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| Gillo Dorfles di andy-capp commento di kaixo |
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| andy-capp ha scritto: | battute e basta.
Se non si chiamava Gillo Dorfles non avrei scattato  |
Interessante.... |
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| Gillo Dorfles di andy-capp commento di MescoDesign |
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..al di là dell'importanza storica del personaggio, la foto a me personalmente non dispiace, tecnicamente ha qualche difettuccio, ma la posa e il momento che hai colto, e lo sguardo sopratutto, sono perfetti.(poi se andiamo a vedere tante foto Magnum, sono mosse, fuori fuoco, imperfette, ma BELLE.)
Poi è stato tra i padri fondatori dell'ADI... o perlomeno ha contribuito in maniera rilevante...
m. |
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| Gillo Dorfles di andy-capp commento di holden |
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Del "gillo" seguii un intervento all'Accademia di S.Luca a Roma. Ascoltai con interesse le cose che disse...
Ma se i meriti di uno scatto si devono cercare nel curriculum vitae del soggetto, allora, scusa l'estrema semplificazione, proprio non ci siamo.
Detto questo, mi piace. Non per Dorfles, ma per la foto in se.
ciao.
p.s. continuo a seguire con curiosità le cose che fai. |
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| Gillo Dorfles di andy-capp commento di andy-capp |
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kaixo a parte le battute, hai presente chi è Gillo Dorfles? E' già tanto se mi sono potuto permettere di fotografarlo e di parlarci Si cmq è vero tutto ciò che dici, ma abituato a fotografare ciò che vedo e ciò che mi si presenta davanti o cmq non usando mai faretti è andata piuttosto bene. E' una foto che per me più che un valore tecnico ha un valore simbolico. Sono cresciuto leggendo i suoi libri e le sue critiche d'arte. Pensa che studiavo sui suoi testi a scuola  |
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| Gillo Dorfles di andy-capp commento di andy-capp |
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Va be la prossima volta gli dico: Oh!!! Gillo!!! Maremma sul cinghiale!! Non ti mettere di profilo! Hai un naso peggio del mio! E poi maremma suonata la voi chiudere la finestra e accendere i faretti che ti devo fotografà!??
La prossima volta, se mai ci sarà, che incontro il "grande vecchio" gli dico tutto questo, va bene?
Ciao e un abbraccio. |
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| Gillo Dorfles di andy-capp commento di kaixo |
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La luce su di lui mi piace.Non mi piace tanto la curva della sedia che finisce sulla fronte(bianco contro bianco) e neanche quel alone sul naso.
Bianchi bucati...
Saluti
Kaixo |
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| Gillo Dorfles di andy-capp commento di andy-capp |
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| Oggi ho avuto il privilegio di far due chiacchiere con Gillo Dorfles del mio libro e di altro. Per me che ho deciso di "vivere" d'arte è stata un'emozione. |
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| (reportage) appunti: tra finzione e realtà di andy-capp commento di andy-capp |
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Lamediluce…
Ci mancherebbe, sono il primo a dire ciò che penso senza tanti giri di parole sulle foto altrui ci mancherebbe altro non lo accettassi. Tutt’altro mi fa molto piacere. Soprattutto quando queste sono osservazioni pertinenti. Per quanto riguarda il reportage mi trovi d’accordo sulla necessità, direi l’obbligo dell’omogeneità del messaggio, della grafica e dello sviluppo. Però in questo caso, non ricordo se l’ho detto oppure no non si tratta di un vero e proprio reportage, e cioè una storia, un racconto, ma si trattano di appunti tra realtà e finzione. Hai colto a pieno il senso del mio “lavoro” e questo mi fa molto piacere. Si trattano in effetti in alcuni casi, non in tutti, di foto scattate a fotogrammi di films. Ed è un operazione ben precisa, tra citazione, interpretazione e ispirazione. Se hai riconosciuto qualche fotogramma avrai visto che non sono assolutamente uguali all’originale sia per le luci, sia per il viraggio, che per il taglio. Sono situazioni tra il reale e la finzione appunto. Nella vita i confini tra il reale, sia quello della finzione cinematografica e quello della finzione mentale, sono labili, e ogni persona attraversa costantemente, più o meno coscientemente questo confine. Io ho cercato di “fermare” questo moto tra finzione, realtà, immagini, e deliri perché no?. L’operazione che voglio fare è quella di mescolare questi linguaggi, quello della fotografia, quello della realtà, e quello del cinema, affinché diventi un alchimia di sensazioni. Mi rendo conto di parlare come se dovessi promuovere un lavoro già strutturato ma in realtà si tratta di un work in progres. Il fatto che non ti convinca è positivo almeno in questa fase perché mi permette di riflettere e in questo caso riflettere insieme a te su come si sta evolvendo. I titoli come avrai notato non rispecchiano le reali situazioni ma sono anch’essi frammenti di idee e sensazioni. A volte costruiti per associazioni d’ idee, altri nati ancor prima dell’immagine e/o della “citazione”. Il fatto che alcuni scatti siano tratti da films è un po’ come “percorrere” dall’ esterno verso l’interno un film. Ci limitiamo molto spesso a “leggere” ciò che ci viene proposto, sia essa una situazione realmente accadutaci sia esso un film, oppure una scena immaginaria, mentre ci risulta molto più difficile ribaltarne il significato, guardare le cose da un'altra angolazione. Quello che penso è che molto spesso ci manca è l’immaginazione quell’immaginazione che i medici chiamano follia, da cui noi fuggiamo atterriti ma che in realtà in maniera più o meno patologica pervade la nostra mente. Allora i fotogrammi, le foto scattate dal vero, quelle costruite, diventano, confondendosi l’una con l’altra transfert, tramite tra il nostro inconscio e il subconscio. |
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| pousser un cri di andy-capp commento di massimiliano ingrosso |
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Da amante di Delicatessen non ho potuto non riconoscere la scena.
