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| Periferia urbana di Daniela Loconte commento di Daniela Loconte |
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Sì, è vero. Milano è una Metropoli, è il centro dell'Europa.
Ma appena giri l'angolo, a pochi km dai palazzi della città.....
Spero di avervi strappato un sorriso. Buon week end a tutti.  |
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| Cattedrale vegetale. di Daniela Loconte commento di Daniela Loconte |
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| Arpal ha scritto: | Non mi dispiace questo scenario diviso, con ombre lunghe sulle strutture dietro il laghetto.
Credo che hai margine per aprire un po' le ombre, e cercare un po' di dettaglio, che sulla parte destra e' quasi inesistente.
Su un tempo di 1/4000, l'f/3.5 e' quasi un suicidio...perche'?
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Ciao Marco, grazie di essere passato.
Sì, anche a me piace questo scenario diviso ed è proprio la caratteristica di questa fotografia.
Per quanto riguarda le ombre proverò ad aprirle un po' ma non credo di riuscire ad avere più dettaglio.
Per quanto riguarda i parametri di scatto, mi chiedi il perchè.....
Era un controluce, provato nelle varie condizioni standard, da f8 a f16, sempre con i 100 iso e tempi stretti e nell'arco di un paio d'ore.
Ma il cielo continuava a venire bruciato quando invece uno dei miei obiettivi era fotografare proprio il contrasto tra la struttura e le montagne alle sue spalle.
E allora ho incominciato a scattare in priorità di tempi (funzione semi automatica) fino a quando non ho visto nel mirino ciò che volevo riprendere (oltretutto c'era anche una leggera foschia). Il diaframma quindi si è aperto di conseguenza, non è stata una mia scelta.
Ti allego uno scatto (più o meno dallo stesso pdr) di circa 30' dopo, a 31mm, f11, 100 iso, 1/60.
(in pp ho usato maschera gradiente e sono scesa di 1,8 per eliminare la sovraesposizione dal cielo. Nello scatto precedente avevo usato sempre una maschera gradiente ma per aprire le ombre).
Come avrei potuto gestire questo controluce se non facendo vari tentativi? Non ho esperienza tale da riconoscere la luce e decidere a priori come scattare. Generalmente osservo, scatto e controllo; 1, 2, 3 scatti e poi cambio gli incroci e così via fino a quando la fatica non viene ripagata dal risultato.
Grazie di essere passato.
Se vuoi aspetto tue nuove.
Buona serata.  |
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| Torre Isozaki. City Life. Milano di Daniela Loconte commento di Daniela Loconte |
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| milladesign ha scritto: | perchè ci sono applicazioni in cui un diaframma molto chiuso ha la sua funzione, per esempio per estendere la pdc in riprese ravvicinate, e la diffrazione diventa un male minore rispetto al beneficio ottenuto oppure non rappresenta affatto un problema perchè i dettagli del soggetto sono talmente ingranditi, come può accadere per esempio in una macro, da non soffrire l'effetto negativo della diffrazione.
nel tuo caso, considerando la focale utilizzata (18 mm) e il tipo di ripresa avresti ottenuto senza dubbio un risultato migliore fermandoti a f11, se non anche a f8, e ragionando sul punto della struttura da utilizzare come riferimento per la messa a fuoco, tenendo a mente la regola che vuole che più o meno un terzo della profondità di campo si estenda dal piano di messa a fuoco verso la fotocamera e due terzi dal piano di messa a fuoco verso l'infinito.
nella fotografia architettonica, così come nel paesaggio, chiudere il diaframma oltre quello che è il suo valore teoricamente migliore per la resa dell'obiettivo difficilmente da buoni risultati dal punto di vista della definizione dell'immagine.
detto questo, non ho ancora detto la cosa più importante: mi piace molto questa visione alternativa del soggetto e mi accodo a chi ci vede la prua di un'imbarcazione high tech. |
Giorgio, grazie mille!!!!
Mi hai spiegato in maniera dettagliata e precisa e io l'ho anche capito
Grazie davvero, perchè una spiegazione sì fatta sul campo non ha eguali a nessun manuale di fotografia.
Grazie anche per la tua revisione che è più simile al mio file originale ma questa volta ho voluto un po' giocare con le cromie e distaccarmi un attimo dalla realtà. Cosa che non credevo possibile nelle foto di architettura ma che ho visto in tanti (e tante volte anche su siti monotematici) fare.
Buona giornata.  |
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| Cattedrale vegetale. di Daniela Loconte commento di Arpal |
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Non mi dispiace questo scenario diviso, con ombre lunghe sulle strutture dietro il laghetto.
Credo che hai margine per aprire un po' le ombre, e cercare un po' di dettaglio, che sulla parte destra e' quasi inesistente.
Su un tempo di 1/4000, l'f/3.5 e' quasi un suicidio...perche'?
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| Torre Isozaki. City Life. Milano di Daniela Loconte commento di milladesign |
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| Daniela Loconte ha scritto: | Cristian,
Giuseppe,
Marianna,
Ambrogio,
Carlo,
Giacomo,
Cesare,
Clara,
Claudia
grazie mille di essere passati. Felice che vi sia piaciuta e grazie mille per tutti i consigli tecnici.
@ Carlo e Giacomo: Mi chiedo - e scusate la mia ignoranza - se f22 produce diffrazione perchè le lenti prevedono questo diaframma? Quando è allora utilizzabile?
