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| Delhi di pierlu commento di nerofumo |
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| Il colore non vi è dubbio è il primo elemento che salta agli occhi, segue il disordine tipico di queste latitudini, quel disordine tra cui è quasi impossibile trovare una sintesi, isolare un soggetto, disegnare un tratto semplice ed essenziale che forse più di altri orpelli parla e si esprime. E inoltre, ciò che per loro è uno stile di vita, sarebbe per noi a ben vedere, oggetto di grande allarme sociale ma l'India ha uno speciale salvacondotto che riesce da sempre a sdoganare a proprio favore e merito perfino la monnezza. |
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| Sofia 2017 di simonefo88 commento di nerofumo |
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| Le grandi città dell'est hanno ancora grandi margini di espressività e la tua è una di queste. Mi sarebbe solo piaciuto un maggior numero di foto, da quello che vedo non mi sarei certo annoiato. |
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| .fiori. di filippo de marco commento di nerofumo |
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| Delle foglie che nella loro originalissima presentazione assumono le connotazioni di fiori.....un idea gentile e meravigliosa anche e soprattutto nella tecnica proposta che nel valorizzare luci e ombre ne esalta le trame. |
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| Linee d'ombra di bunjin commento di nerofumo |
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| e infatti non è un reportage ma un portfolio, molto striminzito ma sempre un portfolio. Per foto in bianco nero di norma ci si riferisce a immagini con gradazione di grigi, qui siamo quasi di fronte ad una litografia. Buona la ricerca di forme e soprattutto linee, un "delirio" che meritava un approfondimento, non difficile peraltro. |
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| Verbicaro - I Vattienti (ATTENZIONE - immagini forti) di nerofumo commento di nerofumo |
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Nella notte tra il giovedì e il venerdì santo di Pasqua si svolge un rito antico di cui esistono solo tre esempi in Italia, oltre Verbicaro si trovano oggi i "Vattienti", coloro che si battono, a Nocera Tirinese anch'essi in Calabria e a Guardia Sanframondi in provincia di Benevento.
Trattasi si una forma di devozione estrema che prevede tre giri del paese con soste davanti alle chiese principali dove i protagonisti si percuotono infliggendosi delle ferite col "cardillo" un particolare oggetto di legno in cui sono incastonati un numero determinato di cocci di vetro taglienti. Non è un rituale riconosciuto dalla chiesa anche se tollerato poichè espressione mistica di un intero popolo e per questo motivo è fatto divieto ai vattienti di entrare nelle chiese, fermandosi solo in prossimità del sagrato dove avviene la flagellazione a cui segue il tradizionale lavaggio in una antica fontana.
Ovviamente il tutto è preceduto da un lauto banchetto a base di carne di agnello a cui tutti possono essere invitati tra fiumi di vino che oltre ad essere bevuto viene pure utilizzato per bagnare le ferite dei flagellanti con il duplice compito di disinfettarle e impedirne la rimarginazione favorendone il sanguinamento, e per questo motivo viene spesso utilizzata pure dell'acqua mista ad aceto.
Questo il precedente reportage risalente a tre anni fa:
http://www.photo4u.it/viewcomment.php?t=613621 |
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| This is Boxing di Novecento commento di nerofumo |
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| tredici scatti di combattimento puro. Il bianconero ben si presta a questa esibizione di forza pura poichè esso stesso è asciutto ed essenziale come la prova dei due combattenti. |
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| Cimitero di campagna di gattapilar commento di nerofumo |
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| Solo poche volte ho brandito una macchina fotografica in un cimitero, forse un paio. Ho sempre avuto un freno interiore nei luoghi della sepoltura che continuo, nelle loro espressioni più belle, a fissare con gli occhi e col cuore. Nei piccoli centri di campagna però certe licenze ce le possiamo permettere meglio forse perchè non si è sovrastati da solenni immensità marmoree e grandi spazi con grandi numeri. Il paesello natìo, se di questo si tratta, racchiude le spoglie di famiglie intere, di persone che in vita si sono pure conosciute, che hanno litigato e che si son legate d'amore e d'amicizia.Probabilmente a una "ficcanaso" occasionale, nella noia di giorni sempre uguali, potranno sempre riservare la giusta tolleranza. A te resta solo per loro il giusto tributo di rispetto che ne rinnova il ricordo. |
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| Corajisime, quaremme e quarantane di nerofumo commento di nerofumo |
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Sono modi diversi per chiamare dei fantocci molto in uso nel sud Italia nel periodo quaresimale il cui scopo è quello di esorcizzare in qualche modo i tempi difficili del digiuno tenendo lontano dalle case gli spiriti maligni. Ci sono diverse letture del fenomeno, dalle mie parti si chiamano Corajisime e l'assonanza con Quaresima è fin troppo evidente. Corajisima è la moglie di Carnevale che muore platealmente ingordo e vizioso il mercoledì delle ceneri, con l'irrompere della quaresima quindi si cambia registro,si azzerano i divertimenti, si mangiano erbe amare e ci si astiene dai rapporti sessuali e dai lavori non necessari. Aspettando Pasqua, il giorno del risveglio. Ogni corajisima riporta al seguito alcuni elementi che possono trovare collocazione in maniera differente a seconda del luogo di provenienza, la dotazione originale prevede una collana di sette fichi secchi, sette castagne dure, sette sarde appese al collo che ricordano un alimentazione frugale, sette sono le domeniche quaresimali e sette sono pure le penne di gallina infilzate ad una arancia (o una patata) che rappresentano l'organo sessuale femminile, ogni domenica viene tolta una penna. C'è poi il fuso che rappresenta il tempo che passa e a cui non ci si può sottrarre.
