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| Reportage ex manicomi di andy-capp commento di Clara Ravaglia |
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Anche tutti i miei complimenti per questo lavoro di vero spessore, dove i particolari comunicano vere emozioni e una tristezza che fa rima con il rimpianto.
Sembra si sentire ancora l'urlo attutito di tutte le voci senza controllo che probabilmente si sono affollate nella mente di tanti ospiti di queste mura, e che li hanno accompagnati per una vita intera.
e queste anime simbolicamente sono vive e presenti in quella candela che ancora riluce fioca su quel comodino, come una fiammella votiva a memoria perenne di quello che è stato.
Ciao
Clara  |
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| Reportage ex manicomi di andy-capp commento di andy-capp |
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Miiii!!! Grazie!! su quale c/C devo fare il versamento? Comunicatelo al Presidente Andrea Comelato penserà lui a saldare il tutto grazie!!!
A parte gli scherzi sono contento grazie di cuore. |
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| Reportage ex manicomi di andy-capp commento di stecco333 |
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Molte foto le avevo già viste...ma non stampate... verrò a vedere la mostra a Volterra... ...penso che ne valga la pena...
...complimenti anche per la pubblicazione... notevole la copertina... le immagini che più apprezzo sono anche quelle più dolorose... i particolari... sono quelle più vicine ai ricordi e alle persone che hannno avuto un nome...
ciao
ste |
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| Reportage ex manicomi di andy-capp commento di NOCTILUX |
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Veramente un gran bel lavoro, che avevo avuto già modo di apprezzare nel tuo blog. Ci sono echi di soffrenze reali e tangibili, un po' come il coltello invisibile che la merini si porta conficcato nel petto da una vita.
Posso solo chiederti di chi è la splendida e convincente voce narrante che accompagna il video in apertura al blog? E' tua?
Ciao! |
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| camminare a passo incerto di andy-capp commento di ZioMauri29 |
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Ancora uno scatto al pari di quelli precedenti che ho ammirato, per forza e intensità espressiva..
Uno scatto ed un viraggio che racconta ancora da solo.. che descrive l'incertezza di un passo provato dal dolore, dalla malattia, dalla difficoltà di essere autonomi, ancora..
Il viraggio è perfetto per questa atmosfera così difficile e così particolare e delicata allo stesso tempo da descrivere, che richiede discrezione, e rispetto, per il dolore e per le difficoltà di chi ha ancora voglia e forza per camminare..
Bella, avrei giusto tagliato un po' a sinistra, per togliere quello spigolo più scuro in basso a sinistra..
I miei complimenti, davvero interessante come scatto..  |
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| camminare a passo incerto di andy-capp commento di Andrea Comelato |
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In questo caso la pendenza ci sta, rende bene l'idea di incertezza ed instabilità, pensavo fosse voluta
Quello che avrei tagliato è proprio la fascia più scura a sinistra, tu però hai le tue giuste motivazioni per non farlo.
Magari con una cornice scura siamo tutti e due contenti  |
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| camminare a passo incerto di andy-capp commento di andy-capp |
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si forse un capello pende che taglieresti quella "fascia" scura a sinistra? l'ho pensato a dire il vero ma poi lo sai io sono per lasciare tale e quale da come esce dalla macchina  |
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| camminare a passo incerto di andy-capp commento di Andrea Comelato |
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Molto bella (avrei solo tagliato un pelo a sinistra)
Personalmente la preferirei leggermente di sbieco, questione di gusti.
Complimenti per l'attimo colto e per la leggera (forse solo apparente) pendenza. |
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| Reportage ex manicomi di andy-capp commento di andy-capp |
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Costa,
Sai anch'io quando ho cominciato a mettere insieme le foto per il libro ho pensato che "Tullio" fosse un "elemento diverso" dal contesto del racconto che stavo facendo. Lo è infatti. Solo che è una storia a cui non sono riuscito a fare a meno. Allora nell'impaginazione è un capitolo, l'unico, a parte appunto una storia a se. E' ovvio che ha avuto bisogno di una piccola introduzione perché non è facile da capire, anche se intuibile, chi è e cosa fa. Quando poi ha preso forma e montato a chiusura del libro un suo perché lo assume. I manicomi ormai vuoti deserti ma che ancora presentano le tracce di vite e del dolore che all'apparenza possono sembrare vuoti si "riempiono" di queste presenze. Tullio rappresenta secondo me tutti quelle persone che non sono riusciti a togliersi di dosso quei luoghi ne sono state fagocitate, assorbite. Ecco allora che nel contesto assume sia una valenza poetica "dell'ultimo ospite" ma se vogliamo anche del guardiano, infatti in un primo momento pensavo di chiamarlo "il guardiano dell'interruttore del buio" ma poi in effetti non controlla nulla, non è un guardiano è ancora un ospite.
Grazie Giacomo |
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