In quella pagina, nella sezione personaggi troviamo ben due tuoi modelli: Le Boucher, al secolo Jean-Claude Dreifus (nel link in un'altra scena del film rispetto a quella del reportage, ma ben riconoscibile) e poco più sotto Aurore Interligator ovvero Silvye Laguna (esattamente questa foto).
Non comprendiamo, a questo punto, questa tua spiegazione
| andy-capp ha scritto: | Grazie
Andrea il taglio è andato così, non c'è una ragione precisa, mi piaceva chiudere, mi dava l'impressione di entrare dentro alla bocca, che ho lasciato in oscurità perché appunto non è importante vederci dentro ma "sentire" l'urlo e vedere gli occhi spaventati. |
come se la foto l'avessi pensata e realizzata tu.
Per cui ci piacerebbe avere delle spiegazioni esaustive della tua risposta: la foto è tua? Ne sei proprio sicuro?
Perché minare in prima persona la tua credibilità? |
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| (reportage) appunti: tra finzione e realtà di andy-capp commento di lamadiluce |
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Dopo tre pagine di commenti positivi, mi sento quasi in colpa ad esprimere la mia opinione. Ma dopotutto è solo "una" opinione, non certo una verità assoluta.
Ci sono due motivi per cui il tuo reportage non mi piace. Il primo è che non riesco (forse è un mio limite) a vedere l'originalità di uno scatto che in certo senso già esiste (il fotogramma del film da cui viene tratto). Vero è che si può sempre discutere su come il fotografo "interpreti" una situazione o un'opera già esistente, ma, per quanto mi riguarda, considero interpretazione "citare", "richiamare", "cercare di ricostruire un'atmosfera".
In altre parole, un conto è fotografare una situazione in cui ci sia una tv e il film che si vede dentro abbia un suo ruolo nella composizione dell'immagine, un altro conto è fotografare un video.
Il secondo motivo è di carattere "estetico": credo che in un reportage sia importante l'omogeneità delle immagini presentate, anche per quanto riguarda le semplici cornici. In questo caso sono un po' strette, un po' larghe...
Non volermene. |
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| (reportage) appunti: tra finzione e realtà di andy-capp commento di Clara Ravaglia |
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Qualche ora fa ho osservato il lavoro di Stecco....., ora riesco ad avvicinarmi al tuo....
La foto di apertura già era conosciuta... ma ne hai unito la forza ad altre immagini, altre finestre di verità.
Due reportage così diversi, ma in fondo non completamente alieni l'uno all'altro e sicuramente accomunati dalla grande emozione che sanno suscitare.... un tanti di noi, pur toccando corde differente ma mai dissonanti.
In fondo quelli che, sia tu che Stefano, ritraete sono sempre e comunque relitti... tracce di vita, segni di luce che si fanno emozione
A noi raccogliere il grido lacerante che si alza, senza voce, da tante di queste immagini....
Ritratti che parlano tramite un linguaggio universale, che non necessita di traduzione.
Trovo solo quella del suicide.... leggermente fuori contesto.... più scolastica delle altre.
Auguro tanta strada a questo tuo lavoro.
Ciao
Clara |
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| (reportage) appunti: tra finzione e realtà di andy-capp commento di TestaPazza |
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| Mi unisco ai complimenti per un set ben sudiato ed ottimamente realizzato. Difficile aggiungere altro a quanto ti è già stato detto, sono foto che emozionano, che ti lasciano qualcosa dentro. Hai trattato un tema difficilissimo senza scadere nel pietismo, e stando al di sopra del reportage...il tutto spostato su un piano surreale e coinvolgente. Ancora complimenti |
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