Io l'ho scelto solo per una questione di profondità di campo ma la prossima volta non vado oltre f13
Buona giornata a tutti.  |
perchè ci sono applicazioni in cui un diaframma molto chiuso ha la sua funzione, per esempio per estendere la pdc in riprese ravvicinate, e la diffrazione diventa un male minore rispetto al beneficio ottenuto oppure non rappresenta affatto un problema perchè i dettagli del soggetto sono talmente ingranditi, come può accadere per esempio in una macro, da non soffrire l'effetto negativo della diffrazione.
nel tuo caso, considerando la focale utilizzata (18 mm) e il tipo di ripresa avresti ottenuto senza dubbio un risultato migliore fermandoti a f11, se non anche a f8, e ragionando sul punto della struttura da utilizzare come riferimento per la messa a fuoco, tenendo a mente la regola che vuole che più o meno un terzo della profondità di campo si estenda dal piano di messa a fuoco verso la fotocamera e due terzi dal piano di messa a fuoco verso l'infinito.
nella fotografia architettonica, così come nel paesaggio, chiudere il diaframma oltre quello che è il suo valore teoricamente migliore per la resa dell'obiettivo difficilmente da buoni risultati dal punto di vista della definizione dell'immagine.
detto questo, non ho ancora detto la cosa più importante: mi piace molto questa visione alternativa del soggetto e mi accodo a chi ci vede la prua di un'imbarcazione high tech. |
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| Torre Isozaki. City Life. Milano di Daniela Loconte commento di Laki85 |
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Perché meccanicamente si può fare...il problema poi diventa squisitamente ottico.
Del resto anche con gli ISO si può arrivare a 51200 (forse anche oltre...), ma se uno provasse ad usarli realmente...  |
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| Cattedrale vegetale. di Daniela Loconte commento di Daniela Loconte |
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Chiedo scusa ma sono saltati i dati di scatto che riporto qui di seguito.
E' stato uno scatto in (semi) controluce e all'orizzonte era presente anche una certa foschia. Ho quindi scelto di scattare in priorità di tempi.
22mm
f3.5
iso100
s 1/4000 |
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| Cattedrale vegetale. di Daniela Loconte commento di Daniela Loconte |
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La Val Brembana e le sue 4 cime (Menna, Arera, Grem e Alben).
A 1.100 mt, su un dosso isolato lungo la salita per il Pizzo Arera, circondata da una cortina naturale di alberi, si può ammirare la struttura realizzata da Giuliano Mauri, interamente costruita in materiale vegetale locale. |
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| Torre Isozaki. City Life. Milano di Daniela Loconte commento di Daniela Loconte |
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Cristian,
Giuseppe,
Marianna,
Ambrogio,
Carlo,
Giacomo,
Cesare,
Clara,
Claudia
grazie mille di essere passati. Felice che vi sia piaciuta e grazie mille per tutti i consigli tecnici.
@ Carlo e Giacomo: Mi chiedo - e scusate la mia ignoranza - se f22 produce diffrazione perchè le lenti prevedono questo diaframma? Quando è allora utilizzabile?
Io l'ho scelto solo per una questione di profondità di campo ma la prossima volta non vado oltre f13
Buona giornata a tutti.  |
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| "9 ottobre 2017. Tramonto al Parco Forlanini di Daniela Loconte commento di Daniela Loconte |
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| pinolo ha scritto: | | Daniela Loconte si intende che quello che scrivo è solo il mio parere, ci mancherebbe. Visto il tema tramonto "eccezionale" in un parco, tra alberi e cielo come elementi principali, è molto facile incorrere in foto ridondanti che appiattiscono il reportage. |
E' chiaro, Antonio. So bene che è il tuo parere ma l'ho messo in critica proprio per avere un parere.
La verità è che ero talmente stordita da quella visione che ho scattato ma non in funzione di una corretta documentazione. Gli scatti sono stati istintivi anche perchè non sapevo per quanto quel fenomeno sarebbe andato avanti.
E quindi i pdr non sono studiati ma frutto dello stupore.
Grazie comunque di essere ripassato.
Buona giornata.  |
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| Torre Isozaki. City Life. Milano di Daniela Loconte commento di Clara Ravaglia |
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I responsabili di sezione già ti hanno offerto pareri e consigli. Io mi limito a dire che mi piace molto. Un ascensore perfetto.... per la magia di una illusione visiva.
Bello credere alvolta a ciò che la foto lascia immaginare, servandosi della fredda geometria dell costruzione, senza negarla, ma non lasciando a questa il protagonismo assoluto.
Ciao
Clara  |
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| Torre Isozaki. City Life. Milano di Daniela Loconte commento di Laki85 |
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Un'interessante proposta, cara Daniela
Bello questa continuità di azzurro tra vetro e cielo.
Alcune cose, secondo il mio gusto, sono perfettibili e, se ritieni il caso, prova a valutarne l'effetto finale sullo scatto:
- le linee orizzontali non sono perfettamente parallele al bordo del fotogramma, tendono a pendere un po' a sinistra, niente che non si possa risolvere in post;
- proverei a ridurre selettivamente un po' di ciano dalle parti chiare della struttura, in modo da far risaltare l'effetto di continuità cui accennavo sopra;
- f22 è un diaframma troppo chiuso, non tanto (e non solo) per la perdita di nitidezza dovuta a diffrazione, quanto piuttosto per i tempi lenti che sei stata costretta a usare...mano d'acciaio OK, ma secondo me f13 è più che sufficiente.
A parte quest'ultima cosa, le precedenti sono affrontabili in post, per cui tutto fattibile senza uscire di casa.
Una buona prova  |
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| Torre Isozaki. City Life. Milano di Daniela Loconte commento di carcat |
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abbiamo capito che è perfettibile, ma come?
provo a dare il mio piccolo contributo:
1) meglio trovare la chiusura agli angoli in basso su linee più importanti (cioè quelle metalliche...), come? visto che eri alla focale minima, un mix tra un passo indietro e un alzo maggiore...
2) f22 probabilmente è eccessivo, introduci inutilmente diffrazione e non aumenti nitidezza e pdc
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