanificando così l’importante percorso compiuto. Con questo spirito, pertanto, pensiamo di portare un piccolo, ma significativo contributo, finalizzato al recupero della memoria e alla consapevolezza di quanto alta debba essere mantenuta l’attenzione.
La mostra, pertanto, partirà proprio con le immagini storiche relative agli anni dal 1967 al 1970, quando, grazie a Franco Basaglia e ai suoi collaboratori, fu possibile, per alcuni, entrare negli ospedali psichiatrici e fotografare l'orrore esistente. Grazie a queste immagini crebbe l'attenzione per un universo fino a quel momento volutamente tenuto nascosto e molti fotografi iniziarono, e continuarono, a documentarne ogni aspetto.
Sono trascorsi ormai trent'anni dalla legge e quaranta dall'apertura dei primi reparti psichiatrici: molta strada è stata percorsa, ma molta di più è ancora quella che abbiamo innanzi.
Le fotografie esposte percorrono questo arco di tempo fissando l'attenzione su questo mondo sollecitando, soprattutto, una riflessione sulla situazione odierna, che rischia di retrocedere tragicamente e continuare a cadere nell'indifferenza e in una vergognosa speculazione.
Anche per questo motivo una sezione della mostra verrà esposta all'interno dell'ex Ospedale Psichiatrico di Quarto, sempre a Genova, alla quale si affiancheranno filmati, incontri ed eventi.
Uno di questi sarà una vera e propria mostra nella mostra ”Quarto Occhio!”: giovani fotografi, insieme al personale della struttura e ad alcuni degenti, riceveranno una macchina fotografica "usa e getta" (uguale per tutti) con la quale poter liberamente fotografare all'interno dell'ambiente. Una selezione verrà quindi esposta nell'ex Ospedale Psichiatrico e pubblicata sul catalogo della mostra. Tutto questo a dimostrazione di quanto sia importante abbattere ogni tipo di barriera combattendo, nello stesso tempo, chi vorrebbe nuovamente nascondere, agli occhi della società, le persone che soffrono di un disagio mentale.
Non sarà mai possibile, infatti, contrastare questa ormai pericolosa società dell'apparenza se, ogni volta, lasceremo calare le bende sugli occhi restando in silenzio.
Fabrizio Boggiano
BIBILIOTECA COMUNALE DI PISA
Venerdì 3 ottobre 2008, ore 21
In occasione del trentesimo anniversario dall'approvazione della legge 180, detta Basaglia, presentazione del libro di Giacomo Saviozzi
L'interruttore del buio
Reportage fotografico a trent'anni dall'approvazione
della legge 180 all'interno degli ex manicomi
Saranno presenti
l’autore e il dott. Annibale Fanali
da lunedì 22 settembre ’08 MOSTRA FOTOGRAFICA
L’interruttore del buio
“Un giorno entrando in un ex manicomio, ho sentito il dolore, è come se le urla dei malati echeggiassero ancora tra gli stanzoni fatiscenti. Ho cominciato così ad ascoltare quelle urla, a raccontarle con la mia macchina fotografica. Pian piano che fotografavo le ho sentite più forti, ho palpato la sofferenza. Da questo cammino è nato il progetto di documentare ciò che della "follia" è rimasto, raccontare i luoghi i dolori, le sensazioni che incontravo nel mio cammino. “
Biblioteca comunale – Lung. G. Galilei, 42 tel. 050.910615-202
un abbraccio Giacomo |
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