Le fattezze della pupazza cambiano notevolmente in abbigliamento e proporzioni a seconda della zona geografica, quelle arbereshe (kreshma), di etnia albanese appunto, sono coloratissime e molto curate rispetto ad altre autoctone o grecaniche realizzate di stracci e con lineamenti che richiamano antichi riti voodoo. Nei tempi remoti le corajisime, esaurito il loro compito di monito e di protezione delle comunità contadine insieme al buon auspicio di ricchi raccolti e piogge copiose, venivano bruciate il giorno di Pasqua insieme all'ultima penna.
Attualmente sono presenti in Calabria, Puglia, Basilicata e Abruzzo, ma probabilmente, in maniera meno appariscente e consapevole esistono tracce anche in altre regioni meridionali.
Non è il lavoro di un giorno e dura oramai da anni, sarà oggetto di una pubblicazione a breve. Quello che vedete tuttavia è solo una selezione. Mi scuso fin da ora se troppo lungo. |
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| Gion Matsuri di Gannjunior commento di nerofumo |
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| Il Giappone è una meta che mi affascina e prima o poi lo sfizio me lo tolgo. Resta una meta affollatissima e questo si vede anche dai tuoi scatti in cui credo la difficoltà maggiore sarà stata quella di isolare i soggetti in maniera adeguata. Le riprese d'insieme descrivono bene l'evento ma il tuo posto fisso da turista lascia il segno. Vivere in Italia a volte ha i suoi vantaggi, uno di questi è quello del riuscire spesso a venire meno alle regole che ti vorrebbero appollaiato su un palco o dietro alle transenne. Ma il Giappone si sa, è un altro mondo. |
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| Nei vicoli del villaggio di Tropico commento di nerofumo |
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| Citazione: | | lieto che per l'ennesima volta mi reputi inserito bene nel contesto sociale, un tantino meno lieto che ultimamente non mi dici nulla sui reportage e su come li ho realizzati paisà... Wink |
Pensavo si fosse capito, i tuoi reportage sono di solito composti da foto realizzate in maniera informale, io ti immagino come uno che passeggia fumando (non approfondiamo cosa) e che riprende in maniera innocente e poco "sgamata" tutto quello che si vede intorno. Non c'è uno specifico argomento, un approfondimento di qualcosa, nè tantomeno un linguaggio comunicativo forbito, le tue sono foto in cui compaiono in egual misura vita, natura, gioia e dolori, ricchezza e povertà, tu non eserciti nessun filtro in quello che riprendi e mentre da un verso tutto ciò potrebbe rendere impersonale il tutto, nello stesso tempo ti rende un testimone per definizione. |
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| Il mio mondo a colori... di Clara Ravaglia commento di nerofumo |
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Forse nessuno te lo ha mai detto, nei paesaggi sei nella media ma la tua capacità di elaborare dettagli sta sicuramente due spanne più in alto.
E' un bel dono sai, quello di vedere le cose piccole in cui trovarci poi delle altre cose grandi. |
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| Nei vicoli del villaggio di Tropico commento di nerofumo |
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| A prima vista direi che hai cambiato telefono, mi sembrano tutte molto più sature nei colori e dense nei dettagli. Detto questo, continuo a chiedermi da mesi in che angolo di mondo vivi e come vivi, di certo come ti dissi già una volta, sei diventato oramai parte di loro, sei entrato nel tessuto sociale talmente in profondità che oramai non si accorgono più di te neanche i gatti e i tacchini. Quello che salta subito agli occhi infatti è l'estrema disponibilità alla ripresa di questa gente che sembra ormai aver digerito da tempo la tua presenza. Saranno anche doti relazionali le tue ma di certo la vita diversa da quella di un turista aiuta moltissimo. Sono tutte un tripudio di colori ma i bambini sui sacchi sono per me la cosa più bella che hai fatto. |
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