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| Valtidone 07-08-10 di Marco Petrino commento di jus |
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Mica male per uno che non sente nelle corde il paesaggio.
La rigorosa composizione, nel senso che tutto è al posto giusto, e l'ottimo controllo di luce ed esposizione, aggiungono all'immagine un impatto di grande gusto pittorico.
Propio bella.
Ciao. |
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| Valtidone 07-08-10 di Marco Petrino commento di Clara Ravaglia |
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Marco... ti picchierei per questa premessa. Il fatto che altri generi ti siano congeniali, non significa che i compartimenti siano sigillati. La fotografia è unica, gli scomparticmenti esistono, ma non per la sensibilità . In ogni caso ti giuro che sono corsa ad aprire la antepriama senza aver letto nè il titolo ( che bei ricordi), nè la firma.... solo perchè mi colpiva e , devo confessarlo, anche perchè mi ricordava in qualcosa una foto mia, meno bella, di tanto tempo fa. Già da sole queste fronde mobili e vivide occupano in gloria lo spazio visivo, una cappa protettiva simbolica per l'osservatore, senza pesantezze, solo leggerezza nella piena giornata estiva. E poi l'occhio incontra la collina in sfondo, il casolare sul cucuzzolo e i poichi viottoli chiari che lo circondano. Oltre è solo l'azzurrino sfumato che avvolge la vallata.
Per me di estrema dolcezza,in una composizioone rigorosa sì, ma che lascia il posto alla piccola grande libertà di aver risevato alla chioma verde uno spazio così grande, prorporzionale non alla piccolezza relativa del cascinale in collina, ma all'amio respiro, quieto e ridente, di tutta la vallata protagonista.
Ciao
Clara  |
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| Valtidone 07-08-10 di Marco Petrino commento di Pio Baistrocchi |
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Molto ben composto l'insieme,con fare scenografico.
La parziale cornice naturale va a riempire quasi l'intero quadro offrendo il varco discreto per un paesaggio di delicata presenza.
Ben esposti i due piani che anche per merito della corretta pdc mantengono alta la leggibilità e il nitore.
Una luce generosa tenuta però a bada dal fitro colorato del fogliame.
Un saluto |
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| Valtidone 07-08-10 di Marco Petrino commento di Marco Petrino |
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...il sole di agosto mi ha dato alla testa...
Il paesaggio è un genere che mi affascina, ma nel quale ho fatto solo qualche disastroso tentativo.
Ora ci riprovo, e passo a voi la palla per commenti, suggerimenti e critiche.
Ciao!  |
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| Torino. 25-07-10 di Marco Petrino commento di Marengo |
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| malko ha scritto: | Ciao Fausto! ... hai comesso un errore, caro Holmes, la distanza è pari alla circonferenza della ruota, non al diametro. |
Arghh!! Che sciocco, un "lapsus" imperdonabile... se pensi poi che insegno anche geometria descrittiva... spero che nessuno dei miei alunni lo scopra mai. Dovrò essere più indulgente con loro d'ora in poi
Ma come ti dicevo, ieri è stata una domenica noiosa, evidentemente anche gli ingranaggi del mio cervello giravano per i fatti loro.
Ciao, piacere di averti incrociato |
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| Torino. 25-07-10 di Marco Petrino commento di Marco Petrino |
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Ciao Fausto! Già, proprio come nella stampa offset, dove l'inchiostro è spalmato sulla lastra e viene raccolto da un rullo di caucciù che lo deposita sulla carta, così la ruota in gomma ha raccolto uno strato di gesso colorato e lo ha depositato sul selciato. Però hai comesso un errore, caro Holmes, la distanza è pari alla circonferenza della ruota, non al diametro.
Foto "poliziesca"? Bene, potrei pensare di collaborare con il R.I.S.
Grazie!
Silvano...che commento! Mi hai fatto restare...di sasso
Ciao!  |
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| Torino. 25-07-10 di Marco Petrino commento di Marco Petrino |
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Grazie Surgeon! Come sempre un commento "pieno", da leggere con estrema attenzione.
...la sovraesposizione in alto a sinistra non piace neppure a me, non si può rimediare purtroppo perché quella parte è proprio bruciata.
Ciao!  |
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| Torino. 25-07-10 di Marco Petrino commento di S R |
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Eccolo... se gli metti un sasso, un banale, normale sasso sopra un muretto lui... ne tira fuori...
Mi piace e tanto pure! |
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| Torino. 25-07-10 di Marco Petrino commento di Marengo |
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Se qualcuno non avesse capito bene come funziona la litografia, qui trova un esempio abbastanza calzante.
Questa è l'opera della ruota di un'auto "iconoclasta", che procedeva verso l'osservatore e che ha catturato parte della scritta a terra, "depositandola" un po' più in là, esattamente a una distanza pari al diametro della ruota stessa. "Elementare Watson", direbbe il buon Holmes, "la foto parla da sola...". Manca solo il nome del responsabile, ma quello la fotografia non potrà mai dircelo.
Si potrebbe tentare col DNA sulla cicca di sigaretta, ma non sappiamo se è un fumatore
Scusa Malko se ho scherzato un po', il pomeriggio oggi è un po' noioso.
Ma la fotografia mi ha attirato per l'originalità, il buon grafismo e... la sua parvenza di foto poliziesca.
Un saluto e buona serata |
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| Torino, 25-07-10 di Marco Petrino commento di S R |
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Ma che bella cavolo!!!!!
Quel rivolo di liquido che attraversa tutto il fotograma in primo piano crea una gradevole tridimensionalità insieme a quello che appena si intravede nel secondo piano... al terzo piano ci abita mia zia...
Sfondo stupendo, colori caldi e composizione... chetelodicoaffà
Ciao Grande! |
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| Torino. 25-07-10 di Marco Petrino commento di surgeon |
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Mi soffermo volentieri su questo piacevole fotogramma di Malko al fine di discutere con voi su quello che si può definire un buon linguaggio fotografico. L’istantanea si contraddistingue per la sua polarità topologica dei piani prodotta da una messa a fuoco selettiva. Questa stabilisce una gerarchia di lettura del testo, definisce ciò che viene “prima” e ciò che deve venire “dopo”. L’attenzione dell’autore divide la scena e ci presenta il suo soggetto principale: una forma antropomorfa all’interno di una gabbia con un lucchetto(forse un manichino..). Solo dopo l’attenzione si porta sullo sfondo a trovare la nuova figura di una donna, con la borsa sulla spalla, a passeggio, lungo una via di città non ben identificata. Questo, lo scheletro fondamentale della fotografia, reso essenziale dalla scelta di convertire l’immagine in bianco e nero. Qualsiasi interpretazione che ne può derivare dell’immagine non può desimersi dall’utilizzare questo modus operandi di lettura. Non è univoca l’interpretazione di questa polarità di piani: essa rappresenta un contenitore di significato,una sintassi, uno spazio astratto, entro cui può prendere vita , reificandolo, qualsiasi tipo di contenuto soggettivo. Ecco che allora calza decisamente bene l’interpretazione dell’utente Silvsrom: “un'oscuro figuro che potrebbe minacciare l'ignara donna in arrivo..” Ma allo stesso modo potrebbe essere valida anche una nuova versione: “l’oscura identità che aspetta in silenzio che la donna lo venga a liberare dalla sua prigione, aprendo quel dannato lucchetto che blocca la serratura”. In entrambe le versioni la lettura coinvolge gli stessi elementi visivi, e lo stesso “come”: questa lettura partirà sempre dalla figura di destra, quella dove l’autore pone la sua attenzione, cioè sul “soggetto principale”, l’attore, il protagonista. Successivamente ognuno è libero di trovare l’interpretazione che più sente: si cercherà quindi di “vestire i panni” del fotografo di turno, cercando di assimilare e condividere la stessa sensibilità percettiva che lo ha portato a scattare, in poche parole la sua “idea”. Quello che rimarrà invariato nel commento di ciascun fruitore sarà però la grammatica dell’immagine , ovvero sia il modo di iniziare e veicolare il messaggio. Non vi è dubbio che, la trasmissione di questo messaggio fotografico, dall’emittente (il fotografo) al ricevente (l’osservatore di turno), dipenderà sia dalle capacità di lettura di quest’ultimo, sia dalle capacità di scrittura del primo, quindi sarà tanto più facile quanto più l’autore sa “scrivere” fotograficamente ed il lettore sa “leggere” un tale tipo di linguaggio. E il nostro malko sa scrivere bene..
Per tornare agli aspetti puramente tecnici dello scatto, vorrei far rilevare all’autore solo le sovraesposizioni della parte alta del fotogramma , quelle eccessive bruciature, che, in un tale tipo di testo specifico di bianco e nero, non può che distogliere l’osservatore, slittando lo sguardo fuori dell’inquadratura.
Un buon lavoro